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    Predefinito Parliamo di banche.....

    Sangue e Usura

    da il Giornale.it

    «La mia ultima battaglia contro l’euro»
    - di Redazione -

    L’intervista inedita rilasciata al Giornale pochi giorni fa spiega la causa cui l’ex questore stava lavorando

    La settimana scorsa «il Giornale» aveva intervistato Arrigo Molinari, in occasione dell'udienza presso il tribunale civile su due ricorsi da lui presentati contro Banca d'Italia e Banca centrale europea.

    Ecco la testimonianza che stava per essere pubblicata.

    Dica la verità, avvocato Molinari: anche lei ce l'ha con Fazio. Infierisce.

    «Neanche per sogno. Io ce l'ho con la Banca d'Italia e con i suoi soci voraci banchieri privati».

    Cos'hanno fatto di così terribile?

    «Hanno divorato l'istituto centrale di Palazzo Koch, rendendolo non più arbitro e non più ente di diritto pubblico. Con un'anomalia tutta italiana».

    Ai danni dei risparmiatori.

    «...che adesso devono sapere esattamente come stanno le cose».

    Ci aiuti a capire.

    «Sta tutto scritto nei miei due ricorsi, riuniti ex articolo 700 del codice di procedura civile, contro la Banca d'Italia e la Banca centrale europea per la cosiddetta truffa del “Signoraggio“, consentita alle stesse fin dal 1992».

    Ricordiamo chi era, allora, il ministro del Tesoro.

    «Era un ministro sottile che ha permesso agli istituti di credito privati di impadronirsi del loro arbitro Bankitalia, e quindi di battere moneta e di prestarla allo Stato stesso con tasso di sconto a favore delle banche private».

    Il “Signoraggio“ è questo?

    «Il reddito da “Signoraggio“ a soggetti privati si fonda su una norma statutaria privata di una società di capitali, e quindi su un atto inidoneo e inefficace per la generalità, per cui i magistrati aditi dei tribunali di Genova, Savona e Imperia non troveranno alcun ostacolo derivante da un atto di legge. L'inesistenza di una disciplina normativa consente di accogliere i tre ricorsi senza problema di gerarchia di fonti».

    Le conseguenze del “Signoraggio“?

    «Rovinose per i cittadini, che si sono sempre fidati delle banche e di chi le doveva controllare».

    Tutta colpa delle banche?

    «Sarò più chiaro, la materia è complessa. Dunque: le banche centrali e quindi la Banca d'Italia, venuta meno la convertibilità in oro e la riserva aurea, non sono più proprietarie della moneta che emettono e su cui illecitamente e senza una normativa che glielo consente percepiscono interessi grazie al tasso di sconto, prestandolo al Tesoro».

    Non si comportano bene...

    «Per niente! Ora i cittadini risparmiatori sono costretti a far ricorso al tribunale per farsi restituire urgentemente il reddito da “Signoraggio“ alla collettività, a seguito dell'esproprio da parte delle banche private italiane che, con un colpo di mano, grazie a un sottile ministro che ha molte e gravi responsabilità, si sono impadronite della Banca d'Italia battendo poi moneta e togliendo la sovranità monetaria allo Stato che, inerte, dal 1992 a oggi ha consentito questa assurdità».

    Un bel problema, non c'è che dire.

    «Infatti. Ma voglio essere ancora più chiaro. L'emissione della moneta, attraverso il prestito, poteva ritenersi legittima quando la moneta era concepita come titolo di credito rappresentativo della Riserva e per ciò stesso convertibile in oro, a richiesta del portatore della banconota».

    Poi, invece...

    «Poi, cioè una volta abolita la convertibilità e la stessa Riserva anche nelle transazioni delle Banche centrali avvenuta con la fine degli accordi di Bretton Woods del 15 agosto 1971, la Banca di emissione cessa di essere proprietaria della moneta in quanto titolare della Riserva aurea».

    Lei sostiene che Bankitalia si prende diritti che non può avere.

    «Appunto. Prima Bankitalia, nella sua qualità di società commerciale, fino all'introduzione dell'euro in via esclusiva e successivamente a tale evento, quale promanazione nazionale della Banca centrale europea, si arroga arbitrariamente e illegalmente il diritto di percepire il reddito monetario derivante dalla differenza tra il valore nominale della moneta in circolazione, detratti i costi di produzione, in luogo dello Stato e dei cittadini italiani».

    Un assurdo tutto italiano, secondo lei.

    «Certamente. Sembra un assurdo, ma purtroppo è una realtà. L'euro, però, è dei cittadini italiani ed europei, e non, come sta avvenendo in Italia, della banca centrale e dei suoi soci banchieri privati».

    Quasi tutto chiaro. Ma che si fa adesso?

    «Farà tutto il tribunale. Dovrà chiarire se esiste una norma nazionale e/o comunitaria che consente alla Banca centrale europea, di cui le singole banche nazionali dei Paesi membri sono divenute articolazioni, di emettere denaro prestandolo e/o addebitandolo alla collettività. L'emissione va distinta dal prestito di denaro: la prima ha finalità di conio, il secondo presuppone la qualità di proprietario del bene, oggetto del prestito».

    Lei, professore, ha fiducia?

    «Certo. La magistratura dovrà dire basta!».


    --------------------------------------------------------------------------------


    da repubblica.it

    Ucciso a coltellate nella sua casa
    l'ex questore di Genova Molinari

    ANDORA (SAVONA) - E' stato trovato ucciso a coltellate l'ex questore di Genova Arrigo Molinari, 73 anni. Il corpo senza vita è stato trovato stamattina nella camera da letto della sua abitazione di Andora. Sul posto, oltre ai carabinieri della compagnia di Alassio, sono arrivati il procuratore capo Vincenzo Scolastico ed il suo vice Maria Chiara Paolucci.

    Arrigo Molinari da qualche anno svolgeva l'attività legale e seguiva il figlio impegnato nell'attività di albergatore e di gestore del Bingo di Imperia. L'ex questore si era occupato in passato anche del suicidio del cantante Luigi Tenco, avvenuto a Sanremo nel '67.

    Fu proprio Molinari il primo ad entrare nella stanza e ad occuparsi dell'inchiesta. La settimana scorsa, proprio da una sua denuncia, erano stati rinviati a giudizio 6 tra ex direttori e direttori di istituti bancari della Riviera di Ponente con l'accusa di usura. nota 1

    (27-09-2005)
    ------

    la Repubblica "dimentica" di riportare notizie ben più recenti e importanti come questa:

    dal sito Adusbef

    ============================================
    Legale chiede i danni alla Banca d’Italia (05/09/2005)
    - di Redazione -
    La Banca d’Italia è stata citata a giudizio per danni, presso il tribunale di Imperia, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 «per non aver svolto un’ adeguata forma di vigilanza sulla Banca di Roma - sostiene nel ricorso l’ex questore e oggi avvocato Arrigo Molinari -, in quanto sua socia, in un precedente procedimento giudiziario».
    L’udienza di discussione del ricorso, presentato da Molinari, è stata fissata per il prossimo 5 ottobre. La vicenda ha avuto inizio da una causa per anatocismo, la richiesta di interessi sugli interessi, che l’avvocato Molinari aveva presentato nel 2000 contro l’istituto di credito romano, a difesa della defunta moglie Maria Teresa Pallavicino e del padre di lei.
    Molinari aveva chiesto un risarcimento, non ancora quantificato, contro la capitalizzazione trimestrale degli interessi dal 1934 a fine anni Novanta.
    ============================================

  2. #2
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    Denaro dal nulla
    tratto da Il segreto pi๙ nascosto di David Icke

    Oggi gli iniziati e gli uomini della Elite controllano la politica, le banche, gli affari, i servizi segreti, la polizia, gli eserciti, l'istruzione e i media di tutto il mondo. Forse il pi๙ importante di questi settori, in termini di controllo, ่ quello delle banche. La creazione e la manipolazione del denaro.
    Si basa sulla creazione di denaro che non esiste e che viene prestato a persone ed aziende in cambio di interessi. Ci๒ crea un debito enorme per i governi, le aziende e la popolazione in generale, che sono cos์ pi๙ facilmente controllabili. Essenziale in tutto questo ่ stato permettere ai banchieri di prestare denaro di cui non sono in possesso. Funziona cos์: se io o voi abbiamo un milione di sterline, possiamo prestare un milione di sterline. Semplicissimo. Ma se una banca possiede un milione di sterline, pu๒ prestare dieci volte tanto e pi๙, e gravare quei soldi di interesse. Se anche solo un numero esiguo di quelle persone che teoricamente hanno i "soldi" depositati nelle banche andassero oggi a ritirarli, le banche chiuderebbero i battenti in mezz'ora perch้ quei soldi non ce li hanno. Il denaro delle banche ่ un mito, un'altra truffa. Quando andate in banca a chiedere un prestito, la banca non stampa neanche una banconota nuova, n้ conia nuove monete. Si limita a digitare la somma del vostro prestito sul vostro conto corrente. Da quel momento in poi pagate alla banca interessi su ci๒ che non ่ altro che denaro digitato sullo schermo (denaro virtuale). Eppure, se non riuscite a rimborsare il prestito che non esiste, la banca pu๒ intervenire e, in tutta legalitเ, espropriarvi beni che invece esistono, come la casa, la macchina, la terra e tutto quello che possedete, per un valore pari a quello che compare sullo schermo. Inoltre, poich้ il denaro non viene messo in circolazione dai governi, ma dalle banche private che concedono prestiti ai clienti, le banche controllano la quantitเ di denaro in circolazione. Pi๙ prestiti decidono di elargire, pi๙ denaro viene messo in circolazione. Qual ่ la differenza tra un boom economico e una depressione economica? Solo una: l'ammontare del denaro in circolazione. Tutto qui. E, attraverso questo sistema, le banche private, controllate da quelle stesse persone, decidono quanti soldi saranno in circolazione. Cos์ possono creare periodi di prosperitเ e di crisi a loro piacimento. Lo stesso succede con le borse, i cui agenti spostano miliardi di miliardi di dollari al giorno nell'ambito dei mercati finanziari e bancari, determinandone cos์ l'ascesa o la caduta, lo sviluppo o il controllo. I crolli della borsa non accadono cos์ per caso, accadono perch้ qualcuno li fa accadere.
    La maggior parte del "denaro" in circolazione non ่ denaro materiale, banconote e monete. E' costituito da cifre che passano elettronicamente da un conto corrente su un computer ad un altro, attraverso bonifici bancari, carte di credito e libretti di assegni. Pi๙ denaro, elettronico o di altra natura, ่ in circolazione, maggiori attivitเ economiche possono svolgersi e, quindi, pi๙ prodotti vengono comprati e venduti, maggiore ่ il reddito di cui dispongono le persone, e maggiori sono i posti di lavoro disponibili. Ma la cricca finanziaria ha sempre cercato di creare dei boom elargendo molti prestiti e poi staccando la spina. Economisti e giornalisti economici strapagati, la maggior parte dei quali non ha idea di quello che sta accadendo, vi diranno che i boom economici e le crisi rientrano nel cosiddetto "ciclo economico". Balle! Si tratta invece di una manipolazione sistematica messa in piedi dalla Elite per appropriarsi della vera ricchezza del mondo. Durante un boom molte persone finiscono per indebitarsi ancora di pi๙. Un'attivitเ fiorente implica che le aziende chiedano ulteriori prestiti per comprare nuovi macchinari ed incrementare cos์ la produzione. La gente chiede prestiti per comprarsi una casa pi๙ grande e una macchina nuova e pi๙ cara, perch้ ha fiducia nel suo futuro economico. Poi, nel momento pi๙ conveniente, i maggiori banchieri, coordinati dalla rete di societเ segrete, alzano i tassi di interesse per diminuire la richiesta di prestiti e iniziano a richiedere il pagamento dei prestiti giเ accesi.
    Cos์ facendo, i prestiti diminuiscono e ci๒ ha come conseguenza la sparizione dalla circolazione di unitเ monetarie (il denaro nelle sue varie forme). Questo fa diminuire la domanda e comporta anche una riduzione dell'occupazione perch้ non ci sono abbastanza soldi in circolazione per alimentare l'attivitเ economica. Cos์ le persone e le aziende non guadagnano abbastanza da rimborsare i loro prestiti e finiscono per fallire. A questo punto le banche si appropriano delle loro vere ricchezze, le loro aziende, la casa, la terra, la macchina, in cambio del mancato pagamento di un prestito che non ่ mai stato niente di pi๙ che delle cifre digitate su uno schermo.
    Gli Stati Uniti per esempio, invece di crearsi del denaro proprio privo di interesse, i governi lo prendono in prestito dal cartello di banche private e rimborsano sia l'interesse che il capitale tassando la popolazione. Le somme fantastiche di denaro che pagate sotto forma di tasse vanno dritte alle banche private per rimborsare prestiti che i governi potrebbero crearsi da soli, emettendo denaro privo di interessi. Perch้ non lo fanno? Perch้ l'Elite controlla i governi tanto quanto le banche.
    Ci๒ che chiamiamo "privatizzazione" ่ la svendita dei beni dello Stato al fine di impedire la bancarotta causata dal debito creato dalla banche. I paesi del Terzo Mondo stanno cedendo il controllo della loro terra e delle loro risorse ai banchieri internazionali poich้ non sono in grado di rimborsare i grossi prestiti elargiti loro, di proposito, dalle banche proprio per intrappolarli in questa situazione.
    Tratto da Il segreto pi๙ nascosto di David Icke - Macro edizioni

  3. #3
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    Denaro: un potere creato dal nulla
    Tratto da: ซIl Potere del denaro svuota le democrazieป Settimo Sigillo

    Paterson aveva detto: la banca trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla.
    Ezra Pound, Cantos, XLVI, 453

    Abbiamo visto come il circolante emesso dalla Banca d'Italia sia circa un decimo dei mezzi da noi impiegati nei pagamenti, che risultano pertanto decuplicati. Questa apparentemente miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci nei mezzi di pagamento ่ l'effetto d'un fenomeno che si ripete negli altri paesi ed ่ noto agli economisti come il ซmoltiplicatore del sistema bancarioป o anche ซl’espansione multipla dei depositi bancariป. Non saprei spiegarlo meglio di come abbiano fatto il premio Nobel Paul A. Samuelson e William D. Nordhaus nel manuale d'Economia pi๙ diffuso al mondo:

    Prendiamo ora in considerazione il pi๙ misterioso aspetto della moneญta e del credito, e cio่ il cosiddetto processo di ซespansione multipla dei depositi bancariป. Forse avrete sentito dire che le banche, in qualญche modo incomprensibile, creano moneta dal nulla. In realtเ, la creaญzione di depositi bancari non ha alcunch้ di mistico: si pu๒ seguire passo passo ci๒ che accade alla contabilitเ delle banche. La vera spieญgazione della creazione dei depositi ่ semplice; ci๒ che ่ difficile caญpire sono le false spiegazioni che circolano ancora.
    Secondo queste false spiegazioni, gli amministratori di una banca orญdinaria riescono, come se le loro penne fossero bacchette magiche, a prestare parecchie lire per ciascuna che essi ricevono in deposito. Non c'่ da stupirsi se i banchieri del mondo reale si infuriano quando si sentono attribuire poteri del genere. Magari li avessero! Come ognuno di loro sa bene, non si possono investire soldi che non si hanno; e i solญdi investiti nell'acquisto di un titolo o nella concessione di un prestito lasciano la banca. Perci๒ i banchieri abbracciano spesso la tesi opposta, sostenendo che il sistema bancario non pu๒ creare moneta (e in realtเ non la crea). Dicono: ซDopo tutto, possiamo investire soltanto ci๒ che ci viene affidato. Noi non creiamo alcunch้: ci limitiamo soltanto a trovare sbocchi per il risparmio della collettivitเป. I banchieri che sostengono questa tesi sbagliano; si sono lasciati intrappolare dall'errore di composizione: ci๒ che ่ vero per ciascuno non ่, per ci๒ soltanto, vero per tutti. La veritเ ่ che il sistema bancario, nel suo insieme, pu๒ fare ci๒ che una piccola banca non pu๒ fare: pu๒ espandere il volume dei prestiti, e cos์ la moneta bancaria, di parecchie volte rispetto alle nuove riserve create a questo scopo, anche se ogni piccola banca presta sempre soltanto una frazione dei suoi depositi. Alla domanda fondamentale rispondiamo quindi in senso affermativo: s์, il sistema bancario e il pubblico creano realmente, insieme. circa 10 lire di depositi bancari per ogni nuova lira di riserve create per le banche.

    Qui non c'interessa seguire ogni singolo passo di tale processo, che nella versione di Samuelson e Nordhaus appare persino un po' edulcorato, minimizzato. Importante ่ stabilire che esista, che non sia l'invenzione polemica di economisti non ortodossi, di monetary cranks, maniaci della moneta, come gli eretici a cui si richiamava Ezra Pound (Silvio Gesell, Clifford Hugh Douglas, il premio Nobel per la chimica Frederick Soddy, Arthur Kitson, etc.); come l'americana Gertrude Coogan, autrice nel 1935 di un libro sui creatori di moneta che ebbe dodici ristampe fino al 1974 ed ่ stato ora proposto in Italia nella collezione L'Antibancor curata da Salvatore G. Verd่; o l'ancora attivissimo Lyndon LaRouche, da circa un ventennio puntuale candidato minoritario alla presidenza degli Stati Uniti, tra i primi a denunciare i pericoli per la smisurata proliferazione dei prodotti derivati, mentre di questi prodigi dell'ingegneria finanziaria si compiacevano gli apologeti della libera circolazione dei capitali.
    Ogni banca ordinaria in effetti potrebbe prestare solo un po' meno dei soldi che le vengono depositati, perch้ la banca centra le per motivi di sicurezza le impone di versarne almeno una quota in riserva. Tuttavia, giเ prestando ad altri il rimanente, aumenta per quella parte, dell'80% ed oltre, il denaro virtualmente esistente: perch้ chi ha depositato denaro nel suo conto corrente considera di averlo, potendone disporre in qualunque momento, mentre appunto l'80% o anche pi๙ del deposito ่ stato prestato nel frattempo a terzi, che al tempo stesso come lui ne dispongono riaprendo con un altro conto bancario lo stesso processo. Il passaggio di assegni senza contante da una banca all'altra e da un deposito all'altro crea di fatto moneta bancaria per degli importi, che vengono decuplicati anche se l'entitเ del circolante resta immutata. Sono, come abbiamo giเ visto, delle operazioni a rischio limitato perch้ previsto dall'esperienza, secondo cui mai i depositanti ritirano simultaneamente tutti i loro denari. Si alimentano situazioni di movimento di cui il sistema bancario ragionevolmente si fida, cos์ come noi ci fidiamo ad andare in aereo pur sapendo d'esser sorretti dalla velocitเ e che non ci si potrebbe fermare per aria senza atterrare o cadere.

    In base alla stessa logica si sono sviluppate le banche centrali, prestando soldi dei governi (cio่ monete d'oro e d'argento del re o della repubblica) ai governi e ottenendo da loro l'autorizzazione a raddoppiarli mettendo in circolazione altrettanti biglietti di banca garantiti dai governi stessi. Il modello venne lanciato poco pi๙ di trecento anni fa, nel 1694, da William Paterson, che cre๒ la Banca d'Inghilterra raccogliendo soci intorno a un prospetto in cui prometteva, come leggiamo ripetuto con indignazione nei Cantos di Pound, di lucrare due volte interessi, una prima volta prestando denaro sonante al re, che lo avrebbe poi restituito pagandoci un primo interesse, e un'altra volta prestando al pubblico altrettanti pezzi di carta, cio่ del denaro creato appunto ซdal nullaป.
    Chi ne aveva bene individuato sin dal secolo scorso il carattere truffaldino era stato verso la fine del primo libro de Il Capitale Karl Marx in un passo che gli stessi marxisti, attirati piuttosto dal problema del ซplusvaloreป che si produce nell'economia reale sottraendolo ai lavoratori, hanno un po' trascurato:

    Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che societเ di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l'accumularsi del debito pubblico non ha misura pi๙ infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d'Inghilterra (1694). La Banca d'Inghilterra cominci๒ col prestare il suo denaro al governo all'otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un'altra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci volle molto tempo perch้ questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d'Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava per๒ che la Banca desse con una mano per aver restituito di pi๙ con l'altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all'ultimo centesimo che aveva dato?

  4. #4
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    La Banca d'Italia ่ una societเ per azioni (banca privata) che appartiene a quelle banche che dovrebbero essere "controllate" dalla Banca d'Italia!!!


    Gli "azionisti" di Bankitalia
    Di Giuseppe Altamore (autore del libro-inchiesta sull'acqua: "Qualcuno vuol darcela a bere")
    Visto su: http://digilander.libero.it/afimo/index.htm

    Il n. 01 del 4 gennaio 2004 di "Famiglia Cristiana", riporta alla pag. 22 l'elenco dei soci di Bankitalia con le relative percentuali di interesse:

    "Stranamente la Banca d’Italia ่ una societเ per azioni che appartiene a banche italiane e, in misura minore, a compagnie d’assicurazione. E sorprendentemente l’elenco dei suoi azionisti ่ riservato. Per fortuna ci ha pensato un dossier di Ricerche & Studi di Mediobanca, diretta da Fulvio Coltorti, a scoprire quasi tutti i proprietari della Banca d’Italia. Spulciando i bilanci di banche, assicurazioni eccetera, ha annotato le quote che segnalavano una partecipazione nel capitale della Banca d’Italia. Cos์ il ricercatore ่ riuscito a ricostruire gran parte dell’azionariato della nostra massima istituzione finanziaria. Come si pu๒ notare, tre banche da sole "controllano" la Banca d’Italia (da R & S, Ricerche & Studi di Mediobanca, 2003, pag. 1.149)".

    Nella tabella mancano ancora i nomi dei rimanenti 5,83%: chi saranno costoro?


    - GRUPPO INTESA 27,2 %
    - GRUPPO SAN PAOLO 17,23 %
    - GRUPPO CAPITALIA 11,15 %
    - GRUPPO UNICREDITO 10,97 %
    - ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 %
    - INPS 5,0 %
    - BANCA CARIGE 3,96 %
    - BNL 2,83 %
    - MONTE DEI PASCHI DI SIENA 2,50 %
    - CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE 1,85 %
    - RAS 1,33 %
    - GRUPPO LA FONDIARIA 2,0 %
    - GRUPPO PREMAFIN 2,0 %

  5. #5
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    I soci privati delle Banche Centrali (private)

    I SOCI DELLA BANCA D’ITALIA

    Gruppo Intesa (27,2%), BNL (2,83%)
    Gruppo San Paolo (17,23%) Monte dei Paschi di Siena (2,50%)
    Gruppo Capitalia (11,15%) Gruppo La Fondiaria (2%)
    Gruppo Unicredito (10,97%) Gruppo Premafin (2%)
    Assicurazioni Generali (6,33%) Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%)
    INPS (5%) RAS (1,33%)
    Banca Carige (3,96%) privati (5,65%)

    I SOCI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA (BCE)

    Banca Nazionale del Belgio (2,83%) Banca centrale del Lussemburgo (0,17%)
    Banca Nazionale della Danimarca (1,72%) Banca d’Olanda (4,43%)
    Banca Nazionale della Germania (23,40%) Banca nazionale d'Austria (2,30%)
    Banca della Grecia (2,16%) Banca del Portogallo (2,01%)
    Banca della Spagna (8,78%) Banca di Finlandia (1,43%)
    Banca della Francia (16,52%) Banca Centrale di Svezia (2,66%)
    Banca Centrale d’Irlanda (1,03%) Banca d’Inghilterra (15,98%) (Non ha l’euro)
    Banca d'Italia (14,57%)

    I SOCI DELLA FEDERAL RESERVE U.S.A.

    Rothschild Bank di Londra Kuhn Loeb Bank di New York
    Warburg Bank di Amburgo Israel Moses Seif Banks d’Italia
    Rothschild Bank di Berlino Goldman, Sachs di New York
    Lehman Brothers di New York Warburg Bank di Amsterdam
    Lazard Brothers di Parigi Chase Manhattan Bank di New York


    I personaggi qui sotto possedevano banche che a loro volta possedevano azioni della FED. Le banche elencate hanno un controllo significativo sul New York FED District, che controlla gli altri 11 FED Districts. Queste banche sono in parte possedute da stranieri e controllano la New York FED District Bank:

    First National Bank di New York Levi P. Morton
    James Stllman National City Bank, New York M.P. Pyne
    Mary W. Harnman George F. Baker
    National Bank of Commerce, New York Percy Pyne
    A.D. Jiullard Mrs.G.F. St. George
    Hanover National Bank, New York J.W. Sterling
    Jacob Schiff Katherine St. George
    Chase National Bank, New York H.P. Davidson
    Thomas F. Ryan J.P. Morgan (Equitable Life/Mutual Life)
    Paul Warburg Edith Brevour T. Baker
    William Rockefeller

  6. #6
    Totila
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    Ma guarda guarda...Molinari stava creando un bel casino e che gli succede?
    Viene ammazzato.

  7. #7
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    coincidenze inquietanti, come al solito ......... uomini di valore uccisi nell'indifferenza

  8. #8
    Totila
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken il warriero
    coincidenze inquietanti, come al solito ......... uomini di valore uccisi nell'indifferenza
    Di morti eccellenti è piena la vita "democratica" del nostro e degli altri paesi...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Totila
    Di morti eccellenti è piena la vita "democratica" del nostro e degli altri paesi...
    la colpa è pure del popolino, se si vogliono migliorare le cose , inevitabilmente
    te lo troverai contro, quanto meno dovrebbe ammettere
    che in un sistema dove ragiona con la sua testolina viene sistematicamente
    fottuto

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken il warriero
    la colpa è pure del popolino, se si vogliono migliorare le cose , inevitabilmente
    te lo troverai contro, quanto meno dovrebbe ammettere
    che in un sistema dove ragiona con la sua testolina viene sistematicamente
    fottuto
    il popolino e' eterodiretto, purtroppo la colpa non e' sua...

 

 
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