Istituto Bruno Leoni (Torino)

In collaborazione con Instituto Juan De Mariana (Madrid, Spagna), Liberalni Institut (Praga, Repubblica Ceca), e Lithuanian Free Market Institute (Vilnius, Lituania)

promuove il seguente manifesto

La decisione del governo francese di tenere a battesimo la fusione di Gaz de France e Suez per scongiurare un’opa della compagnia italiana Enel, e le resistenze di quello spagnolo all’acquisizione di Endesa da parte dei tedeschi di Eon non sono fatti isolati. A dispetto della debolezza della politica energetica dell’Unione Europea, gli Stati membri sembrano interessati a blindare i mercati nazionali allo scopo di proteggere imprese da loro stessi controllate o comunque ad essi legate. Questa condotta non solo infrange il sogno di un’Europa economicamente integrata, ma rischia di produrre conseguenze negative per i consumatori.

Crediamo che sia urgente richiamare l’attenzione sulla miopia di queste politiche, che per tutelare un beneficio effimero mettono a repentaglio la competitività delle nostre imprese e la stabilità della nostra economia.

Per questa ragione chiediamo alla Commissione Europea e ai governi nazionali di favorire una maggiore integrazione economica, tanto più importante in un settore come quello energetico, strategico per il nostro futuro e che per sua stessa natura ha dimensioni europee e non può essere confinato negli spazi nazionali.

In particolare, chiediamo alla Commissione Europea e ai governi nazionali di impegnarsi per

a) Rimuovere gli ostacoli al consolidamento delle imprese europee, non impedendo acquisizioni da parte di compagnie straniere in ogni paese membro dell’Unione;

b) Collocare sul mercato la maggioranza delle azioni o quote delle imprese energetiche, ove ancora possedute dai governi;

c) Liberalizzare i mercati domestici per consentire la creazione di un autentico mercato interno europeo.

Solo con questi provvedimenti l’Europa potrà schierare sui mercati globali soggetti in grado di competere, innovare e farsi valere.

Sottoscrivi il manifesto


Primi firmatari

Claudio Allais

Malcolm Basing

Franco Bassanini (presidente, Astrid)

Maurizio Bassetti

Lino Benassi (presidente, La Finanziaria Trentina)

Chris Bierman (già chairman, Bank Labouchere)

Italo Bocchino (deputato, An)

Rudi Bogni (economista)

Emma Bonino (europarlamentare, Rosa nel Pugno)

Roberto Boyer

Manny Bussetil

Gabriel Calzada (Instituto Juan de Mariana)

Daniele Capezzone (segretario, Radicali Italiani)

Livio Caputo (giornalista)

Salvatore Carrubba (giornalista)

Giuliano Cazzola (economista)

Ferruccio De Bortoli (direttore, Il Sole 24 Ore)

Benedetto Della Vedova (presidente, Riformatori Liberali)

Thomas Farkas

Marco Follini (deputato, Udc)

Oscar Giannino (vicedirettore, Finanza & Mercati)

Herbert H. Jacobi (chairman onorario, HSBC Trinkaus & Burkhardt)

Dominic Koechlin

Michael Langdon

David Lascelles (condirettore, Centre for the Study of Finantial Innovation)

Jean-Pierre Lehmann (direttore, Evian Group)

Bernard Lind

David Lipka (Liberalni Institut)

Carlo Lottieri (Istituto Bruno Leoni)

George Loudon (chairman, Pall Mall Capital Ltd)

Alain Madelin (già Ministro dell’Economia e finanza, Francia)

Andrea Mandel-Mantello (partner, Advicorp PLC)

Antonio Martino (Ministro della Difesa)

Aldo Matteucci

Jürgen Matthes (Institut der Deutschen Wirtschaft)

Paolo Messa (direttore, Formiche)

Alberto Mingardi (Istituto Bruno Leoni)

Glen Moreno (chairman, Pearson PLC)

Giuseppe Pennisi (Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione)

David Potter (chairman, Solar Integrated Technologies)

Lord Powell of Bayswater

Wilfried Prewo (presidente, Camera di Commercio di Hannover)

Sir Steve Robson

Pascal Salin (Université Paris-Dauphine)

Michele Salvati (Università Statale di Milano)

Sergio Scalpelli (direttore, Critica Sociale)

Carlo Scarpa (Università di Brescia)

Mario Sechi (vicedirettore, Il Giornale)

Remijius Simasius (Lithuanian Free Market Institute)

Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni)

Werner Stuflesser (presidente, European Academy Bozen)

Moritz Suter (imprenditore)

Bruno Tabacci (presidente, Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati)

Guido Tabellini (Università Bocconi)

Vito Tanzi (economista)

Tereza Urbanova (Liberalni Institut)

Marco Vitale (economista)

Peter Williamson