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    Predefinito A Proposito Della Grande Apostasia

    A PROPOSITO DELLA GRANDE APOSTASIA
    Articolo di Romano Amerio



    A PROPOSITO DELLA GRANDE APOSTASIA
    [In questo articolo abbiamo attinto abbondantemente da Iota Unum di
    Romano Amerio,

    Non c'è giorno, ormai, in cui i quotidiani non riportino
    elogiativamente episodi di scientifica ed entusiastica
    autodemolizione della Chiesa umanamente intesa, in un delirio di
    malcelata autoglorificazione di denigratori autodichiaratisi piú
    virtuosi di tutti.

    Noi, al vile linciaggio della Sposa di Cristo senza macchia e senza
    ruga, (Efesini, V ,27), non ci uniamo.

    La Santa Chiesa è santa perché è congiunta come corpo mistico a
    Nostro Signore Gesú Cristo, vero uomo e vero Dio, suo santissimo
    Capo.
    La Santa Chiesa è santa perché possiede la Santa Eucarestia, in cui
    è presente Nostro Signore Gesú Cristo, vero uomo e vero Dio; perché
    possiede il culto legittimo del Sacrificio; perché possiede lo
    strumento salutare dei Sacramenti; perché possiede in modo
    infallibile e indefettibile la Verità Rivelata.

    «Non deve recare meraviglia che la Chiesa sia detta santa, sebbene
    contenga molti peccatori; giacché i fedeli si chiamano santi, in
    quanto… mediante la fede e il battesimo si sono consacrati a Cristo,
    anche se poi peccano… San Paolo chiama i fedeli di Corinto
    santificati e santi (I Corinti, I, 2), sebbene sia noto che ve ne
    fossero taluni che egli acerbamente rimproverava come carnali e
    peggio (I Corinti, III, 3)» (Catechismo Tridentino, Parte prima,
    Articolo nono, n. l 13).

    È la Santa Chiesa, perché santa, che rende santi gli uomini, non
    sono gli uomini, santi o peccatori, che rendono la Chiesa santa o
    peccatrice.
    La Santa Chiesa, pertanto, non può chiedere perdono, (tanto meno
    agli uomini), perché ne può aver peccato in ciò che ha fatto in
    quanto Santa Chiesa, ne può contraddire se stessa, o, meglio, il suo
    Capo, vero uomo e vero Dio, che la regge.
    Nemmeno può la Santa Chiesa, in quanto Santa Chiesa, chiedere
    perdono di quello che in campo temporale gli uomini di chiesa e i
    cristiani, (ma non la Santa Chiesa), contraddicendo i suoi santi
    insegnamenti, possono aver fatto di male: non ne ha, infatti,
    nessuna responsabilità propria perché tale male temporale
    necessariamente è fuori dal suo campo proprio di azione, campo
    soprannaturale in cui è necessariamente Santa.
    (Nostro Signore Gesú Cristo non è meno Santo né deve chiedere
    perdono se Giuda scelse liberamente di tradirlo e di dannarsi).

    La Santa Chiesa può dare un giudizio morale su specifici episodi
    temporali che abbiano avuto come protagonisti uomini, anche di
    chiesa, ma è solo l'offensore che può propriamente chiedere perdono,
    se pentito, cosí come è solo l' offeso che può propriamente
    concederlo, se vuole.
    Il postero che giudica un suo antenato come offensore non può
    pretendere, né ha il diritto, di chiedere perdono per l'antenato che
    a suo tempo ha sempre creduto di essersi comportato rettamente,
    (anzi, cosí facendo lo disonora), cosí come il postero che ritiene
    che un suo antenato sia stato offeso, non può pretendere scuse e
    riparazioni a proprio favore dal postero del preteso offensore del
    suo antenato.

    (Non ci risulta, peraltro, che la Chiesa Post-Conciliare - dolente
    per le pretese colpe altrui e mai per le proprie - coerentemente con
    la propria filosofia, abbia ancora inoltrata domanda di risarcimento
    danni e di scuse agli identificabili posteri di coloro che hanno
    fatto crocifiggere Nostro Signore e perseguitare San Paolo:
    grossolana dimenticanza o convinzione che Nostro Signore e San Paolo
    siano stati trattati come meritavano?).

    Con la denigrazione sistematica, strumentale e artificiosa. (per di
    piú in base a discutibili criteri socio-politici non esistenti
    all'epoca dei fatti criticati), e con il chiedere impropriamente
    perdono apparentemente come Istituzione, invece che con l'emettere
    giudizi morali su uomini e fatti specifici, la Chiesa Post-
    Conciliare finisce per addebitare alla Santa Chiesa cioè a Nostro
    Signore Gesú Cristo stesso la responsabilità del rifiuto offertogli
    dagli uomini, incolpandolo, insieme alla Sua Santa Chiesa, di non
    essersi bene e sufficientemente manifestato, di non aver adempiuto
    il suo dovere di salvatore del mondo.

    Il vero si è che la riuscita della Chiesa non è un fatto della
    storia, ma della religione e della fede: non si può riguardare
    l'azione della Chiesa, che è essenzialmente spirituale e
    ultramondana, (anche quando è temporale), come se valessero per lei
    le leggi di un negoziato tutto umano.

    La indebita, impropria, e unilaterale richiesta di perdono, iniziata
    a proposito di discutibili ma specifici falli della Chiesa storica,
    non a caso nella percezione collettiva verrà fatta diventare
    gradatamente, (col moltiplicarsi di acritiche scuse nemmeno
    richieste), una generale scontata ammissione di peccaminosità di
    tutto l'operato indistintamente di duemila anni di storia della
    Chiesa.

    Fatta accettare ai fedeli, in nome di una pretesa purificazione, la
    condanna in blocco di tutto l'operato storico della Chiesa, allora
    sarà facile portarli ad accomunare automaticamente nella condanna
    anche il santo operato spirituale proprio della Santa Chiesa in
    campo dottrinale e morale, (perché anch'esso svolto temporalmente
    nella storia), e cosí i falsi pastori avranno condotta ad apostatare
    di fatto la maggior parte delle pecorelle, senza che esse ne abbiano
    coscienza!

    Infine, spogliata, agli occhi dei piú, la Santa Chiesa della sua
    Santità, la Chiesa Post-Conciliare potrà sostituirsi ad essa.

    Sarà, forse, questo il modo in cui, (come dice San Paolo in II
    Tessalonicesi, II, 1-4), alla fine dei tempi, avverrà la Grande
    Apostasia e in cui l'Anticristo siederà nel tempio di Dio,
    proclamando se stesso Dio?

    (11/97)

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito

    Ripetere giova........perdonatemi se riposto lo stesso messaggio, ma ho letto solo ora questo 3D.........

    LE DENUNCE FORTI DI GIOVANNI PAOLO II e di Benedetto XVI con lui....

    Il Papa Giovanni Paolo II in un Discorso del 1981 è forte, chiaro e incisivo
    :

    "Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità che i cristiani oggi in gran parte si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi, si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnata; si sono propalate vere e proprie eresie, in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni, si è manomessa anche la Liturgia; immersi nel "relativismo" intellettuale e morale e perciò nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, dall’illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva. Bisogna essere Buoni Samaritani di ogni uomo /.../ Oggi bisogna ricominciare tutto da capo, dai "preamboli della fede" fino ai "novissimi", /.../ E’ necessario formare le intelligenze, con ferme ed illuminate convinzioni, perché solo cosi si possono formare le coscienze. /.../ Per ottenere questi effetti ci vuole fermezza di dottrina, ma soprattutto bontà di cuore!"

    (Discorso ai Convegnisti di "Missioni al popolo per gli anni ‘80" di Venerdì 6 febbraio 1981; Insegnamenti di Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, volume IV, 1 /gennaio-giugno/ 1981, pp. 235-236).

    "Il Papa Giovanni Paolo II, nella Plenaria della Congregazione per la Dottrina della fede, tenutasi il 28 gennaio 2000, ha affermato: "In questi ultimi anni, in ambienti teologici ed ecclesiali è emersa una mentalità tendente a relativizzare la rivelazione di Cristo e la sua mediazione unica ed universale in ordine alla salvezza, nonché a ridimensionare la necessità della Chiesa di Cristo come sacramento universale della salvezza". /.../ In effetti il rilievo del Papa è dovuto al fatto che il relativismo "relativizza" la rivelazione cristiana, giudicando eccessiva la rivelazione di Gesù Cristo di essere l’unico Salvatore del mondo.

    "La ragione di fondo di questa asserzione — ha detto Giovanni Paolo II — pretende di fondarsi sul fatto che la verità di Dio non potrebbe essere colta e manifestata nella sua globalità e completezza da nessuna religione storica, quindi neppure dal cristianesimo e nemmeno da Gesù Cristo". /.../ "È dunque errato considerare la Chiesa come una via di salvezza accanto a quelle costituite da altre religioni, le quali sarebbero complementari alla Chiesa, pur se convergenti con questa verso il Regno di Dio escatologico — aggiunge sempre Giovanni Paolo II — perché questa equiparazione toglierebbe senso al mandato del Signore (cfr. Mt 28,19-20: "Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato"), mandato del Signore che invita i suoi fedeli ad annunciare che Gesù Cristo è "la Via, la Verità e la Vita" (Gv 14,6)"

    *******

    "Il dialogo con il mondo - dice il Card. Ratzinger - è possibile solo sulla base di una identità chiara /.../ L’identità ferma e condizione dell’apertura. /.../ Mentre da parte di molti cattolici c’è stato in questi anni uno spalancarsi senza filtri e freni al mondo, cioè alla mentalità moderna dominante, mettendo allo stesso tempo in discussione le basi stesse del ‘depositum fidei’ che per molti non erano più chiare. Mostrerebbe di non conoscere né la Chiesa né il mondo chi pensasse che queste due realtà possono incontrarsi senza conflitto o addirittura identificarsi". "Non sono i cristiani che si oppongono al mondo. E’ il mondo che si oppone a loro quando è proclamata la verità su Dio, su Cristo, sull’uomo. Dopo la fase delle ‘aperture’ indiscriminate, /.../ È tempo di ritrovare il coraggio dell’anticonformismo, la capacità di opporsi, di denunciare molte delle tendenze della cultura circostante, rinunciando a certa euforica solidarietà post-conciliare" (Rapporto sulla fede, ed.cit., pp. 34-35).

    "Va affermato a chiare lettere che una reale riforma della Chiesa, presuppone un inequivocabile abbandono delle vie sbagliate che hanno portato a conseguenze indiscutibilmente negative" (Rapporto sulla fede, Ed. Paoline, 1985, pp. 27-28)

    ********

    chi semina Marx, raccoglie Krishna; strategie settarie e deviazioni dell’anti-concilio; sintesi riassuntiva delle infedeltà dell’anti-concilio o meta-concilio come l’ha chiamato Mais. (Philippe Deihaye, nel 1980 segretario della Commissione Teologica Internazionale, in una stia conferenza dal titolo: "Meta Concilio: la mancanza di discernimento").

    PRETI COMUNISTI

    C) Cosa c’entrano col Concilio poi tutti i vari preti (più o meno anche variamente mascherati), compromessi col comunismo di ieri e di oggi, integro, modificato o aggiornato che sia! Cosa c’entrano col Concilio questi catto-comunisti (culturalmente più comunisti che cattolici!) o altri personaggi squalificati o alla deriva, come questi?

    Ricordo che, sempre il Concilio, aveva indicato: "I presbiteri non si mettano mai al servizio di una ideologia o umana fazione ma, come Araldi del Vangelo e Pastori della Chiesa, si dedichino pienamente all’incremento spirituale del Como di Cristo" (Presbiterorum ordinis, n. 6 g). Tutti ricorderanno il caso dell’abate di San Paolo fuori le Mura a Roma, Giovanni Franzoni che invitò a votare per l’aborto, il divorzio si presentò nelle liste del PCI (allora, nel 1976, marxista-leninista) e che ha lasciato il sacerdozio e la vita religiosa, è andato in Giappone dove ha sposato una sindacalista, ovviamente, della CGIL giapponese.

    Il Concilio aveva chiaramente condannato non solo il comunismo (Gaudium et Spes, n. 21, nota 16 nella quale è citata tutta la Divini redemptoris di Pio XII e non solo un pezzettino) ma anche tutti i regimi totalitari (Gaudium et Spes. n. 73 e). Giovanni XXIII nella Mater et Magistra ha ribadito che tra comunismo e cristianesimo c’è un’opposizione radicale (n. 22).

    Papa Paolo VI nella Octogesima adveniens ha messo in guardia da collaborazioni sbagliate sia con qualsiasi ideologia (nn. 26-37, cfr. in particolare il n. 34; cfr. nn. 48-50) sia con chi promuove una falsa antropologia, un falso umanesimo, per evitare il pericolo che essi conducano a particolarismi egoistici e a totalitarismi oppressori (n. 49). La stessa posizione di inconciliabilità l’ha riaffermata il C.C.C., al n. 2425 e al n. 676.


    L’incompatibilità tra cattolicesimo e comunismo è riconosciuta chiaramente persino dagli esponenti della sinistra di oggi: sono solo i catto-comunisti che hanno ancora gli "occhi chiusi". Venerdì 1 agosto 2003, Lidia Ravera, sul suo quotidiano l’Unità, scrive un articolo per contestare il Vaticano e il documento che dice "no" alle coppie gay, ed esordisce con una "professione di fede" che indica con chiarezza la distanza tra le nostre culture: "Noi laici /.../ ci piaceva marciare insieme ai cattolici /.../ anche se sono di culture lontane e apparentemente inconciliabili con la nostra" (p. 1).

    D) Il Concilio Vaticano II non ha niente a che vedere con l’aborto (Gaudium et Spes, n. 51 c), il divorzio (Gaudium et Spes, n. 47 b), l’eutanasia (Gaudium et Spes, n. 27 c), i matrimoni gay (cfr. Gaudium et Spes, un. 48-50), i laici che "celebrano" la Messa, i preti culturalmente comunisti (cfr. Presbyterorum ordinis, n. 6 g).

    Le indicazioni del Concilio sono chiare e semplici, la loro applicazione, invece, e stata in alcuni ambiti, spesso confusa o falsa. Visto che si fa continuamente riferimento al Concilio, cerchiamo di rispettarlo e di metterlo in pratica, invece di travisarlo o tradirlo.

    E) Il cattolico autentico vive e promuove una comunione a quell’unica Chiesa Cattolica guidata in modo mirabile, profetico e autentico da quel grandissimo profeta del nostro tempo che è il Papa Giovanni Paolo II. (Ed oggi, dal momento che l'rticolo è del 2003, con Benedetto XVI che ne prosegue l'opera)

    Papa Giovanni Paolo II (così come i Papi che lo hanno preceduto, ed oggi con Benedetto XVI) è la vera guida e l’interprete autentico del Concilio Vaticano II. Noi non possiamo accettare chi ci propone una specie di Chiesa sostituiva e abusiva a quella guidata da Papa Giovanni Paolo II (ed oggi da Benedetto XVI) ed esalta falsi maestri, falsi profeti oppure false posizioni, in contrasto col Concilio e col Catechismo della Chiesa Cattolica.

    Tutta la Redazione del giornale ritiene e crede che il Concilio Valicano II autentico lo interpretano il Papa (tutti i Papi) con i vescovi in comunione con lui e non i singoli teologi, sacerdoti, vescovi, tantomeno faziose agenzie giornalistiche o addirittura personaggi squalificati e sospesi a divinis o scomunicati.


    Fonte: FEDE E CULTURA n.15 - novembre 2003
    riportato integralmente dal sito http://profezie3m.altervista.org/arc...Concilio2p.htm

    Nell'Enciclica Deus Caritas est..........

    Modello per la Chiesa non è Marx ma Madre Teresa



    Benedetto XVI invita i fedeli, schiacciati dal peso del male e delle ingiustizie, a non lasciarsi tentare dall'ideologia marxista e a trovare la forza di resistere ad essa e alla tentazione opposta di abbandonare ogni impegno sociale con la forza della preghiera. Come faceva Madre Teresa di Calcutta. "L'esperienza della smisuratezza del bisogno può - confida nell'enciclica - spingerci nell'ideologia che pretende di fare ora quello che il governo del mondo da parte di Dio, a quanto pare, non consegue: la soluzione universale di ogni problema. Dall'altro lato, essa può diventare tentazione all'inerzia sulla base dell'impressione che, comunque, nulla possa essere realizzato". Per il Papa, "chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione". "La pietà - scrive ancora Benedetto XVI - non indebolisce la lotta contro la povertà o addirittura contro la miseria del prossimo. La beata Teresa di Calcutta è un esempio molto evidente del fatto che il tempo dedicato a Dio nella preghiera non solo non nuoce all'efficacia ed all'operosità dell'amore verso il prossimo, ma ne è in realtà l'inesauribile sorgente".

    Il Marxismo ha lasciato il posto alla globalizzazione


    Benedetto XVI considera sia il comunismo che il capitalismo (che oggi ispira la globalizzazione in atto) forme di materialismo che impoveriscono a livello sociale i valori della persona. "Il marxismo - spiega nell'enciclica - aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale". Secondo Papa Ratzinger, "attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei mezzi di produzione doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso e migliore, ma questo sogno è svanito". E nella "situazione difficile" che il mondo sta attraversando "anche a causa della globalizzazione dell'economia", la dottrina sociale della Chiesa "è diventata un'indicazione fondamentale, che propone orientamenti validi ben al di la' dei confini di essa: questi orientamenti, di fronte al progredire dello sviluppo, devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell'uomo e del suo mondo".

    Tutto questo nulla toglie AL DIALOGO.......NULLA TOGLIE ALLE CONDIVISIONI DI CIO' CHE CI UNISCE CON CHI NON LA PENSA COME LA CHIESA.......tuttavia non è possibile cedere ai compromessi con la PROPRIA IDENTITA' CATTOLICA, APOSTOLICA E ROMANA senza creare e seminare noi stessi la zizzania se non fossimo ferrei SULLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA.......

    Fraternamente Caterina
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Ma questo Giovanni Paolo II che denuncia non è lo stesso che ha baciato il corano e che ha promosso le sinassi ecumeniste di Assisi?

  4. #4
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    Citazione Originariamente Scritto da Dreyer
    Ma questo Giovanni Paolo II che denuncia non è lo stesso che ha baciato il corano e che ha promosso le sinassi ecumeniste di Assisi?
    Sì, è lo stesso... ma coloro che sono sclerotizzati su una bolsa incomprensione del principio di non contraddizione (alla luce del quale pretendono di vagliare la Fede ed il Magistero), non possono che trarne conclusioni errate.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  5. #5
    più arcipreti, meno arcigay
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    non capisco... il Papa di oggi può essere in contraddizione col Papa di ieri?

  6. #6
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    "Idem non potest simul esse et non esse"

    Se sai il latino la risposta è già qui....

    Riguardo realtà non transeunti, ora come un milione di anni fa.
    Riguardo realtà transeunti e contingenti, la Verità si applica in differenti modi, e solo l'Autorità Pontificia può dire come.... ne son cambiate di cose "pratiche" nella Chiesa dai primi secoli al Concilio di Trento, e da questo al Vaticano II.... ma non c'è nessuna contraddizione. La vede solo chi la vuol vedere (o chi non ha ben studiato il latino ).
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  7. #7
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    l'unicità di Cristo come Dio è transeunte? l'unicità della Chiesa come mezzo di salvezza è transeunte?

  8. #8
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Citazione Originariamente Scritto da Dreyer
    Ma questo Giovanni Paolo II che denuncia non è lo stesso che ha baciato il corano e che ha promosso le sinassi ecumeniste di Assisi?
    eheheheh è il Papa che ha firmato la Dominus Jesus nel mentre si faceva in Assisi l'apertura al dialogo interreligioso che non solo era necessario, ma INDISPENSABILE per avviare l'autentico spirito del Concilio......
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  9. #9
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    Citazione Originariamente Scritto da Dreyer
    l'unicità di Cristo come Dio è transeunte? l'unicità della Chiesa come mezzo di salvezza è transeunte?
    No. No.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  10. #10
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Citazione Originariamente Scritto da Caterina63
    eheheheh è il Papa che ha firmato la Dominus Jesus nel mentre si faceva in Assisi l'apertura al dialogo interreligioso che non solo era necessario, ma INDISPENSABILE per avviare l'autentico spirito del Concilio......
    non sapevo che l'autentico spirito del concilio prevedesse i budda sugli altari ad assisi e a Fatima... nè la communicatio in sacris con le religioni pagane, delitto sempre punito severamente dalla Chiesa... nè il bacio del corano, che asserisce che Gesù non morì affatto in croce e che non era Dio...

 

 
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