Lo dico sinceramente a chi è di sinistra, la commistione tra politica e morale non può giovare nè all'Italia, nè all'economia.
I più grandi leader che l'Italia abbia mai avuto, Cavour, Giolitti, De Gasperi, Craxi, erano dipinti dagli avversari politici come delle persone immorali e corrotte (addirittura anti-democratiche), eppure hanno giovato all'Italia.
Non ha senso sollevare una questione morale in settori che richiedono competenze e professionalità particolari. E, anzi, è controproducente, perchè spinge a promuovere persone sulla base di criteri etici soggettivi, e non sulla base di parametri oggettivi, come la preparazione, la professionalità, ecc. Questo si chiama favoritismo e raccomandazione.
Così sono stati occupati tanti posti chiave da persone ritenute moralmente superiori (solo perchè con la tessera di partito), ma professionalmente incompetenti.
Non è con gli slogan moralistici che si migliora il PIL italiano. Così si illudono soltanto i lavoratori e la povera gente. Trovo che la sinistra sia schiacciata sotto questa cappa di moralismo da cui non riesce a liberarsi.
Berlinguer sarà anche stato una persona degnissima e molto morale nella vita privata, ma questo non ne fa un politico capace, in grado di migliorare l'economia.


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