Senza vergogna
di TOMMASO DI FRANCESCO
Intrepido, spiega lo Zingarelli, «che non trema», «audace», ma anche «spudorato, senza vergogna». Peggio di così. Se il discorso di Berlusconi al Congresso Usa è stato uno spottone elettorale «in controfigura», come abbiamo scritto, dentro lo specchio di Bush, ecco che le parole dalla portaerei-museo Intrepid - preferiamo «Senza vergogna» - sono state un pronunciamento di guerra, l'essenza di un nuovo atlantismo: fondamentalista-italiano. Con la sfrontatezza della Fondazione Intrepid (che vanta i bombardamenti sul Vietnam) di definire Berlusconi il «nuovo De Gasperi». E pensare che il pur negativo atlantismo del dopoguerra nella politica democristiana aveva nell'Europa un ineludibile e autonomo protagonista. Lui, il premier in campagna elettorale fuori casa, dagli spalti della portaerei «Senza vergogna», intanto l'Europa la fa a pezzi perché è stata «cieca e sorda» nei confronti della guerra preventiva di Bush, ormai al disastro come dimostra il crollo nei sondaggi. E non basta farsi attorno alla centralità degli Stati uniti, tout court il faro della nostra civiltà, è tempo di «trasformare il mondo in un'altra grande, straordinaria America». Contro il fondamentalismo della mancanza della libertà, c'è l'obiettivo fondamentale dell'esportazione della libertà americana, mentore l'Italia iper-atlantica. Come? Con una nuova guerra preventiva, perché l'uso della forza è lecito sì, come ultimo mezzo, ma se un paese «dovesse preparare armi di distruzione di massa» allora «in questo caso un one shot (un colpo solo) è necessario». Tutti hanno capito che Berlusconi schiera l'Italia a fianco del minacciato primo colpo - «basterebbe una notte», spiegano i neocon residui - contro l'Iran, colpevole di dotarsi del nucleare per ora civile. Strana colpa, visto che in Medio Oriente c'è Israele che di nucleare militare è ben dotato, e che Bush è corso a dotare di tecnologia nucleare l'India contro Pechino e per escludere l'Iran. Alla faccia dei trattati di non proliferazione atomica: chi sarà il primo alla fine a infliggere il «colpo solo»?
L'obiettivo è «la vittoria contro il male» che «sfrutta la disperazione, la miseria e la fame». Così all'improvviso fa capolino la condizione reale del mondo sotto il dominio della libertà a senso unico dell'America. Con la menzogna che «la maggioranza dei cittadini italiani è convinta di questa responsabilità», quando invece la maggioranza degli italiani è stata contro la partecipazione italiana alla guerra, dalla quale chiede urgentemente di uscire, anche all'opposizione di centrosinistra, senza nuovi martiri, perché di Nassiriya ne basta una sola. Scompare, intrepidamente, dalle parole del premier integralista ogni riferimento doveroso alla devastazione del conflitto iracheno, fatto in assenza di armi di distruzione di massa, contro l'Onu e gestito con la filosofia liberista-concentrazionaria di Guantanamo e Abu Ghraib che hanno azzerato ogni principio di giustizia. Intrepido. No, senza vergogna. E pensare che da ragazzini leggevamo il giornaletto L'Intrepido per via del principe indiano Chioma d'oro che lottava contro l'Impero britannico.




Rispondi Citando










