Pannella: ultimo, pubblico, caldissimo invito a Romano Prodi ed alle forze dell’Ulivo…
…a prendere urgentemente in considerazione il gravissimo rischio di una vittoria berlusconiana il 9-10 aprile. Con cause e calcoli convergenti da parte della CDL e di nostri “veri comunisti”. Comunque, caro Prodi, cio’ valga a memoria futura. Ignorare questa situazione con l’illusione di scongiurarla potrebbe essere errore imperdonabile.
“Il gioco dura da anni, da molti anni, e in questo momento sta per produrre conseguenze letteralmente disastrose per le istituzioni e la società italiana. Il gioco è quello della interlocuzione privilegiata da parte di Silvio Berlusconi con i famigerati “Comunisti” nei confronti dei quali scatena contemporaneamente una risibile e grottesca campagna di pseudo-demonizzazione.
Il gioco è vecchio ma ormai l’alleanza non è più solamente “oggettiva” come qualcuno comincia a sospettare. Al contrario è in buona parte frutto di consapevolezza e di un calcolo tanto pericoloso quanto fondato su un tentativo di inganno senza precedenti dell’opinione pubblica italiana, che pure ne soffre da decenni.
Dunque: venerdì prossimo Berlusconi dovrebbe incontrare di nuovo televisivamente Diliberto. Già avant’ieri sera Clemente Mimun lo aveva messo a confronto su ‘DopoTg’ con Gianfranco Fini per farli dibattere sull’ affermazione dell’esponente comunista relativa alle mani ‘grondanti di sangue’ di Bush e di Berlusconi. Diliberto rappresentava solo se stesso più o meno come Borghezio e Calderoli rappresentano spesso la Casa della Libertà; non solamente la Rosa nel Pugno, infatti, ma anche altri esponenti dell’Unione avevano assunto la posizione opposta alla sua, sottolineando gli aspetti positivi dell’evento di quel giorno: il discorso del Presidente del Consiglio italiano al Parlamento statunitense, fra ovazioni e la dichiarata commozione di Hillary Clinton, che era stata compresa e difesa espressamente da Emma Bonino e nella sostanza da Margherita, Udeur e dal tono moderato di Prodi e di buona parte dei Ds
Per molti, molti anni abbiamo cercato di sottolineare e mettere in guardia l’opinione pubblica sul fatto che Fausto Bertinotti veniva sistematicamente e massicciamente promosso e imposto da RaiSet a tal punto che in poco più di 5 anni, nella sola Terza Camera di Bruno Vespa, era stato invitato il Segretario di Rifondazione più di qualsiasi altro politico italiano; 63 volte a fronte di 62 volte a Berlusconi, di 45 Clemente Mastella (altro oggetto di promozione di stampo commerciale della premiata ditta di Porta a Porta). Già per anni, inoltre, le notti radiotelevisive italiane erano state date in appalto a Rifondazione comunista sotto la direzione tecnica della loro propaganda di Gabriele La Porta. Nello stesso periodo le presenze da Vespa di Bonino (5 volte), Pannella (6 volte) e Capezzone (7 volte), su temi ed in condizioni da discriminazione e marginalizzazione assicurata. Eppure erano quelli gli anni durante i quali una martellante campagna indicava i radicali quali componenti della Casa della Libertà, nella quale mai sono stati.
Ma veniamo all’oggi. Berlusconi in apertura della sua recente campagna mediatica, ha subito condiviso con Fausto Bertinotti l’audience del suo primo intervento televisivo. L’immagine, quindi, veniva confermata: lo scontro tra centro-destra e centro-sinistra, fra prodiani e berlusconiani, era ed è quella del Presidente del Consiglio “contro” una Opposizione rappresentata e guidata dai “comunisti”. Ma a questo punto il solo Fausto Bertinotti non poteva più bastare. Per rimontare il distacco inizialmente grave fra Cdl e Unione, per le elezioni del 9-10 aprile. A questo punto lo scontro, sempre più pubblicizzato, diviene quello con…Oliviero Diliberto (più o meno come se Prodi e D’Alema imponessero Calderoli e Borghezio a rappresentanti dell’intera Casa della Libertà).
Ma, a questo punto, occorre soffermarsi sulle ragioni e gli obiettivi di ciascuno dei due duellanti in queste tenzoni Berlusconi-Comunisti.
Per Berlusconi ci pare evidente. Quanti sono i democratici, i liberali, i laici, i moderati, i cittadini impoveriti in profonda crisi nei confronti della esperienza berlusconiana cui avevano fatto fiducia? Da anni l’Unione ha regolarmente battuto la Cdl occupando progressivamente, a livello istituzionale e politico, quasi tutto il territorio nazionale, quasi tutte le Regioni, vincendo le elezioni suppletive, europee, conquistando grandi città e provincie. L’Ulivo fino a qualche settimana fa era ultra certo di stravincere le prossime elezioni. Ma Berlusconi non di perderle. Ora tutti sanno che la partita è ancora e di nuovo aperta.
Promuovendo oggi Diliberto quale esponente rappresentativo dell’Unione, dandogli la parola in ore di massimo ascolto, in giorni di massimo interesse politico, mentre continua con la scatenata campagna di Demonizzazione dell’opposizione tutta comunista, o ai comunisti legata e subalterna, egli potenzia il suo duplice obiettivo strategico di spaventare e richiamare i delusi, gli astenuti, gli scontenti dati come in procinto di scegliere il 9 aprile lo schieramento guidato dai… “comunisti” Prodi, Rutelli, Fassino, Mastella, non privi di considerazione per l’influenza democristiana e vaticana.
Berlusconi ha poi da fare i conti con i nuovo connotati liberalsocialisti e laici della Rosa nel Pugno e con la Margherita costituenti i due naturali destinatari della protesta dei suoi ex-sostenitori. Ma, da una parte, la Margherita stessa non è più presente in quanto tale nelle elezioni per la Camera, sicchè la RnP resta pressochè sola. Considerata da una parte sempre maggiore dell’opinione come il fatto nuovo, laico, democratico, moderno e affidabile in politica internazionale, in quella economica, in quella della difesa e della promozione della liberà e di nuovo diritto, antioligarchica, antipartitocratica, antifascista, antivaticana, anticomunista, in una parola: Riformatrice e garante di un rinnovamento profondo, sia della vecchia Opposizione, sia dell’intera politica italiana.
Prevedemmo che Silvio Berlusconi si sarebbe preparato a cercare di sfondare proprio questo fronte laico, liberalsocialista, Riformatore, con liste minori o minime promosse per l’occasione. Il Cavaliere ha più volte pubblicamente affermato che investendo cifre adeguate in prodotti di qualsiasi natura, è possibile prevederne, darne per scontata la quota di mercato che in tal modo si conquisterebbe. Ne è convinto e noi non siamo del tutto convinti del contrario.
Quanto alle componenti dell’Unione più sensibili al richiamo di alleanza con il potere vaticano, Udeur e Margherita, la polemica è manifestamente soft, tanto da fare anche nei loro confronti un buon lavoro di promozione, nel calcolo evidente di una prospettiva di possibile alleanza “centrista” con loro (sacrificando la zavorra leghista e neo-paleofascista) nel caso non improbabile di un esito non netto delle prossime elezioni che renderebbe possibile – nei suoi calcoli – analogo sacrificio nei confronti del Pdci e magari Verdi nel caso di un esito non netto delle prossime elezioni.
VENIAMO ORA ALLA STRATEGIA ED AGLI INTERESSI NEO-PALEOCOMUNISTI DI DILIBERTO E DEI SUOI COMPAGNI DI STRADA.
NON VI E’ NESSUN DUBBIO CHE PER COMUNISTI SIFFATTI VI E’ UNA PERFETTA CONTINUITA’ CON LA STRATEGIA CHE DATA DAGLI ANNI ’30: QUANDO LE SOCIALDEMOCRAZIE, DEMOCRAZIE LIBERALI, I REGIMI CENTRISTI VENIVANO COMBATUTTI COME UN PERICOLO ED UN AVVERSARIO BEN PIU’ TEMIBILI DI REGIMI REAZIONARI REAZIONARI, TOTALITARI, ANTIDEMOCRATICI E ILLIBERALI. COSI’, OGGI, IL VERO PERICOLO TORNA AD ESSERE LA VITTORIA DELL’ UNIONE, DI UNA MAGGIORANZA RIFORMISTA O - PEGGIO CHE MAI! - EFFETTIVAMENTE RIFORMATRICE.
INSOMMA, PER IL “VERO COMUNISTA” DILIBERTO IL PROTRARSI PER UN ALTRO LUSTRO DEL REGIME BERLUSCONIANO E’ INVECE UNA VERA BENGODI, LA PROSPETTIVA CHE NEL SUO CALCOLO GLI PERMETTEREBBE DI TENTARE DI EGEMONIZZARE (ATTRAVERSO UNA VIA PIU’ ORTODOSSA DI QUELLA BERTINOTTIANA) LA SOFFERENZA, LA RIVOLTA, LA CONSEGUENTE CONFLITTUALITA’ SEMPRE PIU’ RADICALE CHE NON MANCHEREBBE DI MANIFESTARSI ED ESPLODERE.
NON C’E’ TROPPO DA SORPRENDERSI E SCANDALIZZARSI. SILVIO BERLUSCONI – PER PRIMO - COMPI’ UN VERO E PROPRIO TRADIMENTO IN CONVERGENZA CON VERI COMUNISTI E REAZIONARI DI OGNI GENERE A FAR MANCARE IL QUORUM AI REFERENDUM LIBERALI, LIBERISTI, RIFORMATORI, PROMOSSI NEL 2000 DA NOI RADICALI, SQUALIFICANDOLI A PIU’ RIPRESE COME “COMUNISTI”.
ECCO, ORA, DI NUOVO SILVIO BERLUSCONI SCATENARSI CON LA COLLABORAZIONE DEI COMUNISTI, A CHIACCHERE DEMONIZZATI, IN REALTA’ SCANDALOSAMENTE SOSTENUTI E PROMOSSI PER GIUNGERE A RECUPERARE IL TERRENO E ROVESCIARE I PRONOSTICI CHE LO DAVANO BATTUTO IL 9-10 APRILE.
Torno a richiedere che questa situazione venga considerata, e apertamente discussa. E’ questo l’unico modo, nel poco tempo che ci resta, nel caso in cui corrispondesse a realtà, di contrastarla e farla fallire. Torniamo a chiedere a Roma Prodi di assumere una netta e chiara leadership dell’intera e attuale Opposizione, non rischiando di apparire solamente come candidato gestore di un prossimo Governo, prima che abbia visto la luce.
Oggi Silvio Berlusconi ha la necessità primaria di dare l’assalto alla potenzialità e anche alla relativa forza già acquisita dalla Rosa nel Pugno. L’assalto di suoi “socialisti, laici, liberali, radicali” sarà reso dai suoi mezzi e dalla sua spregiudicatezza possente, efficace, tanto i comunisti ed assimilabili dell’Unione gli sono preziosi e da esaltare come reale, grave pericolo per indurre paura, smarrimento, quanto la speranza che desta la Rosa nel Pugno deve essere colpita, annientata, su RaiSet, con ogni mezzo.
Un antico riflesso antiradicale e antisocialista, anticattolico-liberale, che appartiene a tanta parte della storia della Sinistra italiana, rischierebbe fortemente di far vincere Berlusconi nell’illusione di poter e dovere “far perdere” la Rosa nel Pugno. Ricerche di Renato Mannheimer (che abbiamo resi pubblici nei nostri siti www.radicali.it e www.rosanelpugno.it) valutano attualmente ancora al 20% le proponesioni di voto alla RnP di elettori provenienti dalla Casa della Libertà; mentre sondaggi riservati a disposizione di una delle forze maggiori dell’Ulivo valuta come assolutamente determinante il successo o l’insuccesso di questa nostra lista per la vittoria dell’uno o dell’altro schieramento. Ci auguriamo che a queste nostre considerazioni venga riservata – almeno questa volta - attenzione e discussione, contro il cieco riflesso oligarchico di continuare ad ignorarli nell’illusione di poterli così scongiurare”.
da Notizie Radicali, giornale on-line di Radicali Italiani, di domenica 5 marzo.




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