In questo forum si è dibattuto a lungo della Rosa nel Pugno. Come sapete tutti, la mia posizione contraria è cambiata tra gennaio e febbraio.
Uno degli argomenti più potenti a favore di un'ipotetica (e non tentata) alleanza elettorale tra noi e la Rosa nel Pugno è il fatto che, dal nostro punto di vista, sarebbe stata un tentativo di "guardare avanti", di seminare per il futuro, consentendoci di avvicinare persone nuove e giovani che avrebbero potuto aiutarci a portare una mentalità nuova e diversa rispetto agli habitus mentali tradizionali del nostro partito e a rafforzarci sul territorio. Questo perché la Rosa nel Pugno sarà un partito votato soprattutto nelle aree di punta e tra le fasce sociali e culturali di élite del nostro Paese. Insomma, avremmo potuto avvicinare persone nuove, qualificate e qualificanti. Questo fatte salve perplessità di altro tipo riguardanti le differenze politiche tra noi e i radicali (meno tra noi e gli SDI), che sarebbero rimaste ma che sarebbero state superabili, e al di là delle effettive prospettive elettorali della Rosa nel Pugno, ancora incerte (la RnP sembra attestata sempre intorno al 2,5-3,0 per cento dei voti) e che evidenziano il rischio che la Rosa nel Pugno sia vittima di una sorta di "effetto Scalfarotto". Così come Scalfarotto ha raccolto simpatie e appoggi, anche illustri, nel mondo dei media, ma che si sono tradotti in consensi scarsi, anche la Rosa nel Pugno potrebbe raccogliere relativamente poco in termini di voti dalle candidature di prestigio che ha presentato.
Tuttavia la politica non è soltanto sopravvivenza, non è soltanto navigazione di piccolo cabotaggio, non è soltanto vivacchiare; ma anche saper guardare avanti, saper proporre qualcosa di nuovo: anzi, di innovativo.
Un sondaggio commissionato all'ISPO, consultabile all'indirizzo http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/node/1619, suffraga queste considerazioni intuitive. Tra i vari dati mi limito a citarne alcuni:
- i potenziali elettori della Rosa nel Pugno sono il 10,5% dell'elettorato (2,5% i "molto probabili", 8,0% i "potenziali");
- rispetto alla media dell'elettorato, sono rappresentati più che proporzionalmente i 18-24enni (13,5% contro il 10,1% del totale), i 25-34enni (19,9% contro il 19,1%), e i 45-54enni (23,0% contro il 16,3%), mentre sono sottorapresentati soprattutto gli ultrasessantacinquenni (16,0% contro il 22,0%);
- sono sovrarappresentati i laureati (12,2% contro l'8,0%), e i diplomati (27,6% contro il 25,2%) e molto sottorappresentate le persone con titolo fino alla licenza elementare (17,9% contro il 26,8%);
- sono sovrarrappresentati gli impiegati e gli insegnanti (23,7% contro il 16,4%) e fortemente sottorappresentati i pensionati (17,3% contro il 24,4%);
- sono fortemente sovrarappresentati il Nord-Ovest (32,7% contro 26,8%) e il Nord-Est (19,9% contro il 18,5%) e molto sottorappresentato il Sud (-6,4%);
- il dato più interessante, però, è che su 100 elettori potenziali della Rosa nel Pugno 0,7 provengono dall'MRE; considerato che questo dato tiene conto anche di un 30 per cento di astenuti, questo significa che 1 elettore potenziale della Rosa nel Pugno su 100 è un elettore dell'MRE, cioè che la Rosa nel Pugno rischia di ottenere uno 0,1 per cento dei voti complessivi di provenienza MRE; considerato inoltre che la nostra consistenza elettorale al momento dovrebbe essere intorno allo 0,4-0,5 per cento, questo significa che circa un quinto dei nostri elettori potrebbero lasciare il nostro partito per la Rosa nel Pugno; tra tutti i partiti, il nostro è quello che potrebbe subire l'emorragia maggiore a vantaggio della Rosa nel Pugno.
Insomma, la Rosa nel Pugno, indipendentemente da quanti voti prenderà, li prenderà soprattutto nella parte del paese più evoluta, più colta, più sviluppata.
Quella parte che non voterà mai per Grippo, insomma.




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