C'è peggio di Ferrando
Per essere credibili gli estremisti restino fuori dal governo
Non ci sembra affatto che sia finita la vicenda della candidatura Ferrando all'interno del partito della Rifondazione comunista, per la semplice ragione che il signor Ferrando è in perfetta armonia con la base del partito, da cui è apprezzato, stimato ed in crescita di consensi, come si era visto qualche mese fa nei congressi del Savonese. E' vero invece che Prodi e i partiti più moderati del centrosinistra, non potendo scaricare i massimalisti, se la prendono con un loro simbolo visibile, quando pure Caruso non è certo diverso da Ferrando nelle posizioni sui kamikaze ed Hamas e, in più rispetto a Ferrando, viola la legge facendo gli espropri proletari.
(Marco Ferrando)
Vorrà dire che il governo di centrosinistra a cui Rifondazione dovrebbe appartenere organicamente, il sabato pomeriggio darà l'assalto ai supermercati, tanto la polizia sarà sotto inchiesta per i fatti del G8, come annuncia il magnifico programma elaborato dalla fabbrica prodiana, e avrà dunque ben altre gatte da pelare.
La sola maniera per avere una credibilità di leader-ship per il professor Prodi e di rassicurare l'opinione pubblica, oltreché i paesi alleati dell'Italia, dagli Usa ad Israele, sarebbe quella di rompere l'alleanza politica con Rifondazione, i Comunisti d'Italia, una parte dei Verdi.
Non facendo questo, egli dovrà sperare che l'asse Rutelli - Fassino all'interno della coalizione abbia i numeri sufficienti per reggere il confronto con l'ondata radicale, o più semplicemente dovremo sperare noi che l'Unione perda le elezioni direttamente. Solo con una sconfitta di quella compagine potremmo sentirci tutti tranquilli.
Ci auguriamo invece che le dichiarazioni di Berlusconi e Fini abbiano bloccato ogni ipotesi di candidature di estrema destra all'interno della CdL e abbiano chiuso ogni problema a riguardo, essendo la CdL una coalizione che non ha, non ha avuto e non dovrà avere formazioni estremiste al suo interno, e tantomeno neofasciste.
Ma quello che più conta ora è che la Casa delle Libertà dimostri di essere in grado di elaborare un efficace programma liberale e riformatore sul quale si impegnino tutte le forze della sua coalizione, al contrario del programma confuso ed indigesto presentato dall'Unione.
Per questa fondamentale ragione i repubblicani sostengono l'attuale maggioranza e ritengono per loro indispensabile la partecipazione alla stesura del programma per la prossima legislatura.
Roma, 16 febbraio 2006
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tratto dal sito web del
Partito Repubblicano Italiano
http://www.pri.it
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