Berlusconi in USA

In riferimento alla visita del presidente del consiglio Silvio Berlusconi negli Stati Uniti e del suo panegirico al congresso ci terrei a fare alcune precisazioni in riguardo che vanno al di là di ogni apparentamento elettorale e di una sciagurata legge che lo origina.
Non considero assolutamente gli Stati Uniti quale modello di democrazia esportabile ovunque soprattutto quando ciò viene imposto con le armi quale malcelato pretesto per meri fini economici, penso anzi che ogni nazione su questa terra se venisse aiutata e non sfruttata avrebbe la capacità di realizzarsi in modo autonomo, quindi come pretendo che ogni cittadino proveniente da un altro paese sia rispettoso della mia Patria delle sue leggi e della sua storia altrettanto lo devo essere di qualsiasi altro Paese soprattutto quando non chiede in modo inequivocabile l’ingerenza di un’ altra nazione esterna nelle sue proprie vicende interne.
Non dimentichiamo che la cosiddetta liberazione del nostro Paese fu anche il frutto di bestiali bombardamenti verso l’inerme popolazione civile compiuti proprio dagli “alleati” la stessa Lodi ha pagato il suo contributo di sangue, così come Milano, Roma e tante altre città della nostra Penisola.
Mentre non va certo dimenticato l’orrendo massacro perpetrato ai danni dei civili dall’aviazione alleata a Dresda.
Tutto ciò era realmente necessario?
Si parla tanto di genocidi ma come si può dimenticare che uno dei maggiori e spietati avvenuti nella storia dell’umanità fu quello che gli americani fecero ai danni degli Indiani d’America e come ancora oggi queste popolazioni caratterizzate da grande fierezza siano relegate in riserve umiliate dalle autorità dei “democratici” Stati Uniti.
Credo invece in un Europa forte che non si faccia schiava delle lobbies economiche che tendono a minarla e a sottometterla, ma che si ricordi delle sue radici cattolico romane senza rinnegarle perché quali culla di civiltà nel passato lo possano essere anche nel presente.
Non posso non citare le parole del mio Segretario Nazionale Roberto Fiore
“Il sole non sorge né a Washington né a Istambul… Il sole sorge a Roma”
Faccio mie queste parole
Noi non abbiamo bisogno dei Buffalo Bill del passato né di quelli del presente e men che meno di patetiche caricature nostrane.

Francesco Nolli
Coordinatore Provinciale
Forza Nuova/Alternativa Sociale

http://www.forzanuova.org/NOTIZIE_SEZIONI.htm