Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 75

Discussione: Gustav Meyrink

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Gustav Meyrink

    Dal sito http://www.girodivite.it/antenati/antenati.htm

    Gustav Meyrink

    Gustav Meyrink è nato a Vienna nel 1868. Si interessò nella sua vita di esoterismo e magicismo. Nel 1927 si convertì al buddhismo. Morì a Starnberg [Baviera] nel 1932.
    Su che tipo fosse Meyrink, può essere interessante quanto riporta *Mircea Eliade (in "Frammenti di un diario", nell'agosto del 1950) che riferisce quanto gli dice l'ebraista Scholem: "[Scholem] l'ha conosciuto da giovane, e lo ha anche portato dal grande scrittore ermetista R. Eisler. Una volta Meyrink gli chiese di spiegargli che cosa aveva voluto dire nel suo 'Der Golem', giacché egli aveva scritto alcune pagine ispirate alle fonti esoteriche ebraiche (pessime fonti, ha aggiunto Scholem), senza d'altronde comprenderne il significato. Scholem gli aveva spiegato che, essendo inventate da autori mediocri, prive di rapporto con la fonte della tradizione autentica, non avevano alcun senso... Un'altra volta Meyrink gli chiese se sapeva dove abitasse Dio. Scholem non lo sapeva, e Meyrink esclamò: 'Alla base della colonna vertebrale'. Aveva letto 'Il potere del serpente' di Avalon ed era convinto di ciò: Dio era 'Kundalini', e 'Kundalini' si trovava, arrotolato, alla base della colonna vertrebrale. Scholem non sa ancora ancora esattamente se Meyrink credesse davvero alle sue opere esoteriche o se scherzasse, dato che non era sprovvisto di umorismo".

    Il suo romanzo più noto resta Il Golem (Der Golem, 1915). Tra gli altri suoi romanzi si ricordano: La faccia verde (Das grüne Gesicht, 1916), La notte di Valpurga (Walpurgisnacht, 1917), Il domenicano bianco (Der weisse Dominikaner, 1921). Tra i racconti: Il corno fatato del filisteo tedesco (Das deuschen Spiessers Wunderhorn, 1913) in tre volumi, Storie di alchimisti (Goldmachergeschichten, 1925).

    I suoi punti di riferimento sono Hoffmann e Poe, e le leggende praghesi. Le sue sono storie fantastiche, dominati da spettri, visioni, piene di sogni. Elementi grotteschi si uniscono a toni mistici. Scherzo ironico, amara malinconia, satira della burocrazia e dell'ipocrisia borghese sono tra i suoi elementi migliori.

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Gustav Meyrink

    Dal sito http://www.girodivite.it/antenati/antenati.htm

    "Il Golem" di Gustav Meyrink

    Il Golem (Der Golem), romanzo di Gustav Meyrink, fu pubblicato nel 1915. La storia narra di Athasius Pernath, intagliatore di pietre preziose. Un uomo scambia un giorno, nel duomo di Praga, il suo cappello con quello di Pernath, e rivive come in una visione la sua vita nell'antico ghetto di Praga. Accanto a Pernath sono due figure principali: il vecchio rigattiere Aaron Wassertrum, che funge nel racconto da genio del male; e Hillel, impiegato al municipio ebraico, e che funziona da genio del bene. Vi è inoltre lo studente di medicina Charousek, suo figlio naturale e giustiziere; e Miriam sua figlia. Pernath finisce in carcere a causa di una falsa accusa di omicidio. Nel mentre che è in prigione, quasi tutti gli altri personaggi della storia muoiono o scompaiono. Pernath viene scagionato, e si mette alla ricerca della figlia adorata Miriam.

    Il racconto è un intreccio di sogni, visioni, sdoppiamenti di personaggi, ripresa di segreti annunci cabalistici, segni magici dei tarocchi, antiche leggende praghesi: tra queste, quelle legate al nome di Rabbi Loew e al Golem, creatura di creta animata dalla volontà altrui per seminare tra gli uomini distruzione. La figura del Golem, tramite il racconto di Meyrink entrerà a far parte della cultura letteraria europea dell'epoca.

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ricevo e trasmetto.




    Libreria Ar, tel: 089 221 226
    www.libreriaar.it


    Tratta da Margini n. 23

    G. Meyrink, Il viso verde, Il Cavallo alato.
    Traduzione di F. G. Freda.
    Presentazione di E. d’Intra. euro 20,50


    Un libro come "Il viso verde" si presta a tanti e diversi approcci di lettura, giusto secondo il grado di profondità e di attenzione riservategli: romanzo di avventure, di orrore, del mistero, occulto, iniziatico.

    È in quest’ultimo, esoterico, senso, che i pochi e qualificati lettori ritroveranno il filo d’Arianna di un cammino spirituale mai del tutto perduto. Attraverso suggestioni e colori, quasi, materialmente percepibili dalle pagine (il rosso del sacrificio cruento, il nero primordiale e mercuriale, il bianco della luminosa conoscenza spirituale, il verde della definitiva rigenerazione), e gli insegnamenti tradizionali dispensati nel corso del racconto. Per l’Autore l’importanza di una conoscenza trascendente immediata (non dialettica e discorsiva) ribalta completamente l’abitudinaria logica razionalista, ferma al pur necessario dato del coordinamento mentale.

    Sul piano sociale è assoluta la denuncia della cecità - o dell’ipocrisia - insita nella quotidiana vita borghese: la mancanza di senso, l’inanità di comportamenti instabili, il gioco di azioni e re-azioni istintive e superficiali.

    Tutto - ammonisce Meyrink - sta nell’essere svegli.

    E "di nulla l’uomo è tanto convinto come del fatto di stare sveglio, mentre in realtà è prigioniero di una rete di sonno e sogni da lui stesso intessuta".

    "In verità l’immortale è solamente l’uomo risvegliato".

    Scopo dell’effimera vita è l’immortalità. Ognuno proceda - suggerisce Il viso verde - secondo la propria volontà e predestinazione, lungo una strada che è diversa per tutti ma che porta, alla fine del proprio segmento esistenziale, al Principio Unico, ove spazio e tempo si dissolvono.

    Non è questa una strada per tutti: si incrociano, nei transitori corpi viventi, due correnti diverse, l’una diretta verso l’ascesa e la Vita, l’altra verso morte e decomposizione.

    L’eternità non è un tempo infinito, ma è fuori dal tempo: la ricerca del Principio è la ricerca dell’eternità.

    Il risveglio spirituale - avverte Meyrink - comincia dal corpo, riscattandolo dal suo stato di prigione: è necessario interrompere l’identificazione dell’Io con il corpo stesso, andare oltre.

    Dare un ordine, in noi stessi, al caos, per ripristinare in noi stessi - e nel mondo - l’elemento divino: Dio - ammonisce ancora l’Autore - è dentro di noi, non fuori, se sappiamo uscire dalla dimensione della Creazione, del divenire, per ritrovare quella dell’Essere.

    Ben più di un cenno meriterebbe anche la capacità espressiva, la forza di rappresentazione dimostrata - anche negli altri romanzi, Il Golem in testa - da Meyrink.

    È come un impatto in chiaro-scuro, che dall’esterno appare spesso esasperato, inquietante, ferito, per rivelare - attraverso fasci di luce improvvisa, lame radenti di energia pura - la realtà nascosta.

    Allora il segno è netto, essenziale, estraneo a descrizioni dettagliate - e produce gorghi impetuosi che catturano la nostra attenzione, aiutandoci a uscire dal grigio disincanto quotidiano.

    E la parola si converte in silenzio, il silenzio in distacco dal mondo - in visione dell’Assoluto.

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal sito http://www.mutamenti.net/home.html

    Gustav Meyrink, l'uomo dalla faccia verde

    "Quando vedo germogliare sulla terra un amore che si innalza al disopra degli spettri, allora tendo le mie mani come rami sopra la mia testa per preservarlo da una morte prematura, perché non sono solo il fantasma dalla faccia verde, sono anche Chidher, l'albero eternamente verdeggiante." G. Meyrink

    Meyrink nasce il 19 gennaio 1868 col nome di Gustav Meyer. E' figlio naturale di un ministro del Baden - Würtenberg e di un’attrice del teatro di corte, probabilmente di origine ebraica. Studia a Monaco, Amburgo e Praga, città dove consegue la Maturità. In seguito fa studi commerciali e diventa banchiere. La sua infanzia è difficile e segnata da disgrazie di vario genere. Ciò nonostante, fino a 23 anni, il giovane Gustav conduce una vita mondana per non dire dissoluta. Ama le donne e i duelli (si dice che avesse sfidato un intero reggimento!) ed è anche grande giocatore di scacchi. Ma, allo scadere della prima gioventù, viene travolto da una catastrofe finanziaria che lo sconvolge e lo trasforma radicalmente. Dopo un tentativo di suicidio, Meyrink si converte infatti al misticismo e alla spiritualità. Pratica dapprima la teosofia e lo spiritismo, poi si dedica allo studio delle dottrine tradizionali quali lo yoga, la cabala, il taoismo e infine l'alchimia. Scrive romanzi ispirati a queste discipline, racconti nei quali esprime la propria aspirazione alla luce e alla liberazione. Tenta di descrivere la mutazione che trasforma l'uomo nel senso della più alta alchimia. In lui l'opera letteraria è strettamente legata all'evoluzione spirituale. Meyrink invita il lettore a viaggiare nel paese dell'anima e a intraprendere la lunga ricerca dell'integrità perduta. Nei suoi romanzi tutto è segno e simbolo e i temi di fondo sono quelli del risveglio e dell'esperienza spirituale. Tutti i suoi libri illustrano il modo di trasformare l'uomo animale in un essere più elevato. Lo spirito deve dominare il corpo e non esserne asservito, come succede alla maggior parte delle persone. Tutto avviene in un mondo sottile invisibile, di cui la realtà materiale è semplicemente un riflesso. Tra le sue opere una in particolare rappresenta un messaggio chiarissimo in questo senso: "La faccia verde". Si tratta di un romanzo fantastico che si svolge nei quartieri storici di Amsterdam. Protagonista è un ingegnere austriaco di nome Fortunat Haberisser, un esule costretto a vivere in una città straniera. Il personaggio simboleggia bene il destino dello straniero, dell'essere gettato nel mondo e che, diversamente dai suoi simili, ricorda il luogo dal quale è venuto e deve quindi cercare attivamente la grande liberazione che gli farà ritrovare la sua gloriosa condizione originaria. Ma il romanzo tratta anche di un altro grande motivo esistenziale: quello dell'approssimarsi ineluttabile della fine di un ciclo terrestre, dell'entrata finale nei tempi dell'apocalisse - ossessione terribile del mitico cataclisma al quale potranno sfuggire solo coloro che avranno costruito in tempo l'arca salvatrice. La faccia verde, che nel romanzo appare sia sul corpo di un uomo che su quello di un serpente, simboleggia innanzitutto il chidher (o chadhir) della tradizione islamica, quello incontrato da Mosé, secondo il diciottesimo versetto del Corano. Non sono tanto gli avvenimenti esteriori ad essere descritti quanto l'evoluzione interiore del protagonista: all'inizio lo scopo è dominare le idee, ma alla fine del cammino c'è la trasformazione totale del corpo in spirito. Il romanzo si conclude con un completo rovesciamento di certi valori, con il riconoscimento di una certa ambivalenza che vede il positivo nel negativo e viceversa, con la conoscenza e la padronanza del principio di polarità. Grande adepto dello yoga (praticava quotidianamente per alcune ore), visionario inquietante, Meyrink sa catturare la fantasia del lettore con immagini semplici. Leggiamo nella "Faccia Verde": "l'orologio dell'universo non tarderà a suonare l'ora dodicesima, il numero sul quadrante è rosso e grondante sangue, da questo lo riconoscerai. La prima ora nuova sarà preceduta da un uragano. Bada che non ti trovi addormentato, poiché coloro che arriveranno con gli occhi chiusi nel nuovo giorno resteranno bestie come erano e non potranno più essere svegliati. Esiste un equinozio spirituale. La prima ora nuova di cui ti parlo è il solstizio, il punto in cui la luce e l'oscurità sono in equilibrio." … "La chiave che ci renderà padroni della natura è arrugginita fin dai tempi del Diluvio: è l'essere svegli. Essere svegli è tutto. Per ciascuno il cammino è diverso, ma il processo e gli scalini sono gli stessi." Da ultimo il romanzo descrive anche il cammino di un uomo che percorre la via del "risveglio spirituale" grazie all'aiuto di una donna. L'idea sviluppata da Meyrink nel racconto è quella della vita "normale" vista come stato di "letargia" nel quale ci comportiamo come sonnambuli che non conoscono il motivo delle loro azioni. Solo colui che conosce se stesso raggiunge la realizzazione spirituale totale e può essere considerato una vera persona integra e completa. L'immortalità sarà di quelli che l'avranno conquistata in terra durante un istante brevissimo in cui avranno superato il loro lato materiale. Nella "Faccia verde" l'uomo da solo non può raggiungere lo scopo. Ha bisogno di una compagna. Solo l'unione delle forze maschile e femminile può permettergli il passaggio. E' questo il significato segreto del matrimonio, perduto ormai da millenni. Elisabeth de Thex

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ricevo e trasmetto.

    lettura consigliata:
    (da: Margini n. 41, gennaio 2003)

    Gustav Meyrink, Il viso verde
    Presentazione a cura di Ezio d’Intra. Traduzione a cura di Franco Freda.
    Grafica e copertina di Livio Ceccarelli. Il Cavallo alato - Edizioni di Ar,
    Padova, 1997. Pp. 350, 12 ill. Euro 20,70.

    I romanzi di Gustav Meyrink potrebbero agevolmente rientrare nel genere ‘’fantastico’’. E non a caso alcuni racconti di Meyrink vennero inclusi nella bellissima collana di letture fantastiche curata da Borges per la Franco Maria Ricci. Eppure, nelle storie narrate da Meyrink si avverte la presenza di un orizzonte che va al di là del genere fantastico. E a questa regola non sfugge Il viso verde. Qui pare chiaro che l’ossatura ‘’esoterica’’ del romanzo non vada intesa alla stregua di un semplice espediente letterario o di un tentativo di catturare l’attenzione del lettore con il ricorso al ‘’meraviglioso’’. Piuttosto, l’itinerario del protagonista, Fortunat Hauberisser, sembra configurarsi come una sincera ‘’cerca’’ della vera natura dell’uomo. Una natura ‘’risvegliata’’ e quindi dotata di ‘’viso’’, ossia di forma interiore aperta alle sollecitazioni dell’invisibile. E tutto ciò nel pieno di un’epoca di disordine che funge da sfondo e da contraltare alla ricerca interiore di Hauberisser. Anzi, la crisi è presente nello stesso protagonista come imprescindibile punto di partenza e come grande occasio per un processo di riconversione spirituale teso al raggiungimento di una differente e più alta realtà.

  6. #6
    suum cuique
    Data Registrazione
    25 Dec 2002
    Località
    Anfiteatro Flavio
    Messaggi
    2,187
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'ho letto. Libro eccezionale.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 May 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    9,787
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Otto Rahn
    L'ho letto. Libro eccezionale.
    Leggiti anche il Golem e il Domenicano Bianco, capolavori assoluti!
    Gustav Meyrink: mio scrittore preferito!

  8. #8
    suum cuique
    Data Registrazione
    25 Dec 2002
    Località
    Anfiteatro Flavio
    Messaggi
    2,187
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    li cercherò al più presto!

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 May 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    9,787
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    G. Meyrink, Il viso verde, trad. it. di F. Freda, il Cavallo alato, 1997.
    Scrittore dalle indiscusse conoscenze nell’ambito delle dottrine esoteriche,Meyrink ne estrae alcuni elementi e vi costruisce intorno delle storie, che assumono, di conseguenza, l’immagine di un viaggio iniziatico letterario, viaggio di cui - ed è un ulteriore pregio delle sue opere - vengono indicati pure i pericoli. Nel caso de Il viso verde è evidente, infatti, come, attraverso l’esperienza narrativa, l’autore tenga a sottolineare quanto le medesime energie impegnate in un cammino di realizzazione interiore, senza un corretto "piano di lavoro" ed una certa fermezza e stabilità psichica, rischino di sovvertire la finalità del cammino stesso; lo stesso mezzo, cioè, può condurre tanto alla luce quanto all’abisso; ed è abile nel dispiegare queste molteplici possibilità attraverso le esperienze dei vari personaggi che, nel racconto, mostrano una comune sete di conoscenza: chi immergendosi in febbrili esperienze estatiche, altri attraverso la ricerca dottrinaria di quegli elementi sapienziali presenti alle origini delle diverse tradizioni religiose, altri ancora, come l’uomo e la donna protagonisti del racconto, attraverso la ricerca di un reciproco completamento spirituale. Il loro cammino parallelo, infatti, parte dalla "rottura" che essi avvertono dentro sé, mediante sensazioni di inquietudine e di rifiuto verso uno modo di vita borghese, da cui pure erano sedotti fino a poco tempo prima, che apre nella loro mente la possibilità di un varco: un varco per entrare in contatto con energie presenti al di là della "struttura" chiamata personalità; energie in accordo con i sottili "fili" che disegnano la trama dell’esistente. H. viene travolto dal clima torbido di Amsterdam, ove regna un’atmosfera che sembra presagire un imminente stravolgimento che colpirà cose e persone; ma proprio nel caos - della realtà come della mente - si imbatte in una esperienza "visionaria" che cambierà definitivamente la sua vita fungendo da inizio per la ricerca di una via. Non a caso, infatti, nel momento in cui il dubbio sulla concretezza e l’essenzialità delle sue esperienze di vita si fa avanti, lacerando la sua sicurezza e probabilmente "alterando" le sue capacità di percezione, egli ottiene in dono la visione del "viso verde", immagine eterna dell’Uomo Primordiale. Da questo punto in poi Meyrink dà inizio al viaggio iniziatico attraverso le varie tradizioni esoteriche, da cui prorompe, con forza, il mito di questa immagine caratterizzata dal colore verde, esprimente appunto le potenzialità occulte e perenni dell’uomo. Non tutti coloro, però, che entrano in contatto con questa energia del profondo, riescono a gestirne la potenza, ed il racconto, in seguito ad alcuni delitti misteriosi, assume le tinte di un giallo metafisico; ma, nel mentre la città cade sempre più velocemente in un abisso di caos e distruzione, una nuova realtà comincia a prendere forma davanti agli occhi di H., che, nel frattempo, è riuscito ad apprendere e praticare delle norme, o esercizi spirituali al fine di acquisire il dominio di sé. Grazie a queste facoltà potrà pervenire alla visione di altri mondi, più sottili dell’illusione chiamata realtà.

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Locus Solus
    Messaggi
    3,318
     Likes dati
    0
     Like avuti
    8
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da cornelio
    Leggiti anche il Golem e il Domenicano Bianco, capolavori assoluti!
    Gustav Meyrink: mio scrittore preferito!
    --------------------------------------------------------------------------

    Condivido questo entusiasmo. Nel 97 partecipai ad una conferenza a Milano sul "viso Verde" del Meyrink , relatore "Ezio d'intra" ( che poi scoprii essere uno pseudonimo anagrammato della parola TRADIZIONE, da parte di un Professore universitario friulano ). Fu molto bella. Di Meyrink ho letto tutto ed ho persino scoperto che esiste una loggia massonica a Monaco di Baviera che porta il suo nome. Inoltre pochi sanno che Meyrink conobbe il noto spagirista-alchimista A.Von Bernus...Interessantissimo è un saggio di Gerard heym sul "Domenicano Bianco" apparso in italiano...

    Saluti

    Eliodoro

 

 
Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Gustav Meyrink
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 21-09-16, 11:58
  2. Esoterismo, occultismo e irrazionale in Gustav Meyrink
    Di Avamposto nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 17-12-10, 22:14
  3. ot preferenze letterarie spirituali (da Meyrink a Mishima)
    Di Chaos88 (POL) nel forum Filosofie e Religioni d'Oriente
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 09-12-08, 10:43
  4. Uragano Gustav
    Di PandaSaggio (POL) nel forum Politica Estera
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 03-09-08, 20:45
  5. Carl Gustav Jung e il paranormale
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 23-06-08, 23:29

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito