ROMA - «Lo so perché mi chiamate tutti: sono io, il piccante di questa salsa». Dieci anni fa s’inventò il pullman di Prodi e l’aiutò a vincere le elezioni. Sette anni fa s’inventò lo strappo con Prodi e contribuì a fargli perdere le staffe. Gianni Pecci, 56 anni, uno dei fondatori di Nomisma, il think tank prodiano, si rimette in cucina e alla fine serve in tavola una salsina fatta con quel che c’è: sarà capolista emiliano per il Senato assieme ai consumatori Codacons-Dc, apparentato ai ribelli di Agazio Loiero, in compagnia di Vittorio Sgarbi e di Eva Catizone. Un fritto misto di transfughi della Margherita, di piazza del Gesù, di senzacasa dei due poli. Una Cosa di centrosinistra che risolleva il dubbio: è lui, il manager di Romano, la prova provata che dietro questa lista c’è Prodi? «Col Professore non parlo da un po’». Ma non sarà mica questo, l’embrione del futuro partito prodiano? «Chissà». Mai dire mai: la clamorosa uscita del ’99 (Pecci che a Bologna dichiarò di preferire il berlusconiano Guazzaloca), le peregrinazioni degli ultimi tempi (la società fondata col neo-tremontiano Massimo Ponzellini) sembravano senza ritorno. Anche a settembre, quando il manager Nomisma è ricomparso alla presentazione del Tir giallo dell’Unione, la sua battuta fu di quelle senza condono: «I pullman portano le persone - disse -, i camion portano le cose». Ora, diventato consulente della giunta Cofferati, su uno dei rimorchi del centrosinistra ha deciso di risalire: «Ho rifiutato di candidarmi col centrodestra. E questa lista va bene perché è estranea ai partiti. Mi piacciono le battaglie che sembrano perse. Lo sembrava anche quella del pullman, nel ’96. A volte, può accadere che il Corticella batta la Juventus». Anche se le tocca giocare con Sgarbi? «In tutte le famiglie c’è una percentuale d’ignobili che è ineliminabile. L’ambiente asettico, dove non t’infetti, c’è solo in sala operatoria».
L’operazione chirurgica è terminata alle 20. Un colpo di bisturi fra Loiero e la Margherita, dove ormai considerano il governatore fuori dal partito, e la creatura è nata. Assessori e sindaci calabresi assieme a cislini ed ex notabili di Forza Italia, i consumatori organizzati di Carlo Rienzi coi democristiani Alessi e Grippo. C’è perfino qualche deluso da Di Pietro: «Rafforzeremo Prodi - gongola Loiero -. Sarebbe ipocrita se affermassi che non sono dispiaciuto per la rottura col mio partito, ma sono stato trattato male, in forma arrogante e punitiva: io faccio le liste come mi pare e piace e tu devi votarmi per forza. A una cosa così, io mi ribello. Mi sembra uno scampolo d’involontario Islam. Non vado fuori dal centrosinistra, ma non subisco imposizioni».
Che ribellione sia, a molti è chiaro: scrivi Loiero e leggi Prodi, dicono da Forza Italia (Maria Burani), e questa è la dimostrazione che in Prodi c’è «la volontà di dividere gli alleati». Perché alla fine i Codacons-Dc che si presentano dappertutto, spinti dai voti calabresi, sono una spina nella Margherita come lo è la Rosa nel pugno dentro i Ds. «Non abbiamo nessun problema con la Margherita - giura Pino Pizza, leader della Dc di centrosinistra - e anche candidati come Pecci si presentano come rappresentanti dell’area Guazzaloca. Prodi non c’entra nulla». Provvede però Sgarbi, a smentire la smentita. E a fornire luogo e data di nascita di questo nuovo partito, «il compleanno del senatore Alessi a Palermo». E ad aggiungere ragguagli: «È chiaro che dietro l’operazione c’è Prodi! È stato lui a dare rassicurazioni sulla mia candidatura».
Il critico d’arte ha una storia da raccontare: «Il vero playmaker di questa alleanza è stato Francesco Cossiga. Dopo aver litigato a lungo con Prodi, dopo avere scritto la lettera in cui si scusava di alcune intemperanze, il presidente emerito ha ricucito il rapporto col Professore». Un giorno, spiega Sgarbi, Cossiga ha detto: «Sparigliamo». E ha chiamato Pizza, ha telefonato a Loiero e ad Alessi: «Questi ex dc ormai stanno diventando la quinta colonna di Prodi. Con lo zoccolo duro del Codacons, possono regalare al Professore il partito che non ha potuto fare. I soldi ce li mettono imprenditori come Carmelo Frasca. La visibilità la dà uno come me, che da solo vale 140mila voti». Scenario suggestivo: il Picconatore che scalpella il nuovo partito di Prodi... Ma le prove? «Sono tre. La candidatura di Gianni Pecci. Il fatto che Loiero s’affidi a Paolo Naccarato, che è un cossighiano di ferro. E poi un sms che Cossiga ha inviato domenica a Sabrina e io ho potuto leggere...». Sabrina chi, la sua fidanzata? «L’attrice Sabrina Colle, a lui molto vicina. Le ha scritto: "Finalmente Codacons!"».




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cmq speriamo che riesca a calamitare un bel pò di voti "indecisi"
