Nella roccaforte rossa sono tutti con la Lega: un successo la raccolta di firme a favore dei carabinieri
A SASSUOLO TRAMONTA IL BUONISMO CATTOCOMUNISTA
SIMONE GIRARDIN
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I leghisti di Sassuolo, nel Modenese, guardano i fogli pieni di firme e sorridono: «C’è stata un’affluenza mai vista. Siamo molto soddisfatti». A parlare sono i numeri: oltre 2 mila persone, tra sabato e domenica, hanno fatto tappa sotto il gazebo del Carroccio per scrivere nero su bianco la propria solidarietà e gratitudine alle forze dell’ordine. Due domeniche fa, nel quartiere ghetto di Braida, due carabinieri erano stati... ...accusati di aver usato un’eccessiva energia durante l’arresto di un marocchino ubriaco e senza permesso di soggiorno. Il blitz era stato filmato da un telefonino. Le immagini (in onda solo l’ultimo minuto) avevano poi fatto il giro di tutti i media nazionali. Tanto che i due agenti dell’Arma sono stati trasferiti in tutta fretta fuori città. Ma la difesa dei sassolesi per il comportamento delle forze dell’ordine non si è fatta attendere. Come dimostra la raccolta firme organizzata dalla Lega Nord. Nella due giorni di lavoro in quella che da molti viene definita la “roccaforte rossa”, il banchetto dei militanti leghisti è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia di cittadini che hanno voluto dare il proprio sostegno all’impegno quotidiano di carabinieri e poliziotti nella lotta alla criminalità.
«La gente ha capito la bontà della nostra iniziativa - ci dice il segretario cittadino del Carroccio, il combattivo Gianfranco Renani -. Sono anni che la Lega si batte da sola contro l’imbarbarimento di questa città causato dagli extracomunitari». Adesso «i sassolesi sono esausti - continua Renani -. Stanchi di aver paura di uscire alla sera per colpa della violenza dei clandestini». Domenica nella piazza del centro città, davanti a quelli leghisti, c’erano anche gli stand dell’Unione: ma erano deserti. Addirittura i dirigenti locali del centrosinistra si sono visti molte volte restituire il volantino in cui, tra l’altro, si condannava il gesto dei due carabinieri. Un segnale - come ha ricordato l’eurodeputato Mario Borghezio durante il suo intervento in piazza sabato pomeriggio - che «anche il popolo di sinistra è stanco». “Ian fat bein, hanno fatto bene”, era il sentimento dominante in città nei confronti dell’azione delle forze dell’ordine.
Da qualche giorno a questa parte, nei palazzoni di via Braida e via Circonvallazione regna un silenzio irreale. Marocchini e albanesi sembrano essere spariti. «Ma sarà così ancora per poco. Aspettano che le acque si calmino. Poi torneranno a spacciare e rubare», è la denuncia di uno degli abitanti del quartiere. La maggior parte dei clandestini starebbe cercando un’altra sistemazione in periferia. Intanto i pusher continuano a lavorare all’interno dei phone center sparsi per Sassuolo. Luoghi - fanno notare alcuni cittadini - non a norma e senza servizi igienici. Tanto che molti extracomunitari si ritrovano a fare i propri bisogni nei giardini dei condomini circostanti. Un problema più volte denunciato a cui l’amministrazione comunale di centrosinistra no ha mai dato alcuna risposta adeguata.
Eppure qualcosa sembra muoversi. In questi ultimi giorni le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli. Ma la preoccupazione dei sassolesi è che tra qualche mese tutto tornerà come prima. Anche per questo il consiglio comunale, su proposta del consigliere leghista Tiziana Risola, ha votato un ordine del giorno con cui si richiede un rafforzamento della presenza di carabinieri e poliziotti in città. Tutti favorevoli tranne Rifondazione Comunista e una parte di Forza Italia.
E sabato e domenica prossima si replica. La Lega Nord infatti sarà nuovamente in piazza per raccogliere le firme a sostegno delle forze dell’ordine. Fogli che saranno poi spediti direttamente all’attenzione del ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. Nella speranza che almeno a Roma qualcuno prenda delle iniziative «perchè se aspettiamo il sindaco è meglio andare via dalla città», chiosa un pensionato.
In molti, anche dal vicino commissariato di polizia, parlano di via Adda e via Circonvallazione come di una polveriera pronta a esplodere. Spaccio, furti e prostituzione sono all’ordine del giorno. Otto mesi fa, durante un blitz delle forze dell’ordine, due dei 150 appartamenti del palazzone islamico, un tempo di proprietà della Cisl, sono stati murati. Al loro interno i clandestini spacciavano di tutto. Quando i carabinieri sono tornati per sgombrare i locali, ad aspettarli non c’erano solo decine di islamici armati di spranghe e bottiglie rotte, ma anche un gruppo di no global che al grido “poliziotti in galera” hanno cercato di impedirne l’arrivo. Là, in quelle strade di periferia dove comandano gli immigrati, ogni 11 settembre si scende ancora in piazza per festeggiare l’attacco alle Torri gemelle...
[Data pubblicazione: 07/03/2006]




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