Per la prima volta per intero, ieri ho visto "Ballarò" su Rai3, ed ho annotato alcune dichiarazioni che qui desidero sottoporvi.
1) Il direttore del TG5 - dal nome ambiguo - esordisce con questa frase "Non sono certo qui per difendere il premier". Ah, no? Chissà dunque per quale motivo sedeva alla destra del presentatore, a fianco a Della Vedova e Tremonti? Costui mi è sembrato un pugile suonato. E come tutti i pugili suonati al suono del gong (quello finale purtroppo) si è svegliato, per reclamare - proprio sullo sfumare della trasmissione - Di Liberto al confronto televisivo con il premier. Ti piacerebbe, eh!
2) Della Vedova. Costui ha affermato che l'Italia paga ancora la "rivalutazione della Lira" durante la trattativa di Prodi e Ciampi sul cambio della Lira contro Euro. Qui serve una spiegazione semplice. All'inizio del 1998, dopo la corposa rivalutazione dovuta alla cura da cavallo di Ciampi, ma anche alla ritrovata credibilità politica ed economica, la Lira subì un piccolo scivolone, passando da 960 a 1015 contro il Marco tedesco. Dalla trattativa ne uscì un cambio contro Marco di 990 Lire: un arrotondamento, come è avvenuto peraltro per quasi tutti i Paesi convergenti. Un arrotondamento strettamente tecnico che cancellava solo in parte lo scivolone di cui sopra, su cui pesava fortemente il sospetto di una speculazione tollerata dalla Banca d'Italia. 25 Lire in meno, distanti 30 Lire da quello che i tedeschi e gli spagnoli (essenzialmente loro) riteneva il giusto cambio. Bene a distanza di 8 anni sostenere che "L'italia sconta ancora quella rivalutazione" è una affermazione priva di senso. A meno di non dare dell'imbecille a chi ci ha governato in questi 8 anni: compreso il centrodestra.
3) Tremonti. Nervosetto fin dall'inizio, ha sofferto troppo le cifre sparate con naturalezza dall'economista Boeri. Ma soprattutto ha sparato una puttanata che per un ministro dell'economia non sta né in cielo né in terra: ha sostenuto che nel 2003 siamo cresciuti dell'1,4%.
Rutelli ha sfruttato subito l'ottimo assist servitogli e - leggendo i dati ISTAT che pesantemente smentivano Tremonti - ha domandato a quest'ultimo se ritiene che l'Istituto sia "comunISTAT".
Vale infine solo la pena di notare l'impressione che Tremonti parli ad una platea di idioti pronti a bere qualsiasi sciocchezza ("cresciamo il doppio della Germania"). Ovvero: se il nostro ministro dell'economia non conosce i dati del proprio PIL degli ultimi cinque anni è un po' come se voi non conosceste il numero del Vostro portone di casa.
Informauro




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