Attrice e cantante, aveva sposato Christopher nel 1992
Aveva lasciato la carriera per accudirlo dopo l'incidente e la paralisi
E' morta Dana, la moglie di "Superman"
Da dieci anni pioniera della ricerca
Dalla scomparsa del compagno si era occupata della Fondazione
che promuove la ricerca sulle cellule staminali
Dana Reeve
con il marito Christopher
NEW YORK - Aveva combattuto per anni per sé, e per suo marito. Lui, Christopher Reeve, l'ex Superman di Hollywood rimasto paralizzato nel 1995 dopo una caduta da cavallo, non ce l'ha fatta e se n'è andato due anni fa. E adesso se n'è andata anche lei, dopo aver reso nota la scorsa estate, e con coraggio, la notizia della sua malattia. Dana Morosini Reeve, 44 anni, è morta per un tumore ai polmoni, senza aver mai fumato una sigaretta. Lascia un figlio di 13 anni, William. Dal marito aveva ereditato il testimone nella battaglia per la ricerca sulle cellule staminali, con la creazione della Christopher Reeve Paralysis Foundation.
Una promettente carriera di attrice e cantante a Broadway e in televisione spezzata dall'incidente che aveva paralizzato il marito; una vita nuova, da infermiera, al suo capezzale, poi da vedova pioniera della ricerca. Dana Reeve è morta allo Sloan Kettering Memorial Hospital di New York, il tempio mondiale della cura ai tumori.
Era stata lei stessa a dare l'annuncio della malattia, sette mesi fa, attraverso un'intervista all'emittente Cnn con la quale aveva giocato d'anticipo sulla stampa. "Oggi più che mai Christopher è al mio fianco per questa nuova sfida" aveva spiegato l'attrice, che da poco aveva perso la madre Helen per un cancro alle ovaie: "Come sempre lo ricordo come l'esempio più emblematico - aveva aggiunto - per sfidare la sorte con forza, coraggio e speranza di fronte alla avversità".
Nel 2004, vedova da pochi giorni, aveva deciso di "trasformare il lutto in speranza" scendendo in campo a favore del candidato democratico alla Casa Bianca John Kerry. In quell'occasione aveva ribadito il suo messaggio di speranza, rinnovato lo scorso novembre, quando nel pieno della terapia era apparsa a un gala di beneficenza della Fondazione intitolata al marito: "Il tumore si sta riducendo, ce la farò", aveva detto. A gennaio era tornata in pubblico per cantare al Madison Square Garden in onore di un campione di hockey, Mark Messier.
Invece non ce l'ha fatta, ed è morta circondata da familiari e da amici. La sua morte ha suscitato un'ondata di cordoglio tra le associazioni che si battono per la ricerca sulle staminali, e anche nel mondo politico: "Ha dato speranza ai malati e agli handicappati che la scienza può rinnovare il mondo", ha detto la leader dei deputati democratici al Congresso, Nancy Pelosi.
Dana Morosini era nata a New York, suo padre Charles, un cardiologo, è ancora vivo. La famiglia era di origini veneziane e lei parlava l'italiano sufficientemente bene per potersi rivolgersi senza interprete alla platea della Niaf, la National Italian American Foundation, che nel 2001 l'aveva premiata assieme al marito davanti a una platea di oltre tremila italoamericani.
Studentessa modello a Middlebury, uno dei college più prestigiosi d'America, aveva sposato Christopher Reeve nel 1992, lei giovane attrice esordiente, lui di dieci anni più grende e già un divo. Quando, nel 1995, il marito era rimasto paralizzato, aveva abbandonato quasi completamente la carriera per trasformarsi in devota assistente al seguito del compagno e si era guadagnata l'ammirazione del mondo.
(7 marzo 2006)




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