ELEZIONI/IN AN SCOPPIA IL CASO SICILIA DOPO NON RICANDIDATURE -4-
Cristaldi: con preferenza sarei stato candidato ed eletto
07-03-2006 180
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Palermo, 07 mar. (Apcom) - "Se con il sistema proporzionale sarebbe tornata anche la preferenza sarei stato candidato e sarei stato eletto". Ne è convinto Nicola Cristaldi, ex presidente dell'Assemblea regionale siciliana e deputato nazionale di An eletto nel trapanese, che spiega ad Apcom i motivi della sua esclusione: "Ho preferito non partecipare visto la difficoltà di ottenere dentro il partito una posizione consona al mio operato, quindi ho scelto di non candidarmi e invece di ripropormi alle elezioni regionali siciliane".
Ma a Trapani, senza la sua candidatura e quella del senatore Giuseppe Bongiorno, An rischia molto? "Ci sono candidature minori - afferma Cristaldi - e spero che reggano all'urto della campagna elettorale. Comunque l'elezioni del 9 e 10 aprile è un nuovo modo di fare politica, dove si concentra tutta l'attenzione sui leader e non sui candidati legati al territorio. Vedremo - conclude - se le scelte fatte pagheranno o se invece....".
ELEZIONI/IN AN SCOPPIA IL CASO SICILIA DOPO NON RICANDIDATURE -2-
Ragno: è frutto di una legge elettorale antidemocratica
07-03-2006 17:49
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Palermo, 07 mar. (Apcom) - Alle "critiche" sulla definizione delle liste di An in Sicilia mosse dal sottosegretario Carrara si unisce il senatore messinese Salvatore Ragno, che puntualizza: "io avevo già deciso di non ricandidarmi perché questa nuova legge elettorale, a cui ho votato contro in aula, è antidemocratica: ha annullato il rapporto tra elettori ed eletti. Tutto - rimarca il senatore di An - è deciso nelle segreterie dei partiti e i cittadini non hanno alcuno spazio di manovra e subiscono solo le imposizioni dall'alto".
Ragno, infine, segnala che "la Sicilia, come credo in altre parti d'Italia, paga quindi le conseguenze di questa legge elettorale illiberale. Sarebbe stato meglio, se si doveva tornare al proporzionale, che l'elettore poteva esprimere la propria preferenza. In questo caso - conclude - molti amici che si sono battuti per il partito non sarebbero stati esclusi, anzi avrebbero fatto comodo".
Ai due esponenti di An messinesi fa eco l'ex deputato catanese Benito Paolone, transitato in Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, che ricorda: "mi hanno dato il buonservito senza neanche discutere. Mi hanno "licenziato" come una cameriera dicendomi che avrei ricevuto una lettera di ringraziamento per il servizio prestato in tutti questi anni. Tutto ciò è assurdo: paragonano la politica ad un posto di lavoro. Credo - conclude - che la politica sia sentimento, sia principio, sia valori per cui battersi non una occupazione". (segue)
ELEZIONI/MUSUMECI:FRAGALA' ESTROMESSO? SUCCEDE A RUFFIANI POTERE
"Anche gli altri capiranno di essere stati donatori di sangue"
07-03-2006 174
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Palermo, 07 mar. (Apcom) - "Fragalà? Se lo meritava. Se lo meritava perché ha fatto il ruffiano del potere centrale. Questo è il destino di chi pensa di fare il cameriere dei poteri centrali". Così, senza mezzi termini Nello Musumeci, leader di Alleanza siciliana, raggiunto da Apcom, commenta la mancata candidatura Enzo Fragalà e di altri noti esponenti siciliani di An.
Paolone? "Anche lui se lo meritava - dice Musumeci che però non vuole fare un elenco dei suoi ex compagni di partito messi daparte da An. "Non mi occupo di quello che avviene in casa degli altri perché per me AN è solo un ricordo - continua Musumeci che è anche eurodeputato eletto nelle fila di An.
"Ci sarà tempo per tutti di accorgersi quali sono le conseguenze di un partito padronale che si è reso responsabile di proibire agli elettori il diritto a scegliere. Questo è solo l'inizio - conclude - vedrà che ci sarà il fuggi fuggi quando capiranno di essere stati inutili donatori di sangue".
ELEZIONI/ IN AN SCOPPIA IL CASO SICILIA DOPO NON RICANDIDATURE
Carrara: non conosco criterio usato per definire liste
07-03-2006 17:18
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Palermo, 7 mar. (Apcom) - Rammarico, delusione e rabbia sono i sentimenti che avvolgono gli esponenti storici di An in Sicilia dopo la non ricandidatura. In un colpo solo da Catania a Trapani, da Messina a Palermo è stata fatta 'tabula rasa' di chi, per decenni, ha contribuito prima alla sopravvivenza dell'allora Msi, quando alla fine degli anni '80 il partito di Almirante e Romualdi prima e di Fini, Rauti e ancora Fini dopo, toccò nell'isola il fondo, raggiungendo il 3%, e poi contribuì alla risalita nel nuovo soggetto politico di An.
A non essere ricandidati nell'isola sono nomi illustri: nel messinese è saltato il sottosegretario alle riforme Nuccio Cararra e il senatore Salvatore Ragno; nel catanese i deputati storici etnei Enzo Trantino (ammorbidito con la candidatura della figlia ma in posizioni di retroguardia e la promessa di una nomina alla Corte Costituzionale, ndr) e Benito Paolone (transitato nelle file di Alternativa sociale e candidato al Senato, ndr); nel palermitano vi è l'esclusione di Enzo Fragalà; e nel trapanese Nicola Cristaldi e Giuseppe Bongiorno.
Tutti comunque si domandano, anche se a mezze frasi: "Di chi sono le responsabilità di queste scelte? E' stato Fini o il segretario siciliano e capogruppo al Senato Domenico Nania?". E comunque aspettano l'esito del voto per capire se è bastata la candidatura di Fini come capolista a trainare voti o invece, senza la loro presenza sul territorio, An va incontro ad una debacle.
Il sottosegretario Nuccio Carrara spiega ad Apcom: "Ho rinunciato perché è stato fissato il principio di incompatibilità tra eletto e uomo di governo. Quindi sulla base di questo principio non avrebbe avuto senso una mia candidatura dato che preferisco fare l'uomo di governo, chiaramente se si vince, invece di fare il parlamentare".
Cararra comunque precisa che "in caso di sconfitta elettorale della Casa delle Libertà mi ritengo ugualmente soddisfatto perché, in fin dei conti, ho 3 legislature alle spalle ed una esperienza di governo", ed assicura "non smetterò di fare politica, continuerò ad impegnarmi in An e sono sicuro che in futuro non mancheranno altre opportunità".
Infine Carrara si abbandona ad una piccola vena polemica: "Trovo paradossale che i sottosegretari non sono stati candidati nelle liste subito dopo il vice premier. Comunque - conclude - non conosco il criterio che è stato seguito nel definire le liste, mi posso solo augurare che funzioni". (segue)




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