
Originariamente Scritto da
Mantide
Cdl: ''Profanata la memoria dei nostri caduti''
Roma, slogan su Nassiriya e bandiere bruciate al corteo pro-Palestina
Coda turbolenta per la manifestazione romana indetta da varie associazioni della sinistra radicale. Tra i partiti, in piazza solo i
Comunisti italiani
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Dall'Iraq l'Italia se ne deve andare via: 10, 100, 1000 Nassiriya''.
E bandiere Usa e di Israele bruciate. Una coda turbolenta ha segnato la manifestazione pro-Palestina, pacifica in tutto il suo percorso, svoltasi nel pomeriggio a Roma. Quando ormai il corteo era arrivato sotto il Campidoglio, infatti, tre giovani, di cui due con il volto coperto da una kefia,
hanno bruciato e sputato su una bandiera israeliana.
Proprio contro gli slogan inneggianti a Nassiriya, si è scagliato il Polo. ''Messaggi lucubri'', dice l'esponente di Forza Italia Antonio Tajani che non solo ''profanano la memoria dei nostri caduti'' ma ''confermano le nostre gravi preoccupazioni sui condizionamenti estremisti che subisce la sinistra italiana''.
Per il resto c'è chi urla slogan come "intifada fino alla vittoria", e chi innalza bandiere rosse con la falce e martello, o raffiguranti Yasser Arafat e Che Guevara. Tra gli striscioni c'e' chi si batte per il "no al muro dell'apartheid, no all'occupazione israeliana. Palestina libera". C'e' anche chi c'e' chi incolla cartelli per ribattezzare le vie di Roma: via di Santa Maria Maggiore, per esempio, si e' trasformata in via Intifada e via Cavour e' stata ribattezzata via Yasser Arafat.
La richiesta principale della manifestazione oltre a quella 'storica' di uno Stato indipendente palestinese, si e' concentrata sul no al muro.
Nel comizio che ha chiuso il corteo e' stata rivolta una richiesta esplicita all'Unione perche' assuma un impegno sul no al muro.
(alla faccia di chi dice che questi con l'Unione non c'entrano niente)
Al corteo hanno preso parte diverse associazioni e per quanto riguarda i partiti, soltanto i Comunisti italiani. Rifondazione infatti non ha partecipato.
Un gesto che e' stato criticato in primis da Oliviero Diliberto, segretario del Pdci. ''Non condivido ma rispetto le scelte'', ha detto l'esponente del Pdci.
Nonostante il partito guidato da Fausto Bertinotti non abbia aderito al corte, molte le bandiere di Rifondazione. L'ala di minoranza del partito, quella trotzkista, ha infatti aderito e tra i manifestanti c'era Marco Ferrando.
IGN Politica
Diliberto,Ferrando...e poi No-Global di Caruso oggi candidato con RC...dopo le dimissioni di Calderoli,cosa dovra' dire l'Unione riguardo al comportamento dei suoi alleati...che vanno in giro a dire
"Nassirya,la vogliamo anche in Italia per Caramba e Polizia"...davvero alleati seri,pacati e soprattutto rispettosi di Israele e degli USA...
e se cittadini Americani o Israeliani assaltassero,offesi dagli sputi e dagli insulti alle loro bandiere,una sede dei Comunisti Italiani,cosa direbbero Prodi e Fassino?Che è colpa di Berlusconi?
