POLITICA

L'EX SENATORE: «MA SONO AMICO DI FINI E BERTINOTTI»

Cecchi Gori: vado con Bossi
perché io rappresento Roma


5/3/2006


A Palazzo Borghese i telefoni non smettono di squillare. La notizia che Vittorio Cecchi Gori ha scelto di candidarsi nella lista della Lega Nord-Movimento per l’Autonomia, in quota Raffaele Lombardo, fa già sensazione. Lui non si nega, spiega che «il momento è complicato», «le contrapposizioni vanno superate in nome dei principi etici» e poi, aggiunge, «io sono amico di tutti, da Bertinotti a Fini».

Allora, Cecchi Gori, chi è stato a convincerla?
«E’ stato Lombardo, lui è un dc, come lo sono io, insomma, proseguo in quella tradizione».

E Bossi non c’entra?
«Con Bossi sono amico, c’è una simpatia che resta, anche se è da un po’ che non ci vediamo. E’ stato Lombardo a farmi fare il passo, poi c’è stata questa alleanza con la Lega, ma l’area resta quella centrale, in cui mi ritrovo oggi, così come mi sono ritrovato nei dieci anni in cui sono stato senatore».

Scusi ma lei che cosa ha in comune con la Lega?
«Io rappresento Roma, e Roma è un coagulo, il Nord e il Sud sono solo apparentemente lontani, la capitale è proprio il simbolo dell’unità di questo Paese».

Appunto, unità e non divisione.
«Guardi che questo è un momento poco felice per l’umanità, bisogna andare d’accordo, il bene e il male esistono dappertutto. Pensi che mio padre, a suo tempo, aveva prodotto un film che si chiamava “Napoletani a Milano”, con la regia di Eduardo De Filippo, insomma, come uomo di spettacolo, amo tutta l’Italia con tutte le sue diversità».

I sondaggi danno l’Unione in testa, perchè va con la Cdl?
«Al massimo perderò, mica ho preso quest’impegno per ambizione».