Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito La disonesta' insita nel comportamento dei settentrionali

    Sul forum degli etnonazionalisti amano attaccare i meridionali affermando che sono disonesti.
    Ebbene appena qualcuno, con dati e cifre, risponde pan per focaccia piu' che insultare o cancellare i messaggi non fanno.

    Evidentemente vogliono dimostrare che in realta' il malaffare, la disonesta', la cialtronaggine è insita in alcune (forse molte) menti settentrionali.

    Ecco il topic in oggetto:

    http://forum.politicainrete.net/etno...tml#post775270

    Ed ecco i miei messaggi che vengono regolarmente cancellati:



    //////////////////////////////////////////////////////////////////
    INTERVISTA A LUTTWAK

    Perrelli: In caso di decentramento, o al peggio di separazione, che ne sarebbe del Sud? Verrebbe sempre piú abbandonato o, potendo produrre a piú bassi costi, rifiorirebbe?

    Luttwak: È evidente che il sistema Italia, negli ultimi 50 anni, ha favorito il Nord molto piú del Sud. Regalando un mercato protetto, quello appunto meridionale, dove si possono vendere macchinette scassate ad alto prezzo. È vero che lo Stato ha anche assicurato massicci trasferimenti di soldi dal Nord al Sud, ma quando l’oro estratto al Nord viene filtrato attraverso una rete politica di clientele ciò che arriva a destinazione è soltanto acido corrosivo, peggio fango: perché anziché favorire lo sviluppo provoca un ulteriore deperimento. Un meccanismo malefico che ha scoraggiato gli imprenditori meridionali dall’assumere rischi, e li ha trasformati in clientes, collettori di quei fondi settentrionali che in cambio di consenso politico Roma smistava al Sud. Quindi è logico pensare che se il Sud venisse lasciato a sé stesso, e per sopravvivere fosse quindi obbligato a sfruttare le proprie risorse, le cose per i meridionali andrebbero molto meglio. Sono convinto che un Sud indipendente, abbandonato dalla Padania, riuscirebbe a camminare bene con le sue gambe. Progredirebbe anzi molto piú del Nord.

    Dal Capitolo "Nord e Sud":

    Perrelli: Il Nord è otto volte piú ricco del Sud. Al di là dei dibattiti sul federalismo e delle sue virtú terapeutiche a lungo raggio, cosa si può fare al momento per ridurre queste abissali distanze?

    Luttwak: Sul concetto di Sud bisogna intendersi. Conosco molti italiani che sono stati in mezzo mondo e non si sono mai spinti in Sicilia e Calabria. Uno dei luoghi comuni piú classici, quando si parla della Sicilia, è di chiamare in causa la lupara. Se chiedi cos’è mai questa lupara, la risposta è: un fucile per cacciare i lupi. Invece la lupara è una munizione. Ma non lo sa nessuno. E a nessuno interessa neanche saperlo. E poi, cosa si intende per Sicilia della lupara? Quella orientale è ben differente da quella occidentale. Con queste generalizzazioni, il concetto di Sud è diventato un’astrazione che non tiene assolutamente conto della realtà. Ci sono zone in Puglia, per esempio, che come capacità produttiva e livello di reddito competono con le aree del Nord. E allora? Un fatto è assodato. La Sicilia, la Calabria, la Campania e la Lucania sono le regioni italiane che hanno ricevuto il massimo dei sussidi statali e che quindi hanno patito di piú le degenerazioni del sistema politico. L’aver creato artificiosamente leggi di impiego e norme per la tutela del lavoro ha condannato queste aree alla disoccupazione. Perché impiantare una fabbrica in Calabria, una zona cosí periferica rispetto al baricentro economico del paese, ha costi di trasporto esorbitanti. Per rendere la fabbrica competitiva, bisognerebbe abbassare i salari dei dipendenti. L’avere per legge fissato, invece, un minimo salariale uniforme in tutto il paese è stata la dannazione del Sud. E l’ironia è che chi si è battuto per questo salario uniforme passa per difensore dei lavoratori. Il primo provvedimento da prendere era quello di adeguare le paghe alle reali condizioni economiche di ciascuna zona. Sarebbe bastata quasta misura per far decollare la competività.


    ...

    ...


    Perrelli: C’è una corrente della cultura italiana, il meridionalismo, che ha prodotto fior di dibattiti accademici. È mai possibile che tutti queti intellettuali non abbiano mai partorito un’idea valida?

    Luttwak: La riforma piú importante e piú originale attuata in Italia è stata quella fiscale in Lombardia, alla fine del VIII secolo. Nel Settecento la Lombardia aveva conosciuto un rapido declino a causa dei pesanti balzelli imposti dal sistema spagnolo. Rimaneva in piedi un po’ di industria, ma l’agricoltura era stata messa in ginocchio, le terre venivano sempre piú abbandonate. Caduto il governo spagnolo, i francesi hanno ingaggiato un gruppo di intellettuali napoletani per rimettere le cose a posto. E sono stati questi napoletani di grande ingegno a fare una riforma patrimoniale che nella sua semplicità era a dir poco geniale. Ogni cittadino doveva pagare le tasse solo sul valore della sua proprietà. Se avevi un pezzo di terra pagavi un tot. Se poi ne miglioravi la coltivabilità, investendo in nuovi sistemi di irrigazione, pagavi sempre la stessa tassa. Lo Stato non veniva a chiederti quanti chili di grano in piú avevi prodotto. Quindi c’era un grande incentivo a investire e produrre. E questo portò all’accumulazione di capitali che rese possibile la nascita di una grande industria. Pose insomma le premesse per la prosperità della Milano di oggi. Quato dimostra che l’ingegno meridionale ha avuto felici applicazioni fuori dal Sud. Ma lo Stato non ha mai permesso che trovasse sbocchi in casa propria. Le idee rimanevano frasi sterili. Lo Stato non aveva alcun interesse a valorizzarle, perché il progresso avrebbe distrutto la rete del clientelismo e gli avrebbe quindi impedito di controllare il territorio. Un vero impernditore non ha mai bisogno della protezione politica. Vuole solo un’amministrazione pulita ed efficiente.

    Perrelli: Ma perché allora i fallimenti vengono imputati anche alla presunta pigrizia delle popolazioni meridionali?

    Luttwak: Stupidaggini. Personalmente mi sento legatissimo al Sud da tre ordini di ragioni. La prima è che a livello turistico trovo il Sud molto piú interessante del Nord. Poi c’è una causa sentimentale. Palermo è la città dove i miei genitori decisero di trasferirsi nel dopoguerra. Appartenevano all’alta borghesia europea, avevano grandi mezzi, e potevano scegliere. Optarono per Palermo perché in quegli anni — e mi rendo conto che oggi sarebbe inimmaginabile — Palermo era una città che poteva attrarre gente colta e facoltosa. Era una delle mete della grande borghesia: come Taormina, Venezia, la Costa Azzurra. Deauville nei mesi piú caldi. C’è infine un motivo politico. Tutte le problematiche italiane piú affascinanti sono concentrate al Sud. È lí che crollano gli alibi della Prima repubblica. È proprio lí, dove lo Stato ha cercato di essere piú attivo, che anziché il progresso si è prodotto il massimo dello scempio.

    Perrelli: Sull’arretramento ha però influito anche la prepotente espansione della malavita.

    Luttwak: Prima c’è il sistema di corruzione politica e poi c’è la malavita. I vermi arrivano dopo che il dottore ha ucciso il paziente. Se il corpo è sano, i parassiti possono invece esercitare addirittura una funzione positiva. Come avviene in Giappone a OSaka, che ha per le strade piú malavita organizzata di Napoli. La polizia le permette di prendere il pizzo sui bordelli, sui night club, sui casinò, a patto però che tenga fuori dalla fascia urbana la droga. In Italia la delinquenza organizzata è solo il frutto dell’abbandono dello Stato. Ripeto, quando nel ’48 i miei dovettero lasciare l’Europa orientale perché in seguito agli eventi bellici avevano perso il 75 per cento delle loro proprietà, la scelta fu tra Venezia e Palermo. E andarono in Sicilia, che a loro avviso garantiva una qualità di vita superiore. Sí, c’era anche molta povertà. Ma dal punto di vista culturale Palermo era una perla. Si andava all’opera, io stesso a 5 anni ho assistito a un concerto di violino di Yeudi Menuhin che aveva molti estimatori in Sicilia. C’erano scrittori che producevano buoni libri. E la quotidianità era serena. Si passeggiava, si andava al mare, la sera si prendeva il gelato. La mafia era ancora confinata nelle campagne. C’era il bandito Giuliano nelle colline. Ma la malavita non aveva ancora distrutto l’ambiente cittadino, non aveva demoralizzato la società palermitana.

    ...


    Dal Capitolo "Mafia":

    ...

    Perrelli: Ma perché in tutta l’Europa occidentale si è formato solo in Italia un fenomeno di grande criminalità come la mafia?

    Luttwak: Perché si produca questo tipo di criminalità è necessario che ci sia una popolazione economicamente arretrata, in una zona dallo sviluppo bloccato. Se però in altre aree della nazione c’è prosperità, il delinquente cercherà di fare il predatore nelle regioni piú ricche. La mafia nasce in Sicilia, ma da tempo il suo raggio di azione si è esteso a Roma e Milano. Ma non è un fenomeno esclusivo dell’Italia. Lo stesso avviene in Colombia, dove la grande criminalità nasce in periferia ma si alimenta del dinamismo e della crescita economica del paese. Lo stesso avviene in Giappone, dove la Yakuza ha origini rurali ma opera sulle piazze di Tokyo e Osaka. E, su scala piú ridotta, lo stesso avviene in Francia, dove i criminali provenienti dalla Corsica prendono di mira per le loro azioni il territorio metropolitano.

    Perrelli: Per molti versi, in Sicilia e in Calabria lo Stato è stato sostituito dalla mafia e dalla ndrangheta che si sono trasformate in datori di lavoro. Si è cosí creata un’economia sotterranea che dà da vivere e allontana sempre piú i suoi adepti dalle istituzioni. Come si fa a restituire a questi cittadini la fiducia nello Stato?

    Luttwak: La fiducia lo Stato finora non se l’è proprio meritata. La sua presenza in Sicilia e Calabria era puramente di facciata. La sua macchina era arrugginita. Pretendeva che venisse riconosciuta la sua autorità ma in cambio non dava servizi e infrastrutture. Non incoraggiava lo sviluppo dell’imprenditoria onesta e permetteva indirettamente alle organizzazioni criminali di crescere. Lo Stato, in sostanza, era assente. Con una sola eccezione. I carabinieri. Che erano però a loro volta bloccati dagli ordini provenienti dall’alto. Sapevano dove si nascondevano i boss. Conoscevano le loro ville. Vedevano gli scagnozzi fare la guardia davanti ai loro rifugi, muniti di telefonino. Ma non potevano arrestarli perché avevano protezioni politiche. E questo accentuava ancor piú la perdita di rispetto di uno Stato che veniva manipolato da governanti corrotti. Oggi quindi le cose da fare sono due: rendere decenti i servizi forniti dallo Stato e cercare di ristabilire in fretta la sua reputazione.

    ...

    Perrelli Se ben gestito, insomma, il Sud dell’Italia diventerebbe la Florida d’Europa.

    Luttwak: La Florida è piatta, ha una brutta spiaggia e un pantano pieno di alligatori. Non rende onore alla bellezza dell’Italia meridionale un paragone con la Florida. Ma la FLorida ha successo perché le sue autorità locali riescono a massimizzare tutto grazie al piú completo liberismo. Per ottenere una licenza di ristorante o di motel, ci vogliono cinque minuti e una decina di dollari. Ed ecco che i ristoranti e i motel spuntano come funghi. In Italia avviene esattamente il contrario. Vengono sabotati perfino i santuari del turismo. Prendiamo l’Hôtel San Domenico Palace di Taormina. Per me è l’albergo piú bello dell’intero pianeta. Eppure la proprietà non lo cura come meriterebbe e resiste all’idea di venderlo a chi potrebbe gestirlo meglio. Prendiamo un altro caso: Piazza Armerina. Ci sono dei mosaici romani, come in tanti altri posti del Mediterraneo. Ma quando hai visto quelli ti puoi scordare di tutti gli altri. Bene, se Piazza Armerina fosse in Florida, avrebbe un aeroporto internazionale, con voli ogni tre minuti, almeno trecento hotel e registrerebbe un viavai continuo per dodici mesi all’anno. Con le comunicazioni che ci sono oggi, con il livello di integrazione che c’è in Europa, nelle regioni meridionali non dovrebbero esserci disoccupazione, semmai carenza di manodopera.

    Perrelli: È piú facile forse per lo State diventare virtuoso che cancellare una criminalità con profonde radici e con un livello di brutalità e di primitività intaccato anche nell’era del computer.

    Luttwak: Quando da bambino vivevo a Palermo vidi la prima trasformazione dei mafiosi. Non piú paesani che andavano in giro con il gilè, la coppola e lo schioppo. Ma gagà che con la pistola in tasca bazzicavano intorno al mercato della frutta fasciati da camicie di nylon, che erano molto di modo all’epoca. La polizia non riusciva a tenerli alla larga. Era nata la nuova mafia. Il vero salto di qualità in Sicilia è avvenuto però un po’ piú tardi, quando gli americani si allearono con i francesi per stroncare il business dell’eroina a Marsiglia. Il mercato della droga si è allora trasferito in Sicilia. È aumentato a dismisura il volume degli affari. E per agire indisturbati i mafiosi hanno avuto bisogno della protezione politica che scambiavano con i voti.

    ...

    Perrelli: Quanto pesa, nel giudizio che gli americani hanno di noi, la brutalità e l’inestirpabilità della piovra?

    Luttwak: Posso rispondere con la mia esperienza personale. Da bambino ho fatto le elementari a Palermo. Frequentavo un’ottima scuola, dove la metà dei bambini venivano in classe scalzi. Ma in America oggi se lo sognano di avere maestri cosí preparati come quelli che mi hanno insegnato a leggere e a scrivere. Mia madre nel ’48, prima di andare al concerto, prendeva il tè e conversava in inglese con le amiche siciliane. Ebbene, quando racconto che da bambino ho vissuto a Palermo scorgo subito uno sguardo di compatimento nell’interlocutore. La Sicilia, nella sua mente, evoca automaticamente l’idea di mafia.








    SECONDO MESSAGGIO CANCELLATO PERCHE' TROPPO IGNORANTI E OTTUSI PER POTER RISPONDERE


    ////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Parli come se fossi un delinquente,
    .
    non ti credo un delinquente, semplicemente ignorante...tendi a non capire l'italiano (chiaro e semplice)

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    non lo sono voglio solo che il Veneto si amministri da solo c'è qualcosa di male?non ho mai detto di fare guerra ai meridionali,
    .
    e lo chiedi a me? io sono d'accordissimo

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    per quanto riguarda quello che ti dicono i tuoi nonni lasciami dire : balle! ripeto B-A-L-L-E.
    La pellagra è roba del dopo guerra e non è stata ertamente debellata dalle arance che non arrivavano dal sud,stai buono và che fai riscrivi la storia?
    .
    Ecco, appunto ignorante.
    La pellagra non è solo roba del dopoguerra, purtroppo il flagello delle 3 D (dermatite, diarrea e demenza) ha mietuto qualcosa come 10000 morti all'anno per diversi secoli. Guardacaso la salvezza arrivava proprio dalla consumazione di un alimentazione piu' ricca e sana (ovvio, la pellagra cosi' si combatte). Le arance del sud riuscirono a strappare dalla morte migliaia e migliaia di persone

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Credi veramente che in tempi di fame come il dopoguerra i siciliani mandassero arance ai veneti,
    .
    non lo credo io...è semplicemente storia

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Durante la prima guerra mondiale il fronte era in Veneto e la gente sfollava da qui e tu mi vorresti dire che invece i napoletani sfollavano in Veneto?
    .
    BOOOM!

    uno gli scrive (mi cito) : Durante la prima guerra mondiale a Napoli e in tutto il meridione sono sfollate decine di migliaia dal cadore "
    e lui capisce l'esatto contrario repapelle:

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    mi fai ridere,ma non ti preoccupare ho capite cosa state cercando di fare voi meridionali,state cercando di riscrivere la storia .
    tu prima di straparlare di presunti che riscrivono la storia dovresti saperla LEGGERE (la storia e non solo).
    Da quello che hai dimostrato sopra devo convenire che su questo hai seri problemi in assoluto.

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    una storia dove il sud è nordico,
    .
    non hanno detto che è "nordico" (com nn è nordico il settentrione d'italia...e per nordico intendo una landa popolata da germani o vichinghi)....hanno detto solo una cosa tanto ovvia (ovvia per chi ha aperto almeno un mezzo volume di storia): il sud ha avute tante invasioni, compresi di genti provenienti dal mondo nord europeo (vedi normani, vedi goti, vedi longobardi etc etc).

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    un sud che nell'ottocento era una potenza europea,
    .
    anche questo non l'hanno mai detto.
    Impara a leggere
    Ultima modifica di venetoimpenitente; 05-01-10 alle 13:45

  2. #2
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    Predefinito Rif: La disonesta' insita nel comportamento dei settentrionali

    Amici meridionali, camminate a testa alta. Se qualche idiota al nord afferma che siete disonesti rispondete a muso duro (che al nord nessuno puo' ergersi su di voi, anche questo comportamento lo dimostra).
    Ultima modifica di venetoimpenitente; 05-01-10 alle 14:00

  3. #3
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    Predefinito Rif: La disonesta' insita nel comportamento dei settentrionali

    Grande risposta di "sudista" ...la riporto di qui prima che i loro metodi mafiosi la facciano sparire (ad imperitura memoria):


    Citazione:
    Originariamente Inviato da Quayag Visualizza Messaggio
    Per quello che riguarda la storia riscritta io sarei ridicolo e voi no?che state cercando di convincere quelli che leggono sul forum che il sud mantiene in pratica il nord e che senza di noi le cose vi andrebbero meglio?e facciamola sta secessione no?

    ///////////////////////////////////////////////////////
    Non sai proprio dove andare a parare, è allucinante! Ripeto, e non ci dovrebbere essere dubbi in merito, sui testi scolastici di storia vedo scritte solo caxxate che farebbero arrossire dalla vergogna persone con un minimo di intelligenza e logica come: il regno delle due sicilie è africa; i briganti erano cannibali, garibaldi era uno stinco di santo; i 1000 hanno sbaragliato 60000 soldati; garibaldi e i suoi picciotti; il nord era meglio del sud..... tutto questo, puttanate da libro cuore scritte da polentoni salariati per giustificare la razzia del 3 Regno più ricco dell'Europa.... lo sanno pure le capre, sti cazzi se pensi il contrario

    Citazione:
    Originariamente Inviato da Quayag Visualizza Messaggio
    I numeri servono solo a fare confusione e quindi non postarli che tanto non me ne frega un cazzo.
    ///////////////////////////////////////


    Con il criceto che ti corre in testa solo quella risposta puoi dare: IL NULLA, e sti cazzi se non te ne frega.... eh ci mantenete dal 1860... ok, andrà tutto bene, benissimo Click the image to open in full size. bercia fregnacce quanto te pare, tanto sono le statistiche ufficiali che parlano per noi... ovvio, quelli che non ti fanno comodo di certo, in poche parole noi siamo i cattivi diavoli parassiti e voi i santarelli con la voce bianca senza macchia? giusto? Sarà, ma quei numeri sono dati di fatto, come si dice: carta canta, a dimostrazione di quanto siete infami e sciacalli e a lagnarvi col culo degli altri............ e ma la mafiaaa Zi fa vehgognave e imabaahazzaree davanti al mondoo, vogliamo la seZessione parch'è suoooon tahooooooni, eh lo so povero cristo padano... quanto mi dispiace assai per te... però chi cazzo vi ha cercato dico anch'io???.............

    Quando vi abbiamo mantenuto noi col falso processo dell'unificazione, però nessuno si lamentava.........allora vi facevano comodo i 414 milioni di scudi, le industrie desertificate, i migliaia di civili fucilati e mutilati dalle merde sabaude? prima ci avete assassinato, DEPORTATO NEI LAGER (questo per il genio che ci reputa animali, animale e chi non vi scotenna in una bella rapina in villa...quello è il vero peccato davanti a Dio), ripulito, e di conseguenza costretti all'immigrazione per mandare avanti le vostre fabbrichette del cazzo fino ad oggi, non è cambiato niente, a voi la parte del frocio col culo altrui vi è sempre calzata alla perfezione, comunque sia la mia voglia di seccesione da voi è sempre sottointesa pagliacci continuate col circo, continuate a minacciarci di morte sul web salvo cagarvi sotto come femminelli quando ci incontrate per strada, ma si continuate a pensarci, continuate ad ossessionarvi per noi, tanto:

    chi ve se ncula
    Ultima modifica di venetoimpenitente; 05-01-10 alle 14:51

  4. #4
    Anti-terronismo militante
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    Predefinito Rif: La disonesta' insita nel comportamento dei settentrionali


  5. #5
    Il giustiziere
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    Predefinito Rif: La disonesta' insita nel comportamento dei settentrionali

    anche io spesso provo a scrivere in quel forum... con educazione senza metodi da troll, ed i miei messaggi vengono puntualmente cancellati, solo perchè non conformi ai loro punti di vista.

    comportamento molto triste.... ma purtroppo gli amministratori non fanno nulla.

  6. #6
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Rif: La disonesta' insita nel comportamento dei settentrionali

    Quoto venetoimpenitente.
    Molti dei vostri avversari sono autentici analfabeti in storia, politica e economia.
    Uno per tutti quayag, o tutti coloro che rivendicano la loro discendenza dai celti e dai longobardi, senza sapere che ad esempio, i beneventani possono allora rivendicare ascendenze longobarde molto più solide di un lombardo, visto che Il Principato Longobardo nel sud durò circa due secoli più a lungo del Regno Longobardo.
    Per fortuna al Sud è stata risparmiata la "peste" celtica, ma presto vedrete che vi rinfaccieranno anche questa, di colpe. Occhio e su col morale. in tutte le regioni ci sono italiani che non hanno dimenticato i torti subiti dal Sud.iaociao:
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

 

 

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