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    Thumbs up Iran: nonostante le minacce, le donne riescono a manifestare per l'8 marzo

    Iran - 8 Marzo: Le donne libere dell’Iran festeggiano la Giornata Internazionale della Donna

    09 Mar 2006

    www.hambastegimeli.com 9/03/06

    Oggi pomeriggio, in occasione della Giornata Mondiale della Donna, a Tehran, nel Parco Lalèh e nel Parco Studenti, le donne libere dell’Iran hanno commemorato la Giornata incuranti delle minacce e degli impedimenti posti dal detestato regime dei mullah

    Tehran, 8 marzo 2006 – Le donne del nostro paese, incuranti delle minacce lanciate dal mullah Purmohammadi, ministro dell’Interno del regime iraniano, hanno dato vita a manifestazioni nei vari angoli del paese. A Tehran le manifestanti alzavano cartelli con su scritto “Le donne vogliono libertà e uguaglianza” e “Basta con la censura”.
    Le forze dell’ordine, sia in abiti borghesi sia in assetto antisommossa, hanno attaccato e represso con forza, ma senza successo, le manifestanti. Le donne libere e coraggiose iraniane hanno risposto all’aggressione intonando l’inno nazionale “Hey Iran, hey confine del prezioso” e non hanno retrocesso.
    La gente intorno, che aveva assistito alla manifestazione e all’aggressione, prendeva le parti delle donne.
    Le forze dell’ordine e della repressione hanno attaccato con particolare virulenze le donne impegnate a fotografare e filmare la manifestazione, e le hanno arrestate.

    Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano – 8 marzo 2006




    http://www.hambastegimeli.com/

    http://www.donneiran.org
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  2. #2
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    Predefinito

    Che fai posti e prendi per buoni i comunicati di questa organizzazione terroristica finanziata dagli americani autore di attentati in Iran e responsabile di migliaia di morti innocenti???Occhio a questi provocatori...

  3. #3
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    Predefinito ecco chi è questa gente...

    Gli Stati Uniti cercano un alleato comunista contro l’Iran.
    di B. Raman da: (Asia Times) e ripreso da : comedonchisciotte.net

    Gli Stati Uniti, che hanno usato i fondamentalisti islamici contro il comunismo in Afghanistan, si sono imbarcati in una operazione tesa ad usare i comunisti per porre fine al regime islamico in Iran.
    I dodici gruppi iraniani laici e anticlericali in esilio che operano in Occidente contro il regime iraniano ricadono nelle seguenti categorie:
    - una componente di sinistra denominata Mujahideen-e-Khalq (MEK – Mujahideen del Popolo) e gruppi alleati con essa a costituire il Consiglio Nazionale di Resistenza Iraniano (NCRI). Tali gruppi operano principalmente in Europa occidentale (soprattutto in Francia).
    - I monarchici, principalmente in azione in America, sostenuti dai neo-conservatori e dalla lobby ebraica.
    - I resti (e nuovi aderenti) del vecchio Partito Comunista Iraniano, chiamato Partito Tudeh, ed altre fazioni comuniste, operanti principalmente nel Regno Unito.
    Il MEK, che nel passato è stato accusato di aver compiuto atti di terrorismo dentro l’Iran, è stato classificato dagli Stati Uniti come Organizzazione Terroristica Straniera. Fino a poco tempo fa, questo aveva precluso ogni contatto tra MEK e CIA. Ora, sembra che, dopo l’occupazione dell’Iraq da parte delle forze americane, sia permesso alla CIA e alla DIA (Agenzia d’Intelligence della Difesa) di prendere contatti con elementi MFK in Iraq e nell’Europa Occidentale al fine di usarli contro il regime di Teheran. Questa decisione è stata presa al fine di prevenire ingerenze iraniane in Iraq.


    Nella continuazione dell'articolo una completa galleria fotografica degli incidenti in IRAN » continua




    Il MEK viene indicato come un gruppo che ha avuto in passato la capacità di compiere atti terroristici sotto assistenza dell’intelligence iracheno. (NdT: vero o non vero che sia, è chiaro il fatto che Bush sta coltivando “alleanze” con un gruppo che gli USA hanno indicato come terrorista). L’amministrazione di Bush non vuole essere vista dalla comunità internazionale come uno sponsor del terrorismo in Iran. Il suo presente interesse verso il MEK ha lo scopo di esercitare una pressione psicologica sull’Iran e far circolare lo spettro di un colpo di mano in Iran per rovesciare l’attuale leadership, colpo di mano del MEK con l’assistenza Americana. La retata dei capi e degli attivisti del MEK e del NCRI compiuta dalla polizia francese questa settimana ha il significato di una azione tesa a prevenire l’utilizzo del territorio francese e del gran numero di esiliati iraniani da parte della CIA per operazioni destabilizzanti in Iran.

    I monarchici, che hanno sede negli USA e là sono stati abbondantemente finanziati, hanno uno scarso seguito in Iran. Fino a poco tempo fà, essi hanno ricevuto il massimo supporto economico e logistico anche da parte dell’intelligence americano.
    L’agitazione studentesca dopo il 1999 ha indicato alla CIA che mentre sia il MEK che i monarchici facevano proclami a gran voce (ma non provabili) circa i loro successi e il loro seguito in Iran, in realtà erano i resti e i nuovi aderenti del Partito e delle fazioni Comuniste che operavano silenziosamente ma efficacemente all’interno dell’Iran, arrivando a costruire cellule segrete laiche, anti-clericali e progressiste. Sono queste cellule le responsabili in gran parte della crescente protesta studentesca in Iran dal 1999 e della corrente ondata di manifestazioni studentesche che hanno interessato Tehran e altre città per quasi 10 giorni.
    Le dimostrazioni sono incominciate inizialmente come protesta alla ventilata privatizzazione di certe università. Gli studenti appartenenti alle classi medio-basse manifestano per il timore di una Università costosa e classista. Successivamente le proteste hanno assunto un programma più ampio, richiedendo la fine del potere clericale e l’introduzione di una democrazia laica.
    Il numero dei partecipanti alle dimostrazioni non è grande – una media di circa 3000 persone per ogni città interessata – ma ciò che va sottolineato è il lavoro preparatorio clandestino, la tenace volontà e la capacità di evadere i controlli che hanno dimostrato gli organizzatori. Né l’MFK né i monarchici hanno mai esibito tali caratteristiche nel passato, e, sebbene i monarchici cerchino di accreditarsi il merito di quanto accaduto, l’evidenza suggerisce che le attuali manifestazioni anti-clericali siano da accreditare in gran parte ai comunisti e ad altre formazioni di sinistra.
    Dopo che i rivoluzionari Iraniani presero il potere in Iran nel 1979, i Servizi segreti iraniani promossero la formazione di un certo numero di Associazioni Islamiche Studentesche e di Sedi per la Consolidazione dell’Unità Islamica all’interno delle Università e di altri istituti scolastici, anche con lo scopo di osservare le attività studentesche e di prevenire l’insorgere di movimenti contro il clero.
    Gli studenti Iraniani (molti dei quali erano membri del Partito Tudeh) hanno svolto un ruolo attivo contro il regime dittatoriale dello Shah e nel favorire il successo dell’Ayatollah Khomeni. Gli studenti inoltre erano l’avanguardia della campagna anti-USA e molti di loro giocarono un ruolo attivo nel raid contro l’ambasciata americana a Teheran, nel periodo immediatamente successivo alla presa di potere da parte del clero. Il nuovo governo teocratico aveva conosciuto e temeva la forza potenziale degli studenti in Iran, e, in particolare, quella degli studenti comunisti e appartenenti ad altri gruppi di sinistra. Dopo aver assunto il potere anche con l’aiuto degli studenti comunisti, il clero si volse a sopprimerli con estrema durezza, arrestandone e giustiziandone molti. Quelli che sfuggirono all’arresto e alle esecuzioni raggiunsero l’Europa Occidentale, da dove ripresero ad organizzare le loro attività. La guida della riorganizzazione venne assunta dal Partito Iraniano Comunista dei Lavoratori (WCPI) con sede a Londra.
    Fino al 1998, le università erano sotto la piena influenza delle Associazioni Studentesche Islamiche e delle Sezioni per la Consolidazione dell’Unità Islamica e le cellule comuniste erano incapaci di qualunque progresso.
    Dal 1999 la situazione è iniziata a cambiare a favore dei comunisti a causa della crescente intolleranza che gli studenti iraniani provavano verso il regime repressivo. Le cellule comuniste riorganizzarono le loro attività intorno alle richieste di libertà d’espressione, di rispetto dei diritti umani dei prigionieri politici, di porre fine alle esecuzioni degli stessi, di una democrazia genuina e laica, del diritto al lavoro, ecc.
    I comunisti chiamano all’unità di tutti gli studenti progressisti sotto la bandiera del socialismo e del comunismo, e clandestinamente fanno circolare gli scritti di Mansoor Hekmat, un ideologo degli studenti comunisti, che scrisse: “In una tirannia capitalista religiosa, in un regime incivilizzato, anti-intelletto, anti-vita e misogeno, l’Università è un terreno naturale per la crescita del comunismo”. In uno degli articoli che è circolato nei campus universitari, si poteva leggere: “Più lucide, chiare e radicali sono le domande e gli slogan del movimento progressista per il rovesciamento della Repubblica Islamica, maggiore sarà il supporto alle domande stesse da parte dei progressisti, degli insegnanti, dei lavoratori e delle donne”.
    Fra le varie organizzazioni pro-comuniste che hanno iniziato ad operare nelle università, si può ricordare l’Unione delle Associazioni Islamiche Universitarie, guidata da Heshmatollah Tabarzadi, che pubblicava un giornale, il "Payam-e Daneshju", successivamente proibito dalle autorità giudiziarie. Tale Unione riflette le idee del dissidente iraniano, Abdul Karim Sorush, che sosteneva la compatibilità tra Islam e democrazia, chiedendo la fine del quasi completo controllo clericale sul potere politico. Un’altra organizzazione universitaria nazionale è la Daftar-e Tahkim-e Vahdat (Sezione per il Rafforzamento dell’Unità), che, pur appoggiando le richieste di maggiori libertà politiche, si distanzia dalle richieste di rimuovere il clero dai corridoi della politica. Le organizzazioni pro-comuniste hanno appoggiato l’elezione del Presidente Mohammad Khatami, ma successivamente si sono disilluse di fronte alla riluttanza dello stesso di acquisire ruoli anti-clero e anti-Ayatollah Khamenei.
    Ci fu un focolaio di rivolta studentesca a Tehran e in altre sedi nel novembre 2002, che fu indicativo delle capacità organizzative delle cellule segrete e della svolta anti-clero e anti-Khatami. Il 18 Novembre, circa 5.000 studenti dell’Università Sharif dettero il via ad una manifestazione, cui parteciparono alcuni lavoratori dell’Industria Automobilistica Iraniana e della Sypa Motor Manufacturing. Circa 1500 studenti manifestarono all’Università di Efshan al grido di “”no alla dittatura”, “Iran non è Cile”, “Kabul e Tehran giù con i Talebani” .
    Non ci sono al momento prove convincenti per confermare quanto sostenuto dalle autorità Iraniani e cioè che i servizi segreti Americani siano dietro l’attuale ondata di proteste. Comunque, è probabile che, dopo aver osservato le capacità operative, potenziali e clandestine, degli studenti universitari pro-comunisti, la CIA abbia iniziato a puntarre su loro piuttosto che sui monarchici o sul MEK per destabilizzare il regime di Tehran.

    Certe organizzazioni studentesche con sede in Occidente, quali il Comitato di Coordinamento del Movimento degli Studenti per la Democrazia in Iran, non associato direttamente ai comunisti, hanno ricevuto, in passato, assistenza finanziaria e logistica dalla CIA. Ora una parte dei fondi è stata trasferita ai gruppi più direttamente associati ai comunisti.
    L’assistenza della CIA ad elementi anti-clericali in Iran era iniziata già sotto l’amministrazione di Clinton: prncipalmente per lo sviluppo di propaganda attraverso stazioni radio e Internet. Anche adesso, comunque l’assistenza appare limitata a questi settori. Non c’è infatti alcuna evidenza di training paramilitare impartito a questi gruppi.
    Il 19 Maggio, un senatore del Kansas, Sam Brownback, annunciò in una conferenza stampa l’intenzione di presentare un disegno di legge chiamato Iran Democracy Act, con la richiesta di un finanziamento di 50 milioni di dollari per promuovere la democrazia in Iran e fondare gruppi di opposizione iraniani. Esiste al momento un dibattito tra i gruppi di dissidenti iraniani, in particolare tra quelli orientati a sinistra, sulla ammissibilità di accettare assistenza finanziaria o di altro tipo offreta dagli Americani. Molti ritengono che l’accettarla rapresenterebbe il bacio della morte e danneggerebbe la loro credibilità agli occhi della gente iraniana. Sostengono inoltre che le aperte dichiarazioni di sostenere la causa degli studenti iraniani fatte dal Presidente George W Bush e dagli altri leader americani abbia già arrecato danni al loro movimento.

    Gli Stati Uniti vedono le proteste studentesche come “un dono di Allah”. Gli USA non sembrano avere al momento piani precisi di attacco all’Iran. Anche perchè gli USA hanno imparato gli effetti controproducenti di interventi militari diretti, particolarmente nei paesi Islamici, per ottenere obiettivi di sicurezza nazionale. E soprattutto la necessità di evitare ulteriori perdite militari nei mesi precedenti le elezioni presidenziali del prossimo anno dovrebbe sconsigliare un intervento militare in Iran. Da questo punto di vista, un’azione americana, coperta, efficace e ben orchestrata, anche se effettuata tramite una insurrezione comunista, rappresenterebbe al momento la migliore opzione per scavare la fossa al regime clericale.
    Una efficace azione “coperta” richiede però basi da cui poter trasmettere messaggi radiofonici, richiede l’utilizzo di propaganda cartacea, l’interazione con elementi dissidenti interni all’Iran, senza necesità di un loro spostamento in occidente, e aree per il training in operazioni clandestine. La Cia sperava di usare il territorio iracheno e pakistano per questi scopi. Al momento però il deterioramento della situazione interna in Iraq ha escluso l’impiego di quel territorio per tali scopi.
    Per questo motivo, agli occhi della CIA, il Pakistan ha acquisito una importanza maggiore. Così, la CIA ha sollecitato il governo ad accogliere il Presidente Pervez Musharraf, nella sua prossima visita, direttamente a Camp David, invece che a Washington, un genere di onore che non è stato mai concesso a nessun’altro leader pakistano, neppure a Zia ul-Haq durante la guerra Afghana negli anni 80.
    Per altro, nel precedente incontro bilaterale USA-Pakistan del Febbraio dello scorso anno, Musharraf aveva già messo i suoi servizi segreti (ISI) a disposizione di quelli americani per la raccolta di informazioni dall’Iran. Questo fu il motivo delle dimissione del Ministro degli Esteri, avvenuto apparentemente per motivi di saluti.
    Durante la recente visita a Washington del Generale Ehsanul Haq, direttore generale dell’ISI, tali accordi vennero ulteriormente discussi. Secondo fonti non confermate, James Woolsey, ex direttore della CIA sotto Clinton, è andato a far visita a Haq. Il loro colloquio sarà sull’agenda all’incontro Bush-Musharraf. Si dice che la CIA sia interessata a riattivare il Balochis Sunnita in Iran contro il regime di Tehran e nello spostare i resti del MEK presenti in Iraq nel Balochistan Pakistano da dove farli operare senza creare imbarazzo alle forze di occupazione americane in Iraq.
    Fonti pakistane affermano che Musharraf, mentre si ritiene d’accordo nel fornire supporto per stazioni radio in territorio pakistano, non lo è verso l’ipotesi di riattivare il Balochis Iraniano, che potrebbe come un boomerang coinvolgere il Balochistan Pakistano.
    Non solo il Ministero degli Esteri Pakistano si è trovato in disaccordo con Musharraf, ma anche ufficiali dell’esercito, come il generale Mohammad Aziz, un ufficiale fondamentalista del Kashmir. Gli ufficiali hanno parlato anche della possibile alienazione degli Sciiti presenti nell’esercito in caso di tali accordi con gli USA. Le forze aeree pakistane hanno in particolare un gran numero di Sciiti.
    Musharraf ha al momento assicurato che la collaborazione tra i servizi segreti dei due paesi è rivolto contro i terroristi operanti in Iran e non contro il regime iraniano.
    Ha inoltre aggiunto che tale impegno rientra nella lotta contro il terrorismo internazionale sotto la Risoluzione N. 1373 dell’ONU. Tali frasi non hanno rassicurato gli oppositori al progetto, che, per altro, hanno notato come, dopo la recente visita di Haq negli USA, sia diminuito l’entusiasmo di Musharaff per il gasdotto Iran–India, via Pakistan.
    Musharraf vuole passare alla storia come colui che ha ottenuto l’obiettivo del Pakistan: Jammu e Kashmir. Egli può calcolare di raggiungere tale obiettivo, collaborando con gli Stati Uniti nell’abbattere il regime iraniano. Se così è, New Delhi e Tehran devono prepararsi a nuove sorprese.

    B Raman è Segretario Aggiunto del Segretario di Gabinetto del Governo Indiano. E-Mail: corde@vsnl.com.

    IMMAGINI FOTOGRAFICHE: PROTESTE STUDENTESCHE IN IRAN

    18-19 Giugno 2003 - Tehran

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro
    Che fai posti e prendi per buoni i comunicati di questa organizzazione terroristica finanziata dagli americani autore di attentati in Iran e responsabile di migliaia di morti innocenti???Occhio a questi provocatori...

    i MEK sono considerati organizzazione terroristica dagli stati uniti(seppure hanno molti privilegi) inootre sono gli eredi di quei compagni che nel 79 fecero la rivoluzione insieme a Khomeini(sto parlando del Tudeh) e che poi furono ingiustamente epurati da quest'ultimo, quindi...
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  5. #5
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    ottimo articolo Pietro, in realtà non conoscevo questi gruppi comunisti operanti in Iran diversi dai MEK..però è strano una cosa, se i MEK sono così irrilevanti in Iran perchè in occidente si sente parlare solo di loro e non di questi altro gruppi di opposizione?
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  6. #6
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    Tratto dall'articolo"Il MEK, che nel passato è stato accusato di aver compiuto atti di terrorismo dentro l’Iran, è stato classificato dagli Stati Uniti come Organizzazione Terroristica Straniera. Fino a poco tempo fa, questo aveva precluso ogni contatto tra MEK e CIA. Ora, sembra che, dopo l’occupazione dell’Iraq da parte delle forze americane, sia permesso alla CIA e alla DIA (Agenzia d’Intelligence della Difesa) di prendere contatti con elementi MFK in Iraq e nell’Europa Occidentale al fine di usarli contro il regime di Teheran. Questa decisione è stata presa al fine di prevenire ingerenze iraniane in Iraq".

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    oggi si sono riciclati con gli americani......alcuni partiti comunisti non avendo ben chiaro cosa sia l'antiimperialismo si fanno usare dagli imperialisti guarda quanti danni ha fatto il PC irakeno che oggi sta con il Governo-fantoccio di Talabani...

    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    i MEK sono considerati organizzazione terroristica dagli stati uniti(seppure hanno molti privilegi) inootre sono gli eredi di quei compagni che nel 79 fecero la rivoluzione insieme a Khomeini(sto parlando del Tudeh) e che poi furono ingiustamente epurati da quest'ultimo, quindi...

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    Predefinito ancora per fare chiarezza-

    Il MEK viene indicato come un gruppo che ha avuto in passato la capacità di compiere atti terroristici sotto assistenza dell’intelligence iracheno. (NdT: vero o non vero che sia, è chiaro il fatto che Bush sta coltivando “alleanze” con un gruppo che gli USA hanno indicato come terrorista). L’amministrazione di Bush non vuole essere vista dalla comunità internazionale come uno sponsor del terrorismo in Iran. Il suo presente interesse verso il MEK ha lo scopo di esercitare una pressione psicologica sull’Iran e far circolare lo spettro di un colpo di mano in Iran per rovesciare l’attuale leadership, colpo di mano del MEK con l’assistenza Americana. La retata dei capi e degli attivisti del MEK e del NCRI compiuta dalla polizia francese questa settimana ha il significato di una azione tesa a prevenire l’utilizzo del territorio francese e del gran numero di esiliati iraniani da parte della CIA per operazioni destabilizzanti

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro
    oggi si sono riciclati con gli americani......alcuni partiti comunisti non avendo ben chiaro cosa sia l'antiimperialismo si fanno usare dagli imperialisti guarda quanti danni ha fatto il PC irakeno che oggi sta con il Governo-fantoccio di Talabani...

    vabbè lasciamo perdere il PC iracheno che fa pena e non rappresenta nessuno...cmq a parte la "firma" del comunicato il fatto che delle donne abbiano manifestato a Teheran per chiedere l'uguaglianza è comunque una cosa positiva, a prescindere dalle strumentalizzazioni che qualcuno può fare.
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

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    Scusami ma nell'ecomonia delle cose e cioe' che la CIA usi il MEK per i suoi sporchi giochi contro l'Iran della retorica dell'8 marzo non me ne frega un cazzo...

    Citazione Originariamente Scritto da thematrix
    vabbè lasciamo perdere il PC iracheno che fa pena e non rappresenta nessuno...cmq a parte la "firma" del comunicato il fatto che delle donne abbiano manifestato a Teheran per chiedere l'uguaglianza è comunque una cosa positiva, a prescindere dalle strumentalizzazioni che qualcuno può fare.

 

 
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