<Queste liste non s’avevano da fare>. Il giudizio del direttivo cittadino della Lega Nord di Varese è unanime nel <condannare> le liste elettorali sfornate da via Bellerio tra sabato sera e domenica mattina. Anche perché il Carroccio, nato come movimento del territorio, si ritrova nomi che poco hanno a che fare con il proprio territorio. E il malcontento della sezione è stato ufficializzato in un documento che sarà trasmesso al coordinamento provinciale e a quello nazionale della Lega Lombarda. <Il verbale, in cui esprimiamo disappunto e contrarietà alle liste redatte settimana scorsa – commenta il segretario cittadino Fabio Binelli – è stato sottoscritto all’unanimità da tutti i membri del direttivo>. <Ci rammarichiamo innanzitutto per l’esclusione di un nostro militante, molto legato al territorio, Max Ferrari – sottolinea Binelli – ma anche di fronte al fatto che sono stati <paracadutati> sulla nostra circoscrizione persone che nulla hanno a che fare con la Lombardia>. Le parole del segretario cittadino si riferiscono a due candidati <di lusso>, posizionati nella fascia dei sicuramente eletti, che sono infatti estranei al territorio lombardo. Si tratta dell’avvocato Matteo Brigandì, ex assessore regionale del Piemonte e tuttora residente in quella regione, candidato al sesto posto nella circoscrizione pedemontana per la Camera, e del professore universitario Dario Fruscio, residente in Calabria, candidato nella circoscrizione per il Senato in quinta posizione. <Siamo totalmente contrari a queste candidature piovute dall’alto e messe sul tavolo in modo ingiustificato – rincara la dose il segretario Binelli – per questo vogliamo far presente in modo ufficiale ai livelli alti del nostro partito politico il dissenso della sezione>. Ma Binelli è però realista. <Certo, non ci aspettiamo una risposta –spiega subito – anche perché ormai quello che come sezione cittadina potevamo fare, indicando un nostro candidato, l’abbiamo fatto. E le liste sono ormai chiuse. La nostra è semplicemente una presa di posizione e di dissenso verso l’inserimento dei nomi in lista>. Che le liste elettorali abbiamo penalizzato il territorio varesino, c’è poco da dire. Il giudizio di tutti i militanti in questo senso è unanime. Ma le cose potevano anche andare peggio. Sabato sera, quando l’elaborazione delle liste era ancora incompleta, sembrava che altri <non varesini> sarebbero stati candidati in posizione vincente sulla circoscrizione Lombardia 2. I nomi girati nei corridoi di via Bellerio (la <roccaforte> leghista a Milano) erano quelli di Paolo Grimoldi, il coordinatore federale dei Giovani Padani (poi candidato nell’altra circoscrizione lombarda), e Maurizio Balocchi, l’ex presidente della Credieuronord (catapultato in Liguria). Non che le scelte definitive abbiamo poi risollevato il morale dei militanti.
Il malcontento generale è dato soprattutto dall’esclusione di Max Ferrari. La direzione cittadina aveva per tempo espresso il proprio sostegno al direttore di Telepadania e a sua volta membro del direttivo cittadino. Con un documento ufficiale, approvato anche allora all’unanimità, veniva richiesta la candidatura di Ferrari, però in posizione eleggibile. Richiesta caduta nel vuoto. E quello che resta tra le quattro mura di piazza del Podestà è solo rabbia.
Marco Tavazzi




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