Boselli: Fassino disse no a liste elettorali comuni tra Rosa nel Pugno e Ds
Prima che la Rosa prendesse definitivamente corpo, Enrico Boselli aveva proposto a Piero Fassino di fare una lista comune per il 9 aprile, di socialisti, radicali e diessini, ma il leader della Quercia, dopo una breve pausa di riflessione, aveva risposto di no. È stato lo stesso Boselli, martedì mattina, dai microfoni di Radio Popolare a dare la notizie, nel corso di una trasmissione in diretta dedicata ai temi della campagna elettorale e alla novità della Rosa nel Pugno. Nel pomeriggio Fassino faceva però smentire la notizie e alla smentita seguiva una replica dei socialisti con un riferimento alla possibilità di un vuoto di memoria.
“Quando nacque la Rosa nel Pugno – aveva spiegato il segretario dello Sdi parlando a Radio Popolare - proposi a Piero Fassino di presentare liste comuni RNP-DS. Feci questa proposta perché immaginavo che il rapporto con i DS potesse avviare un processo molto importante. Fassino mi disse che non era possibile, che i DS non erano in grado di fare questo. Credo che mi abbia risposto così per via dell’alleanza con la Margherita”. Le parole di Boselli non poiacciono però a Fassino che nel pomeriggio fa replicare dal suo ufficio stampa di non aver mai ricevuto proposte di liste comuni.
"Con molta sorpresa - precisava - apprendo oggi che Enrico Boselli avrebbe voluto liste comuni Ds-Rosa nel Pugno. Questa proposta Boselli non l'ha mai avanzata né a me, né ad alcun altro dirigente della Quercia. Al contrario, ricordo benissimo che Boselli mi disse che la scelta dello Sdi di fondersi con i Radicali non gli consentiva di continuare a far parte dell'Ulivo". Ma lo scambio di battute non finisce qui, perché a tambur battente anche l’ufficio stampa dello Sdi replica ipotizzando un vuoto di memoria. “Quando si tratta di conversazioni telefoniche tra due persone – è la precisazione - come è avvenuto tra l’on. Boselli e l’on.Fassino, l’uno o l’altro, o tutte e due, a distanza di tempo possono perdere la memoria. Comunque è del tutto evidente che nelle ricostruzioni successive la parola dell’uno vale quanto quella dell’altro”.




Rispondi Citando
