..che certi dirigenti hanno segato...![]()


..che certi dirigenti hanno segato...![]()


mah... non so, sarà anche giusto così, niente da dire, però una volta non si diceva che dal parlamento di roma è meglio starsene lontano, e che una certa purezza militante non può che venire degradata frequentando i palazzi del potere itaglione?
In fondo, non capisco tutto questo amore improvviso per le cadreghe da parlamentare dell'italico parlamento... Forse ora solo andandosene nei palazzi, in certi palazzi, si portano avanti le proprie idee, e il lavorare sul territorio invece?
un movimento indipendentista/autonomista serio ritira la propria delegazione dal parlamento dello stato da cui ha deciso di sededere...per il resto lì"l'amore per l'aria romana" non è certo improvvisa ma permanente in certi soggetti...Originariamente Scritto da halexandra
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Originariamente Scritto da halexandra
c'erano almeno due ordini di ragioni che imponevano la scelta di candidare Max; la prima era che si trattava del vero militante leghista serio e coerente come pochissimi, la seconda era che attualmente è indagato per reati che potrebbero costargli un carissimo prezzo........


su questo non potrei essere più d'accordo: e ribadisco che si è trattato sia di un'intollerabile ingiustizia dal punto di vista umano prima ancora che politico, sia di un demenziale, pazzesco errore strategico, dato che Max poteva essere eletto a pieni voti in qualsiasi collegio della Padania, anche a Reggio Emilia, a Forlì, a Firenze, indifferentemente, a occhi chiusi insomma...Originariamente Scritto da Maxadhego
Insomma, se si deve andare al parlamento di roma ladrona perchè purtroppo è l'unico modo di cambiare qualcosa, gradualmente perchè sennò il popolazzo bue padiota si spaventa a morte, allora bisognava mandarci qualcono che rappresenta il meglio del meglio del leghismo: Max Ferrari.
Invece non ho problemi a dire che se si lascia a casa Pagliarini ciò è cosa buona e giusta. Io non ho rimpianti.


Beata te.... A me invece e' sembrata una mossa miope, sbagliata quanto l'esclusione di Max Ferrari.Originariamente Scritto da halexandra
Immagino che tu contesti al buon Mimmo le posizioni libertarie, fortemente laiche ed antistataliste.
Ma Pagliarini e' sempre stato coerente con se stesso, "catturato" dalla battaglia federalista-indipendentista della prima lega ha scelto di mettere la sua professionalita' e competenza nelle materie economiche a disposizione del movimento accettando con serieta' e SIGNORILITA' le (tante e non sempre coerenti) prese di posizione leghiste anche quando non le condivideva personalmente.
Non per niente collabora ed arricchisce il palinsesto di TelePadania con le sue lezioni di economia nonostante non corrispondano sempre alla linea editoriale delle trasmissioni di Max Ferrari.
Pagliarini poteva essere una risorsa fondamentale per la lega soprattutto nella battaglia per l'introduzione del famigerato federalismo fiscale.
E poi ha una grande capacita' comunicativa, sa rendere in maniera semplice e comprensiva concetti economici non sempre facili ed in piu' e' simpatico.
Tu reputi cosa buona e giusta la sua esclusione, ma per quello che ho potuto costatare io, nel mio piccolo, il Paglia e' ben voluto dalla base leghista mettendo d'accordo le varie anime del movimento, anche i piu' duri anti-libertari gli riconoscono un'onesta intellettuale e un sincero attaccamento alla propria terra.
Si possono dire le stesse cose del "longobardo" prof. Fruscio?
Le liste elettorali bloccate dovevano essere un mix equilibrato di tanti fattori ma sono state una grande delusione.
Si e' candidato il sardo Sanna per "diritto di tribuna" che prontamente ha dichiarato che la sua prima azione sara' iscriversi al gruppo misto, e cosi' un posto e' stato "regalato".
Addirittura, e questo non lo dice nessuno, per "neutralizzare" una lista patacca (la lega alpina lombarda) si e' messo in lista il suo fondatore, un squallido figuro, che se i voti saranno consistenti potra' essere eletto senatore.![]()
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Bah...![]()


Dal Corriere di ieri......onore al PagliaOriginariamente Scritto da halexandra
L’escluso Pagliarini si sfoga: dissi no alla banca padana Torno a casa e non mi pento
MILANO - «Sto incartando i pacconi, ci vorrebbe un camioncino. Il vecchio Paglia se ne va. Arrabbiato? Ma no, è giusto così, sono un vecchietto, tolgo il disturbo». Non la usa a caso la parola «disturbo», Giancarlo Pagliarini, escluso dalle liste leghiste dopo quattro legislature. Perché il «vecchio Paglia» è da sempre la coscienza critica della Lega. Un entusiasta che a Roma, invece di andare alle feste in terrazza, stava a casa «a leggere i bilanci dell’Alitalia: una meraviglia». E che quando si trattava di votare in aula, spesso e volentieri si esprimeva in dissenso dai colleghi, compattissimi. Ora c’è la resa dei conti. Non annunciata: «L’ultima volta che si decidevano le candidature ero alle Maldive. Per dire. Questa volta ero qui, ma nessuno mi ha chiamato. Bastava dirmi: vecchio Paglia, hai fatto molto, ora mettiti da parte. Invece niente. Pazienza. Chiaro, sono un po’ amareggiato, triste». Quando diventò ministro, caso raro, cedette a soci e dipendenti le sue 16 società di revisione. «Montanelli apprezzò molto e ne sono fiero». Ora è costretto a lasciare, ma pochi credono che sia per una questione di anzianità. Qualcuno dice che non è piaciuta la sua posizione sulla banca padana: «Non so. Di certo non ho pagato il contributo che ci hanno chiesto: comprare azioni per 25 mila euro. Così non si salvava la banca, ma gli amministratori. Meglio chiuderla e processarli: se erano innocenti, come mi auguro e anzi sono certo, finiva lì». Questa storia della banca della Lega non gli è mai andata giù: «Un partito non può avere una banca, come non ha senso che abbia una macelleria o un negozio di scarpe». Altro punto di dissenso, il governatore Fazio: «Sbagliava tutto: difendere le banche italiane era un’enorme sciocchezza». Poi c’è il Nap, il decreto «Nutella», spalma debiti per le società di calcio: «Ho votato in dissenso dal gruppo. Del resto vengo da una società contabile».
L’esclusione brucia, anche perché Pagliarini era pronto per il federalismo fiscale: «Ho qui il decreto, già bello scritto. Dovrebbero chiamarmi "Pagliarini Bruno, lavora per cento e conta per uno". Ora spero che qualcun altro lo porti avanti. Però la Lega ha ceduto: dovevamo far firmare a Berlusconi un patto sull’articolato prima delle elezioni». Pazienza, ripete. «Continuerò a fare la campagna per la Lega e per il federalismo fiscale. Bossi? Non lo vedo da molto, ma non voglio rompergli le scatole, con la testa sta bene ma il fisico non è un fiore. Io non mi lamento con nessuno. Ricordo quando arrivai nella Lega, nel ’92. Per caso. Tutti parlavano male di Bossi e allora pensai: possibile che il male sia tutto lì? Per la legge dei grandi numeri era impossibile. Sono andato a vedere e da allora non me ne sono mai andato».
Al. T.
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Hai indovinato, è proprio così: e su questo mi spiace ma resto coerente, nella Lega degli anni 2000 non c'è posto per una certa concezione dell'economia, per un certo ultralibertarismo che è proprio una delle cause principali di tutti i disastri che ci sono piombati addosso con il mondialismo dell'immigrazione selvaggia, l'annientamento del territorio padano ecc.Originariamente Scritto da raggioverde
Io non cambio idea!
Da un punto di vista strettamente umano, riconosco al Paglia una indubbia coerenza e anche, perchè no? Una grande signorilità e simpatia, su questo nessuna persona in buona fede potrebbe avere dubbi. ma resta il fatto che la sua rappresentatività politica è oggi molto discutibile.Originariamente Scritto da raggioverde


Non so da quanto tu sia leghista,ma fino al 1997 la Lega è sempre stata liberista.Originariamente Scritto da halexandra
Hai la memoria corta...


Da un sondaggio interno, sui forum, Pagliarini risultò il dirigente più amato dai militanti della Toscana... ben prima di Calderoli, Salvini e Borghezio. Tanto per dare un esempio della sua "popolarità".
Anche qui "al Nord", parlando con la gente comune, mi accorgo che il suo modo di fare e di pensare sono largamente apprezzati... ad esempio un mio amico trentino (elettore leghista moderato) lo definisce il migliore (per presentabilità e oratoria) comunicatore mediatico che la Lega riesca a esprimere e ne ho sentiti molti altri tra i comuni elettori esprimere giudizi positivi a suo riguardo.
Pur non condividendo talune sue prese di posizione riconosco quanto la presenza di Pagliarini porti voti e l'assenza ne tolga. Finché si prende per buona la strategia che vuole l'insieme delle correnti interne un valore aggiunto, sicuri di quanto questa "plurarità" porti consensi, non capisco come si possano escludere dirigenti di rilievo quali Pagliarini, Oneto e Ferrari. Soprattutto se escludendo loro si fa spazio ad altri personaggi lontani anni luce sia dalla militanza sia dall'elettorato leghista.
Veramente le scelte a mio modestissimo avviso azzeccate in queste liste (Bricolo, Bragantini...) si contano sulle dita delle mani. Fuori dal Veneto c'è tanto buio.
I pochi forumisti che continuano a dichiarsi disposti a concedere il voto alla Lega/Mpa sono, non a caso, in buona parte veneti. In un contesto totalmente diverso, martellati da quel venditore di padelle dal colletto alto. Ma provate a mettervi nei panni dei leghisti del varesotto...
Lorenzo Proia
Responsabile Ufficio Stampa Lega Nord Toscana
Coordinatore Zoonale GnP
Vice Coordinatore Movimento Giovani Toscani