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Ah qui inoltre c'è una mia trattazione sul tema dei rilasci del nucleare, copia incolla dal d sul princ...
posso esplicare qualcosa in merito all'inquinamento rilasciato dalle centrali, prendendo in esame le centrali economicamente ritenute sostenibili (quelle "rinnovabili" non lo sono, quindi vanno scartate).
Dati cirn riferiti a 1000 MegawattPotenza installata (MWe) dei vari tipi di fonti di energia elettrica.
Volume di CO2 in atmosfera (m3/anno)
Carbone 3.000.000.000
Olio combustibile 2.302.000.000
Gas Ciclo Combinato 1.500.000.000
Nucleare 0
Volume di SO2 in atmosfera (m3/anno)
Carbone 41.000.000
Olio combustibile 91.000.000
Gas Ciclo Combinato 10.000.000
Nucleare 0
Volume di NOx in atmosfera (m3/anno)
Carbone 14.000.000
Olio combustibile 7.000.000
Gas Ciclo Combinato 7.000.000
Nucleare 0
Volume di polveri in atmosfera (m3/anno)
Carbone 1.200.000
Olio combustibile 1.650.000
Gas Ciclo Combinato 100.000
Nucleare 0
Volume residuo, cioè da gestire (m3/anno)
Carbone 310.000
Olio combustibile 68 000
Gas Ciclo Combinato 10
Nucleare 10
Volume residuo di cui sono classificati come “pericolosi” i seguenti m3
Carbone 4 500
Olio combustibile 1 000
Gas Ciclo Combinato 2
Nucleare 3
RILASCIO DI RADIOATTIVITA' NELL'AMBIENTE CIRCOSTANTE
(Ci/a)
Carbone 5.0
Olio Combustibile 2.5
Gas Ciclo Combinato 2.5
Nucleare 0.5
Così possiamo agevolmente notare che le impurità (radioisotopi diffusi) dei combustibili fossili emesse dalle ciminiere delle centrali termiche conducono per gas e petrolio ad una emissione di radioattività 5 VOLTE SUPERIORE a quella di una centrale nucleare, senza parlare del carbone che ha emissioni DIECI VOLTE SUPERIORI. [nelle sole scorie a terra di centrale a carbone c'è materiale per due bombe atomiche, tutto derivante dalle impurità presenti nelle milioni di tonnellate di roba che la centrale ingurgita]
Al riguardo delle emissioni di GhG vediamo di notare quale sarebbe stato l'andazzo senza il contributo della produzione nucleare....
L’esperienza condotta dai paesi che hanno fatto estensivo ricorso al nucleare per la produzione di energia elettrica dimostra che i vantaggi ambientali non sono solo teorici. Uno studio recentemente condotto dal CEA dimostra che la mancata realizzazione del programma nucleare francese si sarebbe tradotta con orizzonte 2000 in un forte incremento delle emissioni di SO2 (+0,5 Mt/anno, ovvero +30% rispetto ai livelli attuali), NOx (+0,7 Mt/anno, ovvero +40%) e CO2 (+340 Mt/anno, ovvero +90%). In Francia il livello di emissione di CO2 era di nel ‘73 di 530 Mt/anno, mentre oggi è ridotto a 387 Mt/anno. Negli ultimi vent’anni l’energia nucleare ha evitato a livello mondiale l’emissione di oltre 4 miliardi di tonnellate di carbonio come anidride carbonica.
Ora parliamo di scorie ad alto livello... esse costituiscono solo il 3% del volume prodotto nelle attività umane, ma contengono il 95% della radioattività.
Un reattore del tipo PWR scarica annualmente da 40 a 70 elementi di combustibile, un BWR da 120 a 200 (rispettivamente 461.4 e 183.3 Kg di uranio per assembly). Infatti dopo 3 anni di permanenza all’interno del reattore il combustibile passa alle piscine di raffreddamento; si sono formati in totale circa 350 nuclidi differenti, 200 dei quali radioattivi.
Si ha, in media, la seguente composizione:
- 94% uranio 238
- 1% uranio 235
- 1% plutonio
- 0.1% attinidi minori (Np, Am, Cm)
- 3÷4% prodotti di fissione
quindi
un impianto nucleare da 1000 MWe produce annualmente solo 25÷30 tonnellate di scorie ad alto livello vetrificate, pari ad un volume di circa 3 m3. E’ stato calcolato che un uomo che usasse solo energia di origine nucleare produrrebbe, nell’arco della propria vita, un volume di scorie di questo tipo tale da poter essere contenuto nel palmo di una mano. Del resto dai dati sopra esposti si calcola facilmente che il consumo di 1 KWh per 100 anni produrrebbe un volume di scorie vetrificate pari a 0.3 litri (meno di una lattina da 33 cl!), o se si preferisce una sfera di diametro pari a 8.3 cm. Un impianto da 1000 MWe, annualmente, ne produce 12 cilindri di altezza 1.3 e diametro 0.4 metri con 400 Kg di vetro.
le scorie radioattive, al contrario dei rifiuti convenzionali, decadono nel tempo, si osserva quindi che i prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per circa 250.000
N.B.
FINORA NESSUNO HA INTRODOTTO NEL DIBATTITO PUBBLICO LA REALTA' DEL CICLO NUCLEARE INDUSTRIALE: ossia il fatto che il PLUTONIO (ossia il 90% della pagliuzza di pericolo che ognuno di noi avrebbe) SIA CONSUMABILE
infatti esistono reattori (HTR, FBR, LMFBR e tra poco anche ADS) che POSSONO BRUCIARE IL PLUTONIO PRODUCENDO ENERGIA. [e non solo il plutonio, ma anche altre componenti delle scorie]
ecco che l'incubo delle scorie si riduce ad un undicesimo del 3% del prodotto totale dell'attività nucleare civile umana.
La differenza sostanziale è che con il nucleare sappiamo DOVE STA questo pacchetto di sigarette, con le fonti termiche NO, visto che lo sputano in forma di polveri in giro per l'atmosfera e NEI NOSTRI POLMONI e CIBI.
La tecnologia nucleare ci da' i suoi rifiuti tutti CONCENTRATI PRECISI E MISURABILI, possiamo poi scegliere DOVE metterli in sicurezza. Tra l'altro sono anche a data di scadenza certa.
Le altre tecnologie ci danno i loro rifiuti DISPERSI, ALEATORIAMENTE DIFFUSI e CONTESTATI nei loro effetti, non possiamo affatto scegliere DOVE metterli in sicurezza, perchè son gas e sfuggono. E non hanno data di scadenza.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Ronnie
diranno che è preso dal sito "mafioso" di forza italia.. ma mi pare ineccepibile ..
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ma che glilo racconti a fare?
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Citazione:
Originariamente Scritto da Kowalsky
solita demonizzazione dei nuclearisti per cui chi non è daccordo è un luddista... propaganda di quarta tacca al cui livello non cisi deve abbassare. tanto poi loro sanno tutto, possono parlare con un perito ma loro si che sanno tutto, loro si che en capiscono... e hanno fatto tutti il liceo classico
«In Italia si diffida dei competenti, giudicati ingiustamente uomini di parte e quindi non obiettivi. Ci si fida invece di chi non ha competenza specifica, cioè degli incompetenti e ignoranti in materia, anzi, tanto più difficile è il problema da risolvere, tanto più incompetenti devono essere le persone da intervistare e fare pontificare su materie sulle quali parlano comprendono assai poco».
Edoardo Amaldi (colonna della Fisica italiana, collaboratore di Enrico Fermi)
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ah una sola specifica... la FAO puo' imputare al disastro di Chernobyl quanti morti crede (anche 50 milioni se vuole), fatto sta che il rapporto definitivo dell'agenzia ONU competente, lo UNSCEAR (Comitato Scientifico delle Nazioni Unite per lo Studio degli Effetti delle Radiazioni Atomiche), parla con dovizia di dati e specifiche precise di 241 morti e 1800 casi di tumore alla tiroide (curabili al 90%) come uniche conseguenze scientificamente dimostrate del "disastro". Smentendo tra l'altro così con forza ogni illazione su presunti aumenti delle leucemie nella zona. Il rapporto è del 2001 (e in tredici anni OGNI possibile conseguenza si sarebbe GIA' verificata se fosse esistita) ed è scaricabile con facilità massima all'indirizzo
Rapporto: "Exposures and effects of the Chernobyl accident" (115 pages) of Volume II of the UNSCEAR 2000 Report. Http://www.unscear.org/pdffiles/annexj.pdf
Il rapporto dell'UNSCEAR afferma testualmente: «Dal punto di vista della sanità un avvenire positivo attende la maggior parte degli abitanti della regione (di Chernobyl)». E stabilisce come effetti riconducibili al disastro nucleare: 31 morti immediati durante l'incendio, 200 colpiti da sindrome da radiazione acuta e 1800 casi di cancro alla tiroide in 10 anni, peraltro facilmente curabili. Niente di più.
Mutazioni e malformazioni varie che i verdonzi di turno cercano di rivendicare sono invece delle balle in senso tecnico, senza alcun legame di causalità con l'incidente e assolutamente nella media del resto delle zone al mondo nelle stesse condizioni dell'Ucraina. I famosi "alberi con due punte" sono poi una cosa assolutamente naturale che ho perfino nel mio giardino in campagna....
La radioattività nella zona interdetta di Chernobyl, racchiusa in un raggio di 30km dal sito del disastro, è oggi, in media, di circa 500 (mrem/anno). Per rendersi conto della reale entità di tale valore, basta fare un confronto con il valore medio della radioattività naturale di fondo in Italia, che è di circa 100 mrem/anno, con variazioni dai 40 mrem/anno di Aosta e 160 mrem/anno di Viterbo, con una "punta anomala" di 700 mrem/anno (quasi una volta e mezza di quella della zona interdetta di Chernobyl) in Piazza San Pietro a Roma, lastricata con selciato di cubetti di porfido (i famosi "sampietrini"), roccia vulcanica che contiene "torio", un elemento naturale radioattivo. I valori riscontrati in Piazza San Pietro non costituiscono un rischio per la salute, anzi come rilevato da recenti e poco noti studi, rappresentano il valore ottimale del fondo naturale, nel cui intorno si verifica la più bassa incidenza (minore persino di quella riscontrata con valori di fondo più bassi) di neoplasie per cause statistiche.
Tant'è che Umberto Veronesi (docente universitario e primario oncologo) fece notare all'ultimo convegno del MINAMB sulla comunicazione ambientale che attorno alla centrale di Chernobyl c'era invece una area a MINORE INCIDENZA di neoplasie rispetto al resto d'Europa....