http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...ilosevic.shtml
Praticamente Milosevic assumeva di nascosto un farmaco che annullava gli effetti ipertensivi di un altro.
Darwin Award?
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...ilosevic.shtml
Praticamente Milosevic assumeva di nascosto un farmaco che annullava gli effetti ipertensivi di un altro.
Darwin Award?
Forse si sarà suicidato per il rimorso per le sue "pulizie etniche"


L'hanno "suicidato" come Calvi..anche lui si era impiccato da "solo"....L'hanno ammazzato perche' il processo farsa strombazzatao tre anni fa era andato malissimo per gli inquisitori che non erano riusciti a dimostrare nulla delle accuse totalmente false e perche' Milosevic intendeva chiamare a testimoniare tutti i Capi di Stato Europei ed americani per dimostrare la trappola nella quale avevano ficcato lui e la Jugoslavia.Il Sistema non poteva permetterlo e quindi da buoni mafiosi l'hanno "suicidato".
Certo, Milosevic era Madre Teresa di Calcutta, va bene, Pietro, hai ragione tu,contento?
Milosevic era un criminale di guerra, e le prtove dei suoi crimini sono scritte sulla pelle dei disgraziati bosniaci.


Di Madre Teresa c'è n'è una ...ma non mi venire a dire che i Blair ed i Clinton e i Bush non hanno le mani lorde di sangue ....Milosevic e la Jugoslavia sono state le vittime di un aggressione imperialista bella e buona ..e sulle cd "stragi" e false "pulizie etniche" in due anni di processo farsa non era stato dimostrato un bel nulla se non le solite orchestrate campagne stampa tese a costruire il "mostro"..
...
Originariamente Scritto da Ashmael
Gli aggressori erano i tuoi amici serbi, che hanno massacrato, in concorrenza con i macellai croati, metà della popolazione bosniaca.
Ma insomma, fatti curare lo strabismo mentale! Pretendi che Blair, clinton e Bush abbiano "le mani lorde di sangue", ma non mi parli mai dei Saddam, dei Bin Laden e dei Putin, lordi di sangue in tutto il corpo!


La morte dell'ex presidente jugoslavoMilosevic, il processo che non funzionòLa leggenda è assicurata per i suoi seguaci, e già i siti Internet si riempiono di teorie del complotto. Era necessario un cambio di rottadi Gianni Riotta STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Chi, come noi, ha sostenuto la Corte penale internazionale contro gli abusi ai diritti umani, la missione alleata che mise fine alle stragi e ai pogrom nei Balcani e ha denunciato senza ritardi le colpe del despota serbo Slobodan Milosevic, non può che giudicare l'esito fatale del processo a suo carico all'Aja come una delusione e una sconfitta. Per il tribunale, per il diritto e soprattutto per le centinaia di migliaia di vittime, che si vedono negata giustizia. La morte di Milosevic appare già sui giornali di Belgrado come destino vincente di un eroe. Perfino la radio storica dell'opposizione, B92, riceve messaggi di cordoglio. La famiglia si prepara a celebrare le esequie del «martire» e la causa nazionalista, i crociati sconfitti di persecuzioni, pulizia etnica, torture e stupri, si scaldano in Serbia.
Il boia dei bosniaci e dei kosovari ha vinto la battaglia giudiziaria. Qualunque sia l'esito dell'autopsia, attacco cardiaco o suicidio, la leggenda è assicurata per i suoi seguaci, e già i siti Internet si riempiono di teorie del complotto, Milosevic «suicidato», come il coimputato serbo-croato Babic. Davanti a uno scacco così grave stupisce quanto la procuratrice capo della Corte dell'Aja, signora Carla Del Ponte, dichiara in un'intervista su Repubblica a Liana Milella: «Non ho avuto assolutamente alcun ripensamento. Neppure oggi. Se avessi la possibilità di tornare indietro, rifarei esattamente tutto quello che ho fatto. Imposterei le mie indagini e il mio atto di accusa proprio nello stesso modo». Questa cocciutaggine, spinta a un filo dall'arroganza, è il tallone di Achille di una magistrata altrimenti coraggiosa e esperta. Sul suo ingenuo piacere di credersi «tutta d'un pezzo» Milosevic ha costruito una strategia difensiva che la morte ha premiato, beffando la giustizia.
Qualche mese fa provammo a spiegare perché, sulla linea Del Ponte, il processo Milosevic era avviato a sicuro fallimento, raccomandando l'immediato cambiamento di rotta e auspicando che al processo per i crimini contro l'umanità a Bagdad, alla sbarra Saddam Hussein, non si seguissero le orme dell'Aja. La procuratrice capo rispose con una lunga lettera dai toni irridenti, il cui contenuto si può condensare in «lasciatemi lavorare, ragazzini». Che abbia lavorato male non avevamo dubbi e, poiché la sua sconsolata ammissione «il processo purtroppo è finito», non è seguito da alcuna autocritica, c'è da temere per il futuro del tribunale. Non riproporremo ai lettori - e alla signora Del Ponte - le nostre obiezioni comprovate dai fatti.
Citeremo, dalla stessa pagina di Repubblica, un ottimo intervento del primo presidente del tribunale dell'Aja, Antonio Cassese: «Il procuratore e i giudici non si sono resi conto che era necessario evitare un megaprocesso... Milosevic aveva deciso di usare la corte di giustizia come una tribuna politica... bisognava spezzare i tre filoni dell'accusa (Kosovo, Bosnia-Erzegovina e Croazia) in tre distinti processi, ciascuno breve e concentrato. L'accorpamento dei tre ha portato invece a un processo troppo lungo e faticoso». E' una perfetta disamina della débâcle Milosevic.
E' dunque tutto perduto? No. La strada faticosa per una giustizia internazionale contro i crimini perpetrati dai dittatori e dai criminali di guerra continua, malgrado la battuta d'arresto sofferta a L'Aja.
Occorre però adesso stringere i tempi per la cattura e la messa alla sbarra dei complici di Milosevic, Karadzic e Mladic, sulle cui mani pesa il sangue di Srebrenica, costringendo i loro padrini serbi e croati a consegnarli, se la marcia di integrazione verso l'Europa vuole proseguire. Ma il processo a loro carico deve essere diverso dal pasticcio Milosevic, niente 66 capi d'accusa, un reato preciso alla volta. I tribunali internazionali, ecco il tono sottile cui la signora Del Ponte è sorda, si celebrano non solo tra cavilli giuridici, ma soprattutto nel foro globale dell'opinione pubblica. Milosevic ha puntato lì le sue carte e, despota duro fino alla fine, ha vinto, eludendo la condanna.
Gli americani, la cui opposizione pregiudiziale alla Corte penale internazionale ha contribuito a complicare i dossier dell'Aja, hanno imparato la lezione e giudicano Saddam su un capo d'accusa snello e preciso. Una condanna in tempi brevi per Karadzic e Mladic potrebbe riequilibrare la vergogna della morte senza sentenza, dopo oltre quattro anni di processo e con ancora due di dibattimento previsti, per Slobodan Milosevic, il duce di Belgrado. Lette le intenzioni della procuratrice Del Ponte di continuare come se nulla fosse, dubitiamo però che, con lei al timone, avremo mai una sentenza per i due boia. E ci stringe il cuore, ripensando alla mattanza tragica dei Balcani, cuore della nostra Europa.
13 marzo 2006
Originariamente Scritto da Ashmael
Forse Milosevic s'è suicidato proprio per questo.


Non ha una logical processo per lui andava benissimo infatti aveva smontato ad un ad una tutte le falsita' cosrtuite contro di lui..invece ha una sua logica essersene sbarazzati..sapeva troppe cose su tutta le laedership occidentale e le sue responsabilita' nell'aver causato la disintegrazione della Jufgoslvia ed il tutti contro tutti..ragiona qualche volta ismaello non fa male ti assicuro...
Originariamente Scritto da Ashmael


Concordo al 100%.Originariamente Scritto da pietro
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