
Originariamente Scritto da
Peucezio
Credo che se qualcuno nutriva ancora dei dubbi sulla pericolosità della chiesa ufficiale, o meglio, dell'anti-chiesa, infiltrata di comunisti, massoni, marrani e altra feccia, adesso non ha più giustificazioni per non capire la realtà. Questa gente, questa quinta colonna è una congrega di criminali traditori che meriterebbero di essere impiccati ai lampioni di via della Conciliazione da lì in tutte le vie di Roma, fino all'ultimo pretino maoista della più piccola parrocchia di periferia.
Chiunque abbia qualche parente e amico che frequenti una parrocchia saprà che preti, diaconi, attivisti laici e quant'altro in queste settimane, fra l'esposizione di qualche bandiera della pace, la celebrazione di qualche festività ebraica e la protezione di qualche famiglia di immigrati clandestini, si sono mobilitati e, con poche eccezioni, stanno facendo attiva campagna elettorale a favore della sinistra. Maiali schifosi!
Qui dentro, come tutti sanno, c'è un forum che spalleggia questa gente: affari loro, ognuno ha le sue idee e se questi sono a favore dell'islamizzazione dell'Italia e della distruzione della cattolicità e si divertono a ripeterselo fra loro, lasciamoli fare. Però c'è una prostituta cattocomunista che ogni tanto viene qui a insozzare con il suo pattume ideologico e io spero che la prossima volta che osa mettere qui anche il mignolo del piede, sia cacciata a calci in culo come merita.
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Dall'ANSA:
RELIGIONE ISLAMICA A SCUOLA, IL VATICANO FAVOREVOLE
Via libera del Vaticano all'ora di religione nelle scuole italiane per insegnare il corano agli studenti musulmani. "L'Italia non faccia marcia indietro. Il rispetto non deve essere selezionato", ha ammonito il cardinale Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, a margine del convegno "Le vie della pace" apertosi oggi al centro culturale San Luigi dei Francesi. "Se ci sono delle necessità, se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare la loro religione. Questo è il rispetto dell'essere umano e il rispetto non deve essere selezionato", ha affermato il cardinale.
Commentando così la recente richiesta della Consulta islamica il porporato ammonisce dunque l'Italia "a non fare marcia indietro" poi aggiunge: "Se attendiamo la reciprocità nei paesi rispettivi dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere sullo stesso piano di quelli che negano questa possibilità", sostiene. "Ma l'Europa, l'Italia è arrivata a dei punti di democrazia e il rispetto dell'altro che non può fare marcia indietro. Se quindi ci sono persone di altra religione nella realtà italiana, bisogna rispettarle nella loro identità culturale e religiosa", ha insistito.
E ha proseguito: "Solo il dialogo e la libertà religiosa possono evitare il fondamentalismo, sia quello politico-laico che quello religioso. Tutte le religioni sono di pace e la via per trovare una coesistenza e la collaborazione laddove è possibile, ad esempio sul piano sociale", ha concluso il cardinale Martino".
CARD.MARTINO, PER PACE SERVE MENTALITA' PREVENTIVA
La pace nel mondo è minacciata da nuovi scenari di guerra sempre più diffusi. Per disinnescare la miccia serve una "mentalità preventiva che riporti l'uomo al centro del sistema". Ne è convito il cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, intervenuto all'apertura del convegno "Le vie della pace", in corso al centro culturale San Luigi dei Francesi fino all'11 marzo.
"Il conflitto e la guerra stanno cambiando la propria fisionomia, sono più orizzontali che verticali, più diffusi che concentrati, più frammentati che unitari, più quotidiani che eccezionali, più vicini che lontani, più immateriali che materiali", ha spiegato il porporato. "L'11 settembre ha dimostrato che la morte di 3 mila persone è alla portata di tutti. A questo riguardo, un attento osservatore ha parlato di guerre democratiche", ha detto. Il cardinale denuncia una "recrudescenza di guerre civili, etniche, tribali, locali, di micro conflitti, e un incremento di insicurezza civile". Unico antidoto è "una mentalità preventiva" e il recupero di una "ecologia umana internazionale".
"Il futuro richiederà sempre di più una maggiore prevenzione dei conflitti piuttosto che una riparazione posteriore", ha ribadito sollecitando ancora una volta di "potenziare e riorganizzare gli organismi internazionali". L'urgenza di riportare l'uomo al centro del sistema: "Non solo l'ambiente naturale, ma anche l'ambiente umano, la famiglia, la società, l'economia e la politica richiede il rispetto di una sua propria ecologia, di un suo funziona,mento fisiologico dove la dignità della persona sia veramente posta al centro", ha aggiunto. Un valido contributo arriverebbe dalle religioni per le quali il cardinale rivendica "il diritto ad un ruolo pubblico". "La libertà religiosa non è causa di guerra, anzi è la condizione per evitare il fondamentalismo sia laico che religioso, le due principali forme di intolleranza religiosa nel mondo di oggi", ha concluso il porporato