«Così manipolarono gli elenchi della Mussolini»
Il giudice: c'era un piano per agevolare Storace. Marrazzo, spiata anche la moglie

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MILANO — Hanno spiato lo «spione» e suoi complici. Lo hanno intercettato mentre portava a termine l'«Operazione Qui, Quo e Qua» e si metteva d'accordo per infiltrarsi tra i comitati elettorali al lavoro per Alessandra Mussolini. Lo hanno ascoltato mentre si vantava di avere truccato (anche con un'incursione nella sede del comitato elettorale della Mussolini) le liste di presentazione per «Alternativa sociale», rendendole di fatto nulle, e l'hanno origliato mentre gonfiava il petto al telefono con moglie e colleghi raccontando dello sguardo compiaciuto riservatogli da Francesco Storace, chiamato Ciccio, durante un ricevimento nelle stanze della Regione Lazio. Pierpaolo Pasqua, socio della «Security Service Investigation», ritenuto dall'accusa il fulcro dell'inchiesta milanese per associazione per delinquere che ha portato in carcere due dipendenti Telecom, due finanzieri, un poliziotto e una sfilza di investigatori privati un po' troppo disinvolti, è dunque scivolato sul terreno a lui più congeniale.
Alessandra Mussolini (Ap)
Alessandra Mussolini (Ap)
Così sono proprio le telefonate che Pasqua faceva ogni sera alla moglie a svelare per filo e per segno il delicato incarico ricevuto (per l'accusa) da Niccolò Accame, uno dei più stretti collaboratori di Storace, nella primavera 2005 rappresentante dell'Associazione Lista Storace. «Univoci indizi — scrive, riportando un brano dei pm il gip Paola Belsito nella sua ordinanza lunga 304 pagine — che dimostrano come Qui, Quo e Qua sono tre persone che rientrano in un piano finalizzato ad agevolare la vittoria elettorale di Francesco Storace, all'epoca governatore in carica della Regione Lazio, piano che nelle originarie intenzioni mirava, in parte, a ostacolare la lista del deputato Alessandra Mussolini, candidata alle medesime elezioni, infine a screditare una persona dello schieramento opposto. «Qui — è scritto nell'ordinanza — è identificabile nel deputato Mussolini e l'obiettivo da raggiungere è l'eliminazione della concorrente tramite l'invalidazione delle schede degli elenchi autenticati da chi presentava la lista di Alternativa Sociale.
Quo è invece Piero Marrazzo, e l'obiettivo è la raccolta, tramite la corruzione della Guardia di Finanza, di notizie riservate sulle dichiarazioni dei redditi, la sua persona, la moglie, attinte abusivamente dall'anagrafe tributaria, dallo Sdi (banca dati del ministero dell'Interno, ndr) nonché dalla sua movimentazione bancaria, tramite il ricorso a funzionari infedeli». Qua per ora nessuno sa chi sia. Pasqua e i suoi complici si aspettavano una ricompensa che andasse oltre il denaro. In occasione della nomina di Storace a ministro della Sanità, uno di loro si vanta: «Lo incontrerò la settimana prossima. Voglio fare questo e questi sono i prezzi...». L'intenzione è chiedere altro lavoro. Che questa volta sembrerebbe lecito. Intanto ieri, a Milano, gli arrestati hanno fatto le prime ammissioni e fornito nuovi spunti d'indagine.
Biagio Marsiglia
10 marzo 2006













Il Tempo

Tilgher: «Gli impresentabili non siamo noi ma altri»
CONTENTO no. Ma un po’ di soddisfazione dopo essere stato accusato e attaccato dagli alleati, attuali, e dal centrosinistra, sì. Tanto che alla fine ad Adriano Tilgher, uno degli esponenti principali di Alternativa Sociale, la battuta velenosa salta fuori: «Questa storia dimostra che gli impresentabili non siamo noi ma qualcun altro». Tilgher, As alle scorse regionali ha presentato un esposto sulla vicenda delle firme false, ma si aspettava che potesse scoppiare una bufera di questo tipo? «No, assolutamente no. Avevamo dei sospetti, eravamo sicuri che sulla nostra lista fossero avvenute cose strane. Ad esempio non si capisce come potevano conoscere i nomi di chi aveva firmato una settimana prima che fossero depositate le firme in tribunale. La nostra convinzione è che ci fosse una "talpa" tra gli iscritti ma non pensavamo che fossero arrivati addirittura a far intrufolare persone nella nostra sede». Ma lei ci crede alle accuse che fanno i magistrati? «Noi siamo garantisti e quindi non riteniamo nessuno colpevole fino al giudizio definitivo. Però in questa storia emergono fatti molto gravi e preoccupanti che fanno pensare». Lei e Alessandra Mussolini, durante la campagna elettorale per le regionali dell’anno scorso avete mai avuto il sospetto di essere spiati? «No, assolutamente. C’erano molte cose strane che stavano accadendo intorno a noi ma che si potesse arrivare a tanto, ammesso che sia vero, proprio non lo immaginavamo». Secondo lei che impatto può avere questa vicenda sulle elezioni? «Il fatto che chi ha delle responsabilità si è fatto da parte può essere utile per salvare la coalizione. Ma questo serve anche a far capire alla gente che gli impresentabili sono altri, non certo noi. Alternativa Sociale è la parte sana, la parte pulita, al di là del fatto se tutta questa vicenda è vera oppure no». Lei ha sentito Alessandra Mussolini in questi giorni. Come le è sembrata? «Amareggiata, perché siamo stati sottoposti a un linciaggio terribile in queste elezioni e lo stesso è stato fatto per le scorse regionali. Ma questo ci dà anche la forza di andare avanti perché siamo la componente sana della Casa delle Libertà, non abbiamo mai compiuto atti illeciti». Con Storace vi siete più sentiti dall’anno scorso? «No, non c’è stato più alcun contatto». Nemmeno con Alessandra Mussolini? «Che io sappia no». Pa. Zap.