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  1. #1
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    Predefinito Storace e lo Strano Caso dello Spionaggio Politico

    SPIONAGGIO POLITICO, STORACE ANNUNCIA DIMISSIONI

    ROMA - Il ministro della Salute, Francesco Storace, ha annunciato a Gianfranco Fini la sua intenzione di dimettersi per evitare strumentalizzazioni della sinistra sulla vicenda intercettazioni.

    "Il semplice sospetto che io possa aver architettato una manovra politica contro i miei avversari politici mi addolora e mi indigna. Sento, più di chiunque altro il diritto di conoscere in tempi brevissimi la verità, perché nulla è più importante del mio onore personale e politico". "Ho il diritto di difendermi e avverto, parimenti, il dovere di sottrarre la mia comunità politica e il governo dalle strumentalizzazioni della sinistra. Ho esposto tutto ciò al presidente di An, onorevole Gianfranco Fini, al quale ho altresì comunicato la mia decisione di rassegnare le dimissioni dalla carica di ministro, che formalizzerò - conclude - al Capo dello Stato e al presidente del Consiglio".

    Ansa

  2. #2
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    ARRESTO DETECTIVE: BRIGUGLIO, D'ALEMA SAPEVA DI INCHIESTA
    ROMA, 10 mar
    "Il 13 febbraio scorso a Matrix durante il dibattito televisivo Fini-D'Alema, a proposito degli avversari dell'allora governatore del Lazio, il presidente Ds si fece sfuggire un'inequivocabile 'quello che abbiamo trovato indecente e' che Storace li facesse spiare attraverso metodi illegittimì". A farlo notare è il vicepresidente dei deputati di An Carmelo Briguglio. "Come faceva D'Alema quasi un mese fa a sapere dell'inchiesta giudiziaria? E' un fatto inquietante che occorre accertare. Chi e perché lo informò? Erano armi improprie fornitegli per il confronto televisivo con il leader di An? Lo vogliamo sapere". Quanto a quella che definisce "l'indagine-timer contro Silvano Moffa", Briguglio attacca sostenendo che "in prossimità delle elezioni diventa sempre più visibile e agghiacciante il triangolo delle Bermuda: sinistra, grandi giornali, magistratura militante, che tenta di inghiottire personaggi scomodi del centrodestra. Sia chiaro che noi reagiremo".

    Ansa

  3. #3
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    Le dichiarazione della Mussolini:
    http://multimedia.repubblica.it/home/155380

  4. #4
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    Storace: «Contro di me solo schizzi di fango»
    di Marianna Bartoccelli da Il Giornale
    Il ministro replica alla pubblicazione dell’inchiesta sul presunto spionaggio politico: «Un linciaggio pre-elettorale, ma non mi farò intimidire»

    Berlusconi: «Mi auguro che si accerti tutta la verità». Martedì il caso alla Camera

    Considera le accuse che arrivano dalla Procura di Milano «una calunnia grande come una casa» e si dice certo che si «sgonfieranno come una bolla di sapone». Francesco Storace ribalta le accuse contro di lui nella vicenda che ha portato a sedici arresti a seguito dell’indagine sullo spionaggio della campagna elettorale per le scorse elezioni regionali nel Lazio. Storace le definisce «schizzi di fango», «linciaggio pre-elettorale», «falsità», «demonizzazioni», «palate di sterco». E precisa che ancora «non esiste alcun dossier» che dimostri le accuse contro di lui.
    Il ministro della Salute ha spiegato così i contatti con la Ssi durante l’ultima campagna elettorale: «L’agenzia investigativa di Pasqua ha soltanto fatto una bonifica per noi perché temevamo che ci spiassero in campagna elettorale. Poi Pasqua era un ragazzo di destra, per questo ci fidavamo. Mi ha meravigliato trovarlo tra le liste della Lega», ha detto Storace. Nessun riferimento ad Alessandra Mussolini, sua rivale durante l’ultima campagna elettorale per le regionali del Lazio e soprattutto nel contenzioso giudiziario per le presunte firme false a sostegno della lista Alternativa sociale. Da quei fatti sarebbe partita la vicenda delle intercettazioni. Storace ha fatto solo un fugace e allusivo accenno alla ex collega di partito: «Sempre sfortunato con la Mussolini? Non lo so, sarà la svolta».
    Il ministro - all’epoca dei fatti era presidente della Regione Lazio - afferma di «non voler attaccare la magistratura, anche se alcune cose mi incuriosiscono», ma ci tiene a ribadire: «Non mi lascerò intimidire». Quindi, rilancia la «palla» politica sul campo della sinistra «che dovrebbe arrossire di vergogna per dichiarazioni che fanno schifo». E minaccia di trascinare in tribunale i giornalisti dei tre quotidiani Corriere della Sera, Repubblica, Stampa «per lo scandalo che, deontologicamente parlando, hanno creato». Accanto a Storace si schierano i vertici del suo partito. Per Gianfranco Fini si tratta di un tentativo per diffamarlo: «Montano un caso che non esiste» afferma il capo della Farnesina. Mentre Ignazio La Russa esprime «piena e totale solidarietà» in attesa della riunione dei capigruppo convocata dal presidente Casini per martedì prossimo, nella quale si dovrà rispondere alla richiesta dell’opposizione di riferire al Parlamento. Anche il premier Berlusconi ha espresso la sua vicinanza a Storace, manifestando anche la speranza che si concluda al più presto l'inchiesta della magistratura: «Si deve accertare la verità». Pareri totalmente opposti nel centrosinistra. «Storace si deve dimettere subito», sostiene Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, che parla di situazione «gravissima» e accusa l’ex governatore del Lazio e attuale ministro per la Salute di non aiutare con i suoi «insulti» a «fare chiarezza» su un procedimento giudiziario. «Sulla notizia del presunto spionaggio politico messo in atto durante le regionali 2005 è bene che il governo faccia immediata chiarezza riferendone in Parlamento» sostiene il presidente di Italia dei valori Antonio Di Pietro.
    «I fatti denunciati sono gravissimi e dalle prime indiscrezioni che si sono avute sulle indagini saremmo in presenza di una vera e propria organizzazione criminale che avrebbe fornito informazioni ottenute illegalmente in cambio di denaro» afferma Roberto Villetti della Rosa nel pugno.
    Il presidente della Margherita Francesco Rutelli ricorda che «se venissero confermate le notizie che hanno portato agli ultimi clamorosi arresti saremmo oltre l’immaginazione. Siamo garantisti, ma non ci basta che il ministro alzi la voce».

  5. #5
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    Moffa (An) indagato: «È giustizia a orologeria»
    da Il Giornale
    Accusato di corruzione per la costruzione di un capannone quando era sindaco di Colleferro nel Lazio. «Addebiti assurdi»

    Un capannone fatto costruire tra il ’94 e il ’95 in spregio al piano regolatore, quando è stato per la prima volta sindaco di Colleferro, grosso comune alle porte di Roma. Un’ipotesi di reato grave, abuso d’ufficio e corruzione, istruita dal sostituto procuratore Travaglini di Velletri. L’inibizione immediata a dimorare nel comune di cui è tornato a essere sindaco, nonché la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio e il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e/o professionali, disposta dal gip Aldo Morgigni.
    È cominciata tutta in salita, la campagna elettorale di Silvano Moffa, sottosegretario alle Infrastrutture, sindaco di Colleferro e candidato di An alla Camera per le prossime elezioni. Secondo il suo collega di partito Enzo Fragalà si tratta di un «gravissimo attacco dei magistrati», vista l’«inquietante tempismo della magistratura che agisce a pochi giorni dalle elezioni». Per Cristiana Muscardini, altra collega di An, «sarebbe il caso di aprire un’inchiesta su quel tribunale», perché la vicenda «è una nuova dimostrazione dell’utilizzo strumentale, da parte di molti, del sistema giudiziario».
    Ex presidente della provincia di Roma, esponente di spicco della corrente di Destra sociale, Moffa ha preferito divulgare lui stesso la notizia dell’iscrizione sul registro degli indagati. «In data odierna - ha raccontato - mi è stato notificato un provvedimento del gip presso il tribunale di Velletri per presunta corruzione nella quale sarei incorso per la realizzazione del progetto Sloi in Colleferro... ». Il sottosegretario ha ricordato di aver già denunciato, «in tempi non sospetti, i metodi di indagine della Procura di Velletri, finanche al Csm, non avendo nulla da temere ove le indagini siano compiute in modo obbiettivo e senza pregiudizi». Secondo l’indagato sono «infondati gli addebiti che mi vengono mossi», anzi, del tutto «assurdi, considerato che le approfondite indagini, anche da parte della Guardia di finanza, non hanno accertato alcuna disponibilità di somme illecite o ingiustificate né da parte mia né da parte dei miei familiari».
    Il sospetto nutrito da Moffa sta però «nella singolare coincidenza della inibizione all’accesso e dimora a Colleferro, mio collegio elettorale, e il fatto che il provvedimento segue di soli due giorni la presentazione della mia candidatura alla Camera per le politiche». L’indagine vede indagati, assieme al sindaco di Colleferro, anche Claudio Pallotta, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune e consigliere d’amministrazione della società di servizi Sloi; Maurizio Grigolin, amministratore delegato dell’azienda Fornace e calce Grigolin, e Gaetano Iacobucci, consigliere d’amministrazione del consorzio di cui faceva parte la società stessa. I fatti risalgono alla prima metà degli anni Novanta. «Mi viene addebitato - ha spiegato Moffa - che il corrispettivo della compravendita di un terreno industriale (in località Piombinara di Colleferro, ndr) della Sloi, versato da un imprenditore privato sul conto corrente della Sloi nell’ottobre 2004, sarebbe stato fino a oggi nella mia disponibilità». A quanto ricostruisce il sindaco, la prova della presunta corruzione, secondo la Procura, starebbe nel fatto che questa somma versata sia nella disponibilità del presidente della Sloi, cioè dello stesso sindaco Moffa. «Ma tale somma - ha chiarito -, dall’ottobre 2004 a oggi risulta ancora integralmente sul conto corrente della Sloi e quindi mai prelevato». In più, «ho dato le mie dimissioni da presidente di questa società fin dal maggio 2004, con pubblica comunicazione, come chiunque può verificare dalle visure camerali, e quindi in epoca ben precedente al versamento da parte dell’imprenditore del corrispettivo dell’acquisto del terreno».

  6. #6
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    Moffa indagato per un fatto di 12 anni fa
    da Il Tempo
    FATTI accaduti 12 anni fa. Sono quelli imputati al sottosegretario alle Infrastrutture ed ex presidente della provincia di Roma, Silvano Moffa, indagato per abuso d’ufficio e corruzione per aver favorito la costruzione di un capannone a Colleferro (Roma) nel periodo in in cui era sindaco della città. Il tribunale di Velletri ha emesso nei confronti dell’esponente di An un provvedimento di divieto a recarsi a Colleferro. La decisione del gip Aldo Morgugli è stata presa - secondo quanto si è appreso - sulla base di un’indagine della sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato di Velletri. I fatti risalgono al 1994-1995. Assieme a Moffa sono indagati Claudio Pallotta, dirigente dell’area tecnica del comune di Colleferro; Maurizio Grigolin, amministratore delegato della società «Fornace e calce Grigolin» (che ha costruito il capannone), e Gaetano Iacobucci, consigliere di amministrazione del consorzio di cui faceva parte la società. «Gli addebiti che mi vengono mossi - ha detto Moffa appresa la notizia - sono del tutto infondati. Non posso, infine, esimermi dal rilevare la singolare coincidenza della inibizione all’accesso e dimora a Colleferro, mio collegio elettorale, e il fatto che il provvedimento segue di soli due giorni la presentazione della mia candidatura alla Camera».

  7. #7
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    "E poiché sono in vena di confessioni, ne faccio ancora una, forse superflua: detesto i fanatici con tutta l'anima"
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    mi è sempre piaciuto lo stile inconfondibile di storace......

  8. #8
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    Storace, te la dico io una cosa di destra: "spione!"

  9. #9
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    .......

    Approfondimenti
    ARRESTO DETECTIVE: PM, VOLEVANO INVALIDARE SCHEDE MUSSOLINI
    MILANO, 9 MAR - Nelle considerazioni dei pm, che il gip Paola Belsito riporta nella sua ordinanza definendole peraltro "forse premature", si tratteggia lo scopo delle operazioni di spionaggio ai danni di 'Qui, Quo e Qua'. 'Qui' "sarebbe identificabile nel deputato Alessandra Mussolini", e l'obiettivo da raggiungere sarebbe stato "l'eliminazione della concorrente tramite l'invalidazione delle schede". O più esattamente, affermano i pm "l'invalidazione degli elenchi autenticati di coloro che presentavano le liste dei candidati per Alternativa Sociale". Il gip in proposito osserva che quanto emerge da un paio di intercettazioni "fa pensare che effettivamente vi possa essere stata una qualche manipolazione di schede contenenti le firme dei sottoscrittori per le elezioni regionali del Lazio, relativamente al partito di Altenativa Sociale". I pm parlano poi del personaggio 'Quo', identificandolo in Piero Marrazzo. Obiettivo dell'azione degli 'spioni' nei suoi confronti sarebbe stata "la raccolta, tramite la corruzione dei sottufficiali della guardia di Finanza Francesco Liguori e Franco Amato, di notizie riservate sui suoi redditi, sulla sua persona, su quella del suo coniuge, attinte abusivamente dall'anagrafe tributaria e dalla banca dati SDI, nonché sulla sua movimentazione bancaria, tramite il ricorso ad infedeli funzionari di istituti di credito". Ancora da accertare invece l'identità del personaggio 'Qua', del quale si parla nelle intercettazioni telefoniche, e che secondo le supposizioni dell'accusa sarebbe stato a sua volta un personaggio politico da screditare attraverso la raccolta di informazioni personali.
    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 10/03/2006 11:03





    in effetti storace è un po' un personaggio della disney.....

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide
    ARRESTO DETECTIVE: BRIGUGLIO, D'ALEMA SAPEVA DI INCHIESTA
    ROMA, 10 mar
    "Il 13 febbraio scorso a Matrix durante il dibattito televisivo Fini-D'Alema, a proposito degli avversari dell'allora governatore del Lazio, il presidente Ds si fece sfuggire un'inequivocabile 'quello che abbiamo trovato indecente e' che Storace li facesse spiare attraverso metodi illegittimì". A farlo notare è il vicepresidente dei deputati di An Carmelo Briguglio. "Come faceva D'Alema quasi un mese fa a sapere dell'inchiesta giudiziaria? E' un fatto inquietante che occorre accertare. Chi e perché lo informò? Erano armi improprie fornitegli per il confronto televisivo con il leader di An? Lo vogliamo sapere". Quanto a quella che definisce "l'indagine-timer contro Silvano Moffa", Briguglio attacca sostenendo che "in prossimità delle elezioni diventa sempre più visibile e agghiacciante il triangolo delle Bermuda: sinistra, grandi giornali, magistratura militante, che tenta di inghiottire personaggi scomodi del centrodestra. Sia chiaro che noi reagiremo".

    Ansa


    quindi Qua è D'Alema? smettetela di fare i bamboccioni e fate pulizia in casa vostra, se ne siete capaci e fino a quando siete in tempo ............
    questa è una storiaccia ......... pensa che se già ieri Berlusca aveva abbandonato Storace invece di gridare al complotto comunista, vuol dire che c'era qualcosa di grave ...........
    oggi ne abbiano avuto la prova ...........

 

 
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