Maurizio Blondet






L'orrido padre di Sassuolo col suo scantinato sbarrato, segreto, pieno di video pornografici infantili.
La sua risposta alla domanda di un giornalista («perché possono aver rapito suo figlio?») è stata: «perché è bello; può essere piaciuto a qualcuno…».
«Bello» un bambino di un anno e mezzo?
«Bello» nel senso di sessualmente attraente, da far eccitare?
Come può un padre a cui è stato rapito il suo bambino rispondere così, se non è parte di ambienti che trovano sensualmente «belli» dei lattanti?
La sensazione che quel padre sappia troppo, l'orrendo sospetto che ci sia dietro uno scambio di figli: pare questa la «prova», la garanzia richiesta per poter entrare nelle sette pedofile più estreme.
Ma non è solo lui.
C'è qualcosa di infinitamente sporco che dilaga, che sommerge come un'onda putrida.
Mi arriva una mail dal Sudafrica: una bambina di tre anni stuprata, in fin di vita; il colpevole rilasciato su cauzione.



In Africa corre la leggenda secondo cui avere un coito con una vergine cura l'Aids; più giovane la vergine, più potente la cura.
A Cape Town sei sieropositivi hanno stuprato una piccola di nove mesi.
Non sono casi isolati, sono decine.
L'onda putrida infernale dilaga, sommerge.
Tutti.
In Olanda, le autorità hanno confezionato un video per istruire i musulmani che chiedono di entrare nel Paese: esso mostra due omosessuali che si baciano e una donna senza reggiseno.
«Questa è la nostra civiltà, se vi va è così, se no fuori».
Le cosiddette autorità non hanno trovato altro, come epitome e sunto della civiltà occidentale, dei «nostri valori».
Del resto, è frequente che ragazzini nelle nostre scuole stuprino in gruppo una loro compagna; gli stessi che pestano e derubano (per lo più del telefonino) i compagni deboli o i poveri, essendo la povertà - per tanti ragazzini figli di papà - una macchia da deridere, da vilipendere sghignazzando.
E Satana che si aggira per il mondo come leone ruggente: e non si sfugge all'intuizione di «che cosa» gli abbia tolto le catene.



E' la sensualità, la sensualità approvata e promossa socialmente, propagandata, ad avere aperto quelle porte infernali.
«Soddisfa la tua sete», gridava anni fa uno slogan della Coca Cola: è il motivo costante di ogni pubblicità, l'invito a dar via libera agli impulsi primari, senza il controllo della ragione.
Ora raccogliamo i frutti: il sesso come innesco e fomite della violenza, e la perdizione delle anime.
L'abuso della sensualità nei ragazzi troppo giovani deforma per sempre il carattere; quel vizio più di ogni altro mina la volontà, ne fa dei vili feroci.
Non li accuso: ciascuno di noi è in qualche modo sporcato, ha prima o poi ceduto al pansessualismo irresponsabile, e ne è minato.
Per questo siamo tutti vili.
C'è un rapporto segreto fra sesso e violenza - specificamente la violenza vile e codarda ci minaccia tutti.
I ragazzi napoletani che uccidono vecchiette negli scippi hanno certo cominciato con piccole porcherie da bambini.
Ma ad ogni livello sociale - ai piani più alti - l'abitudine ad essere violenti coi deboli, e conigli servili coi forti, dice che c'è lo stesso male all'origine.
Tra i falsi miti del secolo illuminista (e oscurantista) c'è quello secondo cui una «felice espansione della propria sessualità» rende gli uomini pacifici, li rasserena; con il falso corollario che gli uomini violenti sono i «repressi».
E' vero il contrario.



I padri che si scambiano figli lattanti per goderne mostrano che sesso «è» violenza - con in più la segnatura satanica inequivocabile: non ci si stancherà mai di dire che chi abusa di bambini compie molto più che un peccato sessuale.
Qui, si commette il peccato che Dante punisce nel nono ed ultimo cerchio dell'inferno: il «tradimento contro chi si fida».
Il più basso e peggiore dei peccati immaginabili.
Dante mette là in fondo Giuda che tradì Cristo, e Bruto che tradì Cesare, suo padre adottivo: entrambi avevano diritto ad aver fiducia nei loro assassini.
Lo stupro di bambini tradisce la loro ingenua, fondamentale, incontaminata fiducia che «per natura» nutrono verso i grandi, verso i genitori.
In quei casi, il piacere viene meno dall'atto sessuale in sé, che dalla violazione dell'innocenza indifesa.
Per questo Gesù consigliò a chi commetteva «quel» peccato di legarsi una macina al collo e gettarsi in mare.



La violenza folle dell'Iraq avrà la stessa segreta, vergognosa origine?
In Iran ne abbiamo un segno: in sole 48 ore, ignoti hanno appiccato 172 incendi a Teheran.
Sono i primi segni dell'attivismo americano a sostegno dei «democratici» in Iran, che hanno pagato (con lo stanziamento di 83 milioni di dollari: cifra affidata alla…figlia di Dick Cheney) perché si diano da fare a «cambiare il regime».
Lo so, è impossibile provare il collegamento fra sesso e quella violenza in Iran e Iraq: ma il fatto che sia così vile, che massacri gente nelle moschee e nei mercati anziché battersi a viso aperto, ci pone sulla via per capirlo.
E' il modo di fare la guerra di un Occidente che si presenta sull'orlo della storia, alla fine apocalittica della storia, con video di gay che si baciano: per questo vogliamo essere giudicati, di questo ci vantiamo.
E sarebbe l'Islam a minacciarci?
Siamo noi che ci leghiamo al collo la macina da mulino.
Da questo saremo giudicati.

Maurizio Blondet