Mi piacerebbe trovare anche la foto di Szalasi, se la trovo la posto.
Rieccolo!
Il reggimento era composto dunque da 3 battaglioni di fanteria (ognuno con quattro compagnie), una compagnia di artiglieria, una anti-carro, una pionieri ed altre unità di supporto divisionale. L'unità venne parzialmente motorizzata con 81 veicoli a motore e 700 cavalli. Inizialmente i quadri ufficiali furono tutti tedeschi, ma dopo un breve corso si riqualificarono alcuni sottufficiali indiani. I due terzi dei legionari era di religione musulmana, gli altri di religione indu. La lingua ufficiale era 1'hindi, ma non tutti gli indiani lo parlavano, per cui i tedeschi furono costretti per molto tempo ad impartire gli ordini in inglese.
Decorazioni
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Nel 1942 Bose istituì con l'approvazione del comando germanico, una speciale decorazione per i volontari della Legione Indiana denominata ufficialmente come "ordine dell'Azad Hind", riservata a coloro che si sarebbero distinti in combattimento.
Prendendo ad esempio le decorazioni germaniche, di questa medaglia commemorativa esistevano diverse classi: la più alta era la Grande Stella "Tigre dell'India" (Sher-e-Hind). Si trattava di una stella di argento ad otto punte di circa 6 cm di diametro. Al centro recava un cerchio con una testa di tigre in oro su sfondo bianco ed intorno sempre in oro le parole AZAD HIND separate da foglie di alloro. Esisteva anche la versione "con spade", recante due spade disposte trasversalmente sotto il cerchio centrale.
C'erano poi la Stella di 1 a classe "leader in battaglia" (Sarda!-ejang) uguale alla precedente ma con la tigre e le scritte in argento; la Stella di 2a classe "eroe dell'India" (Vr-e-Hind) e la medag. "martire della Patria" (ShahidBharat) per i caduti in combat} mento. Proprio quest'ultin medaglia, una sorta di medaglia valor militare, recava da un lato solita testa di tigre e dall'altro scritta in tedesco "Indie! Freiheits Kampfl' (gli indiani con battono per la libertà).
Operazione bajadere
L'Abwehr, il servizio segreto militare tedesco, progettò di trasferire la Legione in India, per fomentare una rivolta contro gli inglesi. Dalla fine dell'agosto del 1941 venne redatto un piano che prevedeva il trasferimento dei volontari indiani in India, che venne sottoposto a Bose. Vennero reclutati anche altri volontari indiani nel 4° reggimento della divisione Brandeburgo, per prepararsi all'operazione. Nell'operazione Bajadere venne lanciata ed un centinaio di volontari indiani vennero paracadutati nell'Iran orientale con l'ordine di penetrare in India per compiere azioni di sabotaggio contro le forze inglesi e preparare la rivolta nazionale.
L'oberleutnant Witzel in Afghanistan dalla stazione dell'Abwehr di Kabul, informò Berlino che tutto era andato secondo i piani. La rivolta delle popolazioni indiane però non si verificò, a parte qualche ponte saltato e qualche linea di rifornimenti interrotta. La maggior parte dei volontari indiani finì prigioniera insieme al personale tedesco aggregato alla missione.
Il battaglione Azad Hindoustan
Seguendo l'esempio tedesco, tra l'ottobre 1941 ed il gennaio 1942 anche in seno all'esercito italiano venne creata una speciale unità chiamata Raggruppamento Centri Militari allo scopo di reclutare volontari stranieri. In questa unità vennero inquadrati militari stranieri, ex-prigionieri di guerra, e italiani che erano vissuti per molto tempo all'estero. L'unità doveva servire per compiere azioni di spionaggio e sabotaggio dietro le linee nemiche. Dopo una breve ma intensa campagna di reclutamento si arrivò ad una forza di circa 1.800 uomini, di cui 1.200 italiani, 400 indiani e 200 arabi. L'ordine di battaglia del Raggruppamento Centri Militari era il seguente:
Unità di comando
Nell'agosto del 1942 l'unità venne ridenominata Raggruppamento Frecce Rosse, e le tre sub-unità vennero ridenominate come:
- Centro T Italiani della Tunisia
- Centro A Italiani dall'Egitto, Palestina, Siria, Arabia e arabi e sudanesi prigionieri di guerra
- Centro I Italiani dell'India, Persia e indiani prigionieri di guerra
Gli indiani del battaglione Àzad Hindoustan vennero equipaggiati con uniformi italiane tropicali con speciali mostrine con i colori nazionali indiani e venne permesso loro di portare il turbante. L'ordine di battaglia del battaglione Azad Hindoustan era il seguente:
- Battaglione d'assalto Tunisia (excentro T)
- Gruppo Italo-Arabo (ex-centro A)
- Battaglione Azad Hindoustan (ex-centro I)
I volontari del plotone paracadutisti vennero trasferiti alla scuola di paracadutismo di Tarquinia per l'addestramento.
- compagnia fucilieri
- compagnia mitraglieri
- plotone paracadutisti
- plotone italiani d'oltremare
Trasferimento nel sud est asiatico
All'inizio del 1943, con le sconfitte di El Alamein e Stalingrado, i tedeschi cominciarono a disinteressarsi dell'India e del progetto di Bose; anche il battaglione Azad Hindoustan italiano venne disciolto ed i volontari indiani fecero ritorno ai campi di prigionia: ormai i volontari non avevano più fiducia nella vittoria dell'Asse. Il progetto dell'Azad Hind venne trasferito ai giapponesi che con le loro armate erano giunti alle porte dell'India. Attraverso il loro ambasciatore a Berlino, il generale Oshima, Bose venne invitato dalle autorità giapponesi a presiedere un governo indiano in esilio in estremo oriente.
Il 9 febbraio 1943 Bose, il suo aiutante, il dottor Habib Hassan, e due ufficiali della Legione Indiana, vennero portati a Kiel, per essere imbarcati sul sommergibile U-180. Il sommergibile si incontrò nelle acque del Madagascar con il sommergibile giapponese I-29, che sbarcò Bose e i suoi a Sumatra. Da lì Bose raggiunse prima Tokyo per colloquiare con i rappresentanti del governo nipponico e poi si trasferì a Singapore dove formò il Governo provvisorio dell'India Libera. Con i prigionieri indiani caduti nelle mani dei giapponesi durante la campagna in Birmania, venne costituito anche una esercito nazionale indiano. Tre divisioni di questo esercito combatterono al fianco dei giapponesi contro la 14a armata inglese in Birmania e nell'estremo nord-est dell'India.
Indische Freiwilligen Legion
I volontari indiani rimasti in Europa, furono trasferiti in Olanda tra l'aprile ed il maggio 1943, entrando a far parte delle forze a difesa del vallo atlantico. L'Oberstleutnant and legion skommandeur Kurt Krappe giunse in Olanda il 13 aprile per predisporre 1e operazioni di trasferimento della Legione indiana da Kónigsbriick in Germania.
Il 1° battaglione giunse al Truppenubiingsplatz (campo di addestramento militare) di Beverloo in Belgio il 30 aprile, seguito subito dopo dal 2 ° tra il 1 ed il 3 maggio. Il 5 maggio i volontari indiani dei due battaglioni vennero ispezionati a Beverloo dal generale Hans Reinhard, comandante generale delle truppe tedesche in Olanda e comandante dell'88° Corpo d'Armata. Reinhard, considerata l'origine asiatica dei volontari nonchè la loro predisposizione a combattere in ambiente tropicale, consigliò l'alto comando tedesco di trasferire al più presto almeno prima dell'autunno, la formazione in zone operative con un clima più mite.
La maggior parte del 2° battaglione giunse a Den Helder da Beverloo il 21 maggio e venne trasferita nella parte settentrionale delle Isole Frisone occidentali sul Mare del Nord: la 6a compagnia a De Koog, la 7a a De Cocksdorp, l'8a a Slufter.
Il 1° battaglione venne invece dislocato nella regione di Zandvoort: due compagnie vennero stanziate lungo la costa e due nell'entroterra.
Il 3 ° battaglione giunse tra il 13 ed il 14 luglio al Truppenubiingsplatz di Oldebroeck in Olanda insieme con le altre compagnie di supporto della Legione; solo la sua 12a compagnia restò in Germania come unità di rincalzo e addestramento.
A partire dalla metà di agosto, l'OKH (OberKommando des Heeres: l'alto comando dell'esercito tedesco) predispose il trasferimento delle unità indiane in Francia nell'area intorno a Bordeaux, sulla costa atlantica.
Con l'avvicinarsi della stagione autunnale si preferì sostituire i volontari indiani con formazioni di volontari russi anticomunisti.
Il 24 agosto il 1 ° battaglione venne rilevato dall'822° battaglione di fanteria georgiano e trasferito in Francia. Il 2 ° battaglione venne rilevato dall'803 ° battaglione di fanteria nord-caucasico e trasferito il 17 settembre a Les Salles D'Ollone in Francia.
Il 3 ° battaglione rimasto a Oldebroeck in riserva venne trasferito in Francia a partire dal 9 settembre. All'inizio di ottobre tutte le unità della Legione vennero dislocate in Francia, nell'area intorno a Lacanau sulla costa atlantica, a nord ovest di Bordeaux, con compiti di difesa costiera.
Seguirono mesi di addestramento intensivo e lavori di fortificazione lungo la costa atlantica. Nell'aprile del '44, il federmaresciallo Erwin Rommel, responsabile di tutte le forze a difesa del vallo atlantico, visitò il campo della Legione indiana, insieme ad altri alti ufficiali tedeschi. L'8 agosto 1944, la Legione con i suoi 2.300 uomini, venne trasferita sotto il controllo delle Waffen SS, e ridisegnata come Indische Freiwilligen Legion der Waffen SS, agli ordini dell'SS-Oberfiihrer Heinz Bertling.
A partire dalla metà di agosto del 1943 l'Alto Comando dell'esercitotedesco dispose il trasferimento delle unità indiane in Francia, nell'area di Bordeaux, sulla costa atlantica.
Pur passando nelle Waffen SS, i legionari indiani continuarono ad indossare le stesse uniformi: in molti testi e nella stessa mappa delle formazioni straniere delle Waffen SS stampata nel febbraio 1945 è riportata una speciale mostrina creata appositamente per la Legione Indiana, raffigurante la testa di tigre su sfondo nero, ma ufficialmente non venne mai utilizzata.
La legione rimase a Lacan fino a settembre, per poi ricevere l'ordine di trasferimento in Germania, in seguito al peggiorare della situazione militare in Normandia. Proprio durante il viaggio di trasferimento, i volontari indiani si scontrarono più volte con le forze partigiane francesi (i maquis) subendo anche notevoli perdite. La legione combattè contro le forze regolari francesi sbarcate in Provenza, a Dun sul canale di Berry: durante gli scontri nelle strade cittadine la Legione lamentò il suo primo caduto in combattimento, il Leutnant Ali Khan, che venne seppellito con tutti gli onori militari nel cimitero di Sancoin.
La Legione proseguì la sua ritirata passando per Luzy marciando di notte per evitare i bombardamenti alleati, ma subendo le continue imboscate dei partigiani francesi.
Attraversata la Loira i volontari indiani giunsero a Digione. Un breve ma intenso combattimento contro una formazione corazzata alleata a Nuit St.Georges si concluse vittoriosamente con pochissime perdite.
Alla fine del 1944, i volontari indiani arrivarono finalmente Germania, a Oberhofen vicino Hagenau; da lì vennero trasferiti al campo di addestramento di Heuberg dove vi rimasero fino marzo del '45. Con il profilarsi de l'imminente disfatta delle forze tedesche, molti volontari indiani iniziarono a disertare, tentando di raggiungere la vicina neutra Svizzera. Alcuni furono catturati dagli alleati: quelli che caddero nelle mani dei partigiani francesi finirono fucilati.
Sandra Bose dopo la disfatta delle armate giapponesi, fece perdere le sue tracce. Il 18 agosto 1945 pochi giorni prima della fine della seconda guerra mondiale, cadde con il suo aereo a Formosa, colpito dai caccia americani.
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