Stringente confronto quello che s'è visto qualche giorno fa a Otto e mezzo tra D'Alema e Maurizio Belpietro.
Beh se c'è da tener fede al modello di giornalismo anglosassene della "seconda domanda" da porre sempre al politico per smontarne le menzogne (così bene illustrato nell'inchiesta di Sabina Guzzanti Viva Zapatero) c'è da dire che, almeno questa volta Belpietro ci si è attenuto contestando alcune cose sul caso Unipol ad un D'Alema visibilmente infastidito che infatti oltre ai soliti risolini sprezzanti d'ordinanza non ha saputo in pratica replicare nulla alle contestazioni di Belpietro. Il quale, peraltro, le aveva tratte da un libro di Travaglio, editorialista anche dell'Unità, quindi difficile sfuggire alla morsa.
Morsa che dovrebbero usare anche quei giornalisti di tutt'altro schieramento quando gli capita di intervistare Berlusconi e che sono, invece, in perenne imbbarazzo e/o sottomissione (deve essere un bisogno insopprimibile attapetarsi...)...
Quindi da seguire l'esempio di Belpietro che non si è limitato sol a porre "la seconda domanda" ma a fatto anche la terza, la quarta e la quinta...


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