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    Talking Il PROFESSORE IN FUGA (ma Berlusconi lo costringe al Confronto)

    Il Professore in fuga: no al confronto in Rai
    di Massimiliano Scafi da Il Giornale
    Lo staff di Prodi: «Mancano le condizioni richieste». Bonaiuti, portavoce di Berlusconi: «Le regole sono quelle fissate dal Parlamento»


    Niente duello, nessun faccia a faccia televisivo. È Romano Prodi a sfilarsi al termine di un fitto scambio di lettere tra Viale Mazzini e i quartieri generali dei due leader. «Non ci sono le condizioni richieste - sostiene il portavoce del Professore, Silvio Sircana -, non c’è un accordo tecnico sullo svolgimento del confronto e non c’è da parte del centrodestra la disponibilità a rinunciare alla conferenza stampa finale di Silvio Berlusconi nella veste di presidente del Consiglio». La Rai si arrende. Siamo «nella evidente impossibilità di dar corso alle conferenze-dibattito previste dal regolamento della vigilanza», scrive a Paolo Gentiloni il numero uno dalla tv pubblica Claudio Petruccioli. Il presidente della commissione parlamentare prende «atto delle circostanze» e concorda sulla cancellazione del confronto, «a meno che non avvengano fatti nuovi». E se lunedì il Cavaliere si presenta dal solo? Niente da fare, per Gentiloni «una diversa formula di trasmissione elettorale non è ipotizzabile».
    Cancellati i due bracci di ferro tv tra Cav e Prof, restano ancora gli altri tre dibattiti: Fini, Casini e un leghista da una parte, Fassino, Rutelli e Bertinotti dall’altra. La Rai comunque è sempre pronta. Così almeno dice in mattinata il direttore generale Alfredo Meocci, all’inizio di un’altra giornata politicamente convulsa: «L’ultima lettera sulla questione l’abbiamo mandata noi ai leader delle due coalizioni. Al momento non c’è stata un risposta. Mi auguro che arrivi entro domani. Il problema però non è di tempi tecnici nostri, ma della volontà delle due parti». E le risposte arrivano subito. Prima quella piuttosto piccata di Paolo Bonaiuti, che ricorda come «il presidente del Consiglio abbia già dato il suo sì» e come «le regole sono quelle fissate dalla commissione di vigilanza, cioè dal Parlamento». Poi quella di Sircana, che chiude, pare definitivamente, la porta.
    «Con rammarico», il portavoce di Prodi constata che «nonostante i reiterati tentativi di convincere la nostra controparte politica, permangono le condizioni da noi più volte respinte». Innanzitutto, «la conferenza stampa di chiusura del premier, che noi consideriamo inaccettabile in quanto consentirebbe a una delle due coalizioni di maturare un indebito vantaggio competitivo». E inoltre l’assenza «di alcune garanzie sullo svolgimento del confronto». Quali? Sircana le elenca dettagliatamente: il posizionamento dei contendenti nello studio e delle telecamere, le regole di regia, il divieto di inquadrare il candidato B durante l’intervento del candidato A, l’evitare commenti, mimica facciale e il body language, i tempi regolamentati per le domande e le risposte, la presenza o meno del pubblico, la scelta del conduttore. «Mancando tutte queste garanzie - conclude la lettera - riteniamo che i confronti da voi proposti non si possano tenere». Quanto agli altri dibattiti, «esamineremo con i segretario dei partiti della coalizione le disponibilità».
    A Petruccioli il compito di tirare le somme. «L’onorevole Paolo Bonaiuti dichiara la disponibilità del presidente Berlusconi. Il dottor Sircana mi informa che il presidente Prodi considera inaccettabile la conferenza stampa di chiusura del presidente del Consiglio indicata dal regolamento della commissione di vigilanza. La Rai si trova nella evidente impossibilità di dar corso alle conferenze-dibattito». Gentiloni concorda ed esclude la possibilità di ospitare lunedì sera il solo Berlusconi: «Una diversa formulazione contrasterebbe con la lettera e con la stessa ragion d’essere dell’articolo 11 del regolamento».
    Per Sandro Curzi «il confronto si deve svolgere sulla base di una normativa precisa specifica e concordata, come si fa negli Stati Uniti, patria dei faccia a faccia tra i due aspiranti alla guida del Paese». Poi prova a sdrammatizzare: «La vigilanza ha stabilito confronti a due. Senza un accordo e senza un competitore neanche Berlusconi, nonostante le sue straordinarie virtù comunicative, riuscirebbe a fare un confronto a due da solo. Quindi lunedì non venga. A meno che non veglia bersi un caffè con noi».

  2. #2
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    I CAPRICCI DEL PROFESSORE
    di Paolo Guzzanti

    Tutti gli uomini di Prodi litigano senza sosta ma sono d’accordo almeno su un punto: Prodi non è un prode. Sì, bofonchia minacce indecifrabili, ma poi scappa e nessuno capisce che cosa stava dicendo. Del resto è uno che con aria terrea e profetica può annunciare come niente che «Oggi è giovedì». O che «Si sono già fatte le cinque e un quarto». Se poi lo avvertono che quell’aggeggio di fronte è una telecamera, allora sibila dei «gravisssssssimo» che riescono soltanto a lui e ai serpenti di Walt Disney. Dire che ha paura dei duelli è poco: ha paura di qualsiasi entità animata o inanimata che incroci i suoi occhi.
    Ieri, dopo uno dei suoi preoccupanti collassi fonetici, ha rifiutato a gesti il duello da uomo a uomo con Berlusconi in tv. Berlusconi ha risposto con comprensione che lui rispetta Prodi, che gli fa tenerezza e anzi gli vuol dare l’indirizzo del suo otorino, ma che lui Berlusconi andrà davanti alle telecamere in ogni caso perché la gente ha diritto di sapere dai candidati premier, possibilmente a confronto, il motivo per cui chiedono il voto.
    Non l’avesse mai detto: è partito tutto un azzeccagarbuglismo burocratico appiccicoso di dichiarazioni da cui si capisce solo che i padrini di Prodi, vista la fuga del loro campione, vorrebbero impedire di presentarsi in tv anche a Berlusconi: un balletto fra il Presidente (di garanzia) della Rai Claudio Petruccioli e il Presidente (di garanzia) della Vigilanza Rai Paolo Gentiloni. Per esser chiari: l’espressione «di garanzia» vuol dire che sono due personalità della sinistra elette dalla destra per garantire sia la sinistra che la destra. Una squisita cortesia che la sinistra, quando era al governo, col cavolo che concesse all’opposizione. «Di garanzia», però, vuol dire di garanzia: e cioè che garantisce tutti in egual misura. Invece ieri si è svolto questo balletto fra Gentiloni e Petruccioli da cui si capisce solo che stanno architettando un papocchio con cui fregare gli italiani e impedir loro di vedere non soltanto il confronto, cosa inevitabile finché Prodi scappa, ma anche negando a Berlusconi, che non scappa, il suo diritto di informare gli elettori. Ora, noi già avevamo suggerito ieri l’altro a Gentiloni di dimettersi dopo essersi improvvisato allenatore di Oliviero Diliberto al quale ha spiegato perché non gli conviene politicamente andare a duellare con Berlusconi. Dopo Diliberto, adesso il Gentiloni di garanzia garantisce le bizze di Prodi che picchia i pugni per terra e tira fuori pretesti alla maniera di Pinocchio. L’ultima è questa. Dice: va bene, mi batterò con Berlusconi se però lui rinuncia alla conferenza stampa finale come Presidente del Consiglio. Che figura: quello della conferenza finale è un diritto del Presidente del Consiglio in carica, come lo è quello di andare in visita ufficiale al Congresso degli Stati Uniti d’America e farsi vedere dai concittadini, anche traendone un vantaggio elettorale perché si tratta di un vantaggio legittimo.
    Prodi finge di non capire e cerca di scippare un diritto altrui per nascondere le sue incapacità. Ogni giorno ne inventa una: prima rifiuta di adattarsi alle regole stabilite dalla apposita Commissione di Vigilanza perché non gli piacciono le regole di garanzia così come a Pinocchio non piaceva la medicina. Arrivato alla stretta finale Prodi è colto da nausea e come Pinocchio scalcia e piange: non vuole la medicina, non vuole le regole, non vuole la conferenza di Berlusconi, non vuole il duello e neanche la sciarpa di lana perché dice che lo soffoca. Un disastro. Però vorrebbe tanto essere eletto premier fra un mese e fa un sacco, veramente un sacco, di capricci. Ora, in tutta franchezza: che cosa avrebbe fatto di male questo Paese per meritarselo?

  3. #3
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    Regole sbagliate solo per il Professore
    da Il Giornale
    Anche Petruccioli (Ds) e Gentiloni (Margherita) hanno ritenuto le nuove norme «positive ed equilibrate»


    Poco più di un mese fa la commissione di Vigilanza, ovvero il Parlamento, aveva approvato il regolamento per la par condicio. E se è vero che le norme erano state votate soltanto dalla maggioranza di centrodestra è altrettanto vero che anche l’«astenuto» Paolo Gentiloni della Margherita, presidente della Vigilanza, le aveva definite «un fatto positivo». Insomma quelle regole che Romano Prodi aveva subito voluto bocciare e che da un mese si affanna a definire antidemocratiche allora non erano sembrate così ingiuste neppure al presidente della Rai, Claudio Petruccioli (Ds), che aveva osservato come «l’equilibrio fra i due Poli» fosse «sostanzialmente rispettato».
    La par condicio approvata dalla Vigilanza prevede, o meglio prevedeva cinque faccia a faccia. Il primo e l’ultimo tra i leader dei due schieramenti: Silvio Berlusconi per la Casa delle libertà e Romano Prodi per l’Unione. Gli altri tre erano destinati alle altre «punte» delle coalizioni: Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e un leghista versus Piero Fassino, Francesco Rutelli e Fausto Bertinotti.
    Ciascuno di questi confronti deve durare un’ora e 15 minuti ed essere trasmesso in prima serata con la conduzione di un giornalista Rai. Oltre al conduttore è prevista la presenza di altri due giornalisti scelti in due rose di tre nomi proposte dagli stessi leader. Le domande non possono durare più di trenta secondi. Anche sulla scelta del conduttore e degli altri giornalisti le polemiche nell’ultimo mese si sono sprecate.
    Il regolamento prevede pure un ciclo di 12 conferenze stampa con i rappresentanti nazionali di lista a cura dei servizi parlamentari della Rai. L’ultima conferenza stampa spetta al presidente del Consiglio. La conferenza stampa finale del capo del governo in carica non è una novità, la tenne pure Giuliano Amato) ma è proprio questo il punto sul quale si è infranta fino ad ora la possibilità del faccia a faccia tra i due leader. Prodi ha detto e poi più volte ribadito che accetterà di confrontarsi con Berlusconi soltanto nel caso in cui venisse annullata la conferenza stampa finale. Prodi insomma non vuole che Berlusconi abbia l’ultima parola.
    Gentiloni ora si inchina alla decisione di Prodi eppure proprio lui soltanto sei giorni fa dichiarava: «Mi auguro che il confronto tra Prodi e Berlusconi si possa fare in Rai: le regole adottate, ispirate al modello americano, si sono rivelate garantiste». Evidentemente non abbastanza garantiste per Prodi.

  4. #4
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  5. #5
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    BERTOLINI: HA GETTATO LA SPUGNA PERCHE’ HA PAURA


    ''Il re e' nudo. Prodi ha gettato la spugna: il professore non vuole incontrare il premier Berlusconi. Ha il panico''.

    Lo ha affermato Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia, del parere che il Professore ''sa che finirebbe molto male per lui e per tutta l'Unione. Questa e' la verita'''. Per Bertolini, quelle di Prodi ''sono solo scuse. Le garanzie ci sono, come stabilito dalla commissione di Vigilanza. La sinistra arrogante non puo' imporre diktat, calpestando le decisioni del Parlamento. Rispetta le regole solo quando e' lei a dettarle. Viene a galla, anche oggi -conclude l'esponente di Fi- tutto lo squallore del professore''.

  6. #6
    a.k.a. tolomeo
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    Dopo aver assistito - con l'aiuto di una thermos di caffè - al porta a porta di ieri vorrei suggerire: solo Prodi in televisione. basta con Berlusconi. due o tre apparizioni del Prof. valgono più di venti apparizioni del Cav.
    ieri sera sembrava uscito dall'Actor's Studio quando ha steso il lenzuolo della lista elettorale.
    peccato che la maggior parte dei telespettatori se lo son perduto...erano già felicemente assopiti.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  7. #7
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    Il Professore in TV : gli italiani rimpiangono San Remo...

    Bofonchia,non dice nulla,si incarta ma parla sottovoce quindi nessuno se ne accorge...poi fa questa polemica assurda sui confronti televisivi,ma in Televisione da solo e senza contraddittorio ci va e come (mentre i Politici del Centro-Destra accettano di andare a Ballaro',non certo un esempio di Par Condicio) e offendendo senza accorgersene (ma lui non si accorge mai di niente) sia Vespa che Mentana che Floris dove i faccia a faccia ed i dibattiti vengono celebrati ogni settimana!Quello di cui non hanno paura D'Alema,Fassino,Rutelli Bertinotti e Diliberto spaventa a morte il Professore...aveva ragione Cossiga,quando uno il coraggio non lo tiene...non è che se lo puo' dare!

  8. #8
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    Prodi, la grande fuga
    Arturo Diaconale

    Prodi rinuncia al duello televisivo con Berlusconi. Dice che non ci sono le garanzie di obiettività, a dispetto delle regole fissate dalla Commissione parlamentare di vigilanza sulla radio e sulla televisione. Si tratta in realtà di una fuga annunciata da tempo, motivata dal timore di uscire battuto dal confronto con il Cavaliere e mascherata sotto la foglia di fico della par condicio.

  9. #9
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    Ma che coraggio...

  10. #10
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    Prodi rischia di perdere tutto il vantaggio che aveva all'inizio perchè è un essere inconsistente e soprattutto privo di un minimo di dignità!

 

 
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