La rivolta dei lettori contro il «Corriere»
Crollano le vendite dopo la svolta a sinistra del direttore Mieli: - 20% a Milano, - 5-6% a Roma
La «dichiarazione di voto» del Corriere della Sera</B> a favore del centrosinistra, fa perdere copie al quotidiano di via Solferino: il 20 per cento in meno a Milano,
roccaforte della diffusione del giornale, e il 6 per cento a Roma. I giornalisti definiscono quella del direttore Paolo Mieli «una manovra sbagliata»,
mentre il centrodestra va all'attacco e parla di «giornale-partito».
Finalmente qualcuno comincia a farsi sentire.
Ricordate la campagna "bo.bi" (boicotta il biscione, ovvero il boicottaggio dei prodotti standa qundo era di Berlusconi) e l'appello di Umberto Eco del 2002 di non acquistare nessun prodotto reclamizzato su mediaset? Oggi i promotori di quelle stesse iniziative criticano la decisione degli elettori moderati di non acquistare più il corsera, pur non potendo sfuggire a nessuno il fatto che una cosa è non acquistare una merendina solo perché pubblicizzata da canale 5 ed altro è il non comprare un quotidiano del quale non si condivide più la linea editoriale.
A me questo calo di vendite fa sinceramente piacere, è una forma di dissenso forte e finalmente efficace: "essere moderato non significa essere bue e sopportare in silenzio".





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...le scelte di Campo Danno i loro Frutti
