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    Predefinito DIBATTITO - La destra e noi

    Cari amici, ormai è guerra nel centrodestra. Volano gli stracci e si susseguono minacce. Vediamo di capire cosa sta accadendo.

    1) Il PDL è un partito di "centrodestra" perchè è in massima parte il risultato dell'unione tra una forza liberale di centro (Forza Italia) e una forza nazionale di destra (Alleanza Nazionale). In entrambe le forze convivono posizioni cattoliche e laiciste. La presenza di queste ultime in FI ed AN rende ancor oggi l'UDC il partito cattolico per antonomasia.

    2) L'alleato del PDL, la Lega Nord, pur dicendosi estraneo a categorie di destra e sinistra, ha recentemente assunto sull'immigrazione e sulla religione accenti che in Europa sono pressocchè appannaggio della destra estrema.

    3) Di converso, parallelamente a questa "conversione" della Lega, la linea ufficiale di AN - espressa dal leader Gianfranco Fini - è andata mutando in senso liberale riguardo immigrazione e diritti civili, discostandosi dal linguaggio tradizionale della destra italiana e avvicinandosi al moderatismo anglosassone.

    4) Allo scontro ideologico tra la Lega e la corrente finiana del PDL si sovrappone uno scontro di leadership tra Berlusconi e Fini.

    5) Questo doppio livello di scontro è alimentato dalla faida apertasi tra il quotidiano Il Giornale (di proprietà berlusconiana) e il quotidiano Il Secolo (da sempre organo della destra). I berlusconiani accusano i finiani di non essere più una destra, i finiani rispondono che le accuse rivolte loro provengono da una destra estrema e minoritaria (Feltri, Veneziani, Santanchè). Parallelamente, un altro giornale di area berlusconiana, Il Foglio, si barcamena tra posizioni finiane (Valensise) e antifiniane (Langone).


    Delineato questo scenario proviamo a ragionare su ciò che a noi conservatori più interessa che accada nel prossimo futuro.

    1) Noi conservatori vorremmo la presenza di una destra nel centrodestra.

    2) Una destra non mimetizzata o sedicente tale, ma che si facesse carico di valori e politiche di stampo conservatore.

    3) Ovvero:

    - la fedeltà alla storia e alla cultura nazionale, preservate ed esaltate in un quadro federale e non centralista;
    - una riforma delle istituzioni che preveda il presidenzialismo e il compimento del bipolarismo;
    - una politica estera europeista ed insieme occidentale;
    - l'adesione all'economia di mercato;
    - il rispetto per le nostre radici cristiane e la preservazione di una sana laicità messa a rischio dal relativismo culturale e dal fondamentalismo islamico.

    4) Una destra che si distanzi tanto dal centro e dalla sinistra quanto dalla destra estrema d'impronta antioccidentale, antisemita, filoaraba e razzista.

    Questi sono, per chi scrive, le basi di partenza per una corrente schiettamente di destra interna al più eterogeno partito di centrodestra. Riguardo quest'ultimo, è necessario che:

    1) la leadership sia decisa attraverso consultazione popolare e non calata dall'alto;
    2) non dovrebbero esistere "quote" tra correnti salvo quelle determinate dal peso delle rispettive basi elettorali;
    3) i candidati non devono essere passibili di conflitti d'interesse e non devono avere procedimenti penali in corso.


    Fate ora le vostre considerazioni.
    Ultima modifica di Florian; 07-01-10 alle 16:03
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  2. #2
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Cari amici, ormai è guerra nel centrodestra. Volano gli stracci e si susseguono minacce. Vediamo di capire cosa sta accadendo.

    1) Il PDL è un partito di "centrodestra" perchè è in massima parte il risultato dell'unione tra una forza liberale di centro (Forza Italia) e una forza nazionale di destra (Alleanza Nazionale). In entrambe le forze convivono posizioni cattoliche e laiciste. La presenza di queste ultime in FI ed AN rende ancor oggi l'UDC il partito cattolico per antonomasia.

    2) L'alleato del PDL, la Lega Nord, pur dicendosi estraneo a categorie di destra e sinistra, ha recentemente assunto sull'immigrazione e sulla religione accenti che in Europa sono pressocchè appannaggio della destra estrema.

    3) Di converso, parallelamente a questa "conversione" della Lega, la linea ufficiale di AN - espressa dal leader Gianfranco Fini - è andata mutando in senso liberale riguardo immigrazione e diritti civili, discostandosi dal linguaggio tradizionale della destra italiana e avvicinandosi al moderatismo anglosassone.

    4) Allo scontro ideologico tra la Lega e la corrente finiana del PDL si sovrappone uno scontro di leadership tra Berlusconi e Fini.

    5) Questo doppio livello di scontro è alimentato dalla faida apertasi tra il quotidiano Il Giornale (di proprietà berlusconiana) e il quotidiano Il Secolo (da sempre organo della destra). I berlusconiani accusano i finiani di non essere più una destra, i finiani rispondono che le accuse rivolte loro provengono da una destra estrema e minoritaria (Feltri, Veneziani, Santanchè). Parallelamente, un altro giornale di area berlusconiana, Il Foglio, si barcamena tra posizioni finiane (Valensise) e antifiniane (Langone).


    Delineato questo scenario proviamo a ragionare su ciò che a noi conservatori più interessa che accada nel prossimo futuro.

    1) Noi conservatori vorremmo la presenza di una destra nel centrodestra.

    2) Una destra non mimetizzata o sedicente tale, ma che si facesse carico di valori e politiche di stampo conservatore.

    3) Ovvero:

    - la fedeltà alla storia e alla cultura nazionale, preservate ed esaltate in un quadro federale e non centralista;
    - una riforma delle istituzioni che preveda il presidenzialismo e il compimento del bipolarismo;
    - una politica estera europeista ed insieme occidentale;
    - l'adesione all'economia di mercato;
    - il rispetto per le nostre radici cristiane e la preservazione di una sana laicità messa a rischio dal relativismo culturale e dal fondamentalismo islamico.

    4) Una destra che si distanzi tanto dal centro e dalla sinistra quanto dalla destra estrema d'impronta antioccidentale, antisemita, filoaraba e razzista.

    Questi sono, per chi scrive, le basi di partenza per una corrente schiettamente di destra interna al più eterogeno partito di centrodestra. Riguardo quest'ultimo, è necessario che:

    1) la leadership sia decisa attraverso consultazione popolare e non calata dall'alto;
    2) non dovrebbero esistere "quote" tra correnti salvo quelle determinate dal peso delle rispettive basi elettorali;
    3) i candidati non devono essere passibili di conflitti d'interesse e non devono avere procedimenti penali in corso.


    Fate ora le vostre considerazioni.
    io penso che dopo Berlusconi la strada delle primarie sia obbligatoria, logicamente un fondatore e padrone di partito è a vita o finchè gli garba di restare, poi ci devono essere necessariamente delle primarie. Ricordo a tutti pero' che mancano tre anni alla fine della legislatura e che in questo momento la priorità non sono le modalità di come sceglier eil successore di Berlusconi ma le riforme: mi pare che sul federalismo siamo tutti d'accordo chi piu' (come me) e chi meno, quanto alla figura del capo dello stato, resto scettico sul presidenzialismo malgrado la pessima prova data dagli ultimi tre presidenti, e mi concentrerei sul premierato sul modello tedesco

    l'economia di mercato la correggerei con un po' di sociale comunque, magari preso in prestito dai paesi scandinavi
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-01-10 alle 16:12

  3. #3
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    io penso che dopo Berlusconi la strada delle primarie sia obbligatoria, logicamente un fondatore e padrone di partito è a vita o finchè gli garba di restare, poi ci devono essere necessariamente delle primarie. Ricordo a tutti pero' che mancano tre anni alla fine della legislatura e che in questo momento la priorità non sono le modalità di come sceglier eil successore di Berlusconi ma le riforme: mi pare che sul federalismo siamo tutti d'accordo chi piu' (come me) e chi meno, quanto alla figura del capo dello stato, resto scettico sul presidenzialismo malgrado la pessima prova data dagli ultimi tre presidenti, e mi concentrerei sul premierato sul modello tedesco

    l'economia di mercato la correggerei con un po' di sociale comunque, magari preso in prestito dai paesi scandinavi
    Bene, Candido, ho apprezzato molto il tuo intervento.

    Lasciamo un attimo perdere Berlusconi, Bossi e Fini e cerchiamo di ragionare in astratto su ciò che ci apettiamo dalla politica di destra. Il mio proposito è quello di raggiungere prima un riferimento ideale comune e poi sulla base di questo ragionare sulle vicende della destra reale. Perchè se ci facciamo troppo invischiare da quest'ultima non riusciremo mai a comprendere cosa andiamo cercando e cosa no.
    Ultima modifica di Florian; 07-01-10 alle 16:20
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  4. #4
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Mi trovi favorevole e concorde su gran parte del tuo ragionamento, caro Florian. Non abbiamo più bisogno di destre camuffate, di slanci personalistici e populisti, di giravolte fatte per mero calcolo politico. O meglio: purtroppo la realtà con cui abbiamo a che fare è questa, e con essa dobbiamo almeno parzialmente venire a patti; ma noi possiamo liberamente proiettarci in avanti, e dipingere il centrodestra come lo vorremmo.

    Innanzitutto, pare ormai fallito il corso della "Nuova Destra" dei cosiddetti "finiani", minoranza all'interno del partito. Fini propone un programma certo coerente in se stesso, ma troppo sbilanciato a sinistra. Una buona maggioranza della base non può accettare il discorso sulla destra dei diritti, che in questo momento storico - segnato dalle emergenze dell'immigrazione e della sicurezza - pare solo uno scimmiottamento della sinistra, o meglio una "sinistra tardiva". E soprattutto, se alla fine le richieste di questa destra sono ulteriori posti di potere per porre fine alle polemiche, non vi sono davvero grandi opportunità di slanci vitalistici e fermenti d'idee. I conservatori non possono proprio abbracciare una destra pronta ad aprire le porte sui temi etici, pronta a sdoganare il "multi" in opposizione al "monos" che da sempre costituisce un pilastro della filosofia conservatrice.

    Ma la strada è ovviamente sbarrata anche nei confronti della "destra radicale", frutto deteriore degli estremismi del post-fascismo e della RSI, contrassegnata da sentimenti inaccettabili quali l'anti-americanismo, il disconoscimento dell'atlantismo e dell'occidentalismo, l'antisionismo il filo-islamismo. Noi non abbiamo nulla a che fare con croci uncinate e nostalgie balorde. Possiamo dialogare piuttosto con una frangia del conservatorismo reazionario, capace almeno di trattenersi dai toni più demagogici, e di rifiutare accenti razzisti e xenofobi. Possiamo dialogare con la destra che vuole porre dei limiti precisi all'immigrazione selvaggia, ed aumentare la sicurezza in questo paese, ma senza cadere nell'azione priva di criterio e della necessaria ragionevolezza.

    Ma la "destra" leghista (destra per modo di dire, ovviamente), ancora contaminata dal germe della secessione contraria al bene comune, non è certo una opzione verso la quale puntare. Al massimo si può pensare ad una alleanza d'interesse per battere le sinistre, sulla base di una riforma federale dello stato, in grado comunque di salvaguardare i supremi interessi nazionali.

    La destra berlusconiana, anche questa "destra" per modi di dire, ha attratto in passato molti conservatori, ma questa stagione pare ormai inclinata, proiettata verso la fine naturale di una leadership politica.
    I punti da cui partire sono proprio quelli indicati da Florian: senza voler disegnare il "conservatore perfetto", possiamo comunque indicare in personaggi come Gasparri, Mantovano, Lupi, Gelmini il cuore di un centrodestra conservatore, attento alle radici cristiane del paese, ma non per questo estremista, pronto a far proprio con saggezza e ragionevolezza un programma di "destra" fondato sull'ordine, sul merito, sulla responsabilità, sul rispetto dell'autorità. E' questa la destra del futuro, la destra conservatrice che ci piace, che possiamo far nostra? Non è detto, perchè per fortuna la Storia ci insegna che le sorprese sono sempre possibili, che protagonisti anche migliori di quelli qui indicati possono sorgere e prendere le redini del centrodestra. Chissà, speriamo.

    Per quanto riguarda l'ultimo punto, devo fare una necessaria precisazione: una legge sul conflitto d'interessi può servire, purchè non restringa le possibilità di ognuno di far politica. Serve una normativa più stringente dellattuale, ma non una norma contra personam. Sull'assenza dei procedimenti penali in corso non concordo: vale per me la presunzione di innocenza. Non potenziamo ancora di più la magistratura ricattatrice. Piuttosto, è necessaria una nuova legge elettorale, con la quale i cittadini possano votare liberamente i candidati, senza nomine calate dall'alto (e in questo concorso sulle Primarie, purchè vere e risolutrici, e non finte e manipolate). A quel punto sarà il cittadino sovrano a decidere, non qualche avviso di garanzia potenzialmente fasullo. Restano salvi ovviamente gli effetti della condanna penale.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Mi trovi favorevole e concorde su gran parte del tuo ragionamento, caro Florian. Non abbiamo più bisogno di destre camuffate, di slanci personalistici e populisti, di giravolte fatte per mero calcolo politico. O meglio: purtroppo la realtà con cui abbiamo a che fare è questa, e con essa dobbiamo almeno parzialmente venire a patti; ma noi possiamo liberamente proiettarci in avanti, e dipingere il centrodestra come lo vorremmo.

    Innanzitutto, pare ormai fallito il corso della "Nuova Destra" dei cosiddetti "finiani", minoranza all'interno del partito. Fini propone un programma certo coerente in se stesso, ma troppo sbilanciato a sinistra. Una buona maggioranza della base non può accettare il discorso sulla destra dei diritti, che in questo momento storico - segnato dalle emergenze dell'immigrazione e della sicurezza - pare solo uno scimmiottamento della sinistra, o meglio una "sinistra tardiva". E soprattutto, se alla fine le richieste di questa destra sono ulteriori posti di potere per porre fine alle polemiche, non vi sono davvero grandi opportunità di slanci vitalistici e fermenti d'idee. I conservatori non possono proprio abbracciare una destra pronta ad aprire le porte sui temi etici, pronta a sdoganare il "multi" in opposizione al "monos" che da sempre costituisce un pilastro della filosofia conservatrice.

    Ma la strada è ovviamente sbarrata anche nei confronti della "destra radicale", frutto deteriore degli estremismi del post-fascismo e della RSI, contrassegnata da sentimenti inaccettabili quali l'anti-americanismo, il disconoscimento dell'atlantismo e dell'occidentalismo, l'antisionismo il filo-islamismo. Noi non abbiamo nulla a che fare con croci uncinate e nostalgie balorde. Possiamo dialogare piuttosto con una frangia del conservatorismo reazionario, capace almeno di trattenersi dai toni più demagogici, e di rifiutare accenti razzisti e xenofobi. Possiamo dialogare con la destra che vuole porre dei limiti precisi all'immigrazione selvaggia, ed aumentare la sicurezza in questo paese, ma senza cadere nell'azione priva di criterio e della necessaria ragionevolezza.

    Ma la "destra" leghista (destra per modo di dire, ovviamente), ancora contaminata dal germe della secessione contraria al bene comune, non è certo una opzione verso la quale puntare. Al massimo si può pensare ad una alleanza d'interesse per battere le sinistre, sulla base di una riforma federale dello stato, in grado comunque di salvaguardare i supremi interessi nazionali.

    La destra berlusconiana, anche questa "destra" per modi di dire, ha attratto in passato molti conservatori, ma questa stagione pare ormai inclinata, proiettata verso la fine naturale di una leadership politica.
    I punti da cui partire sono proprio quelli indicati da Florian: senza voler disegnare il "conservatore perfetto", possiamo comunque indicare in personaggi come Gasparri, Mantovano, Lupi, Gelmini il cuore di un centrodestra conservatore, attento alle radici cristiane del paese, ma non per questo estremista, pronto a far proprio con saggezza e ragionevolezza un programma di "destra" fondato sull'ordine, sul merito, sulla responsabilità, sul rispetto dell'autorità. E' questa la destra del futuro, la destra conservatrice che ci piace, che possiamo far nostra? Non è detto, perchè per fortuna la Storia ci insegna che le sorprese sono sempre possibili, che protagonisti anche migliori di quelli qui indicati possono sorgere e prendere le redini del centrodestra. Chissà, speriamo.

    Per quanto riguarda l'ultimo punto, devo fare una necessaria precisazione: una legge sul conflitto d'interessi può servire, purchè non restringa le possibilità di ognuno di far politica. Serve una normativa più stringente dellattuale, ma non una norma contra personam. Sull'assenza dei procedimenti penali in corso non concordo: vale per me la presunzione di innocenza. Non potenziamo ancora di più la magistratura ricattatrice. Piuttosto, è necessaria una nuova legge elettorale, con la quale i cittadini possano votare liberamente i candidati, senza nomine calate dall'alto (e in questo concorso sulle Primarie, purchè vere e risolutrici, e non finte e manipolate). A quel punto sarà il cittadino sovrano a decidere, non qualche avviso di garanzia potenzialmente fasullo. Restano salvi ovviamente gli effetti della condanna penale.
    un intervento condivisibile il tuo che mi vede leggermente in disaccordo sul tema Lega: quando i leghisti hanno ricoperto cariche amministrative si sono mostrati misurati e responsabili oltre che capaci, Pontida e il germe del secessionismo è per ora confinato a Pontida e alla cerimonia di metà settembre, non so se mi hai risposto se voterai per un candidato leghista alle regionali ma per me anche quella è una strada verso il conservatorismo in Italia

  6. #6
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda l'ultimo punto, devo fare una necessaria precisazione: una legge sul conflitto d'interessi può servire, purchè non restringa le possibilità di ognuno di far politica.
    Serve una normativa più stringente dellattuale, ma non una norma contra personam. Sull'assenza dei procedimenti penali in corso non concordo: vale per me la presunzione di innocenza. Non potenziamo ancora di più la magistratura ricattatrice. Piuttosto, è necessaria una nuova legge elettorale, con la quale i cittadini possano votare liberamente i candidati, senza nomine calate dall'alto (e in questo concorso sulle Primarie, purchè vere e risolutrici, e non finte e manipolate). A quel punto sarà il cittadino sovrano a decidere, non qualche avviso di garanzia potenzialmente fasullo. Restano salvi ovviamente gli effetti della condanna penale.
    Non dobbiamo, a mio avviso, considerare "normativa" una realtà del tutto eccezionale (e fuori, dobbiamo dirlo, della politica occidentale) quale quella di Silvio Berlusconi. Prima di Berlusconi la questione del conflitto d'interessi e dei processi penali a carico del premier non era d'attualità. La nostra politica - e in primis la politica conservatrice - dovrebbe darsi una ripulita morale. Senza voler scimmiottare Di Pietro, non dobbiamo fare del garantismo un totem, nè possiamo trovare conforto nel cinico adagio "lo fanno tutti". Se diamo infatti per scontato che la politica è territorio di mascalzoni vorrebbe dire avere una cattiva opinione anche di noi stessi che le corriamo dietro. Dunque, a mio avviso, chi ha un problema con la giustizia lo risolva e poi pensi a candidarsi.
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  7. #7
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Non dobbiamo, a mio avviso, considerare "normativa" una realtà del tutto eccezionale (e fuori, dobbiamo dirlo, della politica occidentale) quale quella di Silvio Berlusconi. Prima di Berlusconi la questione del conflitto d'interessi e dei processi penali a carico del premier non era d'attualità. La nostra politica - e in primis la politica conservatrice - dovrebbe darsi una ripulita morale. Senza voler scimmiottare Di Pietro, non dobbiamo fare del garantismo un totem, nè possiamo trovare conforto nel cinico adagio "lo fanno tutti". Se diamo infatti per scontato che la politica è territorio di mascalzoni vorrebbe dire avere una cattiva opinione anche di noi stessi che le corriamo dietro. Dunque, a mio avviso, chi ha un problema con la giustizia lo risolva e poi pensi a candidarsi.
    Il mio non è un garantismo fine a se stesso (nè tantomeno apprezzo gesti come andare a visitare in carcere strupratori e delinquenti, in totale disprezzo del dolore dei famigliari - vedi i recenti casi di parlamentari radicali pronti a solidarizzare e confortare mascalzoni indegni).
    Ma ne ho viste troppe in questi 15 anni. Da semplice cittadino, non mi fido più della magistratura italiana, o meglio di parte di essa, che trovo faziosa, sciatta, serva degli interessi che nulla hanno a che vedere con la Giustizia.
    Non ritengo che la politica e che i politici debbano inchinarsi alla toga di turno. Non appoggio la reintroduzione dell'immunità tout-cort, ma un intervento di salvaguardia della funzione governativa certamente sì.
    D'altro canto, non c'è nessuno più favorevole del sottoscritto verso la certezza e l'inasprimento della pena. Ma a sentenza definitiva, ovviamente.

  8. #8
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Non dobbiamo, a mio avviso, considerare "normativa" una realtà del tutto eccezionale (e fuori, dobbiamo dirlo, della politica occidentale) quale quella di Silvio Berlusconi. Prima di Berlusconi la questione del conflitto d'interessi e dei processi penali a carico del premier non era d'attualità. La nostra politica - e in primis la politica conservatrice - dovrebbe darsi una ripulita morale. Senza voler scimmiottare Di Pietro, non dobbiamo fare del garantismo un totem, nè possiamo trovare conforto nel cinico adagio "lo fanno tutti". Se diamo infatti per scontato che la politica è territorio di mascalzoni vorrebbe dire avere una cattiva opinione anche di noi stessi che le corriamo dietro. Dunque, a mio avviso, chi ha un problema con la giustizia lo risolva e poi pensi a candidarsi.
    infatti il punto è proprio questo: Berlusconi non è da normativa europea ma è stato il fondatore del centrodestra italiano e non si puo' chiedergli di andarsene perchè è fuori norma e "troppo" populista, dal momento che senza di lui annasperemmo ancora nella prima repubblica, cosi' come è fuori norma un Di Pietro che raccoglie quel 10% di popolazione perdente, improduttiva, mai contenta, frustrata, negativa, in cerca di rivincite a mezzo magistratura e non tramite un vero confronto, perchè incapace di confrontarsi ad armi pari.
    Il vero centrodestra con le primarie ele varie correnti inizerà dopo di lui ma non ho fretta che Berlusconi se ne vada perchè temo che un tale centrodestra non arrivi, seppur con l'alleanza alla Lega, ad avere la maggioranza
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 07-01-10 alle 17:27

  9. #9
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    infatti il punto è proprio questo: Berlusconi non è da normativa europea ma è stato il fondatore del centrodestra italiano e non si puo' chiedergli di andarsene perchè è fuori norma e "troppo" populista, dal momento che senza di lui annasperemmo ancora nella prima repubblica, cosi' come è fuori norma un Di Pietro che raccoglie quel 10% di popolazione perdente, improduttiva, mai contenta, frustrata, negativa, in cerca di rivincite a mezzo magistratura e non tramite un vero confronto, perchè incapace di confrontarsi ad armi pari.
    Il vero centrodestra con le primarie ele varie correnti inizerà dopo di lui ma non ho fretta che Berlusconi se ne vada perchè temo che un tale centrodestra non arrivi, seppur con l'alleanza alla Lega, ad avere la maggioranza
    Ok, ma come ho già detto in apertura cerchiamo per il momento di ragionare in astratto, a prescindere dalla realtà corrente.
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  10. #10
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    Predefinito Rif: DIBATTITO - La destra e noi

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Bene, Candido, ho apprezzato molto il tuo intervento.

    Lasciamo un attimo perdere Berlusconi, Bossi e Fini e cerchiamo di ragionare in astratto su ciò che ci apettiamo dalla politica di destra. Il mio proposito è quello di raggiungere prima un riferimento ideale comune e poi sulla base di questo ragionare sulle vicende della destra reale. Perchè se ci facciamo troppo invischiare da quest'ultima non riusciremo mai a comprendere cosa andiamo cercando e cosa no.
    Raccolgo questa giusta osservazione e faccio ammenda per i miei continui riferimenti alla politica reale.
    E dunque, provo ad ipotizzare un nucleo ideale dal quale partire per costruire una vera Destra Conservatrice italiana, magari affiliata ad un partito nazionale (il PDL o quello che sarà).
    Io mi immagino un gruppo "di governo", pronto a guidare il paese, senza chiudersi un uno sterile settarismo estremista e minoritario.
    Mi immagino pertanto una classe dirigente preparata, che faccia della coerenza il proprio cardine, senza per questo rinunciare al dialogo ed al compromesso quando necessario ai fini del bene comune nazionale.
    Non una destra molle, collusa con il progressismo, bensì una destra responsabile, pronta a lavorare senza cadute demagociche ed improbabili.
    Ma io mi immagino una destra comunque attaccata fino in fondo ai propri principi, che devono essere:

    - il riconoscimento delle radici cristiane, dei valori enunciati dal cristianesimo (difesa della vita dal concepimento sino alla morte naturale, sostegno alla famiglia naturale) - diffusione della cultura della vita, e del rispetto della dignità umana;
    - rafforzamento del senso d'autorità, e di rispetto di essa;
    - certezza e durezza della pena;
    - meritocrazia in ogni campo della società;
    - sobrietà, se si vuole anche frugalità, nei comportamenti pubblici e privati;
    - attivismo e dinamismo (che oggi non contrastano il conservatorismo, bensì la paralisi di una società priva di principi e in pieno disordine valoriale) fondato sulle riforme necessarie per il miglioramento della macchina istituzionale ed economica del paese;
    - salvaguardia dell'identità nazionale, preservazione dell'unità, nell'ambito di una riforma federalista, attenta in ogni caso alle esigenze di sviluppo di ogni area del paese.

    Questo può essere un'embrione di programma per una destra conservatrice non estremista ma di governo.

 

 
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