
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
Mi trovi favorevole e concorde su gran parte del tuo ragionamento, caro Florian. Non abbiamo più bisogno di destre camuffate, di slanci personalistici e populisti, di giravolte fatte per mero calcolo politico. O meglio: purtroppo la realtà con cui abbiamo a che fare è questa, e con essa dobbiamo almeno parzialmente venire a patti; ma noi possiamo liberamente proiettarci in avanti, e dipingere il centrodestra come lo vorremmo.
Innanzitutto, pare ormai fallito il corso della "Nuova Destra" dei cosiddetti "finiani", minoranza all'interno del partito. Fini propone un programma certo coerente in se stesso, ma troppo sbilanciato a sinistra. Una buona maggioranza della base non può accettare il discorso sulla destra dei diritti, che in questo momento storico - segnato dalle emergenze dell'immigrazione e della sicurezza - pare solo uno scimmiottamento della sinistra, o meglio una "sinistra tardiva". E soprattutto, se alla fine le richieste di questa destra sono ulteriori posti di potere per porre fine alle polemiche, non vi sono davvero grandi opportunità di slanci vitalistici e fermenti d'idee. I conservatori non possono proprio abbracciare una destra pronta ad aprire le porte sui temi etici, pronta a sdoganare il "multi" in opposizione al "monos" che da sempre costituisce un pilastro della filosofia conservatrice.
Ma la strada è ovviamente sbarrata anche nei confronti della "destra radicale", frutto deteriore degli estremismi del post-fascismo e della RSI, contrassegnata da sentimenti inaccettabili quali l'anti-americanismo, il disconoscimento dell'atlantismo e dell'occidentalismo, l'antisionismo il filo-islamismo. Noi non abbiamo nulla a che fare con croci uncinate e nostalgie balorde. Possiamo dialogare piuttosto con una frangia del conservatorismo reazionario, capace almeno di trattenersi dai toni più demagogici, e di rifiutare accenti razzisti e xenofobi. Possiamo dialogare con la destra che vuole porre dei limiti precisi all'immigrazione selvaggia, ed aumentare la sicurezza in questo paese, ma senza cadere nell'azione priva di criterio e della necessaria ragionevolezza.
Ma la "destra" leghista (destra per modo di dire, ovviamente), ancora contaminata dal germe della secessione contraria al bene comune, non è certo una opzione verso la quale puntare. Al massimo si può pensare ad una alleanza d'interesse per battere le sinistre, sulla base di una riforma federale dello stato, in grado comunque di salvaguardare i supremi interessi nazionali.
La destra berlusconiana, anche questa "destra" per modi di dire, ha attratto in passato molti conservatori, ma questa stagione pare ormai inclinata, proiettata verso la fine naturale di una leadership politica.
I punti da cui partire sono proprio quelli indicati da Florian: senza voler disegnare il "conservatore perfetto", possiamo comunque indicare in personaggi come Gasparri, Mantovano, Lupi, Gelmini il cuore di un centrodestra conservatore, attento alle radici cristiane del paese, ma non per questo estremista, pronto a far proprio con saggezza e ragionevolezza un programma di "destra" fondato sull'ordine, sul merito, sulla responsabilità, sul rispetto dell'autorità. E' questa la destra del futuro, la destra conservatrice che ci piace, che possiamo far nostra? Non è detto, perchè per fortuna la Storia ci insegna che le sorprese sono sempre possibili, che protagonisti anche migliori di quelli qui indicati possono sorgere e prendere le redini del centrodestra. Chissà, speriamo.
Per quanto riguarda l'ultimo punto, devo fare una necessaria precisazione: una legge sul conflitto d'interessi può servire, purchè non restringa le possibilità di ognuno di far politica. Serve una normativa più stringente dellattuale, ma non una norma contra personam. Sull'assenza dei procedimenti penali in corso non concordo: vale per me la presunzione di innocenza. Non potenziamo ancora di più la magistratura ricattatrice. Piuttosto, è necessaria una nuova legge elettorale, con la quale i cittadini possano votare liberamente i candidati, senza nomine calate dall'alto (e in questo concorso sulle Primarie, purchè vere e risolutrici, e non finte e manipolate). A quel punto sarà il cittadino sovrano a decidere, non qualche avviso di garanzia potenzialmente fasullo. Restano salvi ovviamente gli effetti della condanna penale.