Fonte: MSN
Se mi vedesse zio Osama
Si chiama Wafah, vuole fare la rockstar, fuma spinelli, gira
in tacchi a spillo. Chi è? La nipote di Bin Laden
L’aspirante diva pop Wafah Dufour entra da Michael’s, ristorante chic di Manhattan, con l’agente Richard Valvo. Snella, aria esotica, sfoggia top bianco e mini di pizzo. Si fermano al tavolo dell’ex presidente della Sony, Tony Mottola. «Conoscete Wafah Bin Laden?», chiede Valvo.
«Wafah Dufour», lo corregge lei. La reazione della nipote dell’uomo che ha ordinato la distruzione del World Trade Center, 78 isolati più a sud, è comprensibile.
Dopo l’11 settembre, Bin Laden è un cognome che nessuno vorrebbe avere. Nemmeno una ragazza che, come lei, cerca un contratto con una casa discografica. Ha quindi deciso di usare il cognome della madre, Dufour.
Wafah, inoltre, alla politica preferisce la moda. Indica i suoi sandali rossi e altissimi che chiama le sue «scarpe da puttana». «Sono davvero anti-musulmane», dice. «Mia madre mi ripete sempre che devo stare attenta a quello che dico se non voglio finire uccisa da un fondamentalista».
Wafah racconta che dopo l’11 settembre cominciò a ricevere minacce di morte per via del suo cognome e cadde in uno stato di depressione. A salvarla è stata la musica, il suo sogno di diventare una diva pop. Sid, il barista, accetta di mettere su alcuni suoi pezzi.
Nell’aria si diffonde una voce profonda, sognante, malinconica. «Mi sento così libera, mi sento così su di giri, mi sento una farfalla che danza nel cielo», recita una strofa. «Sembra scritta dopo aver fumato uno spinello», commenta Wafah.
Però, mica male la nipotina...![]()





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