Berlusconi ha commesso un grave errore nell’affrontare l’oggettiva crisi in cui la nostra nazione, insieme a tutto il resto dell’Europa, si è venuta a trovare.
Lui ha sempre voluto mostrare sicurezza e ottimismo ma a mio parere avrebbe dovuto dire alla popolazione, “la situazione è grave e dobbiamo rimboccarci tutti le maniche per lottare contro la stagnazione dell’economia”, una presa di posizione di questo genere non avrebbe rappresentato una sconfitta, bensì, una ferma presa di posizione coerente con la situazione internazionale che si è venuta a creare dopo il 2001 e dopo l’avvento dell’Euro.
L’Italia ha visto periodi durissimi in passato, non dimentichiamo come si è risollevata dopo 2 guerre mondiali che hanno visto 10 anni di conflitti, una dittatura e milioni di morti tra cui moltissimi giovani che sono la spina dorsale del sistema produttivo nazionale, nonostante tutto questo le persone si sono rimboccate le maniche e con il loro impegno hanno ricostruito una nazione, il merito non è stato di certo di un governo con un Presidente del Consiglio illuminato o di un esecutivo particolarmente abile, il merito è stato dei cittadini italiani, dei giovani sopravvissuti alle guerre.
Ma deve servire una guerra per poter dare lo stimolo giusto alle persone per darsi davvero da fare?
Negli anni ’50 le persone avevano iniziativa, entusiasmo e voglia di fare, oggi è tutto latente in una posizione di attesa nei confronti di uno stato assistenzialista.
Nella calma piatta della sicurezza di anni di benessere cosa vedo?
Figli di papa che giocano a fare i proletari dando vita a becere manifestazioni di violenza fregiandosi di sigle anarchiche o autonome ma che di autonomo hanno solo la loro inciviltà e, invece di pensare al benessere proprio e quello della nazione in cui vivono, impiegano il loro tempo distruggendo invece di costruire.
Vedo persone che in una nazione in difficoltà si lamentano del precariato del lavoro quando con una buona dose di iniziativa potrebbero trovarsi o inventarsi lavori che possano dare benessere a loro ed alla loro famiglia, ma questo non avviene perché si è sempre alla ricerca del posto fisso dove si inizia alle 8.30, alle 12.30 si fa pausa pranzo e poi si riprende fino alle 18.30 per poi andare a casa e non pensare più fino al giorno successivo dove si riprende la solita routine che dura anni senza stimoli e volontà di migliorare.
Cerchiamo i motivi per cui una nazione va male?
Troviamoli prima di tutto tra di noi, nelle nostre case e nella gente che non ha il minimo stimolo di migliorarsi ma sta seduta ed aspetta un qualcosa che dovrebbe accadere per l’intervento di un qualcosa di non meglio definito.
Ogni volta in cui una persona si lamenta per qualcosa che non funziona dovrebbe chiedersi cosa ha fatto lui per migliorare questa situazione e allora forse si accorgerà che anche lui è in parte colpevole del proprio disagio.




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