Dobbiamo stare attenti a che il Signore non fugga dalla nostra intelligenza, dai nostri studi, dalla ricerca e interpretazione sulla natura e il significato delle varie scienze; perché se si allontana il Cristo, c’è l’ignoranza. Evidentemente ciò che è oggetto dei grandi studi, anche se non si tratta di ascetica o di teologia, sempre è, per il cristiano, per il cattolico, il Cristo che tutto rivela ed illumina. Così in questa sostanza e presentazione, l’insegnamento è sempre buono; non solo quando l’oggetto dell’indagine è Dio stesso: Padre, Figliolo e Spirito Santo, quando, dunque, si approfondisce la scienza divina, ma pure allorché ci si volge a tutte le altre scienze, poiché tutte devono avere e portare una luce. Sempre, adunque, sempre la luce del Cristo dovrà effondersi sulle nostre applicazioni scientifiche. Si tratti di discipline antiche o nuove, la verità è unica ed eterna, mentre possono essere molteplici i bagliori, le gemme, i ritrovamenti, le iridescenze che da essa promanano. Salviamo tutte le biblioteche e cerchiamo di far onore ad esse, ma sempre accompagnati da Lui, il Maestro. Egli pronuncia poche parole, ma restano in eterno.

Giovanni XXIII, Discorso alla FUCI del 29 dicembre 1959.