Il cristianesimo è una religione?
X Convegno internazionale della Facoltà di Teologia dell’Università della “Santa Croce”
CITTÀ DEL VATICANO, martedì, 14 marzo 2006 (ZENIT.org).- Il cristianesimo è una religione? È una delle domande a cui ha cercato di dare risposta il X Convegno internazionale su “La natura della religione in contesto teologico”, organizzato a Roma dalla Facoltà di Teologia della Pontificia Università della “Santa Croce” il 9 e 10 marzo.
Nel suo intervento, il professor Paul O'Callaghan, Decano della Facoltà di Teologia della “Santa Croce”, ha risposto affermativamente a questa domanda, aggiungendo anche lo è “nelle sue diverse manifestazioni”.
A questo proposito, il professor O'Callaghan ha sottolineato che esso “include gli elementi più caratteristici che, tra gli studiosi del fenomeno religioso, dovrebbero contrassegnare ogni fenomeno religioso: il senso del Sacro, la presenza del divino nella vita umana, la consapevolezza della dipendenza da una sua forza superiore, una struttura tripartita di credenze, norme etiche e culto”.
"Le religioni si autosqualificano se non promuovono la pace, in altre parole se tentano di propagarsi con dei mezzi violenti". Per cui, una religione "deve obbedire ad un criterio di fondo, che è la capacità di promuovere la pace ed evitare la violenza", ha continuato.
Il professore Jude Dougherty, della Catholic University of America, ha invece offerto una interpretazione della religione nella modernità, analizzando in particolare l'eredità lasciata da Hume e Kant quale "fondamento del contemporaneo agnosticismo Europeo, sorgente sotterranea del fallimento dell'Unione Europea nel riconoscere, nella sua Costituzione, le origini elleniche e cristiane della cultura occidentale".
Il docente Horst Bürkle, della Ludwig-Maximiliens Universität di Monaco di Baviera, si è invece chiesto la differenza sul tema "religione o religioni?": "Tutte le religioni sono soltanto approcci e percorsi che, lungo le vie dei propri condizionamenti culturali, tendono allo scioglimento dell'identità personale nell'ancestrale - ed eternamente uguale a se stesso - fondamento divino”.
Al professor Giuseppe Tanzella-Nitti, Ordinario di Teologia fondamentale alla “Santa Croce”, è invece toccata la relazione su "Cristianesimo e domanda cosmologica: universalità della ragione e universalità della religione". Se accettiamo di porre a tema la questione della "verità" di una religione, "saper mostrare una convergenza, o almeno una compatibilità con quanto la ragione filosofica può concludere sul problema cosmologico, diviene, per una religione, una condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per la sua verità", ha affermato Tanzella-Nitti.
Le sfide che si aprono pertanto alla teologia cristiana consistono nel "dover offrire un raccordo soddisfacente fra 'storia della salvezza' e 'storia del cosmo', consapevole che quest'ultima assume oggi contorni e scenari che solo pochi decenni fa erano impensabili".
Occorre poi fornire "nuove risposte sulla portata e sul reale significato del male cosmico, nelle forme in cui sappiamo che esso si è manifestato nel lento sviluppo evolutivo della geologia del nostro pianeta, nella lotta per la sopravvivenza di numerose specie biologiche, e nella faticosa, ma insieme straordinaria, progressiva ascesa dell'homo sapiens", ha poi osservato.
Circa 30 le "comunicazioni" presentate da docenti provenienti da diverse nazioni nel corso delle due giornate dei lavori. Si va, ad esempio, dal "Dialogo interreligioso" a "Religione e verità in san Tommaso d'Aquino", "Il volto femminile della religione"o "I fondamentalismi religiosi".
[ Gli atti del Convegno saranno pubblicati. Per maggiori informazioni si può scrivere a: convegnoth@pusc.it]
ZI06031416




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