Sono profondamente rammaricato. E così, da alcuni giorni, è venuto fuori per parola dello stesso direttore Paolo Mieli che il Corriere della Sera è apertamente favorevole alle forze del centro-sinistra nelle prossime elezioni. E così, uno dei capisaldi della libera informazione in Italia, che era riuscito a conquistarsi la fama di "quotidiano imparziale" presso molti nonostante alcuni alti e bassi, ora cade a sperare la vittoria di Prodi e della sua "Unione". Dimostrandoci così che, per compromettere il Corriere, non servono i soldi di Ricucci e un'OPA sulla società: basta avere qualche certezza di vincere le elezioni politiche.
Ma siamo impazziti? Non è forse questo un saltare sul carro del vincitore, prima ancora che un vincitore ci sia? Ma soprattutto, si rendono conto i responsabili di questa decisione di quello che hanno fatto? Non c'era da pretendere che il Corriere parteggiasse per il centro-destra, ma chiedere che fosse nonostante tutto imparziale, o comunque equilibrato nei suoi giudizi, non era una cosa irragionevole, contando anche la portata di quello che sul Corriere viene scritto. E ora, cosa faranno con le grandi firme che parteggiano per la CdL? Verranno eliminate, o semplicemente condizionate a non scrivere certe cose... Oppure, verranno apportati cambiamenti più impercettibili, ma pur sempre cambiamenti...
Vi chiedo cosa ne pensate. Io francamente spero ancor di più che vinca la Casa delle Libertà, per vedere l'imbarazzo di costoro: non vedo altra motivazione a questo improvviso schierarsi. Se leggerò ancora il Corriere lo farò per inerzia, perchè lo compra mio padre; ma, quando possibile, comprerò Libero. Prima di tutto per protesta, e poi... si vedrà.
Io ho cominciato oggi.




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