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  1. #1
    Dios, Patria, Fueros, Rey
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    Exclamation Perenne rimpianto, ovvero la solitudine dei conservatori italiani

    I conservatori italiani continuano a doversi "adeguare". Il nove aprile si vota, e continua a non esserci un partito che porti avanti le tradizionali battaglie conservatrici. E soprattutto, torniamo sempre lì, non ce n'è uno che abbia il coraggio di definirsi tale. Tutto questo è drammatico per un Paese che conta decine di partitini, uno per ogni conventicola, per ogni parcellizzatissima sfumatura ideologica. A sinistra ci sono i cattoprogressisti, i socialisti blairiani, i movimentisti sfasciagenova, i resistenti iracheni, i marxisti-leninisti, gli stalinisti e i trotzkisti.
    Dall'altra parte, il centro della destra può contare su parecchi cespugli, ma che non mi interessano per niente. La destra, invece, è sempre vuota. Non c'è nessuno a coprire uno spazio politicamente immenso. Che però l' "asse" finian-rautiano (leggi "giamaican-statalista") immagina - se va bene - come claustrofobico, da 0,5% delle speranze di voto. Ma in realtà non lo immagina neanche, perché non lo ha mai conosciuto.
    Che destra è, per i demo-socialisti col tricolore, quella che parla di America, di libero mercato, di Israele e di embrione? Che razza di destra è quella dello stato minimo, del federalismo, dell'atlantismo "radicale" e dell' antieurismo? Non c'è, perché a "destra" continuano ad essere i nipotini - anche se col cellulare umts - di un socialista massimalista, anticlericale e rivoluzionario. Che ha fatto cose grandi e pessime, ma questo è solo il bilancio della storia e non della nostra vicinanza ideale. Di cui non ci può essere traccia.
    La solitudine dei conservatori italiani continua a scorrere su due binari: da un lato An continua a stingere il tricolore e a promuovere il "rinnovamento" finiano. Quello che sa perfettamente cosa distruggere, ma che ha grossi problemi sul come costruire e dove andare. Parlate a Fini di conservatorismo anglo-americano e comincerà a sudare freddo; forse cercherà di mascherare la sua ignoranza totale su Burke e Kirk, ma il suo tentativo sarà comico.
    Ora è l'uomo delle "istituzioni", che della "politica" non può occuparsi. Se poi lo inchiodate sul terreno delle idee forti e dei modelli storici, allora sarà proprio costretto, tra capogiri e quasi svenimenti, ad attaccarsi a De Gasperi, Einaudi e forse pure ad Andreotti.
    Il secondo binario della desolazione è quello dei partitini dell’ ultra-“destra”. Di questi ce ne sono a bizzeffe, nascono per progressiva scissione dell’atomo neofascista e si dividono appena qualcuno si rivela troppo poco antiamericano o socialista. E’ l’apoteosi del numericamente incredibile: sono una marea di siglette e non se ne trova uno, che ci sia già o che stia spuntando, che sia un po’ meno fascistissimo, anti-yankee o – spesso – filocubano e cheguevarista.
    Il tempo dei conservatori italiani non è ancora venuto. Quello delle mollette per turarsi il naso e votare il meno peggio, durerà ancora per molto.

    Italianhawk

  2. #2
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Italianhawk83
    I conservatori italiani continuano a doversi "adeguare". Il nove aprile si vota, e continua a non esserci un partito che porti avanti le tradizionali battaglie conservatrici. E soprattutto, torniamo sempre lì, non ce n'è uno che abbia il coraggio di definirsi tale. Tutto questo è drammatico per un Paese che conta decine di partitini, uno per ogni conventicola, per ogni parcellizzatissima sfumatura ideologica. A sinistra ci sono i cattoprogressisti, i socialisti blairiani, i movimentisti sfasciagenova, i resistenti iracheni, i marxisti-leninisti, gli stalinisti e i trotzkisti.
    Dall'altra parte, il centro della destra può contare su parecchi cespugli, ma che non mi interessano per niente. La destra, invece, è sempre vuota. Non c'è nessuno a coprire uno spazio politicamente immenso. Che però l' "asse" finian-rautiano (leggi "giamaican-statalista") immagina - se va bene - come claustrofobico, da 0,5% delle speranze di voto. Ma in realtà non lo immagina neanche, perché non lo ha mai conosciuto.
    Che destra è, per i demo-socialisti col tricolore, quella che parla di America, di libero mercato, di Israele e di embrione? Che razza di destra è quella dello stato minimo, del federalismo, dell'atlantismo "radicale" e dell' antieurismo? Non c'è, perché a "destra" continuano ad essere i nipotini - anche se col cellulare umts - di un socialista massimalista, anticlericale e rivoluzionario. Che ha fatto cose grandi e pessime, ma questo è solo il bilancio della storia e non della nostra vicinanza ideale. Di cui non ci può essere traccia.
    La solitudine dei conservatori italiani continua a scorrere su due binari: da un lato An continua a stingere il tricolore e a promuovere il "rinnovamento" finiano. Quello che sa perfettamente cosa distruggere, ma che ha grossi problemi sul come costruire e dove andare. Parlate a Fini di conservatorismo anglo-americano e comincerà a sudare freddo; forse cercherà di mascherare la sua ignoranza totale su Burke e Kirk, ma il suo tentativo sarà comico.
    Ora è l'uomo delle "istituzioni", che della "politica" non può occuparsi. Se poi lo inchiodate sul terreno delle idee forti e dei modelli storici, allora sarà proprio costretto, tra capogiri e quasi svenimenti, ad attaccarsi a De Gasperi, Einaudi e forse pure ad Andreotti.
    Il secondo binario della desolazione è quello dei partitini dell’ ultra-“destra”. Di questi ce ne sono a bizzeffe, nascono per progressiva scissione dell’atomo neofascista e si dividono appena qualcuno si rivela troppo poco antiamericano o socialista. E’ l’apoteosi del numericamente incredibile: sono una marea di siglette e non se ne trova uno, che ci sia già o che stia spuntando, che sia un po’ meno fascistissimo, anti-yankee o – spesso – filocubano e cheguevarista.
    Il tempo dei conservatori italiani non è ancora venuto. Quello delle mollette per turarsi il naso e votare il meno peggio, durerà ancora per molto.

    Italianhawk
    verissimo cio' che dici, condivido il tuo amaro sfogo: mi pare che al momento nessun uomo politico italiano si rifaccia ad un ideale conservatore: forse cio' che più si avvicina a queste idee è il nucleo del quotidiano "Libero" con in testa Vittorio Feltri e Renato Farina: avranno voglia costoro un giorno di scendere in campo? Non credo anche perchè come età mi sa che sono over 60 o 65.

  3. #3
    Ardito86
    Ospite

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    Feltri ha da poco superato i 60...

    Ma sia lui che Farina, Veneziani e company hanno creato finalmente un vero giornale (media di crescita annua superiore al 10-12%, il maggiore di tutti i quotidiani italiani).
    Leggete libero, per essere veramente liberi

  4. #4
    The darkness inside...
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    ... Verissimo Italianhawk! Speravo che Marcello Pera, magari con qualche altro esponente politico del conservatorismo italiano, fondasse un nuovo partito con vera ispirazione conservatrice: ma questo desiderio non si è realizzato. Forse hanno pensato che un altro partito avrebbe creato ancora più caos nella già confusa scena politica italiana?
    Vorrei però fare una domanda. Un ipotetico partito conservatore, come ce lo sognamo tutti noi, a che bacino elettorale si può rivolgere? In sostanza, quanti elettori potrebbero votarlo?
    (Noto che, mentre nella sinistra c'è almeno un dibattito sull'idea di fondare un partito democratico che riunisca un po' di partiti e movimenti, il massimo di cui si parla a destra è di "grande casa dei moderati" di Berlusconi, che non capisco quale orientamento possa avere... moderati cosa? Mah: political correctness imperat...)
    Andrea I Nemesis
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    Affiliato a Azione Conservatrice Nazionale

  5. #5
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Andrea I Nemesi
    ... Verissimo Italianhawk! Speravo che Marcello Pera, magari con qualche altro esponente politico del conservatorismo italiano, fondasse un nuovo partito con vera ispirazione conservatrice: ma questo desiderio non si è realizzato. Forse hanno pensato che un altro partito avrebbe creato ancora più caos nella già confusa scena politica italiana?
    Vorrei però fare una domanda. Un ipotetico partito conservatore, come ce lo sognamo tutti noi, a che bacino elettorale si può rivolgere? In sostanza, quanti elettori potrebbero votarlo?
    (Noto che, mentre nella sinistra c'è almeno un dibattito sull'idea di fondare un partito democratico che riunisca un po' di partiti e movimenti, il massimo di cui si parla a destra è di "grande casa dei moderati" di Berlusconi, che non capisco quale orientamento possa avere... moderati cosa? Mah: political correctness imperat...)
    guarda secondo me in una regione come la Lombardia i conservatori potrebbero fare il pieno: li vivono e operano quasi tutte le persone che abbiamo nominato e la Lombardia ha quella maturità necessaria per avvicinarsi alle grandi idee dell'Europa, se poi Berlusconi si dovesse ritirare dalla politica ritengo che anche nel resto d'Italia si possa creare un bacino abbastanza importante per i conservatori: peccato che gente come Sgarbi abbia preferito tradire ed andare con la sinistra, l'avrei visto bene in un partito conservatore: è una questione di Leadership, ci vuole uno in gamba per organizzare un partito del genere

  6. #6
    The darkness inside...
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m
    se poi Berlusconi si dovesse ritirare dalla politica ritengo che anche nel resto d'Italia si possa creare un bacino abbastanza importante per i conservatori:
    Già, purtroppo il problema di Berlusconi è che la cattiva fama che la sinistra ha creato, non senza che lui non contribuisse con certe azioni, getta discredito sul centro destra e non fa che inaridire il dibattito politico in una mera contrapposizione Prodi-Berlusconi. I Conservatori dovrebbero superare certe idee.
    Andrea I Nemesis
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  7. #7
    roberto m
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrea I Nemesi
    Già, purtroppo il problema di Berlusconi è che la cattiva fama che la sinistra ha creato, non senza che lui non contribuisse con certe azioni, getta discredito sul centro destra e non fa che inaridire il dibattito politico in una mera contrapposizione Prodi-Berlusconi. I Conservatori dovrebbero superare certe idee.
    dobbiamo solo sperare nella vittoria di Berlusconi e penso che lui stesso nei prossimi 5 anni si sceglierà un successore degno (Formigoni?)

  8. #8
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    Condivido in pieno lo sfogo di Italianhawk che ritrovo con grande piacere, sempre su questo forum, dopo una mia lunga assenza.

    Anch'io ho sperato in un atto di grande coraggio di Marcello Pera. Ho scritto anche alla Fondazione Magna Carta, ma non si sono degnati neanche di rispondere. Nemmeno con un diplomatico e per nulla impegnativo "Grazie per il Suo contributo di idee".

    Il panorama politico italiano è assai desolante. Auguriamoci tutti la vittoria di Berlusconi, ma rimane il fatto che continuerà ad esistere un vuoto politico enorme da colmare. Siccome non vedo personaggi di spicco che vogliano o possano fare ciò, noi "quattro gatti" che scriviamo su questo forum, cosa possiamo fare? Ben poco o nulla, credo. Però, c'è sempre un però nella vita, potremmo tentare di dare vita ad un sito internet dinamico, capace di essere un punto di riferimento ed incontro per una comunità politica virtuale che però ambisce a qualcosa di più. Chissà se si riuscirà ad aggregare gente nuova e a creare un gruppo consistente a livello nazionale? Chissà se alla fine qualche personaggio si accorgerà che esistiamo e non siamo solo "quattro gatti" e deciderà di dare risposte politiche ad un movimento d'opinione che sarebbe sbagliato emarginare dalla vita politica italiana?

    Le mie sono soltanto idee e domande di un Conservatore senza partito. Certo è che non ci sono moltissime strade da percorrere. Naturalmente ci rimane il naso......da turare, a seconda delle nostre personali priorità. Chi mette in primo piano i valori etici voterà AN, cercando di non pensare troppo al fatto che il partito di Fini rimane un partito statalista, mentre chi, come me, è ugualmente attaccato alla difesa dei valori, ma ritiene prioritaria per l'Italia, una sana rivoluzione liberista, voterà per Forza Italia, anche se non ha fatto molto per liberalizzare l'economia, oppure i Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova, sforzandosi di non pensare al fatto che Della Vedova, oltre ad essere in positivo, un economista competente di cultura liberista che guarda agli USA e un laico equilibrato non laicista, è anche, in negativo, un radicale-libertario ed antiproibizionista sulla droga.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da RobertoP
    Anch'io ho sperato in un atto di grande coraggio di Marcello Pera. Ho scritto anche alla Fondazione Magna Carta, ma non si sono degnati neanche di rispondere. Nemmeno con un diplomatico e per nulla impegnativo "Grazie per il Suo contributo di idee".
    Forse avresti fatto meglio a scrivere a Pera in persona! Io gli avevo scritto ai tempi dello "scandalo" che aveva fatto il suo discorso al Meeting di Rimini, manifestandogli tutta la mia simpatia e il mio appoggio per le sue idee: ho ricevuto una risposta, ossia un cartoncino di ringraziamenti e auguri con allegato il testo del discorso del Meeting, edito dalla Fondazione Magna Carta. E' che non so se abbia letto veramente la mia lettera: almeno qualcosa ho ricevuto...
    Però, c'è sempre un però nella vita, potremmo tentare di dare vita ad un sito internet dinamico, capace di essere un punto di riferimento ed incontro per una comunità politica virtuale che però ambisce a qualcosa di più. Chissà se si riuscirà ad aggregare gente nuova e a creare un gruppo consistente a livello nazionale? Chissà se alla fine qualche personaggio si accorgerà che esistiamo e non siamo solo "quattro gatti" e deciderà di dare risposte politiche ad un movimento d'opinione che sarebbe sbagliato emarginare dalla vita politica italiana?
    Tu intendi un vero e proprio sito dedicato ai Conservatori Italiani? O un blog come "Il Falco", ma magari con le caratteristiche di un forum? O pensi ad un forum come questo, ma staccato da POL? Non saprei, un'azione via internet andrebbe appoggiata con un intervento attivo dall'interno dei propri partiti d'appartenenza, di propaganda del sito e delle idee. Avere un forum Conservatore su POL comunque aiuta già molto.
    Andrea I Nemesis
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrea I Nemesi
    Forse avresti fatto meglio a scrivere a Pera in persona! Io gli avevo scritto ai tempi dello "scandalo" che aveva fatto il suo discorso al Meeting di Rimini, manifestandogli tutta la mia simpatia e il mio appoggio per le sue idee: ho ricevuto una risposta, ossia un cartoncino di ringraziamenti e auguri con allegato il testo del discorso del Meeting, edito dalla Fondazione Magna Carta. E' che non so se abbia letto veramente la mia lettera: almeno qualcosa ho ricevuto...

    Tu intendi un vero e proprio sito dedicato ai Conservatori Italiani? O un blog come "Il Falco", ma magari con le caratteristiche di un forum? O pensi ad un forum come questo, ma staccato da POL? Non saprei, un'azione via internet andrebbe appoggiata con un intervento attivo dall'interno dei propri partiti d'appartenenza, di propaganda del sito e delle idee. Avere un forum Conservatore su POL comunque aiuta già molto.
    Su Pera, credo hai ragione, avrei fatto meglio a scrivergli direttamente.

    Su un'eventuale azione via internet, non mi dispiacerebbe un vero e proprio sito dedicato ai Conservatori, contenente articoli scritti da ognuno di noi e spazi in cui chiunque visiti il sito possa commentare e dire la sua. Spazi in cui non ci sia solo un confronto tra noi, ovviamente dotati di strumenti utili ad impedire le incursioni di coloro che intervengono solo per disturbare ed insultare tramite turpiloquio. Non so se sia migliore un blog o un forum. Ammetto di non essere espertissimo in queste cose.

 

 
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