Per Blondet i NeoNazi e il resto dei deficienti.
Da un blog Nazionale
Cos'è il cospirazionismo.
Avvertenza: post lunghissimo (ma molto, molto interessante).
"Un nuovo tipo di spiegazione degli eventi politici nacque quasi esattamente due secoli fa, quando alcuni avversari della Rivoluzione francese attribuirono ai propri nemici una capacità sovraumana di pianificazione e la maligna intenzione di dominare il mondo".
Comincia così "Il Lato Oscuro della Storia" un fondamentale testo del 1997 di Daniel Pipes, finalmente tradotto in Italiano ed edito da Lindau, che si pone l'obbiettivo di esaminare le origini, la storia e la struttura del pensiero cospirazionista. In questo nostro piccolo saggio cerchiamo di offrirne un riassunto.
Per cominciare occorre fare una distinzione tra complotti (reali) e teorie del complotto (immaginarie).
Il complotto in termini giuridici (americani) è: "un'associazione tra due o più persone allo scopo di commettere con sforzo congiunto qualche atto illegale o criminale". I complotti, il tramare dietro le quinte di individui o gruppi di individui, di fatto esistono, e sono un fenomeno vecchio come la storia.
La teoria del complotto invece è la paura di un complotto inesistente. Il complotto è un atto, la teoria del complotto una percezione.
La paura dei complotti è eterna e risale all'alba dei tempi, mentre le teorie del complotto mondiale hanno una loro storia a parte.
Le Origini del Cospirazionismo.
La storia delle teorie della cospirazione prende il via nell'Europa medioevale, nella quale l'antipatia verso gli ebrei si trasformò, ai tempi tesi delle crociate, nell'idea degli ebrei come quinta colonna che tramava clandestinamente per distruggere la società esistente. Alla paura degli ebrei si andò ad affiancare la paura per le associazioni a carattere segreto o semi-segreto come i Cavalieri Templari. Quando Re Filippo il Bello di Francia iniziò le persecuzioni contro gli ebrei e i Templari stabilì un pattern che si sarebbe rivisto più e più volte.
Le società segrete, e il timore verso di esse, ripresero vigore nell'Europa moderna come associazioni di progressisti. La clandestinità era necessaria data la mancanza di libertà d'espressione nell'Europa dell'epoca, ma era già del tutto scomparsa entro il 1848.
La Massoneria era molto vaga, ai livelli della moderna spiritualità new age, gli Illuminati Bavaresi invece avevano la severità di un vero culto, essi pianificavano realmente il rovesciamento della società. Non ebbero successo e si estinsero molto presto, ma il loro mito sopravvisse, e perciò essi ebbero un forte impatto sul cospirazionismo, dando una certa sostanza ai peggiori timori dei teorici del complotto.
Il mito delle società segrete generò un gran numero di società segrete autentiche, perlopiù innoque, ma che andarono ad incrementare la paranoia generale. Sul terreno seminato di paranoia dalle società segrete si va ad innestare la
Rivoluzione francese il cui shock fu tale da essere vista dai suoi oppositori come un vero e proprio complotto, e data la sua importanza ed estensione come fenomeno politico, doveva trattarsi necessariamente di un complotto vastissimo ad opera di nemici abilissimi. Nasceva così la teoria del complotto mondiale.
Inoltre nell'Europa ottocentesca mentre la destra accoglieva le teorie della cospirazione iniziando a vivere nel terrore degli Illuminati e dei Massoni, la sinistra accolse le teorie della cospirazione ma le capovolse iniziando a considerare il tramare nell'ombra un'attività eroica. Così la sinistra si predispose a emulare quelle società segrete che esistevano solo nella mente dei paranoidi destrorsi.
In seguito su questa teoria del complotto rivoluzionario si andò ad innestare anche l'idea della cospirazione ebraica, dando origine ad un sodalizio che ancora dura. Gli ebrei nella società europea moderna incominciarono ad emanciparsi dalla loro condizione medioevale di povertà e riservatezza a causa dell'affermarsi dei diritti civili e, abili mercanti e uomini d'affari, incominciarono a rappresentare molto bene l'archetipo di quella modernità avanzante e spaventevole. Nello stesso clima di incerezza esistenziale nell'europa continentale il mito delle società segrete evolvette invece in una teoria della cospirazione sull'imperialismo anglosassone.
Col tempo le due cose si fusero in una, complici il leninismo e la sfiducia storica europea continentale negli angloamericani, in una grande teoria sull'imperialismo liberal-capitalista ebraico che sopravvive a tutt'oggi.
Questa linea di pensiero trasferisce allo stato le caratteristiche delle società segrete. Lo MI6 e la CIA diventano l'equivalente di Templari e Illuminati. La sfiducia storica negli angloamericani è legata al liberalismo politico ed economico di questi ultimi, da sempre visto come una sorta di complotto per conquistare il mondo e per umiliare le altre nazioni. E' stupefacente constatare come certi argomenti risalenti addirittura al '700, come l'accusa di scatenare guerre per profitto e il potere nascosto del capitale finanziario, siano identici perfino nei termini usati a quelli che si possono ascoltare in giro a tutt'oggi.
In seguito il leninismo rincarò la dose costruendo l'immagine di un mondo già interamente dominato da finanzieri e industriali che decidono tutto e controllano tutto. In effetti la sinistra internazionale finì per reinterpretare alcune delle più antiche e sempiterne attività umane (dal commercio alla guerra) come complotti contro l'umanità. In questa maniera vennero abbandonati i confini della cospirazione intesa come opera di una minoranza che dalla clandestinità cerca di arrivare al potere e si spalancarono le porte del concetto di mondo moderno come un enorme complotto. In seguito quando i lavoratori iniziarono a prosperare all'interno delle democrazie industriali, il concetto di cospirazione di gruppi affaristici per lo sfruttamento delle masse si spostò verso l'estero facendo nascere il terzomondismo.
"I Protocolli dei Savi Anziani di Sion" fu il primo testo cospirazionista a diffondere il complottismo al di fuori dell'Europa. La sua particolarità era che accusando un oscuro complotto ebraico praticamente di tutto, compreso l'antisemitismo, influenzava le menti di gente di ogni fede, nazionalità e classe sociale. Aveva insomma, diremmo oggi, un carattere globalizzatore. Le sue teorie continuano a tutt'oggi a rimbalzare di qua e di là anche quando non vengono attribuite ai Protocolli.
Il Cospirazionismo al Potere.
Dopo la prima guerra mondiale il cospirazionismo fu il rifugio sicuro di un'Europa che non si spiegava perchè nazioni così civilizzate si fossero massacrate per tanti anni sui campi di battaglia. Perchè il buon senso non aveva prevalso? La conclusione generale fu che qualcosa di diabolico doveva aver tramato dietro le quinte per impedirlo. I primi iscritti ufficiali nella lista dei cospitratori furono, ca va san dir, gli ebrei.
A partire dagli anni '20 lo stile paranoico si era diffuso, tra la popolazione come in politica, in tutto l'Occidente, nelle democrazie come negli stati autoritari. Frasi come "il pericolo ebraico", "la finanza ebraica", "la stampa ebraica" erano ormai luoghi comuni che non necessitavano di ulteriori spiegazioni, erano pronte ad essere utilizzate politicamente da chiunque.
Gli ebrei diventarono un archetipo. Al supposto complotto ebraico mondiale fu attribuita la causa praticamente di tutto: i fascisti gli attribuivano il comunismo, i comunisti gli attribuivano il fascismo, tutti quanti gli attribuivano l'imperialismo economico e coloniale. Perfino in Giappone, dove non hanno mai vissuto ebrei, era diffusa l'idea che gli ebrei cospirassero (attraverso le potenze occidentali) per tenere il Giappone in uno stato di inferiorità. Ma fu in Germania e in URSS che il cospirazionismo raggiunse il suo apice.
In Germania i nazisti sostituirono la storia ufficiale e tutte le altre dottrine con una propria versione fatta di oscuri complotti ebraici, instituzionalizzando lo stile paranoico antiebraico e antimperialista e instillandolo nelle menti dei Tedeschi fin da bambini. In particolare la connessione tra anglosassoni ed ebrei divenne il tema portante della propaganda nazista. Inoltre Hitler abbandonò ogni tono apologetico del precedente antisemitismo incoraggiando di fatto alla violenza aperta contro i supposti cospiratori. La "Soluzione Finale" fu il risultato inevitabile di questo mix di stile paranoico e stile iperaggressivo.
In Unione Sovietica Stalin, a livello personale, era paranoico in maniera decisamente patologica. Viveva recluso cercando dim difendendersi dall'ennesimo complotto immaginario contro la sua persona e contro l'URSS. La paranoia di Stalin era principalmente indirizzata verso i supposti tentativi della finanza imperialista mondiale (naturalmente a guida ebraica), di distruggere il Socialismo. Si ritrova qui la connessione anglosassoni=ebrei già vista nel Nazismo. Anche Stalin, come Hitler, finì per giudicare l'omicidio di massa come la soluzione migliore per sbarazzarsi dei complotti immaginari che lo assediavano. Il totale di cittadini Sovietici fatti eliminare da "Uncle Joe" perchè sospettati di complottare dovrebbe essere compreso tra i 20 e i 22 milioni.
La visione di Stalin secondo la quale le potenze imperialiste ebraiche erano il principale nemico dell'URSS influì molto sulla sua decisione di acconsentire a un'intesa con Hitler, ma soprattutto influì sulla sua incapacità di rendersi conto che Hitler stava per violarla. Anche quando le truppe tedesche si erano ammassate ai confini dell'Unione Sovietica e appariva chiaro a tutti che l'invasione era imminente, Stalin si rifiutava di crederlo. Anzi, fece perseguitare come traditori coloro che lo mettevano in guardia e fucilare come agenti provocatori i soldati tedeschi che disertavano oltre le linee avvertendo i Russi dell'imminente attacco.
Si ritrova qui uno dei tratti tipici e persistenti della mentalità cospirazionista: l'incapacità di vedere i pericoli reali ed immediati perchè troppo impegnati a difendersi da cospirazioni immaginarie.
Il Dopo Guerra.
Dopo la morte di Stalin in Unione Sovietica lo stile paranoico negli affari interni si attenuò ma il pensiero cospirazionista sopravvisse e continuò ad essere utilizzato a fini politici.
Per esempio la propaganda sovietica iniziò a dipingere lo stato di Israele come un agente dell'imperialismo occidentale e nel farlo resuscitò tutto l'antisemitismo tradizionale, ripubblicandone la letteratura classica pur provvedendo a sostituire il termine "ebrei" con "sionisti". Sotto Chruscev il dipingere il sionismo come un progetto imperiale delle potenze occidentali, a loro volta un progetto imperiale ebraico, diventò assolutamente comune.
Più in generale nessun'altra nazione al mondo contribuì al diffondersi del cospirazionismo su scala mondiale più dell'Unione Sovietica. La premessa generale del cospirazionismo comunista è sempre stata che i capitalisti (in genere ebrei), attraverso il governo Britannico o USA, fossero la più grande minaccia per il bene dell'umanità. Con il declino della potenza britannica nel mondo, gli USA ne ereditarono tutti i sospetti dei cospirazionisti del mondo. Le numerose caratteristiche comuni dei due paesi, dalla lingua comune alla tendenza al liberalismo politico ed economico al loro status di potenza sopratutto commerciale, facilitarono questo slittamento.
Negli Stati uniti il cospirazionismo diventò operativo soprattutto sul fronte anticomunista, generando il maccartismo, che però fortunatamente si estinse dopo soli tre anni e non generò i bagni di sangue sovietici.
Cospirazionismo nel Mondo Post-moderno.
Inizialmente negli USA il cospirazionismo fu importato dall'Europa, ma oggi sono proprio gli USA i maggiori esportatori di cospirazionismo. Grazie alla libertà di espressione garantita dalla Costituzione di cui beneficiano, i teorici del complotto americani esportano le proprie immaginarie cospirazioni anche in quei paesi del mondo dove l'informazione non è libera, oppure dove certe vecchie cospirazioni sono bandite per motivi storici. Molti dei testi antisemiti che circolano tra gli odierni neonazisti tedeschi e austriaci, la cui pubblicazione è considerata apologia di nazismo in quei paesi, vengono editi negli USA.
In Nord America il timore paranoico di base è da sempre che una piccola elite possa prendere e gestire il potere di nascosto nullificando la democrazia. Questa inclinazione punta verso due qualità particolari del cospirazionismo americano: il populismo e il timore di un mondo unito. A destra i timori si rivolgono soprattutto verso complotti socialisti orditi da intelighenzie clandestine e verso le Nazioni Unite, considerate un governo mondiale segreto che cospira contro la libertà americana. A sinistra il bersaglio preferito delle fantasie paranoiche sono le multinazionali e i servizi segreti. Tuttavia c'è una certa libera sovrapposizione di teorie tra la destra e la sinistra americane ed entrambe sono in genere concordi nel considerare il governo federale come un fantoccio di potentati nascosti.
La vera differenza tra le teorie della cospirazione in voga nella sinistra americana e quelle in voga nella destra americana è il loro livello qualitativo. Mentre le cospirazioni "di destra" sono rozze, spesso poco plausibili o sconclusionate e presentate in maniera estremamente aggressiva da personaggi marginali, le teorie della cospirazione "di sinistra" sono il più delle volte plausibili, sottili, presentate in maniera elegante e in nome delle più alte intenzioni, e spesso enunciate da intellettuali prestigiosi come Noam Chomsky e Gore Vidal. Oggi nelle università americane, roccaforti liberal, le teorie della cospirazione di destra vengono esaminate nei minimi dettagli e smontate, quelle di sinistra sostituiscono talvolta la storiografia ufficiale.
Questo contribuisce a far si che, negli USA come nel resto del mondo, la maggior parte della gente tenda a considerare scredidate le teorie cospirazioniste della destra, ma credibili quelle della sinistra, anche quando di fatto esse sono identiche.
Il libro dedica relativamente poco spazio al Medio Oriente, questo perchè Pipes aveva in precedenza dedicato un intero libro proprio al cospirazionismo nel mondo mussulmano. Sia sufficiente dire che, come il nazionalismo e il totalitarismo, nel dopoguerra il cospirazionismo migrò dall'Europa alle ex-colonie in tutto il mondo. In Medio Oriente esso assunse un carattere tipicamente antisemita ed è oggi diffuso a livello di massa anche più di quanto lo fosse nell'Europa post-Grande Guerra. Anche le più oscure, improbabili e meno diffuse leggende antisemite della vecchia Europa riappaiono oggi in Medio Oriente riprodotte fin nei più minuti dettagli.
L'idea che Israele e gli USA siano in realtà un'unica entità governata in segreto da un qualche sinedrio è talmente presente nella mentalità mediorientale che spesso i governanti arabi, nel corso di trattative diplomatiche, si aspettano che il governo Israeliano ottenga dal governo USA ciò che non potrebbe mai ottenere e viceversa.
In America Latina il cospirazionismo ha invece assunto un carattere più marcatamente antimperialista. L'idea di un complotto clandestino per sfruttare le risorse del sud del continente a beneficio del nord offre infatti una spiegazione ideale all'arretramento del primo e allo sviluppo del secondo.
Tipologia delle Teorie della Cospirazione.
Una teoria della cospirazione in genere contiene tre elementi base: 1) un gruppo strapotente malvagio e clandestino, 2) ingenui o ignari complici e 3) un eroico gruppo di resistenza che cerca di fermare il tutto.
Le teorie del complotto storicamente si concentrano su quattro tipologie di individui: ebrei, massoni, Britannici e americani. Tutti insieme essi rappresentano circa il 6% dell'umanità, nondimeno vengono ritenuti responsabili dai cospirazionisti di ogni malessere del restante 94%.
I due bersagli preferiti sono gli ebrei e le società segrete, in seguito fusesi insieme a partire dalla Prima Guerra mondiale.
Gli obbiettivi del presunto complotto sono sempre il potere e il denaro, spesso accompagnati dalla volontà di impedire a qualcun'altro di conquistarli.
Per il cospirazionismo chiunque trae maggiori benefici da un evento deve esserne necessariamente il perpetratore nascosto. Perciò sono gli ebrei ad aver inventato l'antisemitismo, sono gli USA ad aver organizzato gli attacchi terroristici del 2001 e così via.
I complotti guidano la storia, la causa di ogni evento storico è qualche tipo di manovra nascosta. Nulla succede per caso o per un banale errore.
Nelle teorie complottiste le apparanze ingannano: la migliore prova è la mancanza di prove, chi sembra il nemico è in realtà amico e viceversa, la mancanza evidente di una struttura di potere significa che ce ne sono di nascoste (come per gli ebrei) oppure l'inefficienza maschera una efficienza soprannaturale (come per le Nazioni Unite) e viceversa.
Le teorie della cospirazione hanno un certo sottofondo apocalittico. L'idea di base sembra essere che il mondo sarebbe di regola un posto meraviglioso ma che le azioni nascoste di pochi trasformano questo giardino dell'Eden in un inferno. La lotta alla grande cospirazione assume pertanto il carattere di una lotta finale contro un mondo corrotto verso un mondo perfetto. Probabilmente è proprio per questo che tutte le ideologie utopiste radicali (leninismo, fascismo, fondamentalismo islamico) hanno sempre a che fare con un complotto su scala mondiale.
Il cospirazionismo è tutt'altro che innocuo. Dovunque sia salito al potere ha usato l'eccidio di massa per sbarazzarsi di presunti cospiratori provocando delle vere e proprie stragi.
Il cospirazionismo tende al fazionismo estremo. Ogni piccola minoranza complottista tende a vedere tutte le altre come completamente in errore, anche quando di fatto le teorie sono identiche. Per alcuni teorici antisemiti chiunque non condivida alla lettera le proprie specifiche teorie antisemite è ebreo, compresi gli altri antisemiti.
Esiste un'altra spiacevole tendenza storica del cospirazionismo ed è quella per cui risulta molto difficile non mischiare le differenti tradizioni. Storicamente tutto tende sempre a ritornare al brodo primordiale della cospirazione mondiale di ebrei, società segrete e imperialisti occidentali. Gruppi cospirazionisti che all'inizio non erano antisemiti tendono a diventarlo, chi parte da una teoria di una cospirazione locale fatta da una società segreta di solito evolve verso una cospirazione a livello mondiale. Così i timori antiebraici iniziarono dalla religione, passarono alla razza e infine si concentrarono sullo stato ebraico. I timori antimperialisti nacquero con i Templari, passarono ai Massoni e infine si evolvettero nel timore della supremazia angloamericana.
Per dirla con Daniel Pipes "il cospirazionismo tramuta alcune delle categorie più inermi e vessate della storia (gli ebrei, i massoni) in alcune delle più potenti; trasforma i governi più benigni che gli uomini abbiamo sperimentato (il britannico e l'americano) nei più terribili. Il timore di ciò che è innocuo e benigno rende i cospirazionisti ciechi di fronte al totalitarismo, sicchè essi vedono il dispotismo in un think tank newyorchese ma non nella Russia stalinista. In breve il cospirazionismo conduce ad una colossale mancanza di giudizio".
E' Una Teoria del Complotto?
Per smascherare una teoria del complotto la logica da sola non basta. Perchè semmai esse tendono ad essere anche più logiche e prive di buchi della verità storica. Le teorie del complotto in genere contengono abbastanza verità da renderle plausibili. Talvolta anche i ben informati e studiosi seri, per un motivo o per l'altro, hanno sposato teorie del complotto intorbidendo ulteriormente le acque. La differenza tra la storiografia e la letteratura complottista sta nel metodo: mentre la prima costruisce una versione attraverso la lenta accumulazione dei fatti, la seconda cerca fatti che si vadano ad incastrare nelle propria teoria, di solito partendo da elementi disparati e non collegati. Per rendere le cose ancora più complicate, ci sono stati critici delle teorie del complotto altrui trasformatisi a loro volta in complottisti quando gli conveniva.
Inoltre data la cattiva fama del cospirazionismo, in genere i cospirazionisti negano apertamente di esserlo oppure cercano di essere discreti sulle proprie idee. Alcuni autori e politici prendono ufficialmente le distanze dal cospirazionismo salvo poi riprendere a snocciolare teorie della cospirazione.
Per identificare una teoria del complotto occorrono buon senso, conoscenza della storia, e la capacità di identificare gli schemi propri del cospirazionismo.
La conoscenza della storia mostra che in genere i complotti falliscono. Anzi quanto più sono elaborati, tanto più tendono a fallire.
I caratteri tipici di una teoria del complotto sono i seguenti: 1) una passione per il misterioso e l'improbabile. 2) una riluttanza a divulgare informazioni (si sostiene di dover proteggere le fonti). 3) dipendenza dalle falsificazioni. 4) incoerenze. 5) sovrabbondanza di fatti allo scopo di creare confusione. 6) eventuali buchi nelle teorie del complotto spiegati con altre teorie del complotto così come pure le prove contrarie. 7) l'accettazione indiscriminata di qualunque argomento per quanto traballante che indichi un complotto. 8) l'ignorare il trascorre del tempo e le evoluzioni storiche. 9) vere e proprie invenzioni.
Psicologia Complottista
Le teorie della cospirazione sono molto diffuse tra i politicamente scontenti e i culturalmente sospettosi. Lo stile paranoico si rivela interclassista, interetnico, interreligioso e interideologico.
Secondo gli psicologi il cospirazionismo genera una sorta di eccitazione ludica che si ripiega su se stessa fino a diventare nichilismo assoluto. Il famoso regista americano Oliver Stone, complottista dichiarato, una volta ha affermato: "non so (più) neppure se sono nato e chi fossero i miei genitori".
Le teorie del complotto hanno un modo tutto loro di svilupparsi nella mente di una persona fino a diventare un modo di vedere il mondo. In questo senso "il cospirazionismo somiglia agli altri "ismi" in quanto definisce un punto di vista che può trasformarsi in una visione che abbraccia tutto". Così come il nazista interpreta tutto dalla prospettiva della razza ariana e il fondamentalista islamico interpreta tutto dalla prospettiva delle sue letture del Corano, il complottista interpreta tutto a partire dalla propria personale visione cospirazionista, o da un punto di vista cospirazionista generale. Pare che un grande statista Europeo del passato, il Principe Metternich, quando gli venne annunciata la morte improvvisa dell'Ambasciatore Russo con il quale stava conducendo delicate trattative abbia detto: "quali saranno state le sue motivazioni?".
Appassionarsi a una teoria del complotto è facile e soprattutto fa sentire bene. E' come un'epifania, un processo mentale in cui si scopre un universo nuovo e affascinante. Al contrario la disillusione è estremamente dolorosa. Una volta imparato a ragionare da un punto di vista complottista si può tornare indietro solo attraverso un processo che crea estremo disagio psicologico, invogliando così a restare aggrappati all'universo complottista.
Il cospirazionismo acceca: per buona parte del 20° Secolo ideologie come il fascismo, il comunismo e il fondamentalismo islamico che avevano l'obbiettivo dichiarato di estendere la propria influenza su tutto il pianeta vennero puntualmente ignorate mentre ci si preoccupava di immaginari complotti massonici e ebraici o di gruppi estintisi da secoli come i Templari. Al contrario il complottismo rappresentò sempre un trade d'union tra i vari totalitarismi permettendogli anche di superare, anche se magari solo temporaneamente, i propri reciproci sospetti.
L'Oggi e il Domani
Nel 1997 Pipes concludeva il suo libro in maniera ottimistica asserendo che lo stile di pensiero paranoico era in arretramento in tutto il mondo. Nella prefazione all'edizione Italiana del 2005 Pipes non può fare a meno di tornare sui suoi passi e ammettere che dopo l'11 Settembre 2001 le teorie della cospirazione sono tornate in tutta la loro gloria.
Oltre alle balzane dietrologie sugli attentati (è stata la CIA, il Mossad ecc.) si notano un ritorno alla paranoia da imperialismo angloamericano, il ritorno delle teorie delle cabale segrete (i neocon) e dell'antisemitismo in chiave antisionista. L'antiamericanismo, ormai diffuso su scala mondiale, assume alcuni dei tratti tipici dell'antisemitismo, trasformandosi spesso in un vero e proprio malessere psicologico per chi vi indulge. Scendendo ai livelli più bassamente paranoici, non c'è ormai evento (dallo Tsunami alle violenze etniche in Francia e Australia) che non venga ricondotto a macchinazioni degli USA o di Israele.
Inoltre molte delle teorie cospiratorie, soprattutto di tipo antisemita, esportate dall'Europa in Medio Oriente e in seguito dimenticate, stanno ritornando in Europa proprio dal Medio oriente! Mentre le cospirazioni a base di società segrete (specialmente i neocons) si spostano dall'Occidente nei paesi mussulmani dove si vanno ad affiancare a quelle antisemite.
E come da copione il tutto ha portato tendenzialmente ad ignorare il pericolo, reale ed imminente, della Jihad islamica. Molti liberals americani per esempio magari temono che gli USA possano diventare una dittatura a causa delle misure antiterrorismo (un esempio per tutti Gore Vidal), ma non impiegano la stessa energia quando si tratta di combattere il totalitarismo già esistente in altri paesi del mondo. Il fronte antiguerra americano ha registrato una nuova connessione tra la sinistra e la destra su basi ancora una volta antimperialiste (es. le multinazionali del petrolio) e anti-società segrete (es. il PNAC).
Anche tra i sostenitori dello "scontro di civiltà" con l'islam si nota alle volte un certo stile paranoico, ma finora sembra essere più limitato e più generico nella teorizzazione delle sue controparti antiguerra. Malgrado ciò il fronte antiguerra gli assegna la palma della vera paranoia, talvolta risconfinando in altre teorie della cospirazione nel sostenere che l'islamofobia viene fomentata in Occidente dagli USA allo scopo di condurre una guerra di conquista globale.
Negli USA viene infine registrata una nuova e insolita fusione di teorie cospirazioniste e occultismo, specialmente a carattere ufologico, che sostituisce i Templari e gli Illuminati con esseri sovrannaturali o alieni.
A mio avviso il vero problema non sono tanto le balzane teorie dietrologiche, bensì il dilagante pensiero cospirazionista tendente al nichilismo, al quale le piccole dietrologie a base di servizi segreti deviati e gruppi di potere nascosti sono accessorie e opportunisticamente usate. E' proprio l'idea, magari embrionale, che i complotti guidino la storia oppure che il mondo è brutto e cattivo a causa di un complotto di persone malvagie a costituire il rischio maggiore per la capacità di giudizio del cittadino globale.
La storia dimostra che i veri problemi col cospirazionismo iniziano quando esso assume una dimensione scontata e conformista. Nell'Europa di inizio secolo quando espressioni come "la finanza ebraica" diventarono di uso comune fu l'inizio della scalata al potere dello stile paranoico, allo stesso modo quando oggi esprimere scetticismo sul fatto che i neocon abbiano in mano tutto il governo USA e che le multinazionali del petrolio non ordinino al Presidente di fare la guerra quà o là ti fa guadagnare una canzonatura unanime per manifesta ingenuità è il caso di iniziare a preoccuparsi
Fonte anche
Daniel Pipes Website




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