Anche in occasione della recente devastazione di Milano i media si sono sbizzarriti nel definire i novelli Attila con i nomi più fantasiosi: no global, disobbedienti, antagonisti, autonomi, centri sociali, black bloch, ecc. Ma perchè questo benedetti giornalisti non li chiamano con il loro nome, ossia comunisti?
Il loro idolo è Che Guevara, il loro simbolo è la falce e martello, il loro colore è il rosso, il loro saluto è a pugno chiuso, la loro canzone è “bella ciao”, il loro odio è verso i fascisti o presunti tali, sono insomma comunisti a tutto tondo eppure sono indicati in mille modi tranne che con il loro vero nome. Cos’è paura di screditare il mondo comunista da cui provengono o un modo per non imbarazzare la sinistra perbene che sotto sotto li coccola tanto da ospitarli nelle sue liste elettorali?
Gianfredo RUGGIERO
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CIRCOLO CULTURALE EXCALIBUR
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l paese è in merda dobbiamo raccogliere la gente seria ed operosa per crescere non immigrati,clandestini o compagni e lasciare a casa chi veramente con lo spirito del sacrificio vuole creare una societa' onesta,pulita e rispettosa verso il prossimo (intendiamoci il rispetto non a senso unico ma reciproco) sarebbe ipocrita rispettare quando veniamo insultati!
