mandarla a casa subito? cosa aspettano...
L’Annunziata sarà “punita” dal direttore Meocci
Roma - Due “processi”, due condanne e nessuna pena, almeno per ora, con l’indicazione da parte dell’Authority che a prendere un provvedimento “congruo ed effettivo” debba essere il direttore generale della Rai, Alfredo Meocci. Si può riassumere così - spiega il Velino - la settimana calda di Lucia Annunziata, che il 12 marzo è stato protagonista insieme al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di una discussa intervista nel programma di Rai Tre in Mezz’ora terminata anzitempo con l’abbandono dello studio da parte del premier.
Il primo “processo” sul caso Annunziata-Berlusconi si era tenuto in viale Mazzini mercoledì scorso. E il “giudice” Alfredo Meocci aveva sentenziato - con il plauso della giuria del settimo piano - che la violazione dell’Annunziata era stata doppia: l’articolo 5 commi 2 e 3 della legge 28 del 2000 (“è vietato a registi e conduttori manifestare anche in forma indiretta proprie preferenze politiche”); e l’articolo 6 comma 2 del regolamento della Vigilanza (“in periodo elettorale, i direttori responsabili dei programmi di approfondimento, i loro conduttori e registi curano che gli utenti non siano oggettivamente nella condizione di poter attribuire specifici orientamenti politici ai conduttori o alle testate”).
L’Annunziata, dunque, con il premier ha violato la legge. E Meocci si era impegnato a prendere provvedimenti per il rispetto della par condicio in futuro e per il ristabilimento dell’equilibrio a tutela dell’azienda e del suo cda. Il secondo “processo”, invece, si è tenuto ieri mattina in via delle Muratte, dove a discutere del caso è stata la commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
«In merito alla trasmissione In Mezz’ora del 12 marzo 2006 condotta da Lucia Annunziata – spiega una nota dell’Authority - considerato che già il direttore generale della Rai, con la positiva presa d’atto del Consiglio di amministrazione e del presidente, ha rilevato il mancato rispetto dell articolo 5, commi 2 e 3, della legge 28/2000 e dell’articolo 6, comma 2, della delibera del primo febbraio 2006 della commissione di Vigilanza, e ha assunto l’impegno di adottare gli appropriati provvedimenti in applicazione delle vigenti disposizioni di legge, di regolamento e del contratto di servizio». Inoltre ha ordinato alla Rai «la comunicazione tempestiva all’Autorità - conclude la nota - dei provvedimenti che saranno adottati, riservandosi di verificarne la congruità e l’effettività”.
La “punizione”, dunque, dovrà deciderla (in fretta) Meocci e il presidente Corrado Calabrò si riserva il diritto di decidere se sarà “congrua ed effettiva”. Una delibera alla Ponzio Pilato, insomma, e presa a maggioranza (solo il commissario Giancarlo Innocenzi ha votato contro). La commissione ha rinviato invece alla prossima settimana la decisione sui notiziari, in particolare Tg2 e Tg4, per avere un quadro più completo del monitoraggio relativo alle presenze dei politici nelle news. Non resta che attendere i provvedimenti di Meocci.




Rispondi Citando