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    Predefinito Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    forum che vai gente che trovi, ma le mie mozioni sull'antiproibizionismo continuerò a presentarle finchè non verranno approvate

    Premesso che:

    - sosteniamo il principio secondo il quale la libertà di un individuo termina dove inizia quellla di un altro
    - siamo certi che un individuo non lede l'altrui libertà se semplicemente consuma sostanze psicotrope
    - proibendo il commercio delle sostanze psico-attive non solo non lo si riduce ma lo si sposta nelle mani di persone poco per bene (che da questo commmercio di guadagnano assai)
    - appurato che una pianta di canapa ornamentale non solo da un buon aroma al terrrazzo ma gli conferisce anche un bell'aspetto
    - sostenendo che lo stato non debba intromettersi negli affari privati dei cittadini se tali affari non comportano la lesione di libertà di altri individui o dello stato

    vogliamo che:

    - sia resa legale la coltivazione nelle proprietà private di piante di canapa di tutti i generi e di conseguenza rendere legale l’uso dei derivati delle piante di canapa in proprietà private

    - sia reso legale il possesso in luoghi pubblici di quantità consistenti di THC, MDMA, LSD.

    - venga resa legale la coltivazione e la vendita nelle famarcie, nelle erboristerie e nelle botteghe alimentari di tutti i funghi del genere Psilocybe noti per le loro capacità allucinogene

    - sia resa legale e concorrenziale la vendita delle seguenti sostanze: THC, MDMA, LSD, Buprofenine, Anfetamine, Chetamina, Metadone, Barbiturici, Cocaina e Eroina; solo a persone maggiorenni e in rivenditori (privati) autorizzati. Unire a ciò: politica di informazione seria e non terroristica sui danni delle sostanze, e forti sanzioni per chi commette un reato sotto l'effetto di queste sostanze stupefacenti e la facoltà al datore di lavoro di licenziare un suo dipendente nel caso in cui si presenti sul posto di lavoro sotto l'effetto delle suddette sostanze.

    eventuale ipotesi di modifica: i rivenditori e i gestori dei rivenditori autorizzati debbono aver conseguito un brevetto di primo soccorso

    si noti che:
    l'estensione all'eronia nell'elenco delle sostanze consumabili e acquistabili nei sopraccitati rivenditori verte non ad espandere l'uso dell'eroina tra le persone bensì a cercare di limitarne l'utilizzo e (vista l'enorme dipendenza che provoca l'eroina) consentire a chi è dipendente di poter consumare tale sostanza in luoghi e con mezzi igenicamente controllati e di poter uscire da tale dipendenza tramite appositi piani e non (come avviene ora) con terapie ridicole come la cristoterapia.

    - sia resa legale la vendita della cocaina nelle farmacie senza prescrizione medica.
    Il socialismo mi fa schifo

  2. #2
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    è ovvio che vorrei, dei commenti, delle richieste di spiegazione, degli appoggi o persone che prendono le distanze
    Il socialismo mi fa schifo

  3. #3
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    CRONACA IMMAGINARIA DA UNA CITTA' DOVE LA VENDITA DI DROGA E' STATA LEGALIZZATA
    di Taradash Marco

    6 aprile 1993

    L’eroina non è più proibita e…
    Cronaca immaginaria da una città dove la vendita di droga è stata legalizzata

    MILANO 1997

    SOMMARIO: Basta spacciatori. Reati diminuiti del 30 per cento. Aids in calo. Vivremmo davvero così se gli stupefacenti non fossero più fuorilegge? Il leader degli antiproibizionisti racconta a “Epoca” un’ipotetica giornata senza guerra per la dose. Che comincia davanti al coffee-schop Luna Grigia.

    (EPOCA, 6 aprile 1993)

    Marco taradash, 43 anni, parlamentare della lista antiproibizionista, è tra i promotori del referendum contro la legge sulla droga per cui saremo chiamati a votare il 18 aprile. Epoca gli ha chiesto di descrivere che cosa succederebbe concretamente in Italia se la vendita di sostanze stupefacenti fosse legalizzata.

    Il “Luna Grigia” apre fra poco, alle 10 del mattino, e i primi clienti hanno formato un piccolo capannello già da alcuni minuti. Sono studenti di giurisprudenza della Statale, che approfittando della pausa fra le lezioni sono venuti a fare rifornimento in questo coffe-shop, il primo degli ottanta finora aperti in città (oltre che il primo in Italia), che dista poche centinaia di metri dalla loro facoltà. Davanti alla rivendita nessuna insegna particolare: è proibito esporre il simbolo della marijuana, per cui tutti i locali del genere hanno scelto come richiamo una piccola luna, seguendo proprio l’esempio di questo. Quando entriamo le macchine del caffè sono già calde. Ordino un cappuccino, e chiedo la lista dei prodotti.

    Milano è stata la prima città a tradurre in pratica integralmente, anche se con una certa gradualità, la nuova legge sulla droga. Oggi, dopo le furibonde polemiche della prima ora, la città comincia a fare qualche valutazione più distaccata su quanto è avvenuto.

    Come è noto, la situazione del narcotraffico a Milano e nel suo Hinterland era sfuggita a ogni controllo ormai da alcuni anni. La città e la regione detenevano tutti i peggiori record riguardo alla mortalità per overdose e per Aids fra i tossicodipendenti. Il carcere di San Vittore, divenuto un focolaio di epidemie per la città, era meta delle troupe televisive di tutto il mondo. Allarmante sotto ogni profilo era la situazione dell’ordine pubblico.

    Già nel febbraio 1993, durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, il capo della locale Procura distrettuale antimafia aveva dichiarato che il controllo del territorio milanese era conteso da ben 40 bande mafiose o criminali. Queste nell’anno precedente si erano rese responsabili di 322 omicidi volontari, una cifra che trovava riscontro soltanto nel palermitano. Se la droga uccideva i tossici e le armi decimavano gli spacciatori, il denaro della droga avvelenava l’economia lombarda. Le organizzazioni degli imprenditori e la Camera di Commercio non si stancavano di denunciare gli altissimi tassi di inquinamento dell’economia legale dovuti al riciclaggio delle narcolire (non a caso la prima associazione antiproibizionista fra imprenditori, RED - Regolamentazione della Droga, era nata proprio a Milano nel 1992).

    La goccia che aveva fatto infine traboccare il vaso erano state le durissime polemiche fra i cittadini e la polizia. Non passava settimana, negli ultimi mesi prima del varo della nuova legge, senza che avvenissero scontri fra gruppi di spacciatori e cittadini decisi a farsi giustizia da sé. Nonostante le retate delle forze di polizia, che ogni tanto riuscivano a ripulire questo o quel quartiere, si accendevano a ritmo incessante sempre nuovi focolai di tensione. Alla fine c’era scappato il morto e la sperimentazione da anni richiesta dal partito trasversale della legalizzazione aveva avuto inizio.

    Il proprietario della “Luna Grigia” è un giovane imprenditore, con precedenti esperienze nell’editoria universitaria: da anni era - racconta - un forte fumatore di “erba” (per combattere la nevrosi e dormire la notte, dice) ed ha pensato di mettere a frutto la sua esperienza di gourmet della cannabis. Mi spiega le più sottili differenze di aroma e di effetti fra libanese rosso, afgano nero, le foglie del Marocco, quelle della California e quelle dell’Aspromonte. Le estere sono certamente migliori, ma anche le erbe nazionali, ora che è possibile sperimentare incroci e ibridazioni, non sono più l’acqua fresca di un tempo. La Manifattura Calabra, di proprietà al 50% della Regione e al 50% di una cooperativa di produttori, ha assunto, alla sua costituzione, alcuni fra i migliori agronomi degli ex Monopoli di Stato del tabacco e comincia a produrre anche per l’esportazione (in Olanda, naturalmente).

    Una ragazza, Luisa R., sceglie la sua erba e paga: 30 mila lire per una busta da 2,5 grammi, che gli basterà per un mese. Carta marroncina, senza fregi, con su la scritta: “Questa è una droga, danneggia gravemente la salute”, l’indicazione del contenuto di THC (il principio attivo), e quella del paese di provenienza. Prima che la legge entrasse in vigore Luisa spendeva, per la stessa quantità e qualità, quattro volte tanto. Un paio di spinelli costano oggi più o meno quanto un pacchetto di sigarette. La nuova legge punisce (con sanzioni amministrative, a meno che non vi sia sospetto di spaccio, perché allora si rischiano anni di galera) la detenzione di oltre trenta grammi di erba, oltre 6 grammi di cocaina, e oltre 3 grammi di eroina. Inoltre è vietato il consumo pubblico di tutte le sostanze stupefacenti (le ammende sono salate: da 200mila lire fino a 2 milioni, salvo che non si incappi nel reato penale di “incitamento indiretto al consumo”, che può comportare l’arresto). Pene severissime per chi si mette al volante dopo l’uso di qualsiasi sostanza.

    Gli ottanta coffee-shop di Milano funzionano a pieno ritmo, e altri ne apriranno presto, ma, dicono le autorità, non c’è stata l’esplosione del fenomeno che molti temevano. Sebbene sia difficile fare paragoni con gli anni del Proibizionismo, quando evidentemente nessuno poteva fare statistiche, non sembra che i consumi di canapa siano aumentati molto fra i giovani, grazie anche alla campagna di informazione e prevenzione che ha preceduto il varo della nuova legge.

    I controlli nei coffee-shops sono rigorosi e finora nessuno ha violato le regole del gioco: questi non possono essere ubicati in prossimità di scuole, ospedali e centri sportivi, vi è vietato l’ingresso ai minori di 16 anni, e vi si possono vendere soltanto derivati della canapa, oltre a caffè e the. Sono vietati vendita e consumo di alcolici di ogni tipo, ultravietate le altre sostanze stupefacenti, la cui semplice presenza nel locale può far saltare la licenza (è successo a Roma). Inoltre vi si possono tenere in visione giornali e riviste ma non ne è permessa la vendita. Il senso generale di questa regolamentazione è di non rendere attraenti i coffee-shop per chi non abbia un preciso interesse nella merce che vi si vende, oltre che, ovviamente, di tenere separate le cosiddette droghe leggere da quelle pesanti. La legge proibisce anche di cedere a terzi la propria “erba”, ma finora la polizia è intervenuta soltanto in caso di acquirenti minorenni e non si ha notizia di un vero e proprio mercato grigio.

    La regolamentazione della marijuana è stata la più semplice e la più rapida: praticamente è stata ripresa - con qualche restrizione in più, che vedremo fra breve - l’esperienza olandese iniziata già negli anni settanta. La cosa ha subito funzionato e le polemiche sono cessate pochi mesi dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla droga. Più controversa invece è la situazione per l’eroina e la cocaina. Legalizzare significa assumere il controllo sulla produzione e la distribuzione delle sostanze stupefacenti, sottraendolo alla criminalità organizzata. L’obiettivo è di scoraggiare il consumo delle sostanze legalizzate, senza però renderlo così difficile da far rinascere il mercato nero: un difficile gioco di equilibrio.

    Per l’eroina il nostro paese ha scelto il modello sanitario di riduzione del danno: l’obiettivo resta la disintossicazione, ma altrettanto valore viene dato alla qualità della vita del consumatore, per evitargli rischi di morte per overdose, di infezione da Aids, o di finire in carcere. La produzione dell’eroina legale è stata affidata ad industrie farmaceutiche private, ma il controllo sulla quantità e qualità del prodotto, oltre che sulla distribuzione è di stretta competenza del Governo. Accordi commerciali internazionali - coi governi di Turchia, Polonia e Russia - consentono l’approvvigionamento della materia prima, l’oppio. I costi di produzione sono bassissimi: ciò che prima sulla strada veniva venduto a 60 mila lire, oggi lo si potrebbe acquistare a 600 lire. La produzione dell’eroina del resto non si differenzia da quella della morfina, da sempre presente a bassissimo costo nel mercato legale.

    A Milano sono già aperti 35 grandi centri pubblici mentre un’altra ventina opera presso cliniche private convenzionate; inoltre sono numerosi i medici convenzionati che hanno avuto l’affidamento domiciliare del servizio. Chiunque abbia la prescrizione medica può ricevere l’eroina, ma essa non è in vendita: viene infatti distribuita gratuitamente presso gli speciali Centri di Intervento Sanitario (CIS) che lavorano in stretto contatto con i servizi per i tossicodipendenti e le comunità di recupero, il cui numero in Lombardia è triplicato negli ultimi sei mesi.

    Ai centri pubblici si rivolgono i consumatori che hanno accettato di registrarsi (in modo anonimo) presso l’albo comunale. Ad essi vengono proposte soluzioni alternative all’uso della droga o farmaci sostitutivi, ma anche modalità diverse, meno nocive: come l’ingestione dell’eroina per via orale al posto dell’iniezione. Dopo le prime incertezze il meccanismo ha preso a funzionare a pieno ritmo: sono già più di 7 mila nella sola Milano le persone che hanno ricevuto la speciale carta di credito che dà diritto, oltre all’eroina, anche al cosiddetto “trattamento integrato di recupero”, che può comprendere anche buoni pasto e buoni letto. I consumatori occasionali - che devono procurarsi la ricetta volta per volta, firmando una sorta di “liberatoria” che sgrava il medico da ogni responsabilità - si rivolgono generalmente ai centri privati o ai medici convenzionati: già oggi oltre il 50% preferisce lo sciroppo di eroina alla fiala da iniettare, e questo ha ridotto enormemente i rischi di AIDS.

    Tutta la rete (centri pubblici, privati e medici convenzionati) risponde al Programma Comunale per la Lotta alla Tossicodipendenza (PCLT) che definisce l’indirizzo degli interventi. L’eroina è distribuita, a Milano come nelle altre città, soltanto ai residenti o a chi possegga quella che in gergo si chiama “passaporto diplomatico” (l’autorizzazione medica per i fuori sede), e la legge punisce con pene molto severe il possesso di oltre tre grammi (trenta confezioni) di sostanza.

    Per la cocaina si è scelta una terza via ancora: vendita in farmacia senza prescrizione medica ai maggiori di 18 anni. Produzione affidata all’istituto farmaceutico militare, prezzo di vendita 50 mila lire al grammo (contro le 250 mila del vecchio mercato illegale), divieto di possesso di oltre sei grammi, multe salatissime per l’uso in pubblico e - ovviamente - pene severe per chi si mette al volante dopo una “presa”. Svariate analisi di mercato avevano dimostrato che restrizioni eccessive avrebbero favorito la sopravvivenza del mercato nero: la maggiore facilità di acquisto della cocaina rispetto alle altre sostanze trova la sua giustificazione sia nella fascia sociale dei consumatori, medio-alta, sia nelle caratteristiche del mercato da stroncare. La cocaina infatti non era quasi mai venduta per strada, ma attraverso una discreta rete di venditori al dettaglio che smerciavano partite del valore medio di un milione, un milione e mezzo. Ogni confezione porta un avviso molto dettagliato sui rischi dell’uso della cocaina per la salute e il governo si augura che, soppresso il mercato criminale, la cocaina passi presto di moda.

    La nuova legge ha prodotto, sotto il profilo dell’ordine pubblico, buoni risultati in tutta Italia. Anche per le misure straordinarie che l’hanno accompagnata: eccezionali sconti di pena per gli spacciatori rei confessi, e per i grandi trafficanti disposti a denunciare tutta la rete di traffico da loro controllata. A protestare più vivacemente contro queste norme erano stati - insieme all’estrema destra - proprio i settori del movimento per la legalizzazione contrari alla cosiddetta cultura “premiale”, ma alla fine l’esito dell’operazione aveva dato ragione al Governo. Ne dava la misura il ritmo di lavoro al Palazzo di Giustizia: neppure nelle ore più calde della storica inchiesta su Mani Pulite si era visto un tale andirivieni di poliziotti, magistrati e inquisiti.

    Oggi in città eroina, cocaina e hashish sono ormai scomparse dalla strada e gli atti di delinquenza, nei primi sei mesi dal varo della legge, sono diminuiti del 30%. L’esempio milanese incoraggia gli amministratori di altre città, specie del Sud, dove, a causa dei ritardi nell’entrata in funzione dei servizi, lo spaccio in una certa misura continua, anche dopo lo smantellamento della rete mafiosa. Anche la rigidissima commissione degli osservatori CEE appare intenzionata a esprimere un parere favorevole perché a fine anno venga rinnovata la convenzione che consente all’Italia di continuare la sperimentazione.
    Liberalismo e socialismo, considerati nella loro sostanza migliore, non sono ideali contrastanti né concetti disparati

  4. #4
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    Allora intanto sarei contraria alla vendita di funghi allucinogeni nelle botteghe alimentari (non vedo il nesso :sofico
    Poi non capisco la precisazione sull'eroina..
    Mi sembra di capire che consideri alcune sostanze come un diritto da rendere accessibile a chi vuole divertirsi, e altre come una cosa da disincentivare..
    Io parto dal presupposto che tutte le sostanze che creano dipendenza e alterazioni della coscienza siano esattamente uguali, quindi massimi controlli e massima informazione per TUTTO..
    Mi sembra carente infatti proprio la parte dei controlli, ovvio che non pretendo che tu risolva una questione così delicata tutto da solo, ma se hai qualche idea mi fa piacere leggerla.
    La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..

  5. #5
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    Citazione Originariamente Scritto da Bianca Visualizza Messaggio
    Allora intanto sarei contraria alla vendita di funghi allucinogeni nelle botteghe alimentari (non vedo il nesso :sofico
    Poi non capisco la precisazione sull'eroina..
    Mi sembra di capire che consideri alcune sostanze come un diritto da rendere accessibile a chi vuole divertirsi, e altre come una cosa da disincentivare..
    Io parto dal presupposto che tutte le sostanze che creano dipendenza e alterazioni della coscienza siano esattamente uguali, quindi massimi controlli e massima informazione per TUTTO..
    Mi sembra carente infatti proprio la parte dei controlli, ovvio che non pretendo che tu risolva una questione così delicata tutto da solo, ma se hai qualche idea mi fa piacere leggerla.
    a me piace l'idea di andare dal bottegaio a comprarmi del formaggio e dei funghi allucinogeni

    ho fatto quel distinguo sull'eroina perchè la considero l'unica vera droga tra quelle da me citate nella mia proposta, e al contrario tuo considero le sostanze non tutte uguali ma anzi molto diverse tra loro (ci sono sostanze allucinogene, vedi LSD, e sostanze che invece ti permettono di concepire la realtà nella sua integrità ma che ti alterano la percezione fisica, vedi la chetamina) e che comportano differenti danni al fruitore (non c'è mai stato un caso di overdose di THC mentre ce ne sono a bizzeffe di eronia ad esempio) è per questo che ho fatto i vari distinguo tra le sostanze

    in ogni caso, sull'altra tua obiezione ti rispondo che io non utilizzando tali sostanze e ritenendo il loro uso come immorale ne disincentiverei l'utilizzo ma lo permetterei (quindi campagne di informazione però chi le vuole in ogni caso usare che vada nei luoghi autorizzati a impasticcarsi, nessun problema)
    Il socialismo mi fa schifo

  6. #6
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    sui controlli, bianca, non capisco più nello specifico a cosa ti riferisci
    Il socialismo mi fa schifo

  7. #7
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    Citazione Originariamente Scritto da Buccia Visualizza Messaggio
    a me piace l'idea di andare dal bottegaio a comprarmi del formaggio e dei funghi allucinogeni

    ho fatto quel distinguo sull'eroina perchè la considero l'unica vera droga tra quelle da me citate nella mia proposta, e al contrario tuo considero le sostanze non tutte uguali ma anzi molto diverse tra loro (ci sono sostanze allucinogene, vedi LSD, e sostanze che invece ti permettono di concepire la realtà nella sua integrità ma che ti alterano la percezione fisica, vedi la chetamina) e che comportano differenti danni al fruitore (non c'è mai stato un caso di overdose di THC mentre ce ne sono a bizzeffe di eronia ad esempio) è per questo che ho fatto i vari distinguo tra le sostanze

    in ogni caso, sull'altra tua obiezione ti rispondo che io non utilizzando tali sostanze e ritenendo il loro uso come immorale ne disincentiverei l'utilizzo ma lo permetterei (quindi campagne di informazione però chi le vuole in ogni caso usare che vada nei luoghi autorizzati a impasticcarsi, nessun problema)
    Scusami ma questo distinguo dell'eroina dimostra un po' di superficialità sull'argomento..capisco che tu possa fare delle differenze tra le droghe (a differenza mia), ma considerare l'eroina l'unica vera droga su quali basi? La cocaina si può equiparare perfettamente e se andiamo a vedere ha effetti sul corpo e sulla mente anche più dannosi, anche se meno visibili e alte % di complicanze, arresti cardiaci etc.. (questo è solo un esempio) e chi fa uso di eroina cerca legittimamente cose diverse da chi fa uso di lsd..ma il discorso non dovrebbe cambiare.
    Il discorso overdose nel momento in cui si parla di legalizzazione diventa meno rilevante, e proprio in questo mi riferisco ai controlli, insomma..se si fa informazione corretta il consumatore deve sapere quanta assumerne per minimizzare i rischi, e anche la qualità delle droghe dovrebbe dimunire i casi..tu parli di distribuzione privata..come controlleresti questa distribuzione?
    Scusa sto scrivendo anche nell'altro thread se vuoi leggere, così evito di ripetermi :sofico:
    La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..

  8. #8
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    Citazione Originariamente Scritto da Buccia Visualizza Messaggio
    è ovvio che vorrei, dei commenti, delle richieste di spiegazione, degli appoggi o persone che prendono le distanze
    io prendo le distanze dalla liberalizzazione indiscriminata.

    in generale dalla liberalizzazione delle droghe (lo vedo piu' come un manifesto ideologico radical-utopista che non come una sensata riflessone su un contesto reale).

    se di liberalizzazione vogliamo parlare, allora l'eroina sarebbe l'unica sostanza, per le sue caratteristiche, a meritare di essere liberalizzata ma sotto controllo medico per tenere a bada la tolleranza.

    tutte le altre sono inutili "sfizi" che peraltro fanno danni permanenti al fisico e al cervello, soprattutto la cocaina e gli allucinogeni sintetici. l'eroina no, uno puo' campare fino a 80 anni e piu', senza problemi di danni permanenti al cervello (hashish, allucinogeni, coca) o al fegato e altri organi (alcol, coca).

    il problema dell'eroina, contrariamente a quanto sento cazzeggiare, non e' la dipendenza (se diventa libera dov'e' il problema? ) ma la tolleranza, il dosaggio, cosa che solo puo' controllarsi sotto assistenza medica.
    Ultima modifica di tolomeo; 07-01-10 alle 17:31
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  9. #9
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    ooooopsss... cosa succede ai radical-liberal-progressisti?

    progressisti? vi siete rifatti ad un articolo di taradash di circa 17 anni fa (che taradash stesso, persona che stimo, sono sicuro rinnegherebbe oggi) e buccia dice letteralmente questo:

    è ovvio che vorrei, dei commenti, delle richieste di spiegazione, degli appoggi o persone che prendono le distanze
    beh, ho fatto un commento, ho dato la mia spiegazione e ho espresso la mia opinione.

    sara' che i radical-liberal-progressisti non sono poi piu' tanto "progressisti" e che magari all'interno di Forza Pir possono trovare argomenti, dialogo e sintesi piu' radical ma pragmatici e in linea con le realta' di oggi - lontano dalle teorie, i manifesti, le belle parole e intenzioni e i proclami liberisti-integralisti?
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Proposta Buccia di politiche sulle sostanze psicotrope

    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    io prendo le distanze dalla liberalizzazione indiscriminata.

    in generale dalla liberalizzazione delle droghe (lo vedo piu' come un manifesto ideologico radical-utopista che non come una sensata riflessone su un contesto reale).

    se di liberalizzazione vogliamo parlare, allora l'eroina sarebbe l'unica sostanza, per le sue caratteristiche, a meritare di essere liberalizzata ma sotto controllo medico per tenere a bada la tolleranza.

    tutte le altre sono inutili "sfizi" che peraltro fanno danni permanenti al fisico e al cervello, soprattutto la cocaina e gli allucinogeni sintetici. l'eroina no, uno puo' campare fino a 80 anni e piu', senza problemi di danni permanenti al cervello (hashish, allucinogeni, coca) o al fegato e altri organi (alcol, coca).

    il problema dell'eroina, contrariamente a quanto sento cazzeggiare, non e' la dipendenza (se diventa libera dov'e' il problema? ) ma la tolleranza, il dosaggio, cosa che solo puo' controllarsi sotto assistenza medica.
    ...concordo... parlerei di legalizzazione regolamentata.... non di liberalizzazione.... almeno questa è la mia posizione... credo poi che sulla questione vada tenuto un dibattito approfondito... e probabilmente non di breve durata... e sono sempre più propenso a proporre almeno due proposte legislative che regolamentino questo delicato argomento...
    Liberalismo e socialismo, considerati nella loro sostanza migliore, non sono ideali contrastanti né concetti disparati

 

 
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