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    Thumbs up La Procura generale danese non ha riconosciuto come reato la pubblicazione delle vign

    1-La Procura generale danese non ha riconosciuto come reato la pubblicazione delle vignette e quindi non ci potrà essere alcun provvedimento giudiziario contro il quotidiano.

    Dalle news del Corriere della Sera on-line del 16 marzo 2006:

    16 mar 00:47
    Danimarca: pubblicare vignette Maometto non e' reato
    COPENAGHEN - In Danimarca non e' reato pubblicare vignette che ritraggono
    Maometto. Lo ha deliberato Hennin Fode, il procuratore generale danese.
    Fode ha infatti deciso di non avviare alcun provvedimento giudiziario
    contro il giornale che il 30 settembre aveva pubblicato le vignette sul
    Profeta dell'Islam scatenando un'ondata di proteste e violenze nei Paesi
    islamici.

    2-La comunità maomettana danese, per tutta risposta, ha deciso di appellarsi all'ONU. Il portavoce degli islamici, Kasem Said Ahmad, ha affermato che porteranno il caso di fronte alla Commissione per i Diritti Umani di Ginevra, avendo ritenuto la posizione europea "vile" e avendo più fiducia nelle Nazioni Unite che nell'Unione Europea.

    http://www.repubblica.it/news/ired/u...?ref=hprepnews

    La comunita' musulmana danese ha deciso di ricorrere all'Onu per il caso delle vignette satiriche sul profeta Maometto da loro considerate blasfeme. Insoddisfatti della decisione della magistratura di Copenaghen di non istruire un processo contro il 'Jylland-Posten', il quotidiano che per primo le pubblico' lo scorso settembre, i capi della comunita' porteranno il caso di fronte Commissione per i Diritti Umani di Ginevra. "L'Onu e' il naturale destinatario delle nostre lamentele", ha dichiarato Kasem Said Ahmad, portavoce dell'associazione che rappresenta i 200.000 musulmani presenti nel Paese. "Abbiamo piu' fiducia nelle Nazioni Unite", ha aggiunto, "che nell'Unione Europea". Quella dei giudici danesi, ha affermato, e' stata una decisione "vile".



    A questo punto non è ben chiaro a quali "diritti umani" si appelleranno, considerando che il mondo islamico ha costruito una propria carta dei diritti, differente da quella internazionalmente riconosciuta. Non dubitiamo comunque dell'attenzione che riceveranno alle Nazioni Unite, dato che già nel dicembre 2005 questa istituzione aveva indagato per "razzismo" (!) i vignettisti (e senza, ricordiamo, spendere una parola per le minacce di morte che questi avevano già allora ricevuto!).

    http://euro-holocaust.splinder.com/p...tte%21+Parte+3

    Resta da dire che, se i maomettani non hanno fiducia nell'Europa, possono benissimo emigrare altrove: il mondo è globalizzato, giusto? In ogni caso, se ci dovesse essere una qualche decisione dell'ONU contro i vignettisti, sarebbe bene considerare la cosa come un affronto contro la libertà europea e operare perchè ciò non possa aver seguito.

    postato da: Lif1 alle ore 20

  2. #2
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  3. #3
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  4. #4
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    The new face of America... yesterday?


    Il 18 novembre 1993, usciva un numero speciale del Time (il 21, volume 142) sulla Nuova America e la sua "faccia", tanto da venir presentata una costruzione virtuale di un ipotetico viso femminile come sarebbe nella nuova era multietnica (foto in basso, ndr).

    Tra gli articoli presenti, quello di Pico Iyer "Il villaggio globale finalmente arriva", dove il giornalista si beava di svegliarsi al suono di una sveglia nipponica; indossare un maglietta inviatagli da uno zio dalla Nigeria; muoversi nel centro cittadino al bordo di una macchina tedesca; incontrare studenti coreani, svizzeri e argentini; guardare un telegiornale in mandarino e andare a mangiare magari in un sushi-bar; ecc; oppure, l'articolo di Cathy Booth su Miami, considerata non una città statunitense, ma la "capitale dell'America Latina".

    http://www.time.com/time/magazine/0,...931118,00.html

    Tredici anni dopo, gli USA non sono il sogno multietnico e non solo perchè tale sogno necessita, per poter continuare, di una economia "serena" (cosa che non è e proprio per colpa della globalizzazione) e neanche per i contrasti (ambigui) col mondo maomettano, ma perchè le stesse dinamiche interne al paese mostrano che la mescolanza non è così semplice. Non c'è bisogno di andare dietro ad un testo recente di Samuel P. Huntington ("La nuova America", titolo originale "Who are we?"), per notare come i contrasti e le tensioni tra bianchi e neri non siano scomparsi, così come (pur essendoci poca informazione in Italia) a questi si siano aggiunti quelli delle due etnie rispetto a quella ispanico-meticcia proveniente da Centro e Sud America (con risvolti che potrebbero essere, alla lunga, ben più importanti).

    D'altronde basta dare un'occhiata anche alle mappe presentate giorni fa su questo blog, per notare come la multiculturalità USA sia in realtà una polarizzazione in diversi punti, a seconda delle comunità etniche, ossia non sia un mescolamento. E ricordiamo anche (sempre su questo blog) i vari articoli riguardanti le scuole di alcune delle maggiori città statunitensi, di varie aree del paese.

    http://euro-holocaust.splinder.com/p...ietnica%3A+USA

    In ultimo, l'immagine mostrata sotto, più che un viso "multietnico", mostra una donna bianca o tutt'al più ispanica (con preponderanti i caratteri caucasici). Forse non è un caso, dato che potrebbe essere solo un modo per far passare l'idea che a perderci nella nuova società non sarà la maggioranza (contemporanea all'uscita della rivista in oggetto), la quale si vedrà, per una gran parte, rispettata nel grosso dei caratteri e quindi non terrorizzata da tale prospettiva. Ossia, una sorta di menzogna, ma anche di augurio genocida (è positivo che spariscano i caratteri del biondismo ad esempio? Si ama così tanto la diversità che si preferisce la dissoluzione di certi fenotipi?).

    http://img106.imageshack.us/img106/8...icatime4pc.jpg

  5. #5
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    sabato, 18 marzo 2006
    Altre menzogne sulle discriminazioni contro i neri negli USA - Parte 3


    Tempo fa, abbiamo presentato un articolo sulla sanità negli USA e sulle sue implicazioni etniche. Secondo la vulgata multietnicista, le cure migliori andrebbero prevalentemente ai bianchi, mentre i neri sarebbero svantaggiati. Ora, un nuovo rapporto, stavolta pubblicato sul New England Journal of Medicine, mostra ulteriormente come tale idea sia falsa e anzi mistificatoria.

    Infatti, secondo i nuovi studi, i bianchi sarebbero mediamente più svantaggiati nelle cure mediche rispetto agli appartenenti alle comunità nere e ispaniche. Il quadro complessivo mostra, soprattutto nelle aree urbane, un sistema di assistenza medica mediocre per tutti i gruppi indistintamente, ma se guardiamo le percentuali, vediamo che se il 58% sia di neri che di ispanici hanno una buona assistenza, la percentuale scende al 54% per i bianchi.

    http://www.theolympian.com/apps/pbcs.../NEWS/60316014

    March 16, 2006

    “This study shows that health care has equal-opportunity defects,” said Dr. Donald Berwick, who runs the nonprofit Institute for Healthcare Improvement in Cambridge, Mass.

    The survey of nearly 7,000 patients, reported today in the New England Journal of Medicine, considered only urban-area dwellers who sought treatment, but it still challenged some stereotypes: These blacks and Hispanics actually got slightly better medical treatment than whites. [...]

    “It doesn’t matter who you are. It doesn’t matter whether you’re rich or poor, white or black, insured or uninsured,” said chief author Dr. Steven Asch, at the Rand Health research institute, in Santa Monica, Calif. “We all get equally mediocre care.” [...]

    Blacks and Hispanics as a group each got 58 percent of the best care, compared with 54 percent for whites. [...]

    Il precedente articolo su sanità statunitense ed etnie:

    http://euro-holocaust.splinder.com/p...neri+negli+USA

    postato da: Lif1 alle ore 194 | Permalink | commenti
    categoria:attualità, discriminazione positiva, immigrazione, nord america

 

 

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