Nei prossimi anni si gioca tutto, in pericolo la stabilità. Per risanare inadeguati due poli. Servirebbe una grande coalizione. Occorre recuperare competitività ed evitare recessione
Lo scontro di sabato tra Silvio Berlusconi e i vertici di Confindustria è stato l'occasione per il prestigioso Financial Times per un focus e una serie di commenti sull'Italia. «Berlusconi fa arrabbiare la leadership dell'imprenditoria», è il titolo d'apertura del Financial, che dedica un'intera pagina e due editoriali alla situazione e alle prospettive elettorali. Il quotidiano domani proseguirà a coprire la vicenda «considerata l'importanza di queste elezioni per l'Europa».
Già perché secondo Ft l'Italia è il grande malato dell'Europa e il mix di stagnazione economica, indisciplina fiscale e perdita di competitività è divenuto una pesante minaccia per la stabilità politica del paese. Dalle prossime elezioni «i leader imprenditoriali sperano ardentemente che scaturisca stabilità e una forte leadership». Il malato d'Europa - recita l'editoriale di Martin Wolf, che riprende il soprannome più volte affibbiato dal quotidiano alla penisola - non deve risultare «fatale» per gli altri paesi dell'Ue.
I problemi dell'Italia potrebbero essere risolti solo da una grande coalizione, titola un altro editoriale, firmato dal Wolfgang Munchau, secondo cui è necessario stabilire degli obiettivi specifici per rilanciare la produttività e modificare i meccanismi di determinazione dei salari. Se il trend degli ultimi sette anni dovesse continuare per i prossimi sette le conseguenze per «l'industria italiana e la solvibilità dello Stato sarebbero vicino alla catastrofe», scrive Munchau evocando la scritta all'ingresso dell'Inferno dantesco: lasciate ogni speranza voi che entrate.
Silvio Berlusconi e il Romano Prodi hanno combattuto una campagna divertente, una replica virtuale della battaglia elettorale di dieci anni fa, ma allora i due non avevano una strategia economica coerente, l'hanno ancora meno adesso«. La diagnosi quindi non lascia molte speranze, la cura è chiara: l'Italia deve ritrovare competitività senza cadere »in una prolungata e profonda recessione« che ne peggiorerebbe i conti pubblici.
Il quotidiano della City, ammette che è prematuro disperarsi e riprende le parole del governatore di Bankitalia, Mario Draghi: »i ritardi strutturali dell'economia italiana non sono i segnali di un inevitabile declino




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