In tempo per i tg della sera ed i giornali di domani.
Berlusconi se l'è voluta:
Confindustria replica alle critiche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo il suo discusso intervento al convegno degli imprenditori a Vicenza: "E' inaccettabile il tentativo prepotente di delegittimare Confindustria e le decine di migliaia di imprenditori che riescono a coniugare l'impegno civile e associativo con il successo delle loro imprese sui mercati, contribuendo così in modo determinante alla tenuta dell'economia in momenti difficili", comunica in una nota il Comitato di presidenza dell'associazione.
Confindustria, "nel solco della sua storia e delle sue migliori tradizioni, è, e intende restare, un'associazione libera e indipendente", si legge ancora nel comunicato, anche perchè, sottolinea, "trae la sua autorevolezza e la sua capacità di proposta da una consolidata autonomia di giudizio che le consente di rappresentare gli interessi delle imprese, piccole e grandi, e quindi di tutti i suoi associati".
Il convegno di Vicenza, "aperto a cittadini, amministratori pubblici e rappresentanti politici, peraltro curiosamente aumentati ieri nella parte finale della mattinata, aveva esattamente questo obiettivo: la possibilità di formarsi liberamente delle opinioni sulla base del confronto delle idee e porre al centro del dibattito politico le esigenze dell economia e delle imprese".
Questo "è stato possibile finchè sono state rispettate regole chiare e preventivamente concordate, così come è accaduto nei confronti con gli imprenditori del candidato premier del centro sinistra e del vicepresidente del Consiglio". Ma da parte di Berlusconi, fa capire il Comitato di presidenza senza mezzi termini, c'è stata quasi una violenza: "voler chiedere a Confindustria di aderire a opzioni di schieramento partitico rappresenta una forzatura inaccettabile e un attacco alla natura stessa della rappresentanza del sistema delle imprese. Per questo lo respingiamo nel modo più fermo".
La confederazione, conclude la nota, è "associazione di imprese e di persone libere, che voteranno secondo il proprio giudizio personale" e "non si presta e non si presterà ad operazioni di propaganda partitica da parte di nessuno".
(19 marzo 2006)




Rispondi Citando
