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  1. #1
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    Predefinito Sondaggio DEMOS-EURISKO: Unione +5,3%

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    il dato del senato è 51,3 a 47,2


    nella preferenza sui leaders l'effetto del faccia a faccia.

    berlusconi 36,5 (32,4)

    prodi 43,7 (38,5)

  2. #2
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    Per il CSX la SECONDA percentuale PIU' ALTA da un anno a questa parte.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da marcos
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    nella preferenza sui leaders l'effetto del faccia a faccia.

    berlusconi 36,5 (32,4)

    prodi 43,7 (38,5)
    SIAMO ALLE SOLITE CON IL SENATO...UHMMM HO DEI DUBBI SERI

  4. #4
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    Le forbici sono verosimili (anche se in effetti questo scollamento tra Camera e Senato, di un punto e mezzo a favore della prima, sembra strano anche a me..).
    Nello specifico...io ho la solita fissa su AN...poi magari prenderanno sul serio il 14% allora mi presenterò qui in ginocchio sui ceci....

  5. #5
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    sono in diversi istituti a dire che al senato andremo peggio.

    mah.

    vedremo.


    Sondaggio Demos-Eurisko per Repubblica: gli incerti calano al 3-4%
    Crescita di consensi per la lista dell'Ulivo, l'Unione avanti di cinque punti

    Cdl, si è fermata la rimonta

    Prodi distanzia Berlusconi

    L'attivismo mediatico del premier ha favorito la mobilitazione degli avversari

    di ROBERTO BIORCIO e FABIO BORDIGNON




    SI è fermata la rimonta del centrodestra, e il confronto televisivo tra i candidati-premier non ha fornito la "spinta" auspicata da Berlusconi.

    Tornano anzi a crescere, nel borsino elettorale, le quotazioni dell'Unione, che continua a prevalere di oltre cinque punti nelle intenzioni di voto.

    Intanto Prodi, uscito vincitore dalla prima sfida di fronte alle telecamere, guadagna terreno nella considerazione degli elettori.

    Sono questi i principali risultati proposti dall'Atlante Politico, realizzato per la Repubblica da Demos-Eurisko.

    Le tendenze elettorali.

    Gli effetti della campagna mediatica del Presidente del Consiglio sembrano essersi arrestati, nelle ultime due settimane.

    Berlusconi ha forse già raccolto buona parte di quanto poteva raccogliere, e Forza Italia non appare più in crescita di consensi.

    Il deludente faccia a faccia con Prodi ha proiettato sul clima d'opinione le tendenze che stavano emergendo, molecolarmente, nel Paese.

    Il dato più significativo rilevato dall'indagine consiste, infatti, nella forte crescita dei pronostici favorevoli al centrosinistra, in vista delle prossime elezioni.

    Questo indicatore, che ha spesso anticipato l'evoluzione dell'opinione pubblica, vede oggi l'Unione prevalere di circa 18 punti sulla CdL.

    L'attivismo mediatico di Berlusconi e le aspettative create attorno al confronto hanno, d'altra parte, finito per favorire anche la mobilitazione degli avversari e, in qualche misura, la ripresa di iniziativa degli alleati-concorrenti.

    Si è ridotto, così, lo spazio elettorale esterno alle due principali coalizioni:

    sono cresciute sia le opzioni di voto per l'Unione che quelle per la CdL.

    Ma il vantaggio del centrosinistra è aumentato: supera ormai i 5 punti percentuali, nel voto per la Camera, e tendenze analoghe si registrano per il Senato.

    Nell'ambito del centrosinistra, si osserva una crescita dei consensi per la lista dell'Ulivo, apparsa, nella precedente indagine, un po' in affanno.

    Nella CdL, il recupero più significativo riguarda invece An, nonostante la risonanza avuta dallo scandalo sullo spionaggio, che ha portato alle dimissioni del ministro Storace.

    La crescita delle preferenze per il partito appare, anche in questo caso, legata alla popolarità del suo leader, Fini, il più apprezzato fra i principali personaggi politici.

    Sull'esito del voto del 9-10 aprile peseranno certamente le scelte degli indecisi.

    Oltre un quarto del nostro campione (29%) non dichiara la propria opzione di voto.
    Gli incerti, che in maggioranza si orientano verso il centrosinistra, sembrano esitare soprattutto sulla scelta del partito.

    Solo una piccola quota - stimabile fra il 3% e i 4% dell'elettorato - si dichiara dubbioso sulla coalizione.

    Tra gli incerti che si orientano verso il centrosinistra, il segmento più esteso è formato da elettori che giudicano "poco convincenti entrambe le coalizioni".

    Per l'Unione sarà decisivo, quindi, far emergere con maggiore chiarezza gli elementi qualificanti e distintivi del proprio progetto.

    Anche la CdL dovrà fronteggiare un problema analogo, oltre a quello di mobilitare la partecipazione elettorale: una quota estesa di incerti "vicini al centrodestra" si dice, infatti, tentata dall'astensione.

    Il confronto fra i candidati.

    Il processo di mobilitazione dell'elettorato, alimentato dal duello televisivo di martedì scorso, è ben visibile anche dagli spostamenti nei giudizi sui capi-coalizione.

    In seguito al faccia a faccia, è aumentato il numero di persone che si schierano a fianco dei due candidati.

    Si contrae - dal 20 al 13% - la porzione di incerti nell'indicare la propria preferenza su chi dovrà guidare la prossima squadra di governo.

    Prodi sembra, però, frenare l'avvicinamento di Berlusconi, che rimane distanziato di circa 8 punti.

    Se gli elettori di centrodestra e centrosinistra tendono a raccogliersi attorno ai propri leader, è quindi il Professore a uscire lievemente rafforzato dall'ultima settimana.

    Una indicazione confermata dalla pagella dei politici, dove Prodi - "promosso" dal 43% degli italiani - mantiene un vantaggio di circa 4 punti sull'avversario (e torna ad essere la figura più apprezzata dal "popolo di centrosinistra").

    Il 36% degli interpellati, del resto, indica il leader dell'Unione come vincitore del dibattito televisivo.

    La sua performance nel confronto diretto fa lievitare, peraltro, il numero di intervistati che lo indicano come persona provvista delle credenziali per insediarsi a Palazzo Chigi.

    Ancor più di qualche settimana fa, Prodi si presenta come uomo capace di "governare nell'interesse di tutti", di "tutelare le persone deboli e bisognose".

    Berlusconi continua, per converso, ad offrire maggiori garanzie come "sponsor" dell'Italia oltre confine, oltre ad essere preferito per la sua capacità di "parlare alla gente" e di "tenere unita la maggioranza".

    Su tutte e tre le dimensioni, tuttavia, Prodi ha ridotto lo svantaggio, e appare oggi (leggermente) più convincente del Cavaliere nel proporre un programma di rilancio economico del Paese.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    Le forbici sono verosimili (anche se in effetti questo scollamento tra Camera e Senato, di un punto e mezzo a favore della prima, sembra strano anche a me..).
    Nello specifico...io ho la solita fissa su AN...poi magari prenderanno sul serio il 14% allora mi presenterò qui in ginocchio sui ceci....
    Allora puoi già cominciare a studiare qualche ricetta per cucinarli i ceci (), oppure puoi già inviarli in Biafra, anzichè buttarli per terra in spregio alla fame nel mondo, perchè AN nei sondaggi è sempre sovrastimata e per lei ogni riultato elettorale è un risveglio dal sogno.

  7. #7
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    l'analisi di diamanti

    Il miracolo involontario
    di ILVO DIAMANTI

    L'ATLANTE politico di Demos-Eurisko presenta uno scenario che, nelle ultime settimane, appare mutato, ma non troppo. Dal punto di vista delle intenzioni di voto.

    Assai di più, rispetto al clima d'opinione.

    La distanza fra le coalizioni, infatti, negli orientamenti elettorali, si è allargata ancora, a favore dell'Unione,

    Il cui vantaggio oggi supera il 5%. Si tratta, però, di scostamenti, tutto sommato, ridotti. Significativi perché scandiscono una tendenza.

    Tuttavia, il distacco cresce, nettamente, nelle previsioni degli elettori.

    La quota di quanti scommettono sulla vittoria del centrosinistra supera, infatti, del 18% quella di chi continua a puntare sulla Cdl.

    Il distacco più elevato dall'autunno ad oggi. Effetto, solo in parte, del confronto televisivo della scorsa settimana.

    Visto che la rincorsa del centrodestra sembra aver perso velocità ormai da un mese.

    Da quando - per una strana coincidenza - i sondaggi commissionati dal premier hanno sancito che lo svantaggio della Cdl era stato colmato.

    L'avversario raggiunto.

    Da allora, il centrodestra ha ripreso a perdere terreno.

    Il faccia a faccia è servito solo a rendere evidente ciò che si intuiva.

    L'Inseguitore è stanco. In crisi di fiato e di gambe. Confuso.

    Prodi, per prevalere, non ha dovuto far sognare gli italiani. Non ci sarebbe riuscito, d'altronde. Gli mancano lo stile, il fisico, la faccia.

    Gli è bastato fare il Prodi di sempre. Linguaggio e argomentare un po' noioso, ma concreto.

    Ma di fronte c'era un Berlusconi incapace di sorprendere.

    Di farci vedere "cose che noi umani non potremmo immaginare...".

    Gli italiani.

    Abituati a vederlo rinascere dalle sue ceneri. All'improvviso. Con uno scatto. Ri-materializzarsi, insieme al partito-che-non-c'è (senza di lui...).

    Per cui, il miracolo è rinviato. Prodi, come un passista, continua a pedalare. Senza scatti.

    Mentre il Grande Inseguitore, dopo l'inseguimento degli ulti mesi, arranca. Un po' sfiatato.

    Naturalmente, queste raffigurazioni mitiche infastidiscono un po'. La competizione elettorale come il Tour. Coppi e Bartali. Pantani e Ullrich.

    Oppure Lemond. Come Prodi e Berlusconi. Berlusconi e Prodi. Figurarsi. Tanto più dopo avere assistito al faccia a faccia televisivo.

    Tuttavia, questa rappresentazione mediatica, personalizzata fino all'estremo. Dove tutto si riduce al confronto fra due coalizioni. Riassunte, a loro volta, da due persone.

    E' nella logica di questa legge elettorale, che ha fatto sparire la società e il territorio. Gli elettori. Ridotti a spettatori.

    L'ha scritto Berlusconi, d'altronde, questo copione.

    Quando è sceso in campo, nel 1994. E l'ha replicato, nel 2001, con grande successo di pubblico e di critica. Così, di fronte alla sconfitta annunciata, dopo la disfatta della Cdl alle elezioni regionali di un anno fa, ha ripreso in mano i vecchi abiti, rispolverato e aggiornato (ma neanche troppo) sceneggiatura e scenografia. Ed tornato in scena.

    Non da solo, per una volta. Ma esortando, costringendo ad affiancarlo Romano Prodi.

    Per replicare la commedia già recitata dieci anni fa, nel 1996. Ma con un finale diverso. Opposto.

    Questa pièce, grottesca, l'ha scritta Berlusconi. Lui, fino all'estate scorsa, del tutto indifferente al "teatrino di casa nostra". Interessato, assai più, ai grandi teatri internazionali, dove si recita la "Grande Politica" globale. New York, Mosca, Londra.

    Dove può mostrarsi e sorridere accanto ai Grandi della Terra. Vladimir, Tony, George W. Perdere tempo inseguendo le intemperanze e le ambizioni di follinicasinifini.

    a minaccia dei comunisti - e degli utili idioti che li affiancano - d'alemafassinorutelli.

    prodi. Gli fa venire l'allergia.

    Però l'Italia - per ora - non è una Monarchia. Tanto meno ereditaria.

    E' una Repubblica democratica e mediatica.

    Fondata sul voto e - da una decina d'anni - sull'opinione pubblica.

    Ogni anno, o quasi, occorre misurarsi con il voto dei cittadini. E ogni giorno, o quasi, con i sondaggi.

    Peraltro, le competizioni elettorali, dopo il 2001, hanno segnato, sempre, la sconfitta del centrodestra.

    Da ultimo, alle elezioni regionali del 2005. E poi i sondaggi: dieci punti e passa di distacco, sotto il centrosinistra, nello scorso settembre (e perfino 18 ancora a dicembre, secondo Psb).

    Da ciò la decisione di tornare a recitare nel teatrino parrocchiale italiano. Per disperazione. O meglio: per battere la disperazione della sua compagnia, ormai allo sbando.

    Come un grande maestro, costretto a dirigere musicanti convinti, in troppi, di poter fare i solisti. Con effetti degni della "prova d'orchestra" di Fellini. Metafora magistrale ed amara della nostra Italia.

    Così, da dicembre in poi, la Casa delle Libertà è scomparsa nelle nebbie. Da cui è emerso solo Lui. Unico Artista. Unico Atleta. Unico Protagonista. Tutti gli altri leader della Cdl ridotti a comparse. Coro. Da solo: si è dedicato alla riconquista del "suo" pubblico.

    Si è rivolto a quanti, dopo il 2001, lo avevano abbandonato. Ai delusi. Tanti, in un paese dove (ribadisce l'Osservatorio Demos-Eurisko) l'80% degli elettori è insoddisfatto di come vanno le cose (e oltre il 70% di come marcia l'economia).

    Testa bassa, sorriso perenne sulle labbra, è andato dovunque.

    In ogni trasmissione radiotivù, a dare i numeri, a spiegare che i delusi avevano torto.

    Che le cose non vanno poi così male. Sono diverse da come le vedono loro. Da come le dipingono i disfattisti - comunisti, sondaggisti, sindacalisti, cooperatori, giornalisti.

    E il ritorno del Protagonista ha, effettivamente, richiamato parte del pubblico perduto dalla Cdl. Molti elettori delusi ne hanno accolto il richiamo. Basta vedere l'evoluzione delineata dai sondaggi dell'Atlante Politico.


    In dicembre, la maggior parte degli incerti era orientata a centrodestra. Oggi, invece, sono più numerosi quelli di centrosinistra.


    Quando Vittorio Feltri ci critica (per usare un eufemismo) perché daremmo troppo credito a sondaggi "viziati" dal peso degli "incerti", socialmente marginali e politicamente disinteressati - destinati a votare Forza Italia - , sottovaluta, quindi, un fatto.

    Che, Berlusconi, i suoi "incerti", in larga misura, se li è già ripresi.

    Quelli che guardano la televisione, e si soffermano sui programmi generalisti.

    Li ha riconquistati, facendo, per due mesi, una campagna ossessiva.

    Da ultima settimana.

    Come un ciclista in vista del traguardo.

    Spingendo ancor più ai margini i principali attori della sua compagnia.

    Fini e Casini. Lasciando spazio solo a caratteristi, come Calderoli, capaci di catturare quei settori del pubblico che "amano il sangue".

    Così, Berlusconi, è riuscito a risalire.

    Trascinando la Cdl e soprattutto FI.

    Ora, però, per vincere, deve tirar fuori di casa quelli che sono talmente delusi, disinteressati e disgustati da aver deciso di non votare. Non gli incerti, ma gli astensionisti.

    Quelli che non rispondono ai sondaggi, e non vanno a votare dal 2001. Come fece Bush, nel novembre 2004, utilizzando il richiamo all'insicurezza.

    E mobilitando, nella periferia profonda, centinaia di migliaia di "volontari" (non pagati).

    Per questo, Berlusconi ha inseguito, costretto Prodi al confronto.

    Per batterlo e umiliarlo.

    Dimostrando a tutti che lui è l'unico, il solo vincente.

    Con un esito deludente.

    Il Grande Comunicatore è apparso impacciato. Balbettante.

    Come ha messo in luce, impietosamente, il Foglio di Ferrara, che, all'indomani del faccia a faccia, ne ha ripreso le battute più (in) significative, a chiosa di tutti gli articoli.

    Con esiti feroci e surreali. ("Non mi spiego ma me ne spiaccio...").

    Perché Berlusconi, per vincere i faccia a faccia, oggi, deve stare da solo.

    Senza avversari,

    senza contraddittorio.

    Senza tempi e senza regole da rispettare. (Perché le regole, sono illiberali e, in fondo, comuniste).

    Deve recitare solo.

    Davanti a un pubblico, almeno in parte, amico.

    Animato da una rumorosa claque di supporter. Com'è avvenuto, sabato scorso, all'assemblea degli Industriali, a Vicenza.

    Trasformata in una sorta di convention azzurra.

    In un confronto regolato, con un avversario vero di fronte, invece, riesce a trasformare in un comunicatore perfino Prodi.

    A restituirgli lo scettro da leader del centrosinistra, come neppure le primarie...

    Più che un'impresa, un vero "miracolo".

    Rispetto ai molti annunciati da Berlusconi, sicuramente il più atteso, ma anche il più "involontario".

    E, noi speriamo, anche l'ultimo.

  8. #8
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    Se il sondaggio e' fatto rispettando la differenza degli elettori della Camera rispetto al Senato ( senato/camera = 0,91 ) significherebbe che il 59,5% del campione rappresentante i 4053611 under 25 sceglie UNIONE.

    Comunque dai nostri esercizi si vede come il risultato del Senato dipenda molto da come sono distribuiti i voti e come il CDX per prendere il Senato dovrebbe stravincere la Camera.

    La differenza dovrebbe poi essere anche vista alla luce della differenza degli indecisi ed astenuti che non ho sottomano.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  9. #9
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    Lega al 3.4%
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    UDC Pure
    Di Pietro al 2.6%
    Listone al 33.4%
    Altri 1.8%
    Sempre più convinto.IO NON CREDO AI SONDAGGI!

  10. #10
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    Ottimo sondaggio. Al di là dei dati dei partiti, tutti gli altri dati significativi (stima dei leader, "sentiment" e altro) sono favorevoli al csx.

    Gli incerti invece, per la prima volta, sembrano suddividersi equamente.

    Credo che i dati relativi al Senato siano poco significativi. Ovviamente, il campione degli under 25 è necessariamente molto ridotto, e può risentire più degli altri di una certa casaulità.

    Comunque molti altri istituti danno un vantaggio maggiore al senato che alla Camera. Io credo che la differenza sarà minima (visto anche che le schede sono identiche) e probabilmente a vantaggio del Senato.

 

 
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