Dichiarazione di voto
Scandalizzerò tutti, anche se forse qualcuno se l'aspettava.
Molto probabilmente voterò Forza Italia.
Al senato senz'altro. Alla camera è probabile che voti Alternativa Sociale.
Non è un invito ad altri a fare lo stesso, invito che tra l'altro verrebbe accolto a pernacchie, per motivi comprensibili. Però non amo l'ipocrisia e mi piace dire come la penso.
Al di là che mi ha fatto schifo la politica estera di Berlusconi (ma non tutta: il legame stretto con Putin secondo me è un'intuizione geniale), ma per il resto quell'uomo mi è sempre più simpatico. Non è mai stato un vero antifascista e in fondo, anche se crede di essere un liberale, non lo è, o quantomeno è un liberale all'amatriciana, un liberale maccheronico, in versione italica, infatti i veri liberali non sono berlusconiani, ma stanno con l'Ulivo. E' piuttosto un conservatore con aspetti clerico-mafiosi (in senso buono) e folcloristici, che fuori d'Italia sarebbe inconcepibile, e mi piace proprio per questo.
Ma al di là delle questioni di pelle e del fatto che non ho mai sentito dire pubblicamente nemmeno a un esponente di Forza Nuova quello che disse Guido Crosetto sui banchieri ebrei, confermato poi con convinzione e sicurezza di sé da un altro forzista su Telelombardia, in polemica con quel ricchione di Grillini, ovviamente scandalizzato e indignato, ci sono delle considerazioni politiche più strettamente tattiche e razionali che mi inducono a votare F.I.
La principale è questa: in Italia ci sono due grosse piaghe politiche, infette e molto dannose. La prima e più grossa (come dimensioni, non come pericolosità intrinseca) è il centro-sinistra, questo centro-sinistra che non ha nulla a che fare né con quel poco di nobile che poteva esserci nel comunismo storico (che in generale ritengo un'ideologia ebraica criminale), ma nemmeno con quanto di valido (e qualcosa di valido c'è stato) espresso dalla tradizione socialdemocratica europea finoagli anni '80, ma che raccoglie semmai il peggio del post-comunismo e del neo-capitalismo e ha ormai come uniche bandiere un conformismo politicamente corretto dogmatico e integralista e l'antiberlusconismo (in questo senso le analisi del marxista Preve sono di una lucidità impressionante).
La seconda è Alleanza Nazionale, vero bubbone purulento che appesta non solo la politica italiana, ma, da quando Fini è ministro degli esteri, anche quella internazionale. Il suo filoebraismo fanatico e la sua soggezione assoluta ai grandi poteri e alleloro ideologie progressiste e dissolutrici ne fanno un pericolo esiziale.
Ora, poiché votare il centro-sinistra è improponibile, perché è un mucchio di spazzatura nel quale da Caruso a Mastella, passando per tutto quello che c'è in mezzo (ora hanno raccolto anche i radicali, che sono i peggiori di tutti) sono tutti peggio dell'altro, il male minore, quelli che fanno entrare qualche immigrato in meno o almeno, lasciandolo clandestino lo fanno integrare meno, che fanno leggi sul costume e sulla famiglia meno distruttive, che sono meno zelanti nell'islamizzare e distruggere la tradizione italiana, che tutelano un po' di più la nostra economia, basata sulla piccola industria, che sono meno a favore di uno stato iperburocratizzato e imposto dall'alto, che, importantissimo, sono meno vincolati ai grandi poteri internazionali, anzi, direi che ne sono invisi, visto che questi ultimi sono sempre stati a favore della sinistra in ogni elezione, tranne nel 2001, in cui imposero il trilateralista Ruggiero, quello che voleva dialogare coi no-global, cui fu dato il benservito qualche mese dopo con tanti saluti e un bel ringraziamento per i servigi prestati, e non se n'è più sentito parlare, con buona pace della cricca massonica.
Probabilmente lo stesso primate involuto George Bush, tanto amico del Berlüsca, non rappresenta i poteri forti, che non lo amano affatto (Soros non ne ha mai fatto mistero), perché è una scheggia impazzita, che è riuscita a scompaginare tutti i piani e a creare con la sua folle politica aggressiva e avventurista più nemici all'America di quanti ne abbia mai avuti negli scorsi decenni e da sviluppare e compattare poli geopolitici alternativi che questi signori gembiulati o circoncisi temono come la peste.
Ma all'interno del centro-destra c'è An, che è il cane da guardia di questi stessi poteri, e l'UDC, che è un partito veterodemocristiano moderatamente conservatore, comunque più affidabile, per i massoni ed ebrei vari, di Forza Italia o della Lega. Mieli d'altronde l'ha detto fin troppo chiaramente, disegnando una geografia politica che a me risulta palese ormai da anni ma che ormai anche i più sprovveduti dovrebbero aver capito. Egli cioè dice: meglio il centro-sinistra (compreso Bertinotti che ormai ha superato gli "esami") del centro-destra e, all'interno del centro-destra, meglio Fini e Casini. Secondo me in modo rovesciato Mieli ci ha spiegato esattamente per chi si può votare: Forza Italia, Lega Nord, Alternativa Sociale.
Perché dunque scelgo Forza Italia? Perché essendo il principale patito del centro-destra, ma continuamente insidiato ed eroso da An e UDC, è l'unico che, essendo ormai oggettivamente più a destra di An su tutti i temi, può fare da ponte con le uniche due realtà dal taglio dichiaratamente identitario presenti nello scenario politico: la Lega e la coalizione di destra radicale capeggiata dalla Mussolini. Un indebolimento significativo di Forza Italia significherebbe la rottura dell'elemento di coesione all'interno del polo, lo sbilanciamento al centro (come voglioni i grandi poteri, che vedrebbero molto di buon occhio una große Koalition in salsa italiota) e la conseguente marginalizzazione della destra identitaria leghista e fascista, cioè la liquidazione di quell'alterità residuale non riducibile in pieno agli schemi dei poteri internazionalisti e del conformismo politicamente corretto.
Ciò non toglie che la Lega ha molti difetti (sono meridionale e nazionalista e sono quindi il primo ad esserne conscio) e infatti non l'ho mai votata; così come anche la coalizione della Mussolini ha i suoi limiti, che sono un o' i limiti storici dei movimenti della snotra area, un po' quelli dovuti a un compromesso un po' arraffazzonato, con a capo una signora che ha una consapevolezza politica scarsissima e degli inquietanti tratti femministoidi.
Però in politica bisogna scegliere il meno peggio, così come è un dato di senso comune evidente a chiunque che è meglio perdere centomila lire che duecentomila (il mio stomaco si ribella ancora a sentirmi parlare in euro, non posso farci nulla) e siccome l'Italia e il mondo di oggi sono un'enorme montagna di merda in cui siamo immersi, meglio essere immersi sino al collo o sino al naso che sino alla punta dei capelli, anche perché, se è pur vero che non è piacevole stare nella merda fino al naso, è anche vero che bisogna pur passarci per cominciare a uscire dalla merda e un domani trovarvisi fuori del tutto. Solo allora potremo pensare a lavarci dalla puzza rimastaci addosso e a pensare magari di profumare. Per ora dobbiamo tenerci la puzza, per quanto sgradevole sia e, al massimo, possiamo metterci una molletta sul naso, operazione che, per quel che mi concerne, ho già compiuto da tempo.


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