Gli esempi sarebbero a migliaia probabilmente, e passarli in rassegna significherebbe scrivere qualcosa di ancor più impegnativo che un lavoro di ricerca, per verificare le cause, gli effetti e le modalità del processo di trasformazione di una nazione, da nazionalista, quale innegabilmente era l'Italia risorgimentale, e poi fascista, ad una la quale rifiuta la sua stessa identità dandola per scontata quasi, nonostante l'abbia riconquistata dopo tante lotte non molto tempo fa. Disprezzando se stessa, ed erigendo ad istituti le più basse rappresentazioni del popolo italiano, prende a modello i suoi vizi anzichè le virtù, ed ecco come molti si sono disamorati della Patria, tanto che trovano desueto, per non dir altro, perfino pronunciarne il nome.
Io mi soffermerò in particolare su due casi, che dimostrano tutta la debolezza e la flaccidezza del popolo italiano dopo 50 anni di lavaggi del cervello ecumenico cattolico e internazional-cosmopolitista comunista.
Passiamo al primo: 15 aprile 1986, ore 17, Lampedusa.
Due missili libici vengono sparati contro il nostro territorio nazionale da uno stato africano, nostra ex colonia per giunta, la quale negli anni precedenti e a venire non aveva mai smesso di provocarci. La nostra reazione? Nulla.
Lasciammo far tutto agli americani, ci limitammo a timide proteste diplomatiche, come nostro solito. Già. La diplomazia prima di tutto ,anche quando ci tirano i missili addosso sembra il motto della farnesina.![]()
Io penso che ancora tutti gli stati seri del mondo ci ridano dietro, la Francia non ci avrebbe pensato due volte a fare un piccolo raid contro Algeri, se l'attacco fosse arrivato dalla sua ex colonia, e quanto alla Gran Bretagna essa aveva dato l'esempio pochi anni prima di come iniziasse una guerra per difendere due isolotti all'altro capo del mondo.
Inutile dire che se Gheddafi avesse invaso Lampedusa, invece che buttarci due missili, non credo che il nostro governo si sarebbe mosso in armi, tutt'al più gheddafi non lo fece perchè sapeva che la reazione americana sarebbe stata immediata e molto meno morbida dei nostri imperturbabili politicanti da strapazzo pacifisti (di merda, è sempre d'obbligo il suffisso).
Secondo esempio: Chernobyl, sempre 1986. Avevamo 5 centrali nucleari, di cui una, quella di Caorso modernissima, appena costruita e costata un sacco di soldi. Eravamo all'avanguardia nella tecnologia nucleare nel mondo, e costruivamo centrali in tutto il mondo occidentale, le venivano a chiedere a noi. Una centrale ucraina va in avaria, con conseguenze drammatiche, e cosa facciamo? Chiudiamo tutto il programma in una ridicola isteria collettiva.
Noi chiudiamo non solo le centrali, ma tutto un programma, nonostante il referendum di limitasse a dire che il programma doveva solo essere bloccato per 5 anni, dal 1987 al 1992. Bè il 1992 è passato da un pezzo, e nel frattempo sono state chiuse pure quelle 5 che avevamo.
In Ucriana invece, dove la situazione era veramente drammatica, non solo non riuninciano a nulla, ma addirittura mantengono in funzione quella stessa centrale, nei reattori non direttamente danneggiati e ciò fino a pochissimi mesi fa!!!
In tutta Europa, Francia, Germania, Inghilterra, e nazioni minori, inutile dire che non gli è passato manco per la cervice di chiuderne mezza di centrale.
Noi i soliti coglioni.
Quindi non diciamo che il buonismo e disfattismo è proprio dell'Europa, che noi siamo un caso molto a parte.
In ultima analisi affermo questo: Prima un invito agli italiani che non vogliono autoconsiderarsi rincitrulliti, di svegliarsi e battersi per i diritti di tutta la collettività, che sono anche i propri personali.
Secondo che quei comunistardi che ancora credono nell'ideale comunista, che però, solo in Italia ha provocato tanto danno da portare i cittadini ad odiare la loro patria, e fare tutto per defraudarla e metterla in difficoltà (visto che nell'est comunismo o non comunismo la Patria è sempre stata amata, ovunque, che si sono sempre fatte grandi opere, a volte anche inutili, ma si sono sempre fatte e non ci si è mai fatto mancare nulla), di rivedersi, perchè essendo essi Italiani, anche se probabilmente non si sentono tali, il loro no a tutto, va anche a loro detrimento, e non solo ad un'idea astratta di nazione che non si sa dove sta.
L'Italia siamo noi, io che scrivo, voi che leggete, e coloro che non leggeranno mai questo scritto.




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