OMNIA SUNT COMMUNIA
IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO
LA RESISTENZA A PIAZZA NAVONA
Ieri a Roma, per la prima volta al termine di una grande manifestazione unitaria del movimento contro la guerra, si è potuta ascoltare la voce della Resistenza irachena.
Quando, alle 17,20 in piazza Navona, Jabbar al Kubaysi ha iniziato a parlare della situazione in Iraq, delle prospettive della lotta di liberazione in corso e della necessità di sconfiggere gli aggressori, grande è stata l’emozione di una piazza gremita che ha seguito il suo intervento con grande attenzione e partecipazione.
La Resistenza ha dunque parlato, per bocca di un suo autorevole esponente reduce da una lunga detenzione nel carcere americano di Bagdad, nonostante il reiterato rifiuto del comitato organizzatore di farlo intervenire dal palco.
Anche nella giornata di ieri numerosi esponenti delle delegazioni straniere presenti alla manifestazione hanno insistito sulla richiesta che al Kubaysi parlasse dal palco ufficiale. Ma gli organizzatori sono stati sordi; le loro orecchie sono state attente anche questa volta solo alle esigenze politiche ed elettorali del centrosinistra.
Sia ben chiaro: dare o non dare la parola alla Resistenza non era una questione che riguardava soltanto i Comitati Iraq Libero. Ormai la solidarietà con i combattenti iracheni è ben più vasta, anche grazie alle nostre battaglie ed al ruolo di apripista che, spesso da soli, abbiamo svolto in questi tre anni.
La manifestazione di ieri ha dimostrato quanto sia grande ormai l’area di sostegno alla Resistenza. Tanti striscioni, tanti cartelli, richiamavano durante il corteo non solo il diritto a resistere, ma il sostegno aperto a chi combatte armi in pugno gli aggressori, riconoscendone il ruolo di avanguardia della lotta antimperialista e della stessa lotta per la pace.
Ormai nessuno può seriamente negare che se non vi fosse stata la Resistenza armata in Iraq, il movimento contro la guerra in occidente sarebbe già andato a casa.
E’ una verità storica incontrovertibile: la stessa riuscita ed i contenuti espressi da buona parte del corteo di ieri stanno a dimostrarlo. Solo l’incredibile disonestà di un ceto politico di “movimento” che vive degli avanzi lasciati all’indotto del centrosinistra può continuare a negarlo.
La fine della credibilità di questo ceto politico è stata dimostrata proprio dalla riuscita della nostra iniziativa. Quando siamo entrati in piazza con lo slogan “Ma quale pacifismo, ma quale non violenza, ore e sempre resistenza!” molti si sono raccolti attorno a questa parola d’ordine. E quando, insieme ad altre realtà antimperialiste, abbiamo dato inizio all’intervento di al Kubaysi grande è stata l’attenzione e la condivisone delle analisi e degli obiettivi della Resistenza.
Dopo l’intervento di al Kubaysi sono stati ricordati gli altri fronti di lotta. Il palestinese Shukri Ibrahim ha parlato della criminale operazione israeliana a Gerico, mentre Mimmo Mignano dello Slai Cobas di Pomigliano, licenziato dalla Fiat, ha chiamato alla mobilitazione di massa contro la repressione padronale in fabbrica, collegando questa lotta a quella condotta dai partigiani iracheni.
I Comitati Iraq Libero avevano posto da tempo l’esigenza, per questo terzo anniversario dell’inizio dell’aggressione all’Iraq, di unire idealmente e politicamente la voce del movimento con quella della Resistenza. Il risultato è stato ottimo, nonostante le provocazioni e le isterie della parte maggioritaria del comitato organizzatore.
Provocatoria è stata la modifica del testo di convocazione della manifestazione, provocatoria la scelta di costringerci a sfilare insieme ai compagni iracheni (era presente anche Amhed Karim) in fondo al corteo. Non ce ne stupiamo, ma non possiamo passare sotto silenzio la gravità di questa porcheria, incredibilmente offensiva nei confronti degli esponenti iracheni proprio nel giorno dedicato a quel popolo che da tre anni sta subendo l’occupazione del proprio paese.
Ai responsabili di queste scelte diciamo chiaramente di non illudersi. Il movimento contro la guerra non è di loro proprietà. La manifestazione di ieri lo ha affermato con chiarezza. Così come non deve illudersi Bertinotti il quale (dichiarazioni di ieri sera) vorrebbe un movimento al servizio della “sinistra” di governo. Se lo scordi: non sarà così.
Comitati IRAQ LIBERO – 19 marzo 2006
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